SCIENZE DELLA VITA, ROSSI: "LA TOSCANA È COMPETITIVA A LIVELLO MONDIALE"

Scienze della vita, Rossi: "La Toscana è competitiva a livello mondiale"

Il presidente della Regione ha partecipato alla conferenza a Siena "Generiamo il futuro", che ha fatto il punto su un settore che vale il 7% del Pil toscano

"Accanto alla Toscana delle bellezze artistiche esiste anche la Toscana del lavoro intellettuale, della scienza, della ricerca che diventa applicazione industriale. Una Toscana che può competere a livello europeo e mondiale". Così il presidente della Regione Enrico Rossi ha sintetizzato il valore delle scienze della vita per la Toscana, intervenendo, a Siena a "Generiamo il futuro", la conferenza regionale che ha fatto il punto sul settore che vale il 7% del Pil toscano e conta 12mila addetti.

"Siamo una eccellenza in Italia a livello di ricerca, investimenti, crescita occupazionale, la terza realtà nazionale, dopo Lombardia e Lazio - ha sottolineato Rossi - all'insieme di questo sistema di ricerca la Regione ha dato un sostegno significativo: tra il 2010 e il 2017 abbiamo speso in ricerca sanitaria 140 milioni. A questi si aggiungono fondi europei dati a imprese e ricercatori del settore delle scienze della vita per oltre 30 milioni, una cifra che va moltiplicata per 3-4 volte grazie agli investimenti che ha generato".

Rossi inoltre ha preannunciato una iniziativa regionale e rivolto un duplice appello al governo. "Mi piacerebbe – ha detto - che si potesse chiudere la legislatura con il varo, a livello regionale di un sistema di brevettazioni, perché abbiamo la sensazione che tanta ricerca che viene svolta in queste settore si disperde perché non viene sufficientemente tutelata". Al governo Rossi ha chiesto innanzitutto "attenzione all'Europa, perché non esiste un sistema della ricerca che possa prescindere da una dimensione almeno continentale. Non a caso la Regione ha aperto un ufficio con le università a Bruxelles". Inoltre, il presidente ha invitato il governo ad adottare nei tempi più stretti possibili i prodotti innovativi che vengono dal mondo farmaceutico. "Appena l'ente europeo preposto, l'Ema, autorizza il farmaco bisognerebbe che subito l'Italia lo adottasse. Questo permetterebbe di curare subito i pazienti col farmaco nuovo, ma darebbe anche un immediato riscontro economico all'impresa che per lanciare quel prodotto ha compiuto investimenti ingenti."

17/09/2018