{"id":149742,"date":"2020-08-22T18:11:59","date_gmt":"2020-08-22T16:11:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=149742"},"modified":"2021-02-04T15:36:56","modified_gmt":"2021-02-04T14:36:56","slug":"confessioni-jonathan-canini-vernacolo-benigni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/confessioni-jonathan-canini-vernacolo-benigni\/","title":{"rendered":"Le confessioni di Jonathan Canini: &#8220;S\u00ec, recito in vernacolo. Benigni? Una divinit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Qualcuno l&#8217;ha definito youtuber. Altri dicono sia un comico, altri ancora un cabarettista. Forse le etichette sono solo una convenzione per classificare la creativit\u00e0. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che lui, <strong>Jonathan Canini<\/strong>, \u00e8 un giovane talento. Funambolo del linguaggio &#8211; pardon, del vernacolo &#8211; giorno dopo giorno, non senza fatiche, sta costruendo la propria identit\u00e0 artistica. Dire che i suoi video divertono e che i suoi sketch teatrali fanno ridere sarebbe riduttivo, oltre che ingiusto. <mark>Anche se poi \u00e8 tutto vero, perch\u00e9 guardando i video ci si diverte davvero. E si ride. A volte proprio perch\u00e9 ad essere esasperate, nelle sue caricature, sono proprio le caratteristiche della toscanit\u00e0 che si declina con ineluttabile campanilismo in ogni frammento di territorio.<\/mark><\/p>\n<div class=\"focuson\"><a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/articolo\/lucca-risuona-2020\/\"><img decoding=\"async\" class=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Jonathan-Canini4.jpg\" style=\"\">\n                <div class=\"cat\">Lucca \u2018risuona\u2019 con Dente, Canini, Ciulla e l\u2019omaggio a Morricone<\/div>\n                <h4>Dal 10 al 12 settembre nasce un nuovo festival, tre giorni di musica nella splendida cornice di Villa Bottini<\/h4><\/a>\n              <\/div>\n<p>Canini ha 26 anni, vive e abita a Santa Maria a Monte (Pisa), ma ha parenti sparsi in tutta la Toscana. Una vera e propria fonte d&#8217;ispirazione. Jonathan inizia con gli spettacoli dal vivo e agli spettacoli dal vivo \u00e8 tornato dopo esperienze col cinema, la sua grande passione. Ha prodotto cortometraggi e film, ha recitato in serie tv. <mark>Ma soprattutto progetta, crea e pubblica contenuti per il web che gli valgono pi\u00f9 di 200 mila follower su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/JonathanCaniniOfficial\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">facebook<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/jonathancanini\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">instagram<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCbZfRg7d2kUyY-fYm5_FLaQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">youtube<\/a>.<\/mark> <em>&#8220;Per\u00f2 non sono molto tecnologico&#8221;<\/em>, ci dice. Infatti il suo bisogno di esprimersi <strong>trova nei social network un mezzo, non un fine<\/strong>. Il suo pubblico, con cui stringe un legame empatico, da virtuale \u00e8 diventato reale. <em>&#8220;Prima di salire sul palco l&#8217;emozione morde forte&#8221;<\/em>, ci confessa. Ma questo non lo ferma. Ora porta in scena <em>Cappuccetto Rozzo<\/em>, scritto e recitato insieme a <strong>Riccardo Di Marzio<\/strong>. Ebbene, per il primo spettacolo dopo il lockdown, alla Fortezza di Mont&#8217;Alfonso, a Castelnuovo di Garfagnana, c&#8217;erano pi\u00f9 di 700 persone. E sold-out erano tutti gli spettacoli che hanno preceduto l&#8217;emergenza sanitaria. <mark>Le sedie, disposte a debita &#8216;distanza sociale&#8217;, erano occupate da tre generazioni. Nonni, figli, nipoti.<\/mark> Molti dei quali, a fine serata, sono andati alla ricerca di un selfie (seppur in sicurezza). Il suo prossimo spettacolo \u00e8 in programma il <a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/articolo\/lucca-risuona-2020\/\">12 settembre a Villa Bottini<\/a>, all&#8217;interno della rassegna <em>Lucca Risuona<\/em>. Nell&#8217;attesa proviamo a conoscere meglio questa nuova stella della comicit\u00e0 toscana (che in realt\u00e0 aspira a diventare un &#8220;quasi&#8221; attore).<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RUFJfBADbBY\" width=\"800\" height=\"447\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" data-mce-type=\"bookmark\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Jonathan o Johnny? Come preferisci essere chiamato?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Gli amici mi chiamano Johnny. Mi piace, mi fa sentire a mio agio. Per i familiari invece sono Jo, che loro pronunciano &#8216;Gi\u00f2&#8217;. Dato che mi chiamano spesso, devono cercare di abbreviare per far prima&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Vada per Johnny. Un nome che non \u00e8 toscano, almeno non in senso stretto. Eppure tra Pisa e Livorno ci sono parecchi Jonathan, Kevin, Yuri, Maicol. Anche in questi nomi c&#8217;\u00e8 un po&#8217; di toscanit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Certo che s\u00ec. Inoltre ti confesso che il mio nome mi piace, anche se non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. A scuola c&#8217;era un ragazzo chiamato Jonathan, proprio come me. Non era il miglior esempio di simpatia. Poi cambiai scuola e imparai ad amare quel nome, di cui ho studiato anche le origini. \u00c8 ebraico&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nei tuoi video, cos\u00ec come negli spettacoli, imiti i vernacoli di mezza Toscana. Tu sei originario di Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa. \u00c8 quella la tua appartenenza?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;<mark>Appartengo a tutte le province e a nessuna. Il motivo \u00e8 presto spiegato: ho una famiglia &#8216;mista&#8217;. I miei parenti sono ovunque.<\/mark> Mia zia \u00e8 di Livorno, la nonna \u00e8 di Ghizzano, altri zii sono di Campocatino. E poi abbiamo anche un fiorentino in famiglia&#8230; Fin da piccolo, durante i pranzi e le cene di Natale, ero sempre affascinato da tutta questa variet\u00e0 di culture e di linguaggi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Spesso negli spettacoli tiri in ballo i tuoi parenti. Quindi non sono frutto della finzione, ma esistono davvero.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non sono veri, sono verissimi. Tra l&#8217;altro dopo l&#8217;ultimo spettacolo di <em>Cappuccetto Rozzo<\/em>, quello a Castelnuovo di Garfagnana, un signore di Campocatino mi ha avvicinato dicendomi <em>&#8216;Oh topino, hai detto d&#8217;av\u00e9 &#8216; pparenti a Gampogatino, ma io un ci credo m\u00eca&#8217;<\/em>. E invece dopo avergli fatto nomi e cognomi si \u00e8 dovuto ricredere&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ad assistere a quello spettacolo, nella Fortezza di Mont&#8217;Alfonso, c&#8217;erano pi\u00f9 di settecento persone. Un numero importante in senso assoluto, ma che acquista ancor pi\u00f9 significato se si pensa all&#8217;emergenza sanitaria. Un successo inatteso?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Francamente siamo sorpresi, nessuno se lo aspettava. Devo ammettere che nel giro di due anni mi \u00e8 cambiata la vita. La pi\u00f9 grande vittoria, al momento, \u00e8 riuscire a trasformare la passione in un lavoro. Il percorso \u00e8 lungo, ne sono consapevole. Se mi domandi cosa spinge settecento persone a venirmi a vedere, be&#8217;, onestamente ti rispondo che non lo so. <mark>Per\u00f2 di una cosa sono certo: con il pubblico percepisco una straordinaria empatia. Un calore che non si \u00e8 indebolito neppure durante il lockdown, che, ahinoi, ha messo in ginocchio tutta l&#8217;industria del teatro.<\/mark> E non solo quella&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Quando tutto si \u00e8 fermato, tu e Riccardo Di Marzio eravate gi\u00e0 in tour con <em>Cappuccetto Rozzo<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Stava andando tutto bene, i teatri erano pieni. Rimandare le date sold-out \u00e8 stato per noi un duro colpo. Eravamo dispiaciuti per quel che stava accadendo, ma anche per il pubblico, che in quelle lunghe settimane non ha mai fatto mancare la sua presenza. Ci hanno letteralmente sommersi di messaggi. \u00c8 stato un modo come un altro per continuare a sentirci vicini&#8221;.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">Anche ai giovani piacciono le espressioni vernacolari che non utilizzano nella quotidianit\u00e0, ma che riconoscono come appartenenti alla loro cultura e a quella dei loro nonni<\/span><\/p>\n<p><strong>Facciamo un passo indietro. La popolarit\u00e0 \u00e8 arrivata col vernacolo?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Proprio cos\u00ec. Dopo la pubblicazione del primo video in vernacolo in cui proponevo i quattro personaggi toscani &#8211; il lucchese, il livornese, il pisano e il fiorentino &#8211; ho registrato un&#8217;impennata improvvisa di contatti e visualizzazioni. Anche ai pi\u00f9 giovani piace sentire termini ed espressioni vernacolari che magari non utilizzano nella quotidianit\u00e0, ma che riconoscono come appartenenti alla loro cultura e a quella dei loro nonni. <mark>Forse perdiamo un po&#8217; della nostra tradizione linguistica, ma esiste un legame affettivo che non si spezza.<\/mark> Poi, oh, quei quattro personaggi non sono altro che le caricature dei miei parenti&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/U8IC4BV6ROs\" width=\"800\" height=\"447\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" data-mce-type=\"bookmark\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Per ogni video prodotto si percepisce che c&#8217;\u00e8 un gran lavoro. \u00c8 cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non potrebbe essere diversamente. A volte investo giorni o settimane per scrittura, riprese e montaggio. Tra l&#8217;altro scrivo sempre a penna, mai con un computer. E poi cerco di fare del mio meglio anche con la regia, cercando di tenere ben presenti le regole base della cinematografia, a cominciare da campo e controcampo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>In una recente intervista su <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/NewsletterCorriere\/la-lettura\/5ecd3028-d663-11ea-b09b-c444f41468ab_laLettura.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>La Lettura<\/em><\/a> del <em>Corriere della Sera<\/em>, rispondendo a una domanda sul linguaggio, Alessandro Benvenuti ha dichiarato di avere <em>&#8220;un&#8217;insofferenza verso la toscanit\u00e0&#8221;<\/em>. Ha poi aggiunto che <em>&#8220;il linguaggio \u00e8 una pianta che va saputa potare, non si pu\u00f2 sfruttare biecamente perch\u00e9 poi si secca&#8221;<\/em>. Per te la toscanit\u00e0 \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 o una gabbia?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"citazione\">Il vernacolo dovrebbe quindi tornare a essere protagonista, in teatro come al cinema<\/span><\/p>\n<p>&#8220;Non \u00e8 affatto un limite, e ti spiego il perch\u00e9. Sono un fan di <strong>Massimo Troisi<\/strong> ed \u00e8 grazie ai suoi film che mi sono innamorato del cinema e ho cominciato a sognare di fare l&#8217;attore. Eppure lui recitava in napoletano. Alla scuola di cinema ci dicevano che parlare in dialetto o in vernacolo era un rischio, perch\u00e9 non saremmo stati compresi al di l\u00e0 dei confini regionali. Io sono convinto del contrario, anche perch\u00e9 la maggior parte della recitazione passa dalla comunicazione visiva. Il vernacolo dovrebbe quindi tornare a essere protagonista, in teatro come al cinema. Non solo nelle commedie, ma anche nei film drammatici. Non \u00e8 un problema di genere. Basta pensare a <em>Gomorra<\/em> e <em>Romanzo Criminale<\/em>&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Come vivi il confronto col passato e con i comici toscani? Ai tempi di <em>Succo d&#8217;arancia<\/em>, <em>Vernice fresca<\/em> e <em>Aria fresca<\/em> tu non eri ancora nato.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Pi\u00f9 che un confronto, la tradizione artistica toscana \u00e8 per me oggetto di ammirazione e studio. Le trasmissioni di <strong>Conti<\/strong>, <strong>Panariello<\/strong> e <strong>Pieraccioni<\/strong> le ho recuperate e viste tutte una decina di anni fa. Erano fantastiche. Dopo qualche delusione col mio primo gruppo di amici, <em>I Piccioni spennati<\/em>, pensavo di smettere con gli spettacoli per dedicarmi solo al cinema. Poi mi sono imbattuto in <strong>Niki Giustini<\/strong> e <strong>Graziano Salvadori<\/strong>, prima in tv e infine dal vivo. Ero affascinato da quel modo straordinario di fare cabaret e d&#8217;interagire col pubblico. In quel momento \u00e8 tornata la voglia di fare spettacoli dal vivo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Hai collaborato anche con Alessandro Paci e Massimo Checcherini.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Con Paci e Kagliostro ho collaborato per <em>&#8216;Attenti al tubo&#8217;<\/em> su Rtv38. Trasmettono ancora le repliche. Con <strong>Ceccherini<\/strong> ho vissuto la mia prima esperienza cinematografica partecipando ad alcuni degli episodi del film<em> &#8216;Gli infami&#8217;<\/em>, dove ho interpretato personaggi diversi tra loro. Lavorare con Massimo \u00e8 stata un&#8217;emozione grande&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Poi sono arrivati &#8220;I delitti del BarLume&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Bellissima esperienza. Non solo per il rapporto con il registra, <strong>Roan Johnson<\/strong>, ma anche e soprattutto per <strong>Filippo Timi<\/strong>. Recitare insieme a lui, all&#8217;inizio, mi ha fatto sentire fuori luogo. \u00c8 un grande attore&#8221;.<\/p>\n<p><strong>A proposito della coppia Paci e Ceccherini: loro, insieme a Carlo Monni, portarono in scena <em>Pinocchio<\/em>. Nel vostro <em>Cappuccetto Rozzo<\/em> sembra ci sono alcuni omaggi a quella produzione. Il &#8216;fattone&#8217; \u00e8 uno di questi?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;In realt\u00e0 no. Per quel personaggio ho tratto ispirazione da un video virale girato dall&#8217;autista di un autobus, a Firenze. C&#8217;era questo tizio un po&#8217; ubriaco che continuava a ripetere le stesse frasi, come fosse un tormentone&#8221;.<\/p>\n<p><strong>A volte sembra di leggere anche qualche riferimento a Roberto Benigni.<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"citazione\">La Toscana? Quando si parla di grandi artisti ha molto da offrire<\/span><\/p>\n<p>&#8220;Bravo, su Benigni c&#8217;hai preso. Ho amato tutti i suoi film, primo tra tutti <em>&#8216;Non ci resta che piangere&#8217;<\/em>. Il nostro primo film, <em>Oh quanta fila c\u2019era<\/em>, s&#8217;ispirava proprio a quello. <mark>Benigni ha esportato la toscanit\u00e0 nel mondo, per me \u00e8 come una divinit\u00e0.<\/mark> Pi\u00f9 che un omaggio, quindi, la definirei un&#8217;influenza inevitabile. Cerco sempre di affermare il mio stile e la mia personalit\u00e0, ma l&#8217;ispirazione si prende dai pi\u00f9 grandi. E la Toscana, quando si parla di grandi artisti, ha molto da offrire&#8221;.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UKMPdUdiXQ8\" width=\"800\" height=\"447\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" data-mce-type=\"bookmark\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Come nasce <em>Cappuccetto Rozzo<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Devi sapere che all&#8217;inizio ai nostri spettacoli venivano solo amici e parenti. Per\u00f2 avevamo una specie di manager. Ci propose di partecipare a un festival dedicato alle favole con un pezzo da venti minuti. Cos\u00ec io e Riccardo iniziammo a scrivere questo testo, ma alla fine ci preferirono una band locale che aveva pi\u00f9 minutaggio di noi. Per\u00f2 quel testo ci piaceva, cos\u00ec abbiamo proseguito nella scrittura realizzando il nostro primo spettacolo teatrale. Quello che originariamente doveva chiamarsi <em>&#8216;Cappuccetto Rotto&#8217;<\/em> \u00e8 diventato <em>&#8216;Cappuccetto Rozzo&#8217;<\/em>. Pensa che all&#8217;inizio volevamo fare i tre porcellini, ma nella favola c&#8217;erano troppi personaggi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Alla fine dello spettacolo fai salire sul palco tua sorella Martina, che vi d\u00e0 una mano. Ma non \u00e8 la sola della famiglia ad aiutarti, vero? Tra l&#8217;altro, durante il lockdown, li hai coinvolti tutti nei video con cui hai raccontato la quarantena.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La famiglia mi hanno sempre seguito. All&#8217;inizio lavoravo nell&#8217;azienda di famiglia come lustrino. Per\u00f2 la voglia di esprimere la creativit\u00e0 era forte, cos\u00ec lasciai il lavoro. Non lo feci da un giorno all&#8217;altro, ma pianificai tutto mettendo da parte i soldi per poter girare il primo film. Inizialmente i miei genitori non mostrarono grande entusiasmo. Nonostante questo mi hanno sempre accompagnato. Hanno vissuto con me il cambiamento e i tanti sacrifici. Sai che non ho mai fatto una vacanza insieme ai miei amici? Ora mi sostengono moltissimo. Sono perfino felici di essere ripresi, si divertono pure. Non sentono il peso della telecamera, sono naturali, improvvisano. Guai a chiedere al mi&#8217; babbo di ripetere una battuta nata istintivamente. Non ci riuscirebbe&#8221;.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ultimo grande sogno?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Il comico \u00e8 un traguardo fin troppo alto. Mi basterebbe fare l&#8217;attore. Anzi, il &#8216;quasi&#8217; attore&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Info<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.jonathancanini.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.jonathancanini.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comico, cabarettista, youtuber o attore? Forse Jonathan Canini \u00e8 semplicemente Johnny. Un giovane toscano di talento che scherza &#8216;seriamente&#8217; col vernacolo. 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