{"id":188598,"date":"2021-09-06T19:04:47","date_gmt":"2021-09-06T17:04:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=188598"},"modified":"2022-01-25T11:48:42","modified_gmt":"2022-01-25T10:48:42","slug":"chi-sono-e-cosa-raccontano-le-calciatrici-afgane-accolte-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/chi-sono-e-cosa-raccontano-le-calciatrici-afgane-accolte-a-firenze\/","title":{"rendered":"Chi sono (e cosa raccontano) le calciatrici afgane accolte a Firenze"},"content":{"rendered":"<p>Firenze ha mantenuto la <a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/articolo\/firenze-e-pronta-ad-accogliere-le-calciatrici-afgane\/\">promessa<\/a>. Le calciatrici afgane della <strong>Bastan Fc<\/strong> di Herat sono state ufficialmente accolte nella citt\u00e0 metropolitana. Un destino che, proprio quanto tutto sembrava precipitare e volgere al peggio, era scritto nel loro lasciapassare. Solo un codice di due parole: <em>&#8220;Tuscany &#8211; Italy&#8221;<\/em>. A raccontarlo \u00e8 l&#8217;allenatore della quadra di calcio femminile che, inutile ricordarlo, ha rappresentato in questi anni il simbolo dell&#8217;<strong>emancipazione femminile<\/strong> per tutte le donne, soprattutto per quelle afgane. <div class=\"focuson\"><a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/articolo\/firenze-accoglie-prima-famiglia-profughi-aspetta-calciatrici-afgane\/\"><img decoding=\"async\" class=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Latterraggio-a-Fiumicino-dell0ultimo-volo-italiano-da-Afghanistan-scaled.jpg\" style=\"\">\n                <div class=\"cat\">Firenze accoglie la prima famiglia di profughi <\/div>\n                <h4>E aspetta le calciatrici afgane<\/h4><\/a>\n              <\/div><\/p>\n<h3>Com&#8217;\u00e8 stato il viaggio?<\/h3>\n<p>Tutto nasce da una domanda che arriva proprio dal sindaco della citt\u00e0, <strong>Dario Nardella<\/strong>, che nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio si \u00e8 presentato con indosso la felpa rossa e bianca del Bastan Fc. Un gesto per nulla scontato che \u00e8 stato molto apprezzato dai profughi afgani. <em>&#8220;Com&#8217;\u00e8 stato il vostro viaggio verso Kabul?&#8221;<\/em> ha chiesto Nardella. <em>&#8220;Molto pericoloso&#8221;<\/em>, ha risposto il mister.<\/p>\n<p><mark>Ha raccontato di un viaggio durato pi\u00f9 di 24 ore, che hanno trascorso senza dormire. Un tempo solo apparentemente breve, ma in realt\u00e0 lunghissimo.<\/mark> Soprattutto quando hai la consapevolezza che ogni gesto o parola sbagliata potrebbe essere fatale. <em>&#8220;Abbiamo viaggiato da Herat a Kabul senza far capire a nessuno che stavamo viaggiando&#8221;<\/em> ha proseguito il mister. <em>&#8220;Perch\u00e9 se l&#8217;avessero scoperto i talebani&#8230;&#8221;.<\/em> Una frase che resta in sospeso. Non dice cosa sarebbe accaduto, ma non \u00e8 difficile immaginarlo. <em>&#8220;Non abbiamo fatto capire a nessuno chi eravamo, da dove arrivavamo, n\u00e9 dov&#8217;eravamo diretti&#8221;<\/em>. Alla fine, ormai prossimi all&#8217;aeroporto, avevano perso le speranze. Poi, quasi inaspettata, \u00e8 arrivata la telefonata da alcuni <em>&#8220;amici italiani&#8221;<\/em>. <mark>Sono arrivati, nell&#8217;ordine, il codice &#8220;Tuscany &#8211; Italy&#8221;, l&#8217;arrivo in aeroporto, la partenza. E quindi anche la salvezza<\/mark>.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">&#8220;Siamo sportive, facciamo parte della stessa squadra. \u00c8 un modo come un altro per restare unite&#8221;<\/span><\/p>\n<h3>Ricominciare (studiando)<\/h3>\n<p>Ma a raccontarsi, aiutate da un&#8217;interprete, sono state soprattutto le ragazze. S\u00ec, perch\u00e9 di ragazze si tratta. Facendo una media approssimativa hanno all&#8217;incirca una <strong>ventina d&#8217;anni<\/strong>. Anche loro, oltre al velo, indossano la felpa del Bastan Fc. <em>&#8220;Siamo sportive, \u00e8 la nostra squadra, non potrebbe essere diversamente. E poi \u00e8 un modo come un altro per restare unite&#8221;<\/em>. Sono grate all&#8217;Italia, alla Toscana e a Firenze che le ha accolte. Ora che dicono di aver ritrovato la speranza, oltre alla loro vita, e vorrebbero riprendere anche gli studi. Alcune studiavano scienze politiche, altre informatica o letteratura inglese. <em>&#8220;Vorr\u00e0 dire che ora studier\u00f2 letteratura italiana&#8230;&#8221;<\/em> dice una delle calciatrice. <em>&#8220;L&#8217;importante \u00e8 ricominciare&#8221;.<\/em><\/p>\n<figure id=\"post-188602 media-188602\" class=\"align-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Le-ragazze-e-il-mister-del-Bastan-Fc-a-Firenze.jpeg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Le ragazze e il mister del Bastan Fc a Firenze<\/div>\n<p><mark>Eh s\u00ec, loro possono ricominciare. Ma non si pu\u00f2 dire lo stesso delle amiche, delle compagne e delle altre donne rimaste in Afghanistan<\/mark>. Di loro non sanno pi\u00f9 nulla, come del resto non sanno niente della vita dei loro familiari. Alcune sono arrivate con qualche parente. Alcune, non tutte. Per questioni di riservatezza e sicurezza non \u00e8 dato sapere di pi\u00f9. Ed \u00e8 giusto cos\u00ec.<\/p>\n<h3>Il dovere di restituire speranza<\/h3>\n<p>Di loro Nardella aveva gi\u00e0 parlato in mattinata, intervenendo alla trasmissione &#8220;L&#8217;aria che tira&#8221;, su La7. <em>&#8220;Il loro arrivo \u00e8 stato un momento molto emozionante&#8221;<\/em> ha detto il sindaco. <em>&#8220;C&#8217;ho parlato. Una cosa \u00e8 battersi per i diritti fondamentali delle donne in un paese democratico come l&#8217;Italia, un&#8217;altra cosa \u00e8 farlo in Afghanistan. Queste ragazze hanno combattuto i pregiudizi dei loro familiari e gli ostacoli fortissimi della politica afgana. <mark>Quando i talebani hanno iniziato a bruciare le loro tute e i loro borsoni dicendo che non potevano pi\u00f9 fare sport perch\u00e9 le donne non possono svolgere attivit\u00e0 sportive, loro hanno capito che le speranze che stavano costruendo in Afghanistan non avevano pi\u00f9 sbocco<\/mark>. Noi oggi abbiamo il dovere di ridare loro una speranza&#8221;.<\/em><\/p>\n<h3>La felpa rossa e bianca<\/h3>\n<p>E quel dovere si \u00e8 concretizzando nel momento in cui il primo cittadino ha indossato la felpa bianca e rossa della societ\u00e0. L&#8217;allenatore, che le ragazze hanno definito <em>&#8220;una guida&#8221;<\/em>, desidererebbe poter <strong>aiutare le altre calciatrici a raggiungere le loro compagne in Italia<\/strong>. Certo, non sar\u00e0 facile. Ma del resto stiamo raccontando una storia di speranza. Quindi perch\u00e9 no? E sempre a proposito di speranza: tra le atlete accolte a Firenze, una \u00e8 vittima di un&#8217;infortunio. <em>&#8220;Sono felice di poter essere curata dai bravissimi medici italiani&#8221;<\/em>, ha confessato. <em>&#8220;Vorrei tornare a giocare, ma in Afghanistan non sarebbe stato possibile&#8221;.<\/em><\/p>\n<h3>L&#8217;appello<\/h3>\n<p><span class=\"citazione\">&#8220;Vorremmo essere un esempio di speranza e di fiducia per chi \u00e8 l\u00e0 in Afghanistan&#8221;<\/span><\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 <mark>in Afghanistan &#8211; e in particolar modo a Herat &#8211; le donne non hanno lavoro, non hanno diritti, non hanno nulla<\/mark>. Lo dicono le ragazze, lo ribadisce il mister. Forse \u00e8 anche per questo che alla fine dell&#8217;incontro, quando ormai tutti erano proiettati sull&#8217;immancabile (e in questo caso preziosa) foto di rito, l&#8217;interprete ha detto timidamente al microfono <em>&#8220;aspettate un attimo, le ragazze vorrebbero leggere un messaggio&#8221;<\/em>. Ed \u00e8 andata proprio cos\u00ec. <em>&#8220;Vorremmo essere un esempio di speranza e di fiducia per chi \u00e8 l\u00e0 in Afghanistan&#8221;<\/em> hanno detto. <em>&#8220;Auspichiamo di poter vivere in una societ\u00e0 libera, attraverso lo sport e al fianco delle nostre compagne di squadra, qua in Italia&#8221;.<\/em><\/p>\n<h3>Se parler\u00e0 anche a scuola<\/h3>\n<p>Al momento nell&#8217;area metropolitana sono ospitate <strong>116 persone<\/strong>. Il progetto di accoglienza, oltre che dalla Citt\u00e0 metropolitana, col coordinamento della Prefettura \u00e8 portato avanti grazie anche all&#8217;Istituto universitario europeo e alla Caritas. <em>&#8220;Visto che saranno in citt\u00e0 fino a quando ce ne sar\u00e0 bisogno e lo vorranno<\/em> &#8211; ha aggiunto Nardella &#8211; <mark><em>abbiamo pensato di organizzare degli incontri nelle scuole di Firenze<\/mark>. I nostri studenti potranno cos\u00ec ascoltare queste ragazze e capire direttamente cosa significa battersi per il proprio paese e per i diritti umani&#8221;<\/em>. Ad accogliere le calciatrici afgane a Palazzo Vecchio c&#8217;era anche <strong>Renzo Ulivieri<\/strong>, presidente dell&#8217;Associazione italiana allenatori di calcio, in rappresentanza della Figc. <em>&#8220;I recenti avvenimenti in Afghanistan non hanno lasciato indifferente il calcio italiano&#8221;<\/em> ha detto. <em>&#8220;La Figc si occuper\u00e0 di fornire alle calciatrici di Herat materiale sportivo, aiutare nello studio dell&#8217;italiano, di formarle calcisticamente in modo da prepararle ad un tesseramento per una squadra femminile del nostro paese. <mark>Il presidente Gravina ha invitato queste ragazze la prossima settimana a Coverciano in occasione del raduno della nazionale femminile<\/mark>&#8220;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parola che ricorre pi\u00f9 spesso \u00e8 &#8220;speranza&#8221;. Tra i 116 profughi accolti dalla citt\u00e0 metropolitani ci sono anche tre calciatrici della Bastan Fc di Herat e il loro allenatore. 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