{"id":169734,"date":"2021-03-09T09:08:05","date_gmt":"2021-03-09T08:08:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=169734"},"modified":"2021-03-09T13:09:16","modified_gmt":"2021-03-09T12:09:16","slug":"dalle-aule-universitarie-ai-reparti-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/dalle-aule-universitarie-ai-reparti-covid\/","title":{"rendered":"Dalle aule universitarie ai reparti Covid: Salvatore, Martina e Giulia"},"content":{"rendered":"<p>Sono giovani, non vogliono essere chiamati eroi e non pensano di aver fatto nulla di diverso dal proprio dovere. <strong>Sono medici e infermieri che a pochi giorni dalla laurea hanno sperimentato sulla propria pelle cosa vuol dire gestire in emergenza una pandemia mondiale.<\/strong><\/p>\n<h3>Ecco le nostre interviste<\/h3>\n<figure id=\"post-169751 media-169751\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Salvatore_infermiere.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<figure id=\"post-169735 media-169735\" class=\"align-center\"><\/figure>\n<figure id=\"post-169735 media-169735\" class=\"align-center\"><\/figure>\n<p><strong>Salvatore<\/strong> si \u00e8 laureato in Infermieristica a Firenze il 21 ottobre, il giorno dopo ha fatto il colloquio a Careggi, il 30 ha indossato e sperimentato per la prima volta la difficolt\u00e0 di lavorare e respirare dentro una tuta anti Covid.<\/p>\n<p>Salvatore <strong>\u00e8 entrato in un reparto di medicina ad alta intensit\u00e0 che in meno di una settimana \u00e8 stato convertito in una sub intensiva Covid<\/strong>: \u201cMi sono trovato a gestire caschi e ventilatori. <mark>All\u2019inizio mi sentivo un pesce fuor d\u2019acqua. Mi ha aiutato la grande collaborazione che si \u00e8 subito instaurata, i corsi dal vivo con i professionisti che ci hanno fatto sono stati fondamentali ma l\u2019impatto \u00e8 stato molto forte <\/mark>. Non abbiamo avuto il tempo di realizzare cosa stesse accadendo e la prima settimana \u00e8 stata molto dura. Nel reparto correvano tutti, tutti sembravano sapere esattamente cosa fare, io invece il reparto non lo conoscevo e temevo di non essere all\u2019altezza\u201d.<\/p>\n<p>Giorno dopo giorno la paura dell\u2019inadeguatezza si \u00e8 dissolta, anche perch\u00e9 non c\u2019era tempo per pensare, serviva massima concentrazione <strong>per non correre il rischio di contagiarsi e togliere una risorsa al reparto<\/strong>: \u201cHo sempre messo la massima attenzione in ogni gesto ma ero consapevole che poteva non essere sufficiente. Molti colleghi si sono ammalati, quando si gestiscono i caschi (<em>sistemi di ventilazione assistita non invasiva utilizzati nelle terapie intensive e sub intensive, ndr<\/em>) il rischio di essere contagiati da un paziente \u00e8 alto, basta un attimo\u201d.<\/p>\n<p><strong>La paura, lo stress, i turni massacranti dentro scafandri dove si suda, non si sente, in cui la vista si appanna<\/strong>. A questo Salvatore e i tanti infermieri e medici assunti per fronteggiare l\u2019emergenza si sono dovuti abituare in fretta: \u201cMi sono trasferito a Firenze per studiare Medicina a Firenze, la mia famiglia \u00e8 di Catania, ogni giorno mi chiamavano preoccupati, mi chiedevano come era andata la giornata e si raccomandavano di stare attento\u201d.<\/p>\n<p>Raccomandazioni normali per ogni genitore con figli lontani, tanto pi\u00f9 se quel figlio vive ogni giorno a rischio Covid: <mark>\u201cNon \u00e8 facile ma alla fine di ogni giornata, anche in quella prima settimana, sapere di aver fatto il mio dovere, di aver dato il mio contributo mi ha permesso di andare avanti <\/mark>. Oggi lavoro al Covid Center di Careggi, lavoriamo molto d\u2019equipe, ci sono medici e infermieri giovani come me e tutti siamo pronti per affrontare la situazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il Covid non \u00e8 entrato solo negli ospedali. Le case di riposo sono state le realt\u00e0 tra le pi\u00f9 colpite soprattutto nei primi mesi della pandemia.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"post-169750 media-169750\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Martina_infermiera.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<figure id=\"post-169738 media-169738\" class=\"align-center\"><\/figure>\n<p><strong>Martina<\/strong> ha 23 anni oggi, laureata in Infermieristica a dicembre 2019, a gennaio 2020 ha preso servizio in una casa di cura per anziani a Impruneta (Firenze). <strong>Un mese appena poi anche per lei \u00e8 iniziato l\u2019inferno:<\/strong> \u201cQuando sono entrata nella struttura era tutto normale, si iniziava a sentire parlare di Covid ma sembrava una cosa lontana, era come assistere al racconto di un film apocalittico, mai avremmo creduto che di l\u00ec a poco ci saremmo trovati dentro quel film\u201d.<\/p>\n<p>Anche per Martina il tempo per realizzare \u00e8 stato poco: <mark>\u201cSe ripenso a quei primi giorni a volte ho la sensazione siano ieri, altre una vita fa. Oggi \u00e8 diventata la nostra normalit\u00e0\u201d<\/mark>.<\/p>\n<p>\u201cLe malattie infettive sono sempre esistite per\u00f2 prima sapevi che c\u2019erano delle accortezze che potevi adottare per tutelarti. Pensiamo all\u2019HIV, \u00e8 anche quella una malattia infettiva. <strong>Un infermiere sa che se si buca con un ago infetto pu\u00f2 correre il rischio di contrarre il virus, con il Covid \u00e8 diverso, nessuno sa da che parte possa arrivare, non c\u2019\u00e8 un campanello d\u2019allarme<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\"> Mi sono trovata a fare 25 giorni senza mai un giorno di riposo, una sera ho rischiato anche la vita in autostrada per la stanchezza ma non chiamateci eroi, siamo professionisti,\u00a0 non siamo missionari, questa professione deve essere valorizzata adeguatamente <\/span><\/p>\n<p>E sono stati tanti i sanitari che hanno sperimentato sulla propria pelle gli effetti del Covid, anche tra i colleghi di Martina: \u201cSoprattutto nei primi tempi, quando ancora non c\u2019erano protocolli chiari, quando i dpi (dispositivi di protezione individuale, ndr) scarseggiavano, <strong>quando ci rifornivano solo di mascherine chirurgiche e non avevamo camici, erano tanti i colleghi ad ammalarsi. \u00c8 stato sicuramente quello il momento pi\u00f9 duro.<\/strong> I colleghi si ammalavano e non ne arrivavano altri. Mi sono trovata a fare anche 25 giorni senza mai un libero (un turno di riposo). <mark>Il momento in cui ho capito che ero allo stremo? Una sera, stavo rincasando, avevo appena smontato da un turno di 12 ore, ero in macchina e a pochi chilometri dall\u2019uscita del casello autostradale ho avuto un colpo di sonno. Ho rischiato di uccidermi contro un guard rail per la stanchezza <\/mark>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Martina per\u00f2 non vuole essere compatita<\/strong>: \u201cNon siamo eroi, \u00e8 stata bella la solidariet\u00e0 che l\u2019Italia tutta ci ha dimostrato ma la nostra non \u00e8 una missione, ci siamo formati e abbiamo studiato tanto per affrontare queste situazioni, siamo professionisti <mark>\u00c8 importante che passi il messaggio che la nostra \u00e8 una professione e lo \u00e8 sempre stata anche in passato, la differenza \u00e8 che quest\u2019anno se ne sono accorti anche fuori. La sanit\u00e0 deve essere valorizzata, adesso paghiamo i tagli del passato <\/mark>: servono ancora tanti medici e infermieri e <strong>servono stipendi adeguati, almeno in linea con la media europea, sono passaggi importanti per inquadrare correttamente la nostra professione<\/strong>, una professione che ti d\u00e0 molto, <strong>mi commuovo se ripenso a certi momenti passati quest\u2019anno<\/strong>, alla forza che con i colleghi ci infondevamo a vicenda, alle battute che cercavamo di non farci mancare sia per noi che per i pazienti, e ogni volta che un ospite si negativizzava gli applausi riempivano le stanze, <strong>ma \u00e8 anche una professione che mette a dura prova, mette a rischio te stesso e i tuoi affetti\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi Martina lavora nell\u2019ospedale di Borgo San Lorenzo. \u201cCosa mi ha insegnato quest\u2019anno? Ho riscoperto la mia fragilit\u00e0, ho imparato ad essere forte anche grazie alla mia fragilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il timore di diventare loro stessi veicolo di contagio.<\/strong> Questa \u00e8 la preoccupazione che li accomuna tutti.<\/p>\n<figure id=\"post-169753 media-169753\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Giulia_medico.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><strong>Giulia<\/strong>, medico, dopo la laurea a Pisa per buona parte del 2020 ha lavorato nelle USCA (unit\u00e0 speciali di continuit\u00e0 assistenziale) in Val di Cecina e per non avere contatti con la famiglia si era isolata in una parte della casa, oggi si \u00e8 trasferita a Milano dove si sta specializzando in nefrologia e dialisi : \u201cIn realt\u00e0 \u2013 racconta \u2013 tutt\u2019oggi che vivo e lavoro a Milano quando rientro a casa a Pomarance nel week end presto servizio nelle Usca, il contratto lo permette e so che qui c\u2019\u00e8 un gran bisogno di personale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMi sono laureata in Medicina a Pisa a settembre 2019, ad aprile 2020 sono entrata nelle Usca. Ci occupavamo \u2013 e ci occupiamo \u2013 di pazienti positivi che non hanno bisogno di ospedalizzazione e che possono essere curati a casa. Di solito le giornate si articolano cos\u00ec: la mattina controlliamo gli esiti dei tamponi del giorno precedente, poi iniziamo il giro delle telefonate ai pazienti per accertarci delle loro condizioni di salute, nel pomeriggio iniziamo le visite a domicilio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Oltre alla pandemia, molti di questi ragazzi, proprio come Giulia, durante l\u2019emergenza hanno portato avanti anche gli studi e la formazione professionale<\/strong>. Cosa ti ha spinto a non mollare? \u201cIn agosto, tra gli studi per la specializzazione, il caldo, la stanchezza accumulata a volte ci ho pensato a lasciare il lavoro nella Usca ma poi mi dispiaceva perch\u00e9 per il territorio sono un aiuto fondamentale e ce ne rendiamo conto molto bene quando andiamo a visitare a domicilio gli anziani: l\u2019unica cosa che di noi Usca si intravedono sono gli occhi ma a loro bastano. La maggior parte delle volte <mark>durante le visite loro non erano interessati alla terapia, avevano pi\u00f9 bisogno di trovare conforto nei nostri occhi, chiedevano umanit\u00e0 pi\u00f9 che una cura. E poi questo \u00e8 il mio lavoro, il lavoro che non mi sono mai pentita di aver scelto <\/mark>. Quando incontri una persona guarita dal Covid che hai curato che ti saluta <strong>per strada e ti ringrazia, sei ripagato da tutti i sacrifici\u201d.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hanno preso servizio a pochigiorni dalla laurea, catapultati in prima linea nella battaglia contro il Covid. Salvatore, Martina e Giulia sono tre giovani giovani toscani che hanno iniziato a lavorare in sanit\u00e0 proprio durante l&#8217;emergenza<\/p>\n","protected":false},"author":503,"featured_media":169742,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18,4],"tags":[4576,4809,221,4927,381,398],"class_list":["post-169734","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-salute","category-storie","tag-careggi","tag-covid","tag-giovani","tag-infermieri","tag-medicina","tag-sanita-toscana"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Dalle aule universitarie ai reparti Covid: Salvatore, Martina e Giulia - intoscana<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Dalla laurea ai reparti Covid: Salvatore, Martina e Giulia, tra giovani toscani, oggi tre professionisti in prima linea contro il Covid\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/dalle-aule-universitarie-ai-reparti-covid\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dalle aule universitarie ai reparti Covid: Salvatore, Martina e Giulia\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Dalla laurea ai reparti Covid: Salvatore, Martina e Giulia, tra giovani toscani, oggi tre professionisti in prima linea contro il Covid\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/dalle-aule-universitarie-ai-reparti-covid\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"intoscana\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/intoscana.it\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2021-03-09T08:08:05+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2021-03-09T12:09:16+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/giovani-medici-infemrieri-Covid.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2000\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1200\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Giulia Rafanelli\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@intoscana\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@intoscana\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Giulia Rafanelli\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"7 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/dalle-aule-universitarie-ai-reparti-covid\/\",\"url\":\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/dalle-aule-universitarie-ai-reparti-covid\/\",\"name\":\"Dalle aule universitarie ai reparti Covid: Salvatore, Martina e Giulia - 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