{"id":169706,"date":"2021-03-09T09:10:11","date_gmt":"2021-03-09T08:10:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=169706"},"modified":"2021-03-09T09:10:11","modified_gmt":"2021-03-09T08:10:11","slug":"l-santa-maria-nuova-il-paziente-zero-della-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/l-santa-maria-nuova-il-paziente-zero-della-toscana\/","title":{"rendered":"Al Santa Maria Nuova il paziente &#8216;zero&#8217; della Toscana. Il racconto del direttore del pronto soccorso"},"content":{"rendered":"<p>\u201cEravamo preparati al fatto che anche in Toscana potesse arrivare qualche paziente positivo, avevamo fatto riunioni, creato percorsi diversificati per l\u2019eccesso al pronto soccorso per\u00f2 sembrava ancora una cosa lontana da noi\u201d. <strong>Il Covid invece era arrivato.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><mark>Era il 24 febbraio 2020 e al Santa Maria Nuova di Firenze si present\u00f2 il paziente <em>zero<\/em> della Toscana <\/mark>.\u00a0La notizia rimbalz\u00f2 in poco tempo su tutti i giornali. Si trattava di un <strong>imprenditore sulla sessantina, aveva delle attivit\u00e0 in Oriente ed era rientrato da due mesi da Singapore<\/strong>.\u00a0Troupe televisive locali stanziarono per giorni fuori dal triage del nosocomio fiorentino. Dentro, tra le corsie e nei reparti, insieme alla conferma della positivit\u00e0 del secondo tampone giunto a tarda serata arriv\u00f2 anche la <strong>certezza che il Covid correva e si stava avvicinando, anzi, era gi\u00e0 arrivato. <\/strong><\/p>\n<p>Con il dottor <strong>Michele Lanigra<\/strong>, <strong>direttore del pronto soccorso del Santa Maria Nuova<\/strong>, ripercorriamo quelle ore, quei giorni e i mesi che si sono susseguiti da quel momento in poi, tra timori e speranze.<\/p>\n<p><strong>Dottore eravate pronti a gestire il Covid internamente?<br \/>\n<\/strong>\u201cAll\u2019interno del pronto soccorso avevamo individuato spazi e sale dove poter isolare eventuali pazienti positivi. In realt\u00e0 per\u00f2 quel primo paziente non fu immediatamente catalogato come possibile Covid. All\u2019epoca si rintracciavano collegamenti con la Cina e il paziente era stato in Oriente ma a Singapore, tra l\u2019altro oltre due mesi prima. Allargando un po\u2019 l\u2019indagine epidemiologica, scoprendo che aveva avuto dei contatti con la Lombardia dove la situazione si era fatta pi\u00f9 critica, ci venne il sospetto e decidemmo di sottoporlo al tampone. Il primo tampone risult\u00f2 positivo, ne facemmo un secondo per ulteriore verifica, positivo anche quello. A quel punto non c\u2019erano pi\u00f9 dubbi e il paziente fu immediatamente isolato e trasferito d\u2019urgenza nel reparto di malattie infettive a Ponte a Niccheri\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa accade poi?<\/strong><br \/>\n<mark>\u201cDa quel momento fu un\u2019escalation anche immediata <\/mark>.Chiudemmo il pronto soccorso per sanificarlo e scatt\u00f2 subito l\u2019indagine epidemiologica per risalire ai contatti dei sanitari con il paziente. Solo a notte fonda, dopo circa tre ore di chiusura di tutta la struttura, riaprimmo il pronto soccorso in sicurezza. Fu per\u00f2 solo l\u2019inizio, il giorno dopo si present\u00f2 il secondo paziente, uno studente norvegese e di l\u00ec a cascata\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 stato difficile riorganizzare il pronto soccorso per gestire l&#8217;emergenza?<\/strong><br \/>\n<mark>&#8220;Riadattare un reparto non \u00e8 cosa che si fa in un minuto. Dovevamo sempre essere pronti a rimodularlo in base alle necessit\u00e0 del momento senza per\u00f2 intaccare la funzionalit\u00e0 del reparto.<\/mark> Abbiamo cercato di giocare d\u2019anticipo, anche mentalmente, e forse \u00e8 stata proprio questa mentalit\u00e0 che ha permesso anche ad un ospedale cittadino come il nostro di reggere il colpo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La dimensione \u201ccittadina\u201d del Santa Maria ha impattato nella gestione dell\u2019emergenza?<\/strong><br \/>\n&#8220;Sicuramente certe cose, come trasformare un reparto in reparto Covid, se non per la spinta dell\u2019emergenza avrebbero richiesto tempi pi\u00f9 lunghi e procedure pi\u00f9 complesse. La mentalit\u00e0 che tutti condividevamo e il sostegno dell\u2019azienda regionale ci hanno hanno permesso di semplificare i processi per rendere l\u2019ospedale il pi\u00f9 efficiente possibile. Il Santa Maria Nuova \u00e8 un ospedale piccolo e temevamo che nonostante tutti gli sforzi arrivati ad un certo punto non avremmo pi\u00f9 retto, <strong>invece cos\u00ec non \u00e8 stato, la collaborazione fra di noi \u00e8 stato il valore aggiunto.<\/strong> Una collaborazione che \u00e8 andata al di l\u00e0 di ogni aspettativa: <mark>nessuno si \u00e8 mai tirato indietro, medici, infermieri, operatori sanitari, nessuno si \u00e8 mai risparmiato, restavano anche oltre l\u2019orario lavorativo, gi\u00e0 di per se massacrante, per dare una mano a spostare mobili, suppellettili o elettromedicali. Sono stati tutti eccezionali<\/mark>. Ovviamente siamo stati anche fortunati..\u201d<\/p>\n<p><strong>Fortunati in che senso?<\/strong><br \/>\n&#8220;Nel senso che in Toscana l\u2019ondata \u00e8 arrivata pi\u00f9 lentamente che altrove, pensiamo al Nord Italia. Questo ci ha permesso di fare tesoro delle esperienze altrui per massimizzare l\u2019impegno e gli sforzi. Inoltre, per quanto riguarda il Santa Maria Nuova, ci riteniamo fortunati anche perch\u00e9 nessuno dei sanitari del pronto soccorso si \u00e8 ammalato, abbiamo avuto solo un caso Covid tra i dipendenti, e questo ci ha permesso di non dover fare i conti con problemi d\u2019organico.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un momento di questo anno che ricorda con particolare gioia?<\/strong><br \/>\n&#8220;Inizio estate, quando sembrava che tutto stesse finendo, <mark>con i colleghi ci guardavamo e ripercorrendo con la memoria i mesi precedenti ci condividevamo la bella sensazione di aver lavorato bene, era stata dura ma avevamo dato il massimo per contribuire a quel successo di tutto il Paese. Purtroppo \u00e8 durata poco <\/mark>.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 trascorso un anno da quel paziente 0 per la Toscana, sperava che oggi saremmo stati in una situazione diversa?<\/strong><br \/>\n&#8220;Mi sembra passato un secondo per tutto ci\u00f2 che abbiamo fatto: tante cose le abbiamo capite, oggi siamo sicuramente pi\u00f9 pronti ad affrontare l\u2019emergenza. Il problema per\u00f2 \u00e8 che i casi fuori aumentano. <strong>Non dovremmo avere 22 mila nuovi contagiati al giorno<\/strong>. Ecco, sinceramente un anno fa non mi sarei mai aspettato che a distanza di un anno avremmo avuto ancora questi accessi al giorno quando eravamo riusciti a ridurli anche del 50%.<\/p>\n<p><strong>L\u2019arma sono i vaccini?<\/strong><br \/>\n&#8220;Dobbiamo accelerare sui vaccini. Ne devono arrivare molti ma molti di pi\u00f9 e dobbiamo somministrarli in modo capillare, diffuso. Questo deve essere il nostro primo obiettivo&#8221;.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">La sanit\u00e0 pubblica \u00e8 qualcosa di prezioso da curare, da mantenere, da trattare bene, irrinunciabile <\/span><\/p>\n<p><strong>Professore parlando di sanit\u00e0 pubblica, l\u2019Italia cosa dovrebbe aver imparato da questa esperienza?<\/strong><br \/>\nA non dare per scontato il valore della sanit\u00e0 pubblica. Dobbiamo essere orgogliosi dei nostri medici, infermieri, operatori sanitari, dobbiamo metterli nella condizione di fare bene il proprio lavoro. Perch\u00e9 a noi questo interessa: fare il nostro lavoro. Non mi ha mai entusiasmato molto la definizione \u201ceroi\u201d, noi questo lavoro lo abbiamo sempre fatto anche prima del Covid perch\u00e9 le malattie infettive sono sempre esistite, magari non con questi numeri ma ci siamo sempre stati.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 fiducioso, si vede davvero la luce in fondo al tunnel?<\/strong><br \/>\nL\u2019emergenza possiamo gestirla, se riusciamo a governare gli ospedali e se saremo bravi con la campagna di vaccinazione, io sono fiducioso che le cose miglioreranno presto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 24 febbraio 2020 e all&#039;ospedale fiorentino si present\u00f2 un imprenditore sulla sessantina con chiari sintomi Covid. Ma un anno fa non fu subito chiaro. Servirono due tamponi. Ripercorriamo quelle ore, quei giorni e i mesi che si sono susseguiti da quel momento in poi con il dottore Michele Lanigra<\/p>\n","protected":false},"author":503,"featured_media":169713,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[418,202,2349,5585],"class_list":["post-169706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-salute","tag-covid-19","tag-firenze","tag-lockdown","tag-santa-maria-nuova"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Al Santa Maria Nuova il paziente &#039;zero&#039; della Toscana. 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