{"id":199751,"date":"2021-11-19T17:16:33","date_gmt":"2021-11-19T16:16:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=199751"},"modified":"2021-11-19T17:16:33","modified_gmt":"2021-11-19T16:16:33","slug":"scoprire-la-lunigiana-in-sole-48-ore-ecco-come-andata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/scoprire-la-lunigiana-in-sole-48-ore-ecco-come-andata\/","title":{"rendered":"Scoprire la Lunigiana in (sole) 48 ore, ecco com&#8217;\u00e8 andata"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;appuntamento \u00e8 a Pontremoli, alle dieci e mezzo di una mattina d&#8217;autunno. Percorrendo l&#8217;autostrada vediamo il cerchio perfetto dell&#8217;arcobaleno che fa da cornice a un camion che trasporta blocchi di marmo. Due elementi che da soli sono sufficienti a definire la terra che stiamo attraversando.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;autunno? E perch\u00e9 Pontremoli? <mark>Semplicemente perch\u00e9 l&#8217;autunno a Pontremoli regala sfumature di colore che nessuna fotografia riuscir\u00e0 mai a restituire fedelmente<\/mark>. O almeno non con le stesse emozioni che solo il contatto col fogliame umido dei boschi \u00e8 capace di comunicare. Poi questa \u00e8 la stagione delle <strong>castagne<\/strong>. E in <strong>Lunigiana<\/strong>, si sa, \u00e8 impossibile prescindere dalle castagne.<\/p>\n<h3>All&#8217;origine del viaggio<\/h3>\n<p>Se siamo qua \u00e8 per partecipare a un <em>&#8220;press tour&#8221;<\/em>. \u00c8 cos\u00ec che vengono chiamati i <em>&#8220;viaggi stampa&#8221;<\/em>, che per qualcuno \u00e8 solo un modo di vedere cose belle e mangiare cose buone senza per questo dover contribuire alle spese. Eppure il senso della nostra presenza si spinge ben al di l\u00e0 di quel che potrebbe sembrare.<\/p>\n<figure id=\"post-199893 media-199893\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Press-tour-in-Lunigiana-220.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Press tour in Lunigiana, Equi Terme<\/div>\n<p><mark>D&#8217;accordo, abbiamo visto davvero cose belle e mangiato davvero cose buone, anzi buonissime. Ma non \u00e8 questo il punto. Nei due giorni trascorsi in Lunigiana abbiamo incontrato esperienze uniche, storie di vita che s&#8217;intrecciano alle storie dei paesi, dei borghi e delle citt\u00e0 che abbiamo attraversato<\/mark>. Abbiamo conosciuto piccole comunit\u00e0 resilienti e persone che hanno trasformato la passione per la propria terra e per le tradizioni in una <strong>ragione di vita<\/strong>.<\/p>\n<h3>Pontremoli, andata e ritorno<\/h3>\n<p>Tutto ha inizio a Pontremoli, all&#8217;ora stabilita. Memorizziamo subito i nomi delle due guide, <strong>Eleonora<\/strong> e <strong>Mattia<\/strong>. Ma anche i loro numeri di telefono, perch\u00e9 siamo quasi certi che prima o poi ci saranno utili. Sono soci di <a href=\"https:\/\/www.sigeric.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sigeric<\/a>, che ha organizzato il press tour. Scopriamo che anche questa \u00e8 una cooperativa di comunit\u00e0, esattamente come quelle che di l\u00ec a breve andremo a conoscere e incontrare.<\/p>\n<p><mark>Tutte sono unite dall&#8217;amore per la loro terra, ma ogni cooperativa ha le sue specificit\u00e0. O, per dirla meglio, la sua attitudine, che spesso corrisponde anche alla propria missione<\/mark>: mentre Sigeric si occupa di servizi per il turismo (meglio se sostenibile e responsabile), <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/lemodeste_zeri_\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Valli di Ziri<\/a> concentra tutte le sue energie nell&#8217;allevamento dell&#8217;<strong>agnello zerasco<\/strong> che rischiava di estinguersi e che ora \u00e8 presidio <strong>Slow Food<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"post-199871 media-199871\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Press-tour-in-Lunigiana-51.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Press tour in Lunigiana, pecore zerasche a Zeri<\/div>\n<p>Iniziamo quindi con una narrazione degna del miglior Bignami su Pontremoli: la Torre del Campanone del 1322, le torrette delle fortificazioni trasformate in abitazioni private, l&#8217;origine del nome (<em>&#8220;pons tremulus&#8221;<\/em>, cio\u00e8 ponte tremolante) e infine, appunto, i ponti, che qua non mancano. Ce n&#8217;\u00e8 uno anche sullo stemma della citt\u00e0, anche se oggi i ponti hanno smesso di tremare perch\u00e9 non non sono pi\u00f9 fatti di legno. <em>&#8220;Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 sempre vento&#8221;<\/em> ci confessa Mattia su uno dei due ponti gemelli, tra i fiumi Verde e Magra.<\/p>\n<h3>La curiosa storia del wafer quadrato<\/h3>\n<p>Prima di partire verso Zeri, dove incontreremo una <strong>cooperativa di comunit\u00e0 tutta al femminile<\/strong>, scopriamo che a Pontremoli c&#8217;\u00e8 il <strong>Caff\u00e8 degli Svizzeri<\/strong>, e non \u00e8 un caso. <mark>In queste valli c&#8217;\u00e8 una lunga storia di migrazioni d&#8217;andata e di ritorno. Mentre la gente se ne andava in Francia, qua nell&#8217;Ottocento arrivavano gli svizzeri (appunto)<\/mark>. Erano per lo pi\u00f9 pasticceri e quel Caff\u00e8 in centro \u00e8 ancora gestito dagli eredi.<\/p>\n<figure id=\"post-199830 media-199830\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Press-tour-in-Lunigiana-15.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Press tour in Lunigiana, Caff\u00e8 degli Svizzeri a Pontremoli<\/div>\n<p><mark>Ed \u00e8 qua che la storia si fa interessante. Sono proprio gli svizzeri a inventare la ricetta del dolce tipico, che si chiama Amor ed \u00e8 composto da una speciale crema (buonissima) raccolta &#8220;a panino&#8221; tra due cialda quadrate di wafer.<\/mark> Cialde di quella misura sono progressivamente scomparse dal mercato. Del resto, fatta eccezione per Pontremoli, non c&#8217;era una grande richiesta di quel formato di wafer. Quando anche l&#8217;ultima cialda prodotta dalla Loacker stava per essere ritirata perch\u00e9 non garantiva profitti, una delegazione di pasticcieri pontremolesi ha chiesto di essere ascoltata dall&#8217;azienda altoatesina. <strong>La storia ha colpito al cuore i responsabili della casa dolciaria<\/strong>, che a discapito dei profitti ha infine deciso di mantenere la cialda in produzione. Stavolta, \u00e8 proprio il caso di dirlo, ha vinto l&#8217;<em>Amor<\/em>.<\/p>\n<h3>\u00c8 bello perdersi (se poi si ritrova la via)<\/h3>\n<p>A Pontremoli torneremo per visitare <a href=\"https:\/\/www.villadosidelfini.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Villa Dosi Delfini<\/a>, straordinario esempio di barocco pontremolese di cui ignoravamo perfino l&#8217;esistenza. Non si tratta di un museo, bens\u00ec di una villa vera e propria, abitata e abitabile, che grazie a Sigeric pu\u00f2 essere visitata con percorsi guidati. Qui, oltre ai tritoni, ci hanno colpito la collezione di libri antichi (tantissime le cinquecentine), il quadro di <strong>Luca Giordano<\/strong> (<em>La morte di Seneca<\/em>) e il terrazzo interno che si affaccia sul salone. Tutt&#8217;altra narrazione meriterebbero le storie della linea <strong>ferroviaria<\/strong>, poco distante, e degli <strong>antichi cedri<\/strong> che dominano il giardino e che crescono in larghezza dopo essere stati accidentalmente cimati dall&#8217;aviazione americana quando la villa era occupata dai tedeschi, che nella seconda guerra mondiale la utilizzarono come deposito di armi.<\/p>\n<figure id=\"post-199779 media-199779\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Press-tour-in-Lunigiana-140.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Press tour in Lunigiana, Villa Dosi Delfini<\/div>\n<p><mark>A causa dei ritardi accumulati non riusciremo mai a visitare il <a href=\"https:\/\/www.statuestele.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Museo delle statue stele lunigianesi<\/a>, proprio com&#8217;\u00e8 accaduto ai protagonisti del romanzo di <em>Chi manda le onde<\/em> di <strong>Fabio Genovesi<\/strong>. Segni del destino<\/mark>. (Anche se, ve lo anticipiamo, sulle statue stele abbiamo un aneddoto da condividere. Lo faremo pi\u00f9 avanti). Quindi partiamo per Ziri, e com&#8217;era prevedibile immaginare ci perdiamo nonostante l&#8217;ausilio della tecnologia che ci dice di svoltare a destra, proseguire dritto e cos\u00ec via. Sapevamo che i nomi (e i numeri) delle guide ci sarebbero stati utili. <mark>Ma perdersi fa parte dell&#8217;esperienza. E alla fine, dopo esserci persi, \u00e8 anche bello poter ritrovare la via. Sembra quasi una metafora della vita<\/mark>.<\/p>\n<h3>Come far sopravvivere la tradizione<\/h3>\n<p>E qui, in questa valle boscosa dove piccole comunit\u00e0 sono sparse un po&#8217; ovunque come chicchi di sale gettati su un piatto, veniamo a contatto con la <strong>cooperativa Valli di Ziri<\/strong>, che collabora a stretto contatto col Consorzio per la valorizzazione e tutela della pecora e dell\u2019agnello di razza zerastra. <mark>Sono tutte donne, ognuna con la sua storia. C&#8217;\u00e8 chi alleva, chi produce il formaggio, chi cucina, chi fa tutte le cose insieme<\/mark>. Scopriamo anche la bont\u00e0 dell&#8217;<strong>agnello<\/strong> e delle <strong>torte d&#8217;erbi<\/strong> (anche se poi dentro ci si possono mettere ben altri ingredienti, come patate e porri). Tutto \u00e8 cucinato nei tradizionali <strong>testi di ghisa<\/strong> con l&#8217;unico ausilio della fiamma del legno e del calore della brace.<\/p>\n<figure id=\"post-199878 media-199878\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Press-tour-in-Lunigiana-70.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Press tour in Lunigiana, testi in ghisa<\/div>\n<p><mark>Questa stessa tecnica \u00e8 stata utilizzata anche a <strong>Guinadi<\/strong>, una trentina di chilometri pi\u00f9 in l\u00e0, dove abbiamo potuto degustare i <strong>testaroli al pesto<\/strong>, che qualcuno a volte confonde con i panigacci (ma non ditelo a voce alta, perch\u00e9 questo \u00e8 un errore da segno rosso)<\/mark>. Anch&#8217;essi sono presidio <strong>Slow Food<\/strong> e vengono ugualmente cucinati nei testi. Alla cooperativa di comunit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.laguinadese.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Guinadese<\/a> &#8211; che esiste dal 1919 e che rappresenta <strong>la pi\u00f9 antica attivit\u00e0 commerciale di tutta la provincia di Massa Carrara<\/strong> &#8211; si va perfino oltre: anzich\u00e9 la teglie e la carta da forno, come isolante qua si continuano a utilizzare le foglie di castagno, proprio come vuole la tradizione. Questa straordinaria comunit\u00e0, che oltre a gestire l&#8217;unico bar di paese offre anche vari servizi (compresi quelli sanitari), <mark>\u00e8 talmente radicata sul territorio che non esiste famiglia che non abbia almeno un socio all&#8217;interno della cooperativa<\/mark>.<\/p>\n<figure id=\"post-199804 media-199804\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Press-tour-in-Lunigiana-149.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Press tour in Lunigiana, testaroli al pesto della cooperativa La Guinadese<\/div>\n<h3>Sono le persone che fanno i luoghi<\/h3>\n<p>In <strong>sole 48 ore<\/strong> abbiamo compiuto spostamenti (in auto) per qualche centinaio di chilometri, camminato moltissimo e perfino pedalato (fortunatamente con l&#8217;e-bike messa a disposizione da Sigeric). Abbiamo incontrato una decina di <a href=\"https:\/\/coopdicomunita.toscana.it\/home\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cooperative di comunit\u00e0<\/a> (la Lunigiana sembra essere <strong>il territorio toscano con la maggiore concentrazione<\/strong>), visitato i laboratori dell&#8217;ottima <a href=\"https:\/\/www.chinaclementi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">China Clementi<\/a> a Fivizzano, esplorato le <a href=\"https:\/\/www.grottediequi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Grotte di Equi<\/a>, visto da vicino l&#8217;allevamento di pecore zerasche e come si cucina nei testi. Abbiamo mangiato i piatti tipici cucinati dalle cooperative di comunit\u00e0, ma anche dall&#8217;antico ristorante <a href=\"https:\/\/www.vetrina.toscana.it\/ristoranti\/locanda-la-lina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Lina<\/a> (a Bagnone) e nella nuovissima osteria <strong>Raccontadina<\/strong> di Fivizzano (assolutamente da provare), che appartiene alle rete della cooperativa <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CooperativaLaMedicea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Medicea<\/a>.<\/p>\n<figure id=\"post-199861 media-199861\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Press-tour-in-Lunigiana-184.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Press tour in Lunigiana, esperienza in e-bike<\/div>\n<figure id=\"post-199841 media-199841\" class=\"align-center\"><\/figure>\n<p><mark>Siamo andati a conoscere questa terra toscana &#8220;di confine&#8221; &#8211; cos\u00ec \u00e8 considerata per stessa ammissione dei suoi abitanti &#8211; insieme a persone speciali<\/mark>. Abbiamo avuto compagni di viaggio un po&#8217; folli, un po&#8217; creativi, un po&#8217; social, un po&#8217; studiosi, un po&#8217; content creator. Tutti interessanti, ognuno in modo diverso. Da <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UChn336v-fUYkJH09vA4ZuCA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cartoni Morti<\/a> (al secolo <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/c\/AndreaLorenzon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Andrea Lorenzon<\/strong><\/a>) con la sua banda al seguito, a <strong>Guido Grosso<\/strong> (alias <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/mistergrosso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MisterGrosso<\/a>), fino alla coppia di travel blogger <strong>Elisa<\/strong> e <strong>Luca<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/miprendoemiportovia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">miprendoemiportovia<\/a>). <mark>E speciali sono le tante persone che abbiamo incontrato. Perch\u00e9 non \u00e8 possibile conoscere i luoghi senza conoscere chi i luoghi li vive e li abita. \u00c8 questo il senso del viaggio, qualunque sia la destinazione<\/mark>.<\/p>\n<h3>Le statue stele (e un incontro da non dimenticare)<\/h3>\n<p>Proprio come quello che abbiamo fatto in Lunigiana, la cui storia antichissima \u00e8 anche ricordata dalle millenarie <a href=\"https:\/\/www.statuestele.org\/significato-e-funzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">statue stele<\/a> incise dai <strong>Liguri Apuani<\/strong>. Nonostante il tempo non ci abbia permesso di visitare il museo (ma questo lo sapete gi\u00e0), due statue stele le abbiamo incontrate comunque. Dove? Nella straordinaria <a href=\"https:\/\/turismoinlunigiana.it\/scheda\/pieve-di-sorano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pieve romanica di Sorano<\/a>, piena zeppa di elementi medievali. <mark>\u00c8 straordinario pensare che proprio qua, dove ha avuto inizio il nostro piccolo tour in e-bike, sono state ritrovate sette statue stele, due delle quali sono ancora conservate l\u00ec dentro<\/mark>. Ed \u00e8 ancora pi\u00f9 straordinario pensare al fatto che in epoche passate erano state <strong>utilizzate come architravi<\/strong>. Forse \u00e8 proprio grazie alla loro inadeguata funzione che <em>Sorano I<\/em> e <em>Sorano V<\/em> ancora oggi fanno bella mostra di s\u00e9.<\/p>\n<figure id=\"post-199791 media-199791\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Press-tour-in-Lunigiana-175.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Press tour in Lunigiana, statue stele nella Pieve di Sorano<\/div>\n<p><mark>Alle stele antropomorfe, che rappresentano per lo pi\u00f9 entit\u00e0 capaci di proteggere le comunit\u00e0, \u00e8 strettamente collegata anche l&#8217;ultima narrazione di questo viaggio<\/mark>. Perch\u00e9 la pedalata che da <strong>Sorano<\/strong> ci ha portati fino a <strong>Bagnone<\/strong> \u00e8 stata inframezzata da <em>tappe esperenziali<\/em>. \u00c8 durante una di questa, nel borgo di <strong>Filetto<\/strong>, che ci siamo imbattuti nel laboratorio (chiuso) del designer orafo <strong>Andrea Cirelli<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"post-199840 media-199840\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Press-tour-in-Lunigiana-197.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Press tour in Lunigiana, statue stele in argento dell\u2019orafo Andrea Cirelli<\/div>\n<p><mark>Siamo rimasti colpiti da quelle piccole creazioni in argento che riproducono le statue stele lunigianesi, ognuna delle quali ha impresso sul retro il luogo del ritrovamento, che poi d\u00e0 loro anche il nome<\/mark>. Ebbene (si fa per dire) scopriamo che l&#8217;orafo \u00e8 scomparso solo poco tempo fa e che nel piccolo bazar di via Ariberti sono in vendite gli ultimi <strong>ciondoli raffiguranti le statue<\/strong>. Ne compriamo due, ascoltando il racconto della storia dell&#8217;orafo che ha girato il mondo e a cui tutti, qui, volevano un gran bene. Con quelle parole che rimbalzavano nella testa e nel cuore siamo risaliti in sella. <strong>La pedalata non era ancora finita<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per conoscere davvero una &#8220;terra di confine&#8221; come la Lunigiana due giorni non bastano. Tra testi, castagne, agnelli, dolci svizzeri-pontremolesi e compagni di viaggio creativi e ispirati, siamo andati alla ricerca della bellezza (e di storie) all&#8217;interno delle comunit\u00e0. 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