{"id":166910,"date":"2021-02-10T12:22:08","date_gmt":"2021-02-10T11:22:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=166910"},"modified":"2021-02-10T12:22:08","modified_gmt":"2021-02-10T11:22:08","slug":"deposito-nazionale-dei-rifiuti-radioattivi-rischi-e-opportunita-parola-allesperto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/deposito-nazionale-dei-rifiuti-radioattivi-rischi-e-opportunita-parola-allesperto\/","title":{"rendered":"Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: rischi e opportunit\u00e0. Parola all&#8217;esperto"},"content":{"rendered":"<p>Che sia una discarica o un termovalorizzatore, il coro dei no si solleva a gran voce, ancora peggio quando si parla di <strong>rifiuti radioattivi<\/strong> e di individuare un luogo idoneo dove stoccarli. Ed \u00e8 questa la situazione attuale in cui ci troviamo dopo che il <strong>5 gennaio la Sogin<\/strong>, societ\u00e0 pubblica incaricata del decommissioning degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, ha pubblicato l\u2019elenco delle aree d\u2019Italia idonee, di cui d<strong>ue anche in Toscana (Trequanda e Campagnatico)<\/strong> a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che dovr\u00e0 essere costruito per rispondere ad un problema che si trascina da anni. Per capire meglio di cosa si tratta e quali sono le <strong>opportunit\u00e0 e i rischi per la salute<\/strong> abbiamo intervistato <strong>Massimo Della Schiava<\/strong>, geologo specializzato in attivit\u00e0 di bonifica ed analisi di rischio ambientale e borsista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze.<\/p>\n<h3>Che cos&#8217;\u00e8 il deposito nazionale?<\/h3>\n<p>Il Deposito Nazionale sar\u00e0 una infrastruttura che verr\u00e0 adibita a deposito definitivo unico per i rifiuti radioattivi prodotti in Italia. Occuper\u00e0 un\u2019area di 150 ettari adibita sia al <strong>deposito dei rifiuti radioattivi a bassa e molto bassa attivit\u00e0<\/strong> (come le sostante utilizzate per le TAC e le radiografie), che allo stoccaggio temporaneo di rifiuti radioattivi a media ed alta attivit\u00e0 mentre una parte ospiter\u00e0 un <strong>centro di ricerca<\/strong> sullo smantellamento e gestione di questi tipi di rifiuti.<\/p>\n<h3>Quanti e dove sono i rifiuti radioattivi nel nostro Paese?<\/h3>\n<p>Attualmente in Italia ci sono circa <strong>50000 metri cubi di rifiuti radioattivi da molto bassa a alta attivit\u00e0.<\/strong>\u00a0Sono tutti stoccati in siti non idonei e quindi NON in sicurezza. In particolare: \u00e8 stato calcolato che attualmente i rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attivit\u00e0 sono pari a circa 33000 mc e nei prossimi 40 anni ne \u00e8 prevista una produzione di circa 45000 mc per un totale di circa 78000 mc che dovranno essere sistemati definitivamente nel Deposito nazionale. I restanti 17000 a media ed alta intensit\u00e0 sono stoccati all\u2019interno di una struttura sempre temporanea e denominata Complesso Stoccaggio Alta attivit\u00e0 (CSA). In totale, si prevede che <strong>nel Deposito Nazionale vengano gestiti circa 95000 metri cubi di rifiuti radioattivi<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"post-166917 media-166917\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/depositi-rifiuti-radioattivi.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Ubicazione stoccaggi rifiuti radioattivi in Italia &#8211; \u00a9 Deposito Nazionale<\/div>\n<h3>Quali vantaggi porter\u00e0 il deposito nazionale?<\/h3>\n<p>Il Deposito Nazionale, a differenza delle strutture di stoccaggio attuali, garantir\u00e0 <b>un isolamento dall&#8217;ambiente circostante per un periodo di circa 350 anni<\/b>, il periodo massimo per il decadimento della radioattivit\u00e0 dei rifiuti a molto bassa e bassa attivit\u00e0 a un livello tale da non essere pi\u00f9 un rischio per la salute dell\u2019uomo e per l\u2019ambiente. Questo sar\u00e0 possibile grazie a <strong>4 barriere ingegneristiche<\/strong>: la prima rappresentata dai \u201cmanufatti\u201d, contenitori metallici cilindrici con all\u2019interno i rifiuti radioattivi (condizionati ed in forma solida), la seconda barriera fatta dai \u201cmoduli\u201d grandi contenitori cilindrici in calcestruzzo con una resistenza superiore a 350 anni all\u2019interno dei quali saranno cementati i manufatti. Gli spazi tra i moduli saranno riempiti con materiale inerte (come sabbia o ghiaia). La terza composta dalle \u201ccelle di deposito\u201d, struttura scatolare parzialmente interrata sempre in calcestruzzo armato. La quarta e ultima barriera \u00e8 una copertura multistrato per impedire l\u2019ingresso di acqua nel deposito, drenare le acque piovane, isolare i rifiuti dall\u2019ambiente e migliorare l\u2019impatto visivo della struttura.<\/p>\n<figure id=\"post-166915 media-166915\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/barriere-deposito-nazionale.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Modalit\u00e0 costruttiva del Deposito Nazionale &#8211; \u00a9 Deposito Nazionale<\/div>\n<h3>Quali rischi ci sono per la popolazione?<\/h3>\n<p>Premesso che il rischio \u201czero\u201d non esiste, dobbiamo fare alcune considerazioni: il sito del Deposito Nazionale verr\u00e0 scelto sulla base di 28 criteri: <strong>15 Criteri di Esclusione<\/strong>, allo scopo di escludere le aree le cui caratteristiche non rispondo ai requisiti di sicurezza, 1<strong>3 Criteri di Approfondimento<\/strong>, ovvero una volta applicati i criteri di esclusione, per verificare che le aree rispondono ancora ai criteri di sicurezza, vengono valutati ulteriori 13 parametri. Il Deposito Nazionale \u00e8 poi <strong>un deposito passivo e non prevede attivit\u00e0 produttiv<\/strong>e. Non c\u2019\u00e8 quindi il rischio di incendi o esplosioni, e di emissioni in atmosfera.<\/p>\n<p>Considerando tutto questo a dispetto dell\u2019esposizione della popolazione, la vulnerabilit\u00e0, intesa come persone o infrastrutture che possono essere danneggiate in seguito ad un evento, viene drasticamente ridotta in quanto <strong>l\u2019ubicazione del deposito nazionale sar\u00e0 in aree relativamente sicure<\/strong>; la tipologia costruttiva dell<strong>\u2019infrastruttura \u00e8 adeguata allo scopo protettivo<\/strong> e per la durata necessaria al completo decadimento dei rifiuti nucleari a molto bassa e bassa attivit\u00e0.<\/p>\n<h3>Per la Toscana sono state inserite nella lista Trequanda in provincia di Siena e Campagnatico, in provincia di Grosseto. Che criteri sono alla base di questa scelta? Molte delle proteste che si sono sollevate dopo la pubblicazione della lista \u00e8 che non \u00e8 stato tenuto conto che la Val d\u2019Orcia \u00e8 patrimonio Unesco e che la provincia di Grosseto ha importanti attivit\u00e0 di allevamento e agricoltura, \u00e8 corretto?<\/h3>\n<p>Attualmente \u00e8 stata redatta solamente la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico (CNAPI), e le aree \u201cpotenzialmente idonee\u201d della Toscana sono state scelte sulla base dei 28 criteri citati.\u00a0Relativamente al fatto che la Val d\u2019Orcia \u00e8 patrimonio Unesco e che la provincia di Grosseto ha importanti attivit\u00e0 di allevamento e agricoltura, ricordo che dal 5 gennaio \u00e8<strong> partita la consultazione popolare e dei territori interessati<\/strong> che quindi potranno fare le osservazioni del caso, che potranno essere recepite con la prossima fase del Seminario Nazionale<\/p>\n<h3>Nella lista le due localit\u00e0 hanno come ordine di idoneit\u00e0 A2, non hanno ricevuto il punteggio massimo, che probabilit\u00e0 ci sono che possa essere scelta una delle due localit\u00e0 toscane individuate nell&#8217;elenco da Sogin?<\/h3>\n<p>Le aree potenzialmente idonee della Toscana hanno ricevuto un buon punteggio per la localizzazione del Deposito Nazionale ma decisamente meno interessanti di quelle in Provincia di Torino (n.2), in Provincia di Alessandria (n.5) e in Provincia di Viterbo (n.5).\u00a0Comunque \u00e8 ancora presto e ricordo che sono aree solo potenzialmente idonee, il percorso \u00e8 ancora lungo e dobbiamo attendere la consultazione popolare e dei territori con le varie Amministrazioni con la Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI) che verr\u00e0 prodotta dopo la fase del Seminario Nazionale.<\/p>\n<h3>A Pisa \u00e8 presente un deposito temporaneo per i rifiuti radioattivi. Qui sono ospitati gli stessi rifiuti che andranno nel deposito nazionale?<\/h3>\n<p>I rifiuti radioattivi stoccati nel sito militare di San Pietro a Grado (PI) sono a molto bassa e bassa attivit\u00e0 e a media attivit\u00e0 e provengono dalle attivit\u00e0 del CISAM (Centro Interforze Studi per le Applicazioni Militari), tra le quali quelle del Reattore Nucleare RTS-1 &#8220;Galileo Galilei\u201d, ed \u00e8 previsto che vengano trasferiti nel Deposito Nazionale quando questo entrer\u00e0 in funzione. Questi rifiuti risultano attualmente, secondo la cartografia del Autorit\u00e0 di Bacino del Fiume Arno, in un\u2019area a rischio idraulico (anche se basso) e un eventuale alluvione assieme ad un deterioramento delle strutture (ricordo che sono progettate e realizzate per una vita di 50 anni) potrebbe veicolare la radioattivit\u00e0 nelle matrici ambientali sottostanti (suolo, sottosuolo e falda acquifera) contaminandole e, arrivando al mare, comprometterebbe la catena alimentare umana su un\u2019area molto vasta.<\/p>\n<h3>La storia del deposito nazionale \u00e8 lunga e lenta, che tempistiche ci sono per la scelta del luogo pi\u00f9 idoneo e la realizzazione del deposito nazionale? Dopo la pubblicazione della lista, quali saranno i prossimi step? I cittadini possono partecipare a questo procedimento?<\/h3>\n<p>La Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico (CNAPI) \u00e8 stata sviluppata nel 2015 da SOGIN con il supporto di vari atenei universitari e centri di ricerca. Questa cartografia \u00e8 stata poi secretata e solo il 30 dicembre 2020 SOGIN ha ricevuto l\u2019autorizzazione dal Governo Italiano alla pubblicazione, che \u00e8 avvenuta il 5 gennaio 2020 con il sito <a href=\"https:\/\/www.depositonazionale.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.depositonazionale.it<\/a>.<\/p>\n<p>Relativamente alle tempistiche attualmente \u00e8 prevista una prima fase di consultazione popolare dove le Amministrazioni Comunali e Regionali, i cittadini potranno e soprattutto dovranno esercitare il loro diritto democratico di porre osservazioni alla cartografia CNAPI.\u00a0Successivamente verr\u00e0 avviato il Seminario Nazionale dove saranno valutati\/recepiti i risultati della consultazione pubblica successivamente verr\u00e0 redatta la Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI).\u00a0Una volta redatta la cartografia definitiva CNAI verranno valutate eventuali manifestazioni di interesse da parte delle varie Amministrazioni Comunali per la costruzione del Deposito Nazionale sul proprio territorio. In caso di assenza di manifestazioni di interesse, la scelta sar\u00e0 effettuata d\u2019<em>imperio<\/em> da parte del Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico (MISE).\u00a0Scelto il sito, partir\u00e0 la progettazione definitiva e poi esecutiva del Deposito Nazionale ed infine passare alla cantierizzazione ed alla realizzazione del Deposito. La tempistica <strong>sono 5 anni per arrivare alla scelta del sito e 4 anni per la realizzazione<\/strong>, pertanto serviranno <strong>9 anni per arrivare alla messa in esercizio dell\u2019impianto.<\/strong> Questa <strong>durer\u00e0 40 anni<\/strong>, il deposito sar\u00e0 poi ricoperto ed inizier\u00e0 il <strong>monitoraggio per 300 anni<\/strong> (ovvero il tempo di decadimento radioattivo dei rifiuti fino alla loro innocuit\u00e0 per la salute e l\u2019ambiente).\u00a0Una volta terminato in monitoraggio i rifiuti saranno completamente inerti e <strong>l\u2019area potr\u00e0 essere utilizzata per altri scopi<\/strong>.<\/p>\n<h3>C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che venga ulteriormente rimandata la sua costruzione? Che conseguenze, soprattutto per le nuove generazioni, ci potrebbero essere?<\/h3>\n<p>Personalmente, da tecnico, da cittadino e da padre spero che la costruzione non sia ulteriormente rimandata, un eventuale rinvio sar\u00e0 una scelta prettamente politica, dettata pi\u00f9 da una sindrome NIMBY (Not In My Back Yard \u2013 Non nel mio giardino) che per una valutazione oggettiva. Il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attivit\u00e0 \u00e8 necessario e deve essere costruito sul nostro territorio nazionale come prevede la normativa europea e nazionale. Tutti i paesi europei ne sono dotati o se ne stanno dotando.\u00a0<strong>Un rinvio della sua costruzione, avrebbe un impatto disastroso per le prossime generazioni<\/strong> perch\u00e9, oltre ai rifiuti radioattivi che gi\u00e0 abbiamo, ne produrremo ulteriori 45mila metri cubi e le strutture dove attualmente sono stoccati non sono idonee perch\u00e9 vetuste e ubicate in aree in assenza di valutazione di rischio geomorfologico, idraulico o sismico.<\/p>\n<figure id=\"post-166916 media-166916\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/depositi-in-europa.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Ubicazione depositi di rifiuti radioattivi in Europa &#8211; \u00a9 Deposito Nazionale<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono 67 le aree potenzialmente idonee in Italia ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. 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