Più iscritti e più innovazione per i 779 anni dell'Università di Siena

Il rettore Francesco Frati ha aperto il nuovo anno accademico dell’Ateneo di Siena alla presenza del ministro Lorenzo Fioramonti

Iscritti in aumento, borse e servizi implementati, ottimi dati su internazionalizzazione e placement: con questi dati positivi si è tenuta oggi la cerimonia di inaugurazione del 779° anno accademico dell’Università di Siena alla presenza del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti. Il rettore dell’Ateneo senese, Francesco Frati, nel tradizionale momento dedicato alla sua relazione, ha colto l’occasione per tracciare un bilancio della prima metà del suo mandato, giunto alla conclusione del terzo anno.

Il numero degli studenti e dei laureati in aumento, le attività di orientamento, le borse e i servizi: il rettore nella sua relazione ha ricordato come gli studenti siano sempre al centro degli sforzi per migliorare l’offerta dell’Ateneo. “Negli ultimi tre anni accademici - ha evidenziato Frati - siamo cresciuti del 15% sul numero di studenti immatricolati e del 6% sul numero degli studenti iscritti al primo anno delle lauree magistrali. E i dati preliminari che si stanno conoscendo in questi giorni relativi alle immatricolazioni per l’anno accademico 2019/20 sono ancora più promettenti, soprattutto per quanto riguarda l’iscrizione alle lauree magistrali. Tale tendenza è confermata anche dal numero dei laureati usciti dall’Università di Siena, cresciuti, dal 2015 al 2018 dell’1.5% e di oltre il 10% con riferimento agli studenti che si laureano nei tempi previsti dal loro percorso”.

inaugurazione università siena

“Qui in Toscana – ha aggiunto il rettore - anche grazie all’impegno e agli investimenti della giunta regionale, l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio offre borse e servizi tra i migliori in Italia. Ma certamente, un sistema di università pubblica come il nostro non può prescindere dai finanziamenti statali se vogliamo davvero, per rispettare i principi sanciti nella nostra carta costituzionale, consentire a tutti i capaci e meritevoli di accedere agli studi universitari indipendentemente dalle possibilità economiche”.
Particolare attenzione è stata dedicata ai dati sull’internazionalizzazione registrati dall’Ateneo, con quasi il 9% degli iscritti provenienti da altri paesi, a fronte di una media nazionale che si attesta sul 5%, 18 corsi interamente in lingua inglese, di cui 2 corsi di laurea triennale e uno a ciclo unico, l’implementazione del programma Erasmus con una costante crescita degli studenti in entrata e in uscita.

Il rettore ha poi ricordato l’impegno nel placement dei laureati e in particolare del successo dei contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca che si sono poi trasformati in assunzioni a tempo indeterminato. Un capitolo importante quello della ricerca e del trasferimento tecnologico. “Con il Piano di Sostegno alla Ricerca – ha evidenziato Frati - negli anni abbiamo aumentato le sempre pur limitate risorse dedicate alle esigenze di base dei nostri ricercatori, riattivando al contempo risorse per sostenere l’ammodernamento delle nostre infrastrutture di ricerca. Consistenti aiuti ci sono venuti in questi anni dalla Regione Toscana, che ringrazio per la grande attenzione mostrata nel voler sostenere il sistema universitario toscano, specialmente con riferimento agli assegni e alle borse di ricerca, che denota la volontà di investire soprattutto sui giovani ricercatori”.

Il sostegno alla costituzione di spin-off, per il quale l’Ateneo si è collocato nelle prime 15 posizioni nel ranking pubblicato da Netval nel 2018, e la stipula di accordi per la realizzazione di Laboratori congiunti con le imprese, 10 già costituiti e 2 in fase di realizzazione, sono alcune delle iniziative a sostegno del trasferimento tecnologico che sono state ricordate.

23/11/2019