Da Pisa arriva ArchAIDE, la prima App che aiuta gli archeologi

L'applicazione, nata grazie a un progetto europeo coordinato dall’Università di Pisa, utilizza l'intelligenza artificiale per aiutare gli studiosi a riconoscere e classificare i reperti

Aiutare gli archeologia a risolvere uno dei puzzle più complessi che li impegna da sempre, cioè riconoscere e classificare le migliaia di frammenti ceramici che ogni giorno emergono dagli scavi in tutto il mondo. È questo l'obiettivo di ArchAIDE, la prima App che mette l’intelligenza artificiale e le tecnologie investigative a servizio dell'archeologia.

L’innovativo sistema è il risultato dell’omonimo progetto europeo, coordinato dal Laboratorio MAPPA del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. La App, basata su reti neurali e una tecnologia simile a quella utilizzata in ambito investigativo per il riconoscimento facciale, è già disponibile gratuitamente su AppStore and GooglePlay e proprio in questi giorni debutta ufficialmente al meeting annuale dell’Associazione europea degli archeologi a Berna.

“Durante le indagini archeologiche – spiega la professoressa Letizia Gualandi del MAPPALab dell’Ateneo pisano – vengono ritrovati migliaia di frammenti ceramici prodotti nelle epoche più diverse, dalla preistoria ai giorni nostri, quasi come tessere di un puzzle che, se ricostruito, può fornire moltissime informazioni sulla vita nelle epoche passate, grazie alla app che abbiamo sviluppato l’idea è di aiutare gli archeologi a risolvere questo rompicapo, che attualmente richiede molto tempo e competenze molto specialistiche tanto che risulta quasi sempre impossibile catalogare tutte le ceramiche ritrovate”.

ArchAIDE

“Il funzionamento della App Archaide è molto semplice – spiega la ricercatrice Gabriele Gattiglia che coordina il progetto _ - basta scattare una foto con un dispositivo mobile, smartphone o tablet, e inviarla al riconoscitore automatico per riconoscere il frammento e poter condividere in tempo reale i dati, creando così un archivio che può essere utilizzato da qualunque ricercatore, studioso o appassionato in qualunque luogo si trovi.”

ArchAIDE è disponibile anche in versione desktop, utilizzabile cioè da un semplice pc, permettendo di caricare anche fotografie archiviate nel passato.
“La App è stata sviluppata per riconoscere sia i frammenti decorati, sia quelli privi di decorazione. – conclude Francesca Anichini dell’Ateneo pisano, project manager di ArchAIDE - al momento l’accuratezza del riconoscimento è intorno al 75%, ma sarà proprio grazie al sempre più ampio utilizzo da parte degli utenti che il sistema riuscirà a migliorare la propria performance, e da questo punto di vista stiamo già lavorando alla costruzione di un network di università, centri di ricerca e aziende che potranno contribuire all’arricchimento del database”.

05/09/2019