Ricerca: Sant'Anna e Ateneo di Pisa coinvolti nel Nobel per la Medicina

Il gruppo di ricercatori pisani ha collaborato con Peter Ratcliffe nello studio del meccanismo di percezione dell'ossigeno in piante e animali

C'è un po' di Pisa nel Nobel alla Medicina del 2019. Il riconoscimento è stato appena assegnato a William Kailin, Peter Ratcliffe e Gregg Semenza per i loro studi sui meccanismo di percezione dell’ossigeno. Peter Ratcliffe, proprio su questi temi, è stato coautore con ricercatori del PlantLab dell'Istituto di Scienze della Vita delle Scuola Sant'Anna e del Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa.

Animali e piante hanno in comune molto più di quanto si pensi e la ricerca premiata con il Nobel lo ha dimostrato nel momento in cui ha incontrato quella sulla percezione dell'ossigeno nelle cellule delle piante condotta in Italia. Unendo le forze, il gruppo britannico di Sir Peter Ratcliffe e quello italiano coordinato da Pierdomenico Perata, di Scuola Superiore Sant'Anna e Università di Pisa, hanno scoperto che il meccanismo di percezione di piante e animali è analogo: è stata la dimostrazione di come si tratti di un sistema di difesa e di adattamento delle cellule molto antico, comparso all'alba dell'evoluzione.

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"Nel 2011 abbiamo scoperto come le piante percepiscono l'ossigeno e abbiamo voluto collaborare con Ratcliffe per capire se il meccanismo era simile, visto che animali e piante sono considerati da tutti come due mondi diversi", ha osservato Perata. La collaborazione, andata avanti per anni, ha portato nel luglio scorso i due gruppi di ricerca a pubblicare sulla rivista Science che il meccanismo di percezione dell'ossigeno è simile in piante e animali. Allo studio italiano hanno collaborato Francesco Licausi e Beatrice Giuntoli, ora entrambi nell'Università di Pisa.

"È un esempio esempio molto bello - ha rilevato Perata - di come la ricerca di base nelle piante può essere tradotta in applicazioni importanti, anche nell'uomo". La ricerca ha dimostrato infatti che oltre alla proteina Hif scoperta negli animali e nell'uomo da Ratcliffe, esiste un enzima chiamato Ado, identico a quello delle piante. La scoperta ha un enorme potenziale applicativo in ambito terapeutico in quanto l'enzima Ado potrebbe diventare un bersaglio completamente nuovo per il trattamento farmacologico di tumori e infiammazioni.

08/10/2019