Pisa: l'Università attrae stranieri, il 50% dei laureati fuori dalla Toscana

Il rapporto AlmaLaurea dichiara che il 70,6% dei laureati triennali trova lavoro a un anno dalla discussione della tesi e circa il 21% può contare su un lavoro dipendente a tempo indeterminato

Il 21mo Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati, presentato a Roma nei giorni scorsi da AlmaLaurea, il consorzio interuniversitario al quale aderiscono 75 atenei, conferma l'attrattività dell'Università di Pisa, che conta quasi la metà dei laureati magistrali provenienti da fuori Toscana, con percentuali occupazionali più alte e maggiori guadagni rispetto sia alla media toscana che a quella nazionale.

Più di un terzo dei 7300 laureati a Pisa intervistati, prosegue la nota, arriva da fuori Toscana, quota che sale al 43.5% per quanto riguarda i magistrali biennali, ma Pisa rispetto al dato regionale e a quello nazionale registra una quota più bassa di laureati stranieri: i laureati pisani sono inoltre più bravi dei loro colleghi, avendo un miglior voto medio di laurea, ma più lenti, con una minore percentuale di studenti che riescono ad acquisire il titolo di laurea entro gli anni di corso.

Altri aspetti con qualche criticità, soprattutto ai fini della prospettiva occupazionale, riguardano la percentuale di studenti che svolge tirocini curriculari, che si reca all'estero per studiare e che associa allo studio esperienze di lavoro, tutti dati inferiori alle medie nazionali.

Sostanzialmente in linea con i dati toscani e italiani, i laureati a Pisa si dichiarano soddisfatti dell’esperienza universitaria e del rapporto costruito con i docenti, con una percentuale che tocca rispettivamente l'86.7% e l'84.5%: il 69.9% degli intervistati si iscriverebbe di nuovo all'università, confermando sia il corso di studio che l'ateneo.

Per quanto riguarda la condizione occupazionale, il 70,6% dei laureati triennali trova lavoro a un anno dalla discussione della tesi e circa il 21% può contare su un lavoro dipendente a tempo indeterminato, mentre il 39,5% su un lavoro a termine e il 17,2% svolge un'attività autonoma. La retribuzione media dei laureati pisani, di 1.132 euro mensili netti, è superiore a quanto guadagnano in media i colleghi della Toscana (1.108 euro) ma inferiore rispetto all'Italia (1.232 euro) e il 58.6% di questi considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto: il tasso di occupazione sale al 73.8% per i laureati di secondo livello (76.8% tra i laureati magistrali biennali e 65.6% per i laureati magistrali a ciclo unico), un dato lievemente migliore rispetto a quello toscano (73%) e italiano (69.4%) ed è più alta anche la retribuzione media (1.292 euro mensili netti, contro i 1.234 euro della Toscana e i 1.232 euro su base nazionale).

12/06/2019