{"id":204346,"date":"2022-01-13T14:00:05","date_gmt":"2022-01-13T13:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=204346"},"modified":"2022-01-13T15:37:01","modified_gmt":"2022-01-13T14:37:01","slug":"tragedia-concordia-dieci-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/tragedia-concordia-dieci-anni\/","title":{"rendered":"La tragedia della Costa Concordia, dieci anni dopo una ferita ancora aperta"},"content":{"rendered":"<p>Era la notte del 13 gennaio 2012, quella dell&#8217;<strong>inchino fatale<\/strong>. <mark>Una notte fredda. Quel giorno la nave da crociera Costa Concordia naufrag\u00f2 proprio di fronte all\u2019Isola del Giglio dopo essersi incagliata negli scogli delle Scole, proprio in prossimit\u00e0 del porto<\/mark>. A bordo c&#8217;erano <strong>3.216 passeggeri<\/strong> e <strong>1.013 membri dell\u2019equipaggio<\/strong>. Alla fine le vittime del pi\u00f9 grande naufragio della marineria italiana saranno <strong>32<\/strong>. Ora il Giglio ricorda tutte quelle persone, una a una.<\/p>\n<h3>Giornata della memoria<\/h3>\n<p><em>&#8220;Questa sar\u00e0 l&#8217;ultima celebrazione pubblica. Non vogliamo dimenticare, ma desideriamo rispettare le vittime&#8221;<\/em> ha detto il sindaco dell&#8217;isola, <strong>Sergio Ortelli<\/strong>, intervenendo nel giorno del decennale.<em> &#8220;Il consiglio comunale ha infatti deciso di celebrare questo giorno per sempre&#8221;<\/em>. <mark>Il 13 gennaio, per il Giglio, sar\u00e0 quindi la &#8220;Giornata della memoria&#8221;<\/mark>. Una scelta <em>&#8220;doveroso nei confronti dei parenti delle vittime del naufragio&#8221;<\/em> ha proseguito Ortelli. <em>&#8220;Sulla nave c&#8217;erano persone di 54 nazionalit\u00e0, \u00e8 giusto che vengano ricordate per sempre&#8221;.<\/em><\/p>\n<h3>La &#8220;lezione&#8221; del naufragio<\/h3>\n<p>Proprio nel giorno un cui \u00e8 uscito il suo libro (<em>&#8220;<a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/articolo\/dalla-ricerca-dispersi-alle-difficolta-burocratiche-gabrielli-ricorda-i-30-mesi-dellemergenza-concordia\/\">Naufragi e nuovi approdi. Dal disastro della nave Concordia al futuro della Protezione civile&#8221;<\/a><\/em>, scritto insieme a <strong>Francesca Maffini<\/strong> e edito da Baldini e Castoldi), l&#8217;allora Capo della protezione civile <strong>Franco Gabrielli<\/strong> \u00e8 tornato sull&#8217;isola. <mark><em>&#8220;Questo disastro c&#8217;insegna che si possono fare degli errori tragici e anche sistemici&#8221;<\/em> ha detto Gabrielli<\/mark>. <em>&#8220;Ritengo che ci sia un responsabile penale, ma ci sono anche altri responsabili di questa tragedia. Inoltre c&#8217;insegna che \u00e8 possibile riscattarsi, porre rimedio agli errori, e anche che laddove si realizzano corrette sinergie si possono conseguire cose straordinarie&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Ma quali sono le &#8220;sinergie&#8221; che si sono realizzate? Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gabrielli, che fu anche commissario per l&#8217;emergenza, <em>&#8220;sono quelle tra un privato chem preso atto del disastro, non ha perso tempo e non ha lesinato denari per riscattarsi, e un pubblico che ha saputo creare le cornici affinch\u00e9 il privato potesse lavorare al meglio senza lacci e lacciuoli&#8221;.<\/em><\/p>\n<h3>I ricordi, la commozione, l&#8217;approdo sicuro<\/h3>\n<p><span class=\"citazione\">&#8220;Il ricordo pi\u00f9 indelebile \u00e8 riferito alle tante persone che non ci sono pi\u00f9&#8221;<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;I gigliesi sono stati i pi\u00f9 affidabili compagni in questo viaggio tragico e incredibile&#8221;<\/em> ha proseguito Gabrielli. <em>&#8220;Il ricordo pi\u00f9 indelebile \u00e8 riferito alle tante persone che non ci sono pi\u00f9 e il mio pensiero va a <strong>Israel Moreno Franco<\/strong>, l&#8217;operaio spagnolo che mor\u00ec durante le attivit\u00e0 di rimozione della nave in un tragico incidente sul lavoro. Ricordo anche gli strazianti incontri con i familiari delle vittime, ma il mio approdo pi\u00f9 sicuro era l&#8217;Isola del Giglio&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Nei trenta mesi di questa tragica vicenda, molto difficile per me, perch\u00e9 dovemmo affrontare anche altre emergenze come alluvioni e terremoti<\/em> &#8211; ha aggiunto il sottosegretario &#8211;<em> quando arrivavo al Giglio ricaricavo le pile. Era diventato tra noi un mutuo scambio di energie. Al Giglio ho festeggiato un compleanno, ci sono poi tornato perch\u00e9 mi hanno dato la cittadinanza onoraria. <mark>Il tema delle vittime \u00e8 importante e fondamentale, che io continuo a sostenere. Non per un esercizio istituzionale o di carineria, ma perch\u00e9 credo che non si possa mai dare il giusto risalto alle cose dei vivi se non si onorano i morti<\/mark>&#8220;.<\/em><\/p>\n<figure id=\"post-207024 media-207024\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Isola-del-Giglio-10-anni-dopo-il-naufragio-della-Concordia.jpeg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">13\/01\/2022. Il &#8220;vuoto&#8221; all&#8217;Isola del Giglio, dieci anni dopo il naufragio &#8211; \u00a9 Salvatore Bruno<\/div>\n<h3>I primi soccorritori<\/h3>\n<p><span class=\"citazione\">&#8220;A bordo trovammo una situazione di panico&#8221;<\/span><\/p>\n<p>Prima della posa della corona di fiori in memoria delle vittime, a Punta Gabbianara, \u00e8 stata celebrata una <strong>messa di suffragio per le vittime<\/strong> nella Chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano, a Giglio Porto. Presente la banda del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. E ai vigili del fuoco appartengono anche <strong>Massimiliano Bennati<\/strong> e <strong>Paolo Scipioni<\/strong>. Sono due sommozzatori, tra i primi soccorritori del naufragio. Anche loro, oggi, sono all&#8217;Isola del Giglio.<\/p>\n<figure id=\"post-207078 media-207078\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/94CA26F6-5FD5-4D9C-B3EC-61679F5833CF.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Corona di fiori in memoria delle vittime della Concordia &#8211; \u00a9 Salvatore Bruno<\/div>\n<p><em>&#8220;Quando arrivammo, intorno a mezzanotte, la nave era gi\u00e0 riversa su un fianco. <mark>Non sapevano che fosse adagiata sul fondale e pensavamo fosse imminente l&#8217;affondamento, spesso si sentivano scossoni e rumori<\/mark>&#8220;<\/em> raccontano i due.<em> &#8220;A bordo trovammo una situazione di panico. Le persone erano come bloccate e dovevi quasi scuoterle per portarle via. Non si rendevano conto della situazione. Siamo stati tutta la notte a bordo, siamo scesi intorno alle sette cercando di salvare pi\u00f9 persone possibile&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Una volta arrivati alla Concordia, prima di salire a bordo, Bennati e Scipioni pensarono che in acqua potessero esserci centinaia di persone. <em>&#8220;Per fortuna molti erano con giubbotto salvagente, e <mark>insieme a un altro collega siamo riusciti a salvare in acqua sette persone che erano quasi in ipotermia<\/mark>. Ricordo un francese che purtroppo non riuscimmo a salvare, perch\u00e9 lo trovammo gi\u00e0 riverso nell&#8217;acqua. \u00c8 stato una delle prime vittime accertate. La moglie continuava a urlarci in francese: &#8216;Mio marito, aiutate mio marito&#8217;&#8230;&#8221;.<\/em><\/p>\n<h3>&#8220;Schettino, salga a bordo&#8230;&#8221;<\/h3>\n<p><span class=\"citazione\">&#8220;Tornare significa riabbracciare le vittime che purtroppo non siamo riusciti a tirar fuori da l\u00ec&#8221;<\/span><\/p>\n<p>In questo decennale non poteva mancare la presenza di capitano <strong>Gregorio De Falco<\/strong> della Capitaneria di Porto. S\u00ec, il protagonista del <a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/articolo\/cosi-feci-lo-scoop-della-telefonata-de-falco-schettino\/\">famoso audio<\/a>.<em> &#8220;Quello del comandante Schettino fu un atto scellerato, incompatibile con la sicurezza&#8221;<\/em> ha detto. <mark><em>&#8220;Se io punto con la nave a 16-17 nodi a 300 metri dalla costa non sto facendo un inchinom ma un atto scellerato&#8221;<\/mark>.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Non sono tornato molto spesso al Giglio, come avrei anche desiderato&#8221;<\/em> ha aggiunto De Falco. <em>&#8220;Tornare significa per me riabbracciare idealmente le vittime che purtroppo non siamo riusciti a tirar fuori da l\u00ec. Abbiamo per\u00f2 registrato gesti di solidariet\u00e0 enormi, sia della comunit\u00e0 gigliese, sia dell&#8217;equipaggio della nave&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Tornando sulla celebre frase detta al comandante della nave <strong>Francesco Schettino<\/strong> (<em>&#8220;Torni a bordo, cazzo&#8221;<\/em>), De falco ha sottolineato che <em>&#8220;\u00e8 una frase che viene decontestualizzata, ma si inserisce in un percorso di comunicazione che andava avanti da ore. Poi erano spariti tutti dalla plancia, non rispondevano alla radio e neanche al telefono. <mark>Nell&#8217;interesse dell&#8217;azione di soccorso chiedevo che tornasse a bordo l&#8217;autorit\u00e0, ovvero il comandante, che poteva assumere su di s\u00e9 la responsabilit\u00e0 di derogare alcune norme<\/mark>, che pur giuste erano inefficaci per garantire la sicurezza di quelle persone&#8221;.<\/em><\/p>\n<figure id=\"post-207028 media-207028\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Isola-del-Giglio-messa-in-suffragio-delle-vittime-del-naufragio-2.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Isola del Giglio, messa in suffragio delle vittime del naufragio &#8211; \u00a9 Salvatore Bruno<\/div>\n<figure id=\"post-207030 media-207030\" class=\"align-center\"><\/figure>\n<h3>Le commemorazioni<\/h3>\n<p>Nel pomeriggio<strong> \u00e8 stato presentato il libro<\/strong> \u201c<em>La notte della Concordia<\/em>\u201d\u00a0di<strong> Sabrina Grementieri e Mario Pellegrini, <\/strong>in cui gli autori hanno ricordato la drammatica notte dei soccorsi. Alla presentazione parteciperanno il sindaco dell\u2019isola del Giglio (modertatore \u00e8 stato <strong>Guido Fiorini<\/strong>, direttore di <em>MaremmaOggi)<\/em>. Infine \u00e8 stata la volta\u00a0 <strong>dell&#8217;osservatorio di monitoraggio \u201cConcordia\u201d,<\/strong> con la relazione sui lavori di restauro dei fondali su cui la nave da crociera si aren\u00f2 (&#8220;<em>superiori alle attese grazie agli interventi di ripristino ambientale dei fondali marini<\/em>&#8220;).<\/p>\n<p>Il momento pi\u00f9 toccante della giornata sar\u00e0<strong> la processione con le fiaccole<\/strong> a fiamma viva, che a partire dalle 21.30, dalla Chiesa di Giglio Porto, <strong>raggiunger\u00e0 la lapide commemorativa<\/strong> posta sul Molo di Levante. <strong>Alle\u00a021.45.7\u201d la tufata<\/strong>, il suono delle sirene delle imbarcazioni che annuncer\u00e0<strong> la preghiera per le vittime<\/strong> e la benedizione della lapide.<\/p>\n<figure id=\"post-207030 media-207030\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Isola-del-Giglio-messa-in-suffragio-delle-vittime-del-naufragio.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\" style=\"text-align: center;\">Isola del Giglio, messa in suffragio delle vittime del naufragio &#8211; \u00a9 Salvatore Bruno<\/div>\n<p><em><mark>&#8220;Per non dimenticare&#8221;<\/em>. Questo \u00e8 il titolo dell&#8217;evento commemorativo, in programma <strong>il 14 gennaio<\/strong> al Teatro degli Industri di Grosseto, per il decennale del naufragio della Costa Concordia, avvenuto appunto il 13 gennaio 2012 al Giglio<\/mark>. A organizzarlo \u00e8 il Tribunale di Grosseto in collaborazione con i Comuni di Grosseto e del Giglio, l&#8217;Ordine degli avvocati di Grosseto, la Fondazione Polo universitario grossetano, TV9 e Banca Tema.<\/p>\n<p>Nel corso della giornata, aperta anche agli studenti, verr\u00e0 <strong>ricostruito il naufragio e i soccorsi prestati dagli abitanti del Giglio<\/strong>, ci sar\u00e0 un approfondimento sulle risultanze del processo, che terr\u00e0 conto anche delle pressioni mediatiche che ci sono state sul caso, e in due tavole rotonde si parler\u00e0 dei profili di interessi penale, civilistico e di diritto della navigazione.<\/p>\n<h3>La testimonianza<\/h3>\n<p><em><mark>&#8220;Fu un processo difficile, molto emozionante. E la sentenza, visti anche i successivi gradi di giudizio, fu perfetta. E&#8217; stata confermata in tutti i gradi di giudizio&#8221;<\/mark><\/em>. Cos\u00ec\u00a0<strong>Giovanni Puliatti<\/strong>, presidente del collegio del tribunale di Grosseto ricorda l&#8217;11 febbraio 2016 quando condann\u00f2 l&#8217;ex comandante della Costa Concordia <strong>Francesco Schettino<\/strong> a 16 anni di reclusione per il naufragio al Giglio della nave da crociera, di cui il 13 gennaio prossimo ricorre il decennale. <em>&#8220;Giudicando bisogna spogliarsi del lato emotivo e sentimentale e quindi, adesso, posso dire che il calcolo fatto era giusto. Schettino? Non mi ha mai fatto pena e non \u00e8 stato il capro espiatorio come qualcuno ha voluto far credere&#8221;.<\/em><\/p>\n<h3>La commozione<\/h3>\n<p><span class=\"citazione\">&#8220;Spesso non riuscivo a controllare le emozioni, devo essere sincero&#8221;<\/span><\/p>\n<p>Puliatti, andato in pensione nel gennaio scorso, \u00e8 intervenuto alla presentazione dell&#8217;evento commemorativo organizzato per il 14 gennaio 2022 in ricordo della <strong>tragedia costata la vita a 32 persone<\/strong>. <em>&#8220;Ci sono stati dei momenti drammatici. Il momento forse pi\u00f9 toccante fu l&#8217;udienza della ricostruzione della morte della piccola Dayana: non ci permise di continuare&#8221;,<\/em> ha aggiunto Puliatti spiegando anche che <em>&#8220;sono immagini scolpite nella mia mente&#8221;<\/em> quelle del primo sopralluogo effettuato dal tribunale a bordo della nave semisommersa dall&#8217;acqua.<\/p>\n<p><em><mark>&#8220;\u00c8 stata un&#8217;esperienza preziosa e irripetibile. Sia dal punto di vista umano che professionale&#8221;<\/mark><\/em> ha aggiunto poi <strong>Sergio Compagnucci<\/strong>, giudice a latere di quel collegio. <em>&#8220;Spesso non riuscivo a controllare le emozioni, devo essere sincero. Per la piccola Dayana ho pianto. Ricordo i volti dei testimoni, e la tristezza che respiravamo nel teatro, chiusi nella stanza per decidere e confrontarci&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Vorrei ringraziare la Procura per tutto quello che ha fatto&#8221;<\/em> ha detto poi l&#8217;altro giudice a latere che giudic\u00f2 Schettino, <strong>Marco Mezzaluna<\/strong>. <em>&#8220;La nostra sentenza \u00e8 figlia anche di indagini esaustive, puntuali e soprattutto celeri. Uno sforzo organizzativo lodevole da parte di tutti che doveva comunque essere fatto&#8221;. <div class=\"focuson\"><a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/articolo\/opinione\/concordia-9-anni-dopo-cosa-ho-imparato-isola-giglio\/\"><img decoding=\"async\" class=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/3fed9c0cc3a73fef98278e6f6ab0eb07.jpg\" style=\"\">\n                <div class=\"cat\">Ecco cosa ho imparato all\u2019isola del Giglio<\/div>\n                <h4>La testimonianza<\/h4><\/a>\n              <\/div><\/em><\/p>\n<h3>La telefonata, poi l&#8217;allarme<\/h3>\n<p>&#8220;<em>Ho pensato fosse uno scherzo, poi la descrizione dei particolari mi ha subito fatto comprendere la seriet\u00e0 della situazione: stava avvenendo un disastro<\/em>&#8220;. <strong>Ciro Formuso<\/strong>, 62 anni, oggi in pensione, la sera del 13 gennaio di dieci anni fa era in servizio al comando dei carabinieri di Prato. Fu lui <strong>il primo a dare l&#8217;allarme<\/strong> per azionare la macchina dei soccorsi per il naufragio della Costa Concordia, nonostante la distanza dal luogo della tragedia.<\/p>\n<p>Fu <strong>Lucia Calapai<\/strong>, residente a Prato, figlia di <strong>Concetta Rovi<\/strong>, scampata al naufragio della nave da crociera, a chiamare il 112 della citt\u00e0 toscana. &#8220;<em>La donna aveva ricevuto una telefonata della madre dalla nave. Calapai mi parl\u00f2 dei giubbotti di salvataggio, del fatto che stavano calando le scialuppe, diceva che sulla nave non sapevano rispondere a nulla. Cos\u00ec ho chiamato la sala operativa dei carabinieri di Livorno: non ne sapevano nulla. Mi hanno passato la Capitaneria di Porto di Livorno: stessa risposta. Subito dopo<\/em> &#8211; ricorda <strong>Formuso<\/strong> &#8211; <em>chiamai il numero di cellulare della donna sulla nave. Mi disse &#8216;Guardi sono cascati i piatti e i bicchieri nel ristorante, c&#8217;\u00e8 tanta confusione&#8217;. Provai a rassicurarla, le dissi che mi stavo interessando del caso, di tenere i nervi saldi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Concetta Rovi<\/strong>, che vive in Sicilia, chiam\u00f2 poi in caserma a Prato per ringraziare qualche giorno dopo: &#8220;<em>Ma parl\u00f2 con il comandante, purtroppo da quel giorno non ci siamo mai pi\u00f9 sentiti<\/em>&#8220;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dieci anni fa il naufragio al Giglio che cost\u00f2 la vita a 32 persone. Il 13 gennaio sar\u00e0 &#8220;Giornata della memoria&#8221;. 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