{"id":142431,"date":"2020-04-29T12:46:21","date_gmt":"2020-04-29T10:46:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/remaschi-agricoltura-filiera-essenziale-non-lasceremo-indietro-nessuno\/"},"modified":"2020-08-10T10:30:35","modified_gmt":"2020-08-10T08:30:35","slug":"agricoltura-intervista-marco-remaschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/agricoltura-intervista-marco-remaschi\/","title":{"rendered":"Remaschi: &#8216;Agricoltura filiera essenziale, non lasceremo indietro nessuno&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 una crisi senza precedenti quella che sta vivendo il settore agricolo. L\u2019emergenza corona virus ha messo in ginocchio le imprese, compromettendo duramente il tessuto dell\u2019economia. Manca la manodopera nei campi, si rischia di non poter procedere con la raccolta, la vendita diretta azzerata e per adesso il commercio online &#8211; da solo &#8211; non pu\u00f2 essere l\u2019unica soluzione per rispondere alle criticit\u00e0 delle aziende. Poi c\u2019\u00e8 da pensare anche al settore agrituristico, a quella fetta di imprenditori che avevano investito con successo nell\u2019enoturismo e che oggi vedono vanificati i propri sacrifici, con un rischio altissimo di perdita di posti di lavoro. Cosa fare? Lo abbiamo chiesto all\u2019assessore all\u2019agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi che fin dall\u2019inizio dell\u2019emergenza ha raccolto le istanze delle associazioni di categoria provando a individuare diversi livelli di azioni e misure per le imprese e garantire sostegno al sistema. \u201cNon lasceremo nessuno indietro\u2019, assicura.<\/p>\n<p><strong>Partiamo da una questione urgente, quella della mancanza di manodopera, che si riveler\u00e0 problematica anche nei prossimi mesi, sopratutto ricordando che nei campi ci lavorano gli immigrati. I raccolti rischiano di marcire con un danno economico incalcolabile, cosa fare e quale ruolo possono svolgere i centri per l\u2019impiego che stanno in capo alla Regione?<\/strong><\/p>\n<p><em>E\u2019 un tema sul quale abbiamo messo molta attenzione, sia a livello regionale che nazionale. Proprio al tavolo nazionale il ministro si \u00e8 impegnato a trovare soluzioni flessibili. Le organizzazioni chiedono l\u2019utilizzo dei voucher ma sappiamo anche qual \u00e8 l\u2019atteggiamento dei sindacati su questo strumento.<\/em><em> Io ho chiesto di trovare degli elementi di flessibilit\u00e0 che consentano di dare risposta agli agricoltori ed all\u2019agricoltura e che permettano di non lasciare sui campi o sulle piante i prodotti del settore agricolo. A livello regionale abbiamo fatto un incontro con la collega Grieco (assessore regionale a formazione e lavoro, n.d.r.) cercando di coinvolgere in questo percorso i centri per l\u2019impiego. Ne abbiamo 54 in Toscana e l\u2019intento \u00e8 quello di far incrociare domanda e offerta e dare opportunit\u00e0 di lavoro anche ai cittadini toscani che abbiano le competenze, la voglia, la capacit\u00e0 e la professionalit\u00e0 per fare questo tipo di attivit\u00e0. Sono convinto che con le misure regionali e nazionali sicuramente sapremo essere pronti nelle prossime settimane, quando ci sar\u00e0 maggior bisogno di manodopera rispetto ad oggi.<\/em><\/p>\n<p><strong>Con l\u2019emergenza Corona virus sono partite tante campagne nazionali e locali per sostenere l\u2019acquisto da parte dei cittadini di prodotti italiani, prodotti certificati e aiutare dunque i nostri produttori. Va anche in questa direzione il protocollo che avete siglato con Anci Toscana, l\u2019associazione dei comuni per utilizzare nei pacchi spesa per gli indigenti, prodotti locali e di filiera. Cosa prevede questo accordo nello specifico?<\/strong><\/p>\n<p><em>Ci siamo mossi con Anci perch\u00e8 abbiamo un\u2019agricoltura fatta di tantissime aziende, spesso anche familiari, molto piccole che fanno prodotti di altissima qualit\u00e0. L\u2019agricoltura &#8211; ritenuta attivit\u00e0 essenziale &#8211;&nbsp; deve portare nelle nostre case cibo di buono e che abbia una garanzia di sicurezza alimentare e tracciabilit\u00e0, tutti requisiti che corrispondono al nostro tipo di agricoltura. Sappiamo per\u00f2 che con il blocco dei canali dell\u2019Ho.Re.Ca&nbsp; i prodotti freschi, ortofrutticoli e altre produzioni, oggi hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0 ad entrare all\u2019interno dei percorsi distributivi. Allora abbiamo pensato di coinvolgere i comuni che devono fornire alle famiglie voucher di acquisto nei negozi o nella grande distribuzione oppure i pacchi spesa. Da qui l\u2019accordo con i comuni che si possono occupare di coinvolgere le aziende del territorio. E\u2019 anche un fatto di educazione alimentare, un tema nel quale noi probabilmente per la prima volta andiamo &#8211; con grande forza &#8211;&nbsp; a fare un\u2019operazione di sensibilizzazione sulle famiglie toscane. Dobbiamo consumare toscano e adottare ognuno di noi un agricoltore, mangiare bene, sano e dare pi\u00f9 forza ai nostri agricoltori.<\/em><\/p>\n\n<p><strong>Questa emergenza ci ha messo di fronte anche ad un miglior utilizzo della tecnologia e delle opportunit\u00e0 che offre. Partendo da questo molti consorzi o associazioni d\u2019impresa hanno pensato che fosse giunta l\u2019ora di investire in maniera stabile sul commercio online. Ecco &#8211; come gestire questo processo secondo lei &#8211; e come si pu\u00f2 ancora innovare non solo sulla parte dell\u2019e-commerce ma anche sulla promozione sui nostri brand dell\u2019agroalimentare, cosa serve oggi per rimanere protagonisti sui mercati internazionali in un momento difficile per tutti i paesi del mondo?<\/strong><\/p>\n<p><em>Bisogna ripartire, avere la forza di non mollare, bisogna innovare. L\u2019innovazione &#8211; per quello che riguarda la Toscana &#8211; sta anche nel trovare nuove forme di promozione e di commercializzazione dei nostri prodotti. Eravamo abituati ad utilizzare la vendita a km zero anche utilizzando i grandi flussi turistici che avevamo nella nostra regione, prima del Corona Virus. Oggi la vendita diretta nelle aziende \u00e8 un canale chiuso quindi dobbiamo mettere in campo elementi nuovi. L\u2019e-commerce in altri paesi \u00e8 pi\u00f9 evoluto e ha fatto accendere una spia nei nostri consorzi, nei nostri agricoltori per altre opportunit\u00e0 di commercio. Io spero che da questa esperienza estremamente negativa si possa uscire rafforzati, con ulteriori opportunit\u00e0 di commercializzare bene i nostri prodotti. Non dimentichiamo poi &#8211; e questo \u00e8 un dato principale &#8211; che ogni cittadino nell&#8217;emergenza ha variato anche il modo di fare la spesa. Noi come Toscana possiamo dunque mettere in campo il nostro brand e le nostre produzioni di altissima qualit\u00e0, credo che questo sar\u00e0 premiante alla lunga e dunque si potr\u00e0 uscire in maniera pi\u00f9 forte e sinergica coinvolgendo tutti i soggetti della filiera.<\/em><\/p>\n<p><strong>La Toscana si \u00e8 dimostrata storicamente terra resiliente. Resilienza che si \u00e8 manifestata di fronte ad emergenze naturali ed a crisi economiche. Quali sono secondo lei&nbsp; i pilastri su cui si pu\u00f2 poggiare il settore agricolo toscano per resistere e ripartire?<\/strong><\/p>\n<p><em>Il territorio. E ancora le bellezze naturali, ambientali, paesaggistiche oltre a quelle artistiche e architettoniche che abbiamo. Speriamo che questa sia una triste esperienza di passaggio e che si possa tornare poi nel corso dei prossimi mesi ad una vita pi\u00f9 normale. Partendo dunque dalla cura dei territori possiamo ripartire. C\u2019\u00e8 stato un avvicinamento forte ai territori rurali, anche da parte dei giovani. Come Regione dobbiamo stare vicino ai territori, a chi fa sviluppo e li salvaguarda, mettendo in campo tutta una serie di azioni regionali, nazionali e comunitarie, facendo fatti concreti, non parole. Sono certo che ne usciremo pi\u00f9 forti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Come Regione quali strumenti state mettendo e mettete in campo a sostegno delle imprese e delle filiere dell\u2019agroalimentare, al di l\u00e0, ovviamente delle misure messe in campo dal governo? Ci sono anticipazioni di risorse in corso o bandi con scadenze posticipate? Come state venendo incontro alle aziende in momento tragico per il settore?<\/strong><\/p>\n<p><em>Abbiamo la programmazione comunitaria, il PSR ed abbiamo allocato il 98% delle nostre risorse che abbiamo a disposizione, ossia i nostri 950 milioni di euro. Nelle scorse ore abbiamo avuto un incontro con tutta la struttura dirigenziale e con le organizzazioni professionali per mettere in campo, con un percorso condiviso, tutte quelle che sono risorse del piano di sviluppo rurale, la politica agricola comunitaria (quindi anticiperemo i pagamenti della PAC), risorse regionali che sono sicuramente poche e che saranno indirizzate verso le filiere pi\u00f9 in sofferenza. Oltre a questo c&#8217;\u00e8 il collegamento con i decreti legge del governo nazionale. Oggi per\u00e8 \u00e8 necessaria una pressione specifica e comune su Bruxelles perch\u00e9 da l\u00ec possono partire risposte importanti. Un\u2019idea sulla quale stiamo lavorando \u00e8 quella di utilizzare l\u2019annualit\u00e0 2021 per cercare di utilizzare gran parte delle risorse del piano di sviluppo rurale per dare liquidit\u00e0 alle aziende.&nbsp; Abbiamo bisogno di immettere benzina nel motore delle imprese agricole. Non \u00e8 un\u2019azione unica ma deve essere vista partendo dalla Regione, passando per il Governo e l&#8217;Europa. Tutti insieme sono convinto che ce la possiamo fare. Abbiamo visto l\u2019importanza dell\u2019agricoltura e della filiera del cibo, \u00e8 veramente la prima filiera essenziale e c\u2019\u00e8 grande attenzione e su questo noi non possiamo tradire le attese dei nostri cittadini.<\/em><\/p>\n<p><strong>Qualche giorno fa una delle imprenditrici del vino pi\u00f9 importanti in Italia, Donatella Cinelli Colombini, madre dell\u2019enoturismo nel nostro paese ha lanciato un grido d\u2019allarme per questa fetta di imprenditori che uniscono produzioni ad offerta turistica. Si stimano perdite enormi e rischio di posti di lavoro. In questo caso la situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 complessa e mette insieme tanti interessi. State pensando ad un piano specifico con l\u2019assessorato al turismo&nbsp; e Toscana Promozione Turistica?<\/strong><\/p>\n<p><em>La Regione Toscana ha 4500 agriturismi, ha il 20% dell\u2019offerta agrituristica nazionale ma questo lo dobbiamo ala capacit\u00e0 dei nostri imprenditori, alla bellezza del nostro territorio, quindi oggi \u00e8 penalizzato un settore in grande crescita e grande sviluppo. Sono convinto che&nbsp; sicuramente ripartir\u00e0 perch\u00e9 andare negli agriturismi significa non creare aggregazione. Gli agriturismi spesso sono piccole realt\u00e0, frequentate da una, due famiglie, \u00e8 possibile il distanziamento sociale, possono godere della libert\u00e0 di stare sulle nostre colline. Il grido d\u2019allarme di Donatella Cinelli Colombini \u00e8 giusto, con disdette delle prenotazioni fino a giugno. Ci sono pochissimi segnali di ripresa. Noi con gli agriturismi portiamo i viaggiatori all\u2019interno delle nostre aziende, gli facciamo visitare le cantine, li portiamo in campo, gli facciamo vedere come nascono le nostre produzioni vitivinicole, li portiamo nei nostri oliveti , li portiamo nelle stalle, leghiamo questo ad un\u2019attivit\u00e0 che \u00e8 anche turistica, mangiando prodotti toscani. Chi va in agriturismo deve vivere la Toscana a 360 gradi e per questo stiamo facendo dei tavoli con i vari assessorati. Vogliamo capire quali possono essere risposte concrete per indennizzare anche gli agriturismi che hanno perso quasi tutto il reddito e non dimentichiamo che sono anche un volano importante di vendita diretta. Dobbiamo riprendere a camminare anche in questo settore.<\/em><\/p>\n<p><strong>Fortemente danneggiate dall\u2019emergenza in Toscana anche le aziende floricole, se ne contano circa 2 mila tra Pistoia, Lucca e Grosseto. La Regione ha detto chiaramente che interverr\u00e0 per sostenerle, a che punto siamo?<\/strong><\/p>\n<p><em>Abbiamo fatto un incontro con le organizzazioni, dovremmo portare nei prossimi giorni in Consiglio Regionale una proposta per trovare liquidit\u00e0 di carattere regionale per dare dunque una prima risposta al settore floricolo ed a quello ovicaprino. Lo faremo concertando le varie azioni. Stiamo poi lavorando sul tavolo nazionale, il ministro si \u00e8 impegnato a trovare risorse specifiche. Se non aiutiamo le aziende con sovvenzioni o liquidit\u00e0 non ce la fanno a ripartire. Noi abbiamo tutte le attenzioni del caso per non lasciare nessuno indietro.<\/em><\/p>\n<p><strong>Si parla tanto di Rinascimento in questo periodo, sopratutto in Toscana. Rinascimento dei centri storici che riguarda anche un profondo ripensamento delle citt\u00e0. Quali potrebbero essere&nbsp; i punti cardine di un Rinascimento delle campagne che comunque era gi\u00e0 in atto, in tantissimi si erano convertiti al biologico, al biodinamico, avevano trasformato le proprie aziende puntando non solo su produzione ma anche su turismo, didattica, esperienza. E oggi? Da dove si riparte?&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><em>Mi faccia dire innanzitutto una cosa, prima di risponderle. Dovremmo lasciare indietro per un po\u2019 di tempo l\u2019aspetto dello scontro politico se vogliamo dare l\u2019immagine ai nostri cittadini di un&#8217;Italia coesa a livello internazionale, le polemiche non fanno bene. Il confronto s\u00ec &#8211; anche forte &#8211; ma le polemiche no. <\/em><\/p>\n<p><em>Per quanto riguarda noi dobbiamo investire sul brand toscana e sulle infrastrutture che limitano determinate azioni del nostro territorio. Dedicare pi\u00f9 risorse a marketing e comunicazione sia del territorio che delle produzioni e delle bellezze, tutti aspetti da declinare se superiamo questa fase di crisi e di emergenza, con migliaia di morti, famiglie distrutte. Noi dovremmo mettere in campo come Italia, Toscana ed Europa azioni sinergiche insieme al resto del mondo per ripartire e creare quelle condizioni per tornare a quella vita normale che oggi non c\u2019\u00e8. C\u2019\u00e8 sicuramente una perdita delle nostre libert\u00e0 ma lo facciamo con la prospettiva di poter ripartire tutti insieme, questo deve essere l\u2019obiettivo. Lo scontro politico fuori dalle righe non fa bene n\u00e9 ai singoli cittadini n\u00e9 al paese.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le misure di sostegno al settore, la mancanza di manodopera nei campi, l&#8217;enoturismo messo al tappeto. Le criticit\u00e0 ma anche le proposte per ripartire. 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