{"id":185085,"date":"2025-07-04T10:19:26","date_gmt":"2025-07-04T08:19:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=185085"},"modified":"2025-07-05T09:34:29","modified_gmt":"2025-07-05T07:34:29","slug":"etruschi-10-itinerari-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/etruschi-10-itinerari-toscana\/","title":{"rendered":"Sulle tracce dell&#8217;antico popolo degli Etruschi: dieci itinerari imperdibili in Toscana"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;origine del <strong>popolo degli Etruschi<\/strong> \u00e8 ancora oggi avvolta nel <strong>mistero.<\/strong> C&#8217;\u00e8 chi dice che provenissero dal <strong>nord Europa<\/strong>, chi dall&#8217;<strong>Asia minore<\/strong>, altri li considerano autoctoni ovvero una popolazione indigena. Gli <strong>Etruschi<\/strong> erano <strong>mercanti, sacerdoti, agricoltori, guerrieri<\/strong> portatori di una cultura &#8220;alta&#8221; che si \u00e8 espressa attraverso la loro <strong>arte<\/strong> e di una <strong>profonda religiosit\u00e0<\/strong> di cui \u00e8 giunta traccia fino a noi grazie ai <strong>riti funebri.<\/strong><\/p>\n<p>Il loro nome in etrusco suonava come <em><strong>Rasenna<\/strong><\/em>, in greco<em><strong> Tyrrenoi<\/strong><\/em>, ma erano conosciuti anche col nome latino di <em><strong>Tusci<\/strong><\/em>, ovvero abitanti della Tuscia. Vivevano organizzandosi in <strong>citt\u00e0-stato,<\/strong> le pi\u00f9 importanti nell&#8217;Italia centrale erano:<strong> Arezzo, Volterra, Chiusi, Roselle, Vetulonia, Cortona, Vulci, Populonia, Veio, Cere, Tarquinia e Perugia.<\/strong> Ogni citt\u00e0 era governata da un capo chiamato <strong>Lucumone.<\/strong> L&#8217;<strong>arte divinatoria<\/strong> era molto praticata perch\u00e8 serviva a conoscere il <strong>volere degli dei e il futuro<\/strong>. Gli <strong>Etruschi<\/strong> osservavano il volo degli uccelli o le viscere degli animali, oppure valutavano i fenomeni naturali come i fulmini.<\/p>\n<p>Erano molto abili nella<strong> lavorazione dei metalli,<\/strong> furono infatti capaci di sfruttare le grandi<strong> risorse minerarie dell&#8217;isola d&#8217;Elba e delle Colline Metallifere<\/strong> creando manufatti e commerciandoli con le loro navi. Gli <strong>Etruschi<\/strong> producevano anche<strong> splendide ceramiche<\/strong> e erano <strong>abili mercanti.<\/strong> I loro traffici soprattutto via mare si espansero in tutto il <strong>Mediterraneo<\/strong> grazie all&#8217;alleanza con i <strong>Cartaginesi.<\/strong><\/p>\n<p>La prosperit\u00e0 della loro civilt\u00e0 dur\u00f2 fino al V secolo a.c. quando inizi\u00f2 il loro declino. Il <strong>nascente popolo dei Romani<\/strong> port\u00f2 la civilt\u00e0 etrusca piano piano ad essere assorbita. La storia degli <strong>Etruschi<\/strong> si sviluppa<strong> dal IX al I secolo a.c., otto secoli di storia<\/strong>\u00a0che hanno influenzato anche la crescita della potenza di Roma.<\/p>\n<figure id=\"post-185106 media-185106\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Volterra-4-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\"><em>Volterra, la porta dell\u2019Arco &#8211; \u00a9 Vivida Photo PC<\/em><\/div>\n<h3><strong>1-Il parco archeologico di Carmignano e la tomba del guerriero<\/strong><\/h3>\n<p>Tutta la zona a nord del fiume Arno ha conosciuto un grande sviluppo della civilt\u00e0 etrusca. Tra i siti archeologici pi\u00f9 importanti c&#8217;\u00e8 la <strong>necropoli di Quinto Fiorentino<\/strong> con l&#8217;imponente <strong>Tomba a tumulo della Montagnola,<\/strong> l&#8217;antica citt\u00e0 di <strong>Gonfienti<\/strong> e il <strong>Parco archeologico di Carmignano<\/strong>. Vicino a Comeana si trovano il <strong>Tumulo di Montefortini<\/strong> e <strong>il Tumulo di Boschetti.<\/strong> A Poggio alla Malva \u00e8 invece stata scoperta la<strong> necropoli di Prato Rosello<\/strong> in cui \u00e8 stato ritrovato praticamente intatto il<strong> sepolcro a pozzo di un guerriero<\/strong> i cui resti sono oggi conservati nel <a href=\"https:\/\/www.parcoarcheologicocarmignano.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Museo Archeologico di Artimino<\/strong> <\/a>intitolato alla memoria di <strong>Francesco Nicosia<\/strong>. Il Museo ospita straordinari corredi funebri restituiti dalle necropoli fra i quali spiccano una<strong> coppa di vetro turchese, placchette e statuette di avorio<\/strong>, buccheri di raffinata fattura e sculture funerarie.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<h3><strong>2-Volterra, la porta all&#8217;Arco e il bronzetto filiforme l&#8217;Ombra della sera<\/strong><\/h3>\n<p>Volterra \u00e8 <strong>una delle pi\u00f9 antiche citt\u00e0 etrusche<\/strong>.<em><strong> &#8220;Velathri&#8221;<\/strong><\/em> nacque come insediamento che collegava il porto di Vada con la Valdelsa. <strong>La porta all&#8217;Arco<\/strong> situata nell&#8217;omonima via \u00e8 testimonianza della cinta muraria risalente al 450 a.c. Nella chiave di volta sono collocate tre teste che potrebbero essere<strong> tre teste mozzate dei nemici<\/strong>, oppure gli dei protettori: Giove e i Dioscuri, o Giove, Minerva e Uni. La porta fu salvata nella seconda guerra mondiale dagli stessi cittadini che la difesero dalle truppe nemiche. Nel <a href=\"https:\/\/www.comune.volterra.pi.it\/musei\/museo-etrusco-guarnacci\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Museo Guarnacci di Volterra<\/strong><\/a> sono conservati: l&#8217;importante <strong>Urna degli Sposi<\/strong> vero capolavori di scultura etrusca che raffigura marito e moglie in un intimo colloquio e il bronzetto votivo chiamato dallo scrittore D&#8217;Annunzio <strong>&#8220;L&#8217;Ombra della sera&#8221;<\/strong> per cui Volterra \u00e8 famosa in tutto il mondo. La piccola ed enigmatica scultura ha anche influenzato in modo significativo l&#8217;arte dello scultore del Novecento <strong>Alberto Giacometti.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>3-I giganteschi tumuli del Parco archeologico di Baratti e Populonia<\/strong><\/h3>\n<p>In riva la mare affacciato sullo splendido golfo di Baratti si trova il <a href=\"https:\/\/www.parchivaldicornia.it\/parchi-archeologici\/parco-archeologico-di-baratti-e-populonia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Parco Archeologico di Baratti e Populonia<\/strong><\/a> che comprende l&#8217;antica citt\u00e0 di Populonia e le sue necropoli. Il nome etrusco <em><strong>&#8220;Popluna&#8221;<\/strong><\/em> proviene dal <strong>dio del vino e dell&#8217;ebbrezza<\/strong>. La citt\u00e0 ebbe il suo apice tra il 600 e il 300 a.c. diventando <strong>il principale centro per la lavorazione dei metalli<\/strong> dell&#8217;Isola d&#8217;Elba. Era ricchissima tanto che <strong>fu la prima citt\u00e0 etrusca a battere moneta<\/strong>. Nella<strong> necropoli di San Cerbone<\/strong> si trova la superba<strong> Tomba dei Carri e la Tomba a edicola del bronzetto dell&#8217;offerente.<\/strong> Inoltrandosi nel bosco si resta a bocca a aperta davanti alla <strong>necropoli delle Grotte<\/strong> formata da tombe a camera scavate nella roccia. A Populonia alta si trova invece l&#8217;acropoli dove vivevano gli Etruschi.<\/p>\n<div class=\"titleimg\">\n<div class=\"titleimg\">\n<figure id=\"post-185117 media-185117\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/ETRUSCHI-Parco-archeologico-di-Baratti-e-Populonia-Necropoli-delle-Grotte2-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Parco archeologico di Baratti e Populonia &#8211; \u00a9 Parchi Val di Cornia S.p.A.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<h3><strong>4-Il Parco archeologico di Vetulonia e le mura &#8220;ciclopiche&#8221; di Roselle<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Vetulonia<\/strong> \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti aree archeologiche della Toscana. <strong>Fu l&#8217;archeologo Isidoro Falchi a scoprirla<\/strong> a fine 800. Si colloca in un&#8217;area che va da Follonica a <strong>Castiglione della Pescaia<\/strong>. Le <strong>mura dell&#8217;arce<\/strong> ovvero della rocca nella citt\u00e0 alta sono la principale testimonianza archeologica del borgo. Sono emersi anche resti di unit\u00e0 abitative tra cui la pi\u00f9 famosa \u00e8 la <strong>Domus di Medea<\/strong>. Tra le tombe giunte fino a noi segnaliamo la <strong>Tomba del Diavolino.<\/strong> I ritrovamenti conservati nel <a href=\"https:\/\/www.museoisidorofalchi.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Museo Isidoro Falchi<\/strong> <\/a>annoverano oggetti per la cura personale di ogni metallo e di ogni forma,<strong> corredi sfarzosi in metallo, oro, argento, ambra e bronzo, candelabri, specchi, incensieri e naturalmente gioielli<\/strong>. Vicino a Vetulonia si trova l&#8217;area archeologica di\u00a0<strong>Roselle<\/strong> dal nome etrusco <em><strong>&#8220;Rusel&#8221;<\/strong><\/em> potente citt\u00e0 ben collegata al mare con un <strong>canale navigabile che sfociava a Castiglione della Pescaia<\/strong>. I resti pi\u00f9 imponenti riguardano la <strong>cinta muraria<\/strong> che si sviluppa per oltre tre chilometri ed \u00e8 percorribile a piedi. Le mura sono alte ben 7 metri.<\/p>\n<h3><strong>5-Il lago degli idoli nell&#8217;aretino e il MAEC di Cortona<\/strong><\/h3>\n<p>Il <strong>lago degli idoli situato <\/strong>alle pendici del <strong>monte Falterona<\/strong> al confine con l&#8217;Emilia Romagna \u00e8 chiamato cos\u00ec per il ritrovamento di<strong> una grandissima quantit\u00e0 di statuette votive in bronzo<\/strong> oggi in parte conservate nel <a href=\"https:\/\/www.arcamuseocasentino.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Museo Archeologico del Casentino<\/strong><\/a>. Son ben 14mila e sono emerse durante una campagna di scavi che \u00e8 durata circa 30 anni dal 1972 al 2003-2007. Si possono interpretare come degli ex-voto cio\u00e8 offerte dei fedeli alle divinit\u00e0. Sono per la maggior parte <strong>figure umane, animali, rappresentazioni di organi interni o altre parti del corpo umano<\/strong>. Il tesoro<strong> scoperto casualmente da un pastore nel 1838<\/strong>\u00a0fu offerto al <strong>Granduca Leopoldo II<\/strong> che per\u00f2 non lo prese in considerazione. Cos\u00ec i piccoli idoli furono venduti e sparsi cos\u00ec in tutto il mondo.<br \/>\nSuperato Arezzo e Castiglione Fiorentino si giunge<a href=\"https:\/\/cortonamaec.org\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> a Cortona dove ha sede il MAEC<\/strong><\/a> uno dei pi\u00f9 importanti musei archeologici della Toscana. Qui si possono ammirare il <strong>lampadario in bronzo a forma circolare con al centro la testa di Gorgone.<\/strong> L&#8217;oggetto un vero e proprio capolavoro presenta anche figure di lotte e di animali mitologici come sileni, sirene e delfini. Potrebbe essere <strong>un ammonimento<\/strong> per chi guarda dal basso a<strong> non avvicinarsi troppo agli dei.<\/strong> Il museo conserva anche la <strong>Tavola di Cortona<\/strong> una delle pi\u00f9 lunghe epigrafi mai rinvenute in etrusco. Le mura di cinta della citt\u00e0 e la necropoli sono le tracce visibili ancora oggi degli Etruschi nei dintorni di Cortona. In particolare il <strong>parco archeologico del Sodo e di Camucia<\/strong> vedono due grandi tumuli in arenaria detti &#8220;meloni&#8221; e altre tombe dette &#8220;tanelle&#8221;.<\/p>\n<h3><strong>6-Chiusi, Sarteano e il mitico Re Porsenna<\/strong><\/h3>\n<p>Al confine con l&#8217;Umbria il <strong>triangolo formato da Chiusi, Chianciano e Sarteano<\/strong> racchiude una <strong>zona ricchissima di ritrovamenti archeologici.<\/strong> Siamo nella terra dominata da<strong> Re Lars Porsenna<\/strong>\u00a0eroe delle battaglie contro Roma e protagonista di<strong> tante leggende<\/strong> che narrano sia sepolto in <strong>un grande mausoleo circondato da un labirinto<\/strong> che gli archeologi stanno ancora cercando. La zona \u00e8 famosa soprattutto per il ritrovamento di numerosi<strong> canopi con teste umane<\/strong> che potete ammirare nel <a href=\"https:\/\/www.beniculturali.it\/luogo\/museo-nazionale-etrusco-e-necropoli-di-chiusi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" class=\"broken_link\"><strong>Museo di Chiusi.<\/strong> <\/a>A Chiusi citt\u00e0 in una posizione strategica che collegava l&#8217;Etruria settentrionale a Roma si trova anche il cos\u00ec detto<strong> &#8220;Labirinto di Porsenna&#8221;<\/strong> cio\u00e8 una serie di<strong> cunicoli sotterranei collegati da pozzi che giungono a una grande cisterna<\/strong> a cui si accede dal <a href=\"https:\/\/www.museodellacattedrale.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Museo Diocesano della Cattedrale<\/strong><\/a>. I cunicoli che scendono a 25 metri in profondit\u00e0 servivano semplicemente al rifornimento d&#8217;acqua della citt\u00e0. Anche se\u00a0<strong>Plino il Vecchio<\/strong> ha scritto che proprio sotto questo borgo dovrebbe trovarsi il famoso mausoleo di Porsenna, fino ad oggi ancora nessuno l&#8217;ha trovato. La <strong>necropoli di Poggio Renzo<\/strong> scoperta dall&#8217;archeologo <strong>Alessandro Fran\u00e7ois<\/strong> nel 1846 conserva <strong>una quindicina di tombe dipinte<\/strong> tra cui la <strong>Tomba del Leone, quella della Pellegrina e la Tomba della scimmia<\/strong>. Ma quello che non dovete assolutamente perdervi \u00e8 la ricostruzione a grandezza naturale nel <a href=\"https:\/\/www.comune.sarteano.si.it\/il-comune\/strutture-comunali\/museo-civico-archeologico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" class=\"broken_link\"><strong>Museo di Sarteano<\/strong><\/a> della<strong> Tomba della Quadriga Infernale<\/strong> ritrovata nella <strong>necropoli delle Pianacce<\/strong> e risalente al IV secolo a.c. La scena vede il<strong> dio Charun<\/strong> versione etrusca del dio greco <strong>Caronte<\/strong> che trasporta le anime nell&#8217;Aldil\u00e0 a bordo di una quadriga trainata da una coppia di leoni e una di grifoni. Tutto intorno<strong> mostri spaventosi, serpenti e demoni.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"post-185097 media-185097\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Sovana-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\"><em>Sovana etrusca, Grosseto &#8211; \u00a9 Ermes<\/em><\/div>\n<h3><strong>7-La gigantesca necropoli di Vulci e la scoperta della Tomba Fran\u00e7ois<\/strong><\/h3>\n<p>Nel <a href=\"https:\/\/vulci.it\/parco-di-vulci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Parco Naturalistico Archeologico di Vulci<\/strong><\/a> al confine tra Toscana e\u00a0Lazio si trovano i resti di <strong>uno dei principali centri della dodecapoli etrusca.<\/strong> Vulci fu<strong> una delle pi\u00f9 potenti citt\u00e0 tra il VI e il III secolo a.c.<\/strong> quando controllava un territorio molto vasto corrispondente a quella che oggi viene chiamata <strong>Maremma.<\/strong> Si commerciavano ceramiche prodotte in loco con la Sardegna.<strong> L&#8217;influenza politica di Vulci era fortissima<\/strong> anche sulla vicina <strong>Orvieto<\/strong> sede del principale santuario il <strong>fanum Voltumnae<\/strong> in cui una volta l&#8217;anno<strong> si riunivano tutti i Lucumoni<\/strong> per celebrare riti religiosi e stabilire alleanze.\u00a0La necropoli settentrionale \u00e8 molto vasta e il suo ritrovamento pi\u00f9 straordinario \u00e8 la <strong>tomba scoperta nel 1857 dall&#8217;archeologo fiorentino Alessandro\u00a0Fran\u00e7ois\u00a0<\/strong>che aveva un&#8217;enorme camera centrale a forma di T e vani laterali affrescati con pitture e travi lignee. Di fatto \u00e8 un grande sepolcro lungo quasi 30 metri. Un&#8217;altra tomba straordinaria per la sue dimensioni \u00e8 il <strong>tumulo della Cuccumella<\/strong> con 65 metri di diametro e 18 metri di altezza.<\/p>\n<h3><strong>8-Argentario: lo straordinario frontone del tempio di Talamone, le\u00a0rovine di Cosa e la &#8220;<\/strong><b>tagliata&#8221; di Ansedonia<\/b><\/h3>\n<p>Nell&#8217;Etruria meridionale nel <strong>Parco regionale della Maremma<\/strong> dove si trovano i monti dell&#8217;Uccellina, tra boschi e bellissime spiagge si apre la <strong>baia dell&#8217;Argentario.<\/strong> Sulle alture che dominano<strong> Talamone<\/strong> sono oggi visibili i ruderi di quello che fu un grande tempio. Il <a href=\"https:\/\/www.museidimaremma.it\/it\/museo.asp?keymuseo=34\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Museo di Orbetello<\/strong><\/a> accoglie oggi <strong>lo strepitoso frontone<\/strong> del tempio che celebrava il mito dei<strong> &#8220;Sette a Tebe&#8221;<\/strong> tema dell&#8217;ultima parte della trilogia scritta da <strong>Eschilo<\/strong> nel 467 a.c. La grande composizione di statue in terracotta in alto rilievo racconta<strong> le vicende di Edipo<\/strong> che \u00e8 posto al centro in ginocchio e con le braccia alzate. <strong>Cosa fu una colonia romana<\/strong> fondata sul promontorio che oggi accoglie<strong> Ansedonia,<\/strong> non sono molti i resti etruschi, ma il paesino merita una visita per vedere i resti della <strong>&#8220;tagliata etrusca&#8221;<\/strong> un canale costruito in realt\u00e0 dai Romani per collegare il mare alla laguna.<\/p>\n<h3><strong>9-Sorano, Sovana e\u00a0Pitigliano e le tombe scavate nel tufo<\/strong><\/h3>\n<p>Se non avete mai visitato <strong>Sorano, Sovana e Pitigliano<\/strong> \u00e8 il momento di dedicare una giornata alla visita di questi tre borghi situati in provincia di Grosseto. Nelle campagne sottostanti il borgo di <strong>Pitigliano<\/strong> si trova un interessante sito archeologico con passeggiate nella &#8220;<strong>Citt\u00e0 dei vivi&#8221;<\/strong> e nella <strong>&#8220;Citt\u00e0 dei morti&#8221;<\/strong> che attraverso una<strong> tortuosa e caratteristica via cava scavata nella roccia<\/strong> porta alla <strong>necropoli del Gradone<\/strong>, immersa in un bosco di querce.<br \/>\nA <strong>Sovana il tempo sembra essersi fermato<\/strong>. Il territorio era gi\u00e0 abitato in epoca preistorica, ben ventimila anni fa. Il parco \u00e8 molto vasto e contiene una delle pi\u00f9 importanti necropoli etrusche e i due insediamenti di <strong>San Rocco.<\/strong> <strong>La necropoli si snoda per un chilometro e mezzo<\/strong> e consente di visitare le <strong>tombe monumentali di Ildebranda, dei Demoni alati, di Pola e di Tifone<\/strong>. Molto bella anche<strong> la via cava detta &#8220;Il Cavone&#8221; <\/strong>una strada di grandi dimensioni scavata nel tufo dagli stessi <strong>Etruschi, <\/strong>oggi\u00a0ricoperta da una fitta vegetazione. Suggestiva la <strong>Tomba a edicola della sirena<\/strong> che in una grande nicchia ad arco \u00e8 ornata da demoni e da un magnifico frontone con <strong>Scilla che stringe tra le sue spire due amorini<\/strong>.<br \/>\n<strong>Nell&#8217;insediamento di San Rocco<\/strong> \u00e8 da segnalare la<strong> via cava<\/strong> che presenta canali di scolo delle acque piovane, una serie di scalette e delle nicchie chiamate &#8220;<strong>Scacciadiavoli&#8221;<\/strong> create nel Medioevo per fornire momenti di sosta ai viandanti.\u00a0Dopo una giornata passata a camminare potete completare la visita immergendovi nelle acque delle vicine <strong>terme di Saturnia.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"post-185105 media-185105\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Vulci-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\"><em>Vulci &#8211; \u00a9 Valerio Mei<\/em><\/div>\n<h3><strong>10-Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze<\/strong><\/h3>\n<p>Se volete proseguire il viaggio nell&#8217;antica civilt\u00e0 degli <strong>Etruschi<\/strong> vi consigliamo di visitare il <a href=\"http:\/\/www.polomusealetoscana.beniculturali.it\/index.php?it\/198\/firenze-maf-museo-archeologico-nazionale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Museo Archeologico Nazionale di Firenze<\/strong> <\/a>che conserva importanti testimonianze. Tra i pezzi in mostra vi segnaliamo la stupenda <strong>Chimera di Arezzo<\/strong> simbolo della scultura bronzea etrusca, il <strong>sarcofago delle Amazzoni<\/strong> uno dei pochi giunti a noi con tracce di pittura, il <strong>sarcofago di Lathia Seianti<\/strong> ritrovato a Chiusi e lo stupefacente<strong> Cratere Fran\u00e7ois<\/strong> scoperto da <strong>Alessandro<\/strong>\u00a0<strong>Fran\u00e7ois\u00a0<\/strong>nel 1845 in localit\u00e0 Fonte Rotella vicino a Chiusi.<\/p>\n<figure id=\"post-185088 media-185088\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/1920px-Chimera_darezzo_fi_04.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\"><em>Chimera di Arezzo, Museo Archeologico Nazionale di Firenze<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dieci itinerari attraverso necropoli, musei, resti di mura e porte, templi, strade, gioielli, ori, bronzi, vasi, ceramiche e tutto ci\u00f2 che hanno prodotto agli antichi abitanti della Toscana<\/p>\n","protected":false},"author":518,"featured_media":185118,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[493],"tags":[208,174,261,1568,226],"class_list":["post-185085","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-archeologia","tag-arte","tag-etruschi","tag-le-notti-dellarcheologia","tag-musei"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - 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