Villa Marlia venduta agli svizzeri Diventerà un hotel extralusso

di Simona Bellocci

La villa - una delle dimore storiche della Lucchesia - appartenne alla principessa Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone e ospitò anche il maestro Paganini

Venduta a una coppia di svizzeri Villa Reale Marlia di Capannori, uno dei complessi monumentali più importanti della Lucchesia. Lo storico immobile,  che fu di proprietà della principessa Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone, sarà trasformato  in un hotel extralusso.

Gli spazi sono immensi: stando ai dati dell’agenzia immobiliare che ha concluso l’affare, si tratta – al di là del valore storico – di circa 18 mila metri quadri di superfici interne e di un parco di 19 mila ettari in stile inglese. Un vero e proprio giardino gioiello, con un teatro all’aperto con siepi di tasso e statue in terracotta che rappresentano i personaggi della Commedia dell’arte. Qui, nel Teatro di Verzura – risalente al 1652 -  si esibì con il suo celebre violino anche il maestro Paganini. E poi - tra le numerose stanze della villa - c'è la grande sala da ballo dove la principessa tenne memorabili feste.

Si devono proprio a Elisa Bonaparte la trasformazione in stile neoclassico, dell’edificio realizzato tra Cinquecento e Seicento e gli interventi sul giardino in linea con il gusto del tempo, tanto che il principe di Metternich ne scriverà entusiasta dichiarando che in Italia non aveva mai visto un parco all’inglese come quello, con una tale e grande varietà di piante. La principessa lasciò comunque  intatte alcune parti seicentesche del giardino che sono state conservate fino ad oggi: il Teatro dell'acqua, il Giardino dei limoni, la Peschiera, la Grotta di Pan e – appunto  il Teatro di Verzura.

Dopo la caduta di Napoleone, la Villa di Marlia divenne proprietà dei duchi di Parma e – successivamente - degli Asburgo Lorena. Con l’Unità d’Italia passò a Vittorio Emanuele II di Savoia, primo re d’Italia, che la cedette al principe Carlo di Borbone, diseredato per aver sposato una donna non di sangue reale, l’irlandese Penelope Smith Ballynatray. Infine la villa passò al figlio della coppia, conosciuto come il “Principe Matto”, deceduto nel 1918. Proprio in quegli anni  - nel 1924 - Villa Marlia venne venduta, per pagare i debiti, ai conti Pecci Blunt.

Oggi la storia della Villa Reale prenderà un’altra piega. Si trasformerà in un hotel, extralusso, naturalmente. I titoli nobiliari sono decaduti ma qualche ultramilionario che vuol sentirsi principe per una notte, potrà soggiornare a Villa Marlia, calarsi nelle atmosfere di un tempo e magari sentir pure risuonare le note del violino di Paganini. Questo se il ricco turista oltre ad avere un importante conto in banca ha pure la fantasia ben sviluppata. Ma questa, purtroppo, non si può comprare.

 

Villa Marlia, vista dal giardino
Villa Marlia, vista dal giardino

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19/03/2015