Viaggiatori in crescita in Toscana: Firenze è la destinazione top

Ottimi risultati anche Prato, Siena e Grosseto, grazie anche alle zone di campagna e al ritorno al mare toscano degli italiani. I turisti preferiscono gli hotel di lusso oppure gli agriturismi

Il 2015 è stato un anno d’oro per il turismo in Toscana, che ha segnato un aumento del 3,1% degli arrivi e del 2,9% delle presenze, per un totale di circa 90 milioni di viaggiatori, di cui 44 milioni che hanno alloggiato in strutture ufficiali e altri 40 milioni circa sin alloggi non ufficiali, secondo il rapporto dell’Irpet presentato oggi a Firenze.

Firenze si conferma la destinazione top della regione (+5,2% l'area fiorentina e +5,8% il capoluogo), a cui è strettamente correlato il risultato di Prato (+4%). Il ritorno degli italiani al mare e quello degli stranieri nell'interno favorisce il buon risultato delle provincie di Grosseto (+4,6%), Livorno (+2.1%) e Massa Carrara (+0,7%). Lucca tiene (-0,1%) nonostante il crollo delle presenze dei russi in Versilia, compensato dalla crescita degli italiani sulla costa e in Garfagnana, oltre che degli stranieri nella collina lucchese. Arezzo e Siena realizzano ottimi risultati grazie ai loro paesaggi collinari e rurali ed alle città d'arte. Ad Arezzo la crescita effettiva è del 3,7% (anche se una forte diminuzione delle inadempienze nelle registrazioni gonfia il dato fino a 9,8%). Incidono positivamente soprattutto l'aumento degli italiani in Casentino e in Val di Chiana. In provincia di Siena (+4,4%), invece, è la componente straniera che cresce di più (+6,7%), in particolare nel Chianti e nei comuni circostanti il capoluogo, che invece resta stazionario.

La provincia di Pistoia perde anche nel 2015 il 2,1% (-19,4% dal 2007) penalizzata dal declino del termalismo a Montecatini e dalla diminuzione degli stranieri nel capoluogo. Stessa difficoltà per Pisa, che perde soprattutto turisti italiani (-10%). In generale i dati evidenizano per i capoluoghi di provincia risultati meno brillanti rispetto ai territori circostanti, questo evidenzia il diffondersi di un 'pendolarismo turistico' che premia i contesti rurali a scapito dei centri d'arte maggiori, una dinamica che probabilmente legata a dimaniche di prezzo e fenomeni di congestione.

Per quanto riguarda le strutture turistiche, vanno forte gli hotel di lusso, ma anche gli agriturismi e gli affittacamere. I turisti internazionali extraeuropei preferiscono infatti le strutture alberghiere di fascia alta: gli hotel a cinque stelle hanno registrato l'11,8% di presenze in più e i quattro stelle il 5,1%. Parallelamente si conferma il declino delle tipologie alberghiere di livello inferiore, mentre tengono le strutture di categoria intermedia (+1,2% gli RTA e +1,4% i tre stelle), un dato aiutato dal ritorno al mare e in montagna degli italiani e dei toscani in particolare. Molto buoni anche i risultati delle strutture agrituristiche (+4,4%) sostenute dall'aumento dei turisti esperienziali. Il dato per loro è migliore vicino alle città d'arte (+8,3%) ma anche in campagna (+4,2%). Infine gli affittacamere, crescono ma in modo più moderato (+2,3% nel complesso, +5,6% in città).

04/07/2016