{"id":211054,"date":"2022-04-11T10:04:44","date_gmt":"2022-04-11T08:04:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=211054"},"modified":"2022-04-13T11:15:34","modified_gmt":"2022-04-13T09:15:34","slug":"sansepolcro-casermarcheologica-giovanisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/sansepolcro-casermarcheologica-giovanisi\/","title":{"rendered":"Sansepolcro riparte dalle mille vite di un antico palazzo. Qui il primo negozio della Buitoni"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 un caso che a Sansepolcro si parli cos\u00ec naturalmente di <strong>&#8220;rigenerazione umana&#8221;<\/strong> e che questa trasformazione della societ\u00e0 parta dall&#8217;arte, dalla cultura e dai giovani.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"citazione\"> Sansepolcro, terra di confine che non teme le contaminazioni ma che ama condividere e collaborare <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In fondo tutto risiede nel dna di questo borgo-citt\u00e0 che ha dato i natali ad una delle figure pi\u00f9 emblematiche del Rinascimento, Piero della Francesca. Una terra di confine che non teme le contaminazioni e non si chiude nelle sue mura, piuttosto ama accogliere, condividere, collaborare.<\/span><\/p>\n<p>Ed \u00e8 per questa mentalit\u00e0 aperta al cambiamento che oggi la citt\u00e0 prova a generare una nuova trasformazione, mettendo insieme la sua storia, i talenti, le novit\u00e0 dell&#8217;espressione artistica, i linguaggi della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Al centro di questa evoluzione c&#8217;\u00e8 <strong>&#8220;CasermArcheologica&#8221;<\/strong>, uno spazio permanente dedicato all\u2019arte contemporanea al co-working e alla formazione, recuperato totalmente nel 2017 &#8211; dopo 30 anni di abbandono &#8211;\u00a0 dietro l&#8217;impulso dell&#8217;artista <strong>Ilaria Margutti<\/strong>, della project manager<strong> Laura Caruso<\/strong> e di altri 7 soci fondatori dell&#8217;omonima associazione che gestisce quest&#8217;edificio, Palazzo Muglioni.<\/p>\n<h3>Acc\u00e8nti intoscana, la sesta puntata<\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/P3EqGZuIrY8\" width=\"800\" height=\"450\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n<h3>Palazzo Muglioni, le mille vite. Storie di decadenza e rinascita<\/h3>\n<p><span class=\"citazione\"> CasermArcheologica, un luogo non-finito dove ancora si pu\u00f2 intervenire per nutrirlo di arte <\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Questo \u00e8 un luogo che si prende cura delle sue fratture,\u00a0 <\/em><span style=\"font-weight: 400;\"><em>delle crepe, delle imperfezioni e vuole per\u00f2 restituire uno spazio in cui le arti diventano uno strumento per tutti, per esprimere se stessi, per incontrare gli altri, per conoscere il mondo e anche per maturare un\u2019idea di cittadinanza\u201d<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong> Laura Caruso<\/strong>, co-direttrice di CasermArcheologica,\u00a0 presenta cos\u00ec il progetto dell&#8217;associazione mentre le sue mani accarezzano le mura: vernice\u00a0 a tratti scrostata, punte di azzurro, di rosso, strati di intonaco che hanno il compito di tenere a mente cosa \u00e8 stato questo palazzo per la citt\u00e0 e cosa vuole essere oggi. Un luogo &#8220;non finito&#8221;, dove ancora si pu\u00f2 intervenire, per nutrirlo di nuova arte, nuovi stili, modernit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><p><span class=\"citazione\"> In questo palazzo vide la luce il primo laboratorio artigianale della Buitoni <\/span><\/p><\/span><\/p>\n<p>Un palazzo del Cinquecento che trova oggi una sua dimensione contemporanea dopo essere stato un vivace <strong>salotto culturale<\/strong> tra Ottocento e Novecento, grazie alla personalit\u00e0 di <strong>Minerva Muglioni<\/strong> e poi &#8211; ancora &#8211; luogo di lavoro.\u00a0 Proprio in queste stanze, al piano terreno, vide la luce il primo laboratorio artigianale della Buitoni, quando ancora nessuno si sarebbe immaginato che quella piccola produzione si sarebbe trasformata in una delle pi\u00f9 importanti industrie di pasta secca e prodotti da forno, stabilendo un legame inossidabile con la citt\u00e0, ancor oggi che l&#8217;impresa \u00e8 di propriet\u00e0 della Nestl\u00e8.<\/p>\n<p>Poi le altre vite di Palazzo Muglioni: un canestro negli spazi espositivi ricorda che questo luogo fu anche succursale di una scuola e della sua palestra. Prima del lungo abbandono di trent&#8217;anni l&#8217;edificio ospit\u00f2 anche una caserma dei Carabinieri.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cIl nostro \u00e8 un progetto di rigenerazione urbana a base culturale<\/em> &#8211; ricorda<strong> Laura Caruso<\/strong>. <em>Un luogo\u00a0 riaperto grazie ad un grande attivismo civico che \u00e8 partito dai giovani ma poi ha coinvolto tante istituzioni pubbliche e private.\u00a0 <\/em><\/span><em><span style=\"font-weight: 400;\">Da qui passano artisti visivi, coreografi, musicisti&#8221;.<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"post-211193 media-211193\" class=\"align-none\"><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">\n<figure id=\"post-211524 media-211524\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Bernard-Dika-in-visita-a-CasermArchieologica.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Bernard Dika in visita a CasermArchieologica incontra Laura Caruso<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-weight: 400;\"><p><span class=\"citazione\"> Ci sono laboratori che aiutano i giovani ad esprimersi, a tirar fuori il proprio &#8220;io&#8221;, il proprio sentire <\/span><\/p><\/span><\/div>\n<p>Il bello forse \u00e8 proprio questo: l&#8217;incontro delle personalit\u00e0, delle professioni, dei talenti. Di chi ancora deve imparare ma sente di dover &#8220;dire&#8221; qualcosa. Attraverso l&#8217;arte, la musica, le espressioni.\u00a0 Ci sono laboratori che aiutano i giovani ad esprimersi, a tirar fuori il proprio &#8220;io&#8221;, il proprio sentire. Ed ecco che quel sentire esce in una frase scritta su un diario, in una foto, in un ricamo. E&#8217; la contaminazione dell&#8217;espressione e del linguaggio artistico che si incontrano in una fortunata alchimia.<\/p>\n<h3><strong>La mostra: Buitoni, la citt\u00e0 nella citt\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>E&#8217; stato un lavoro collettivo e florido di connessioni anche quello che ha portato &#8211; a Palazzo Muglioni &#8211; alla mostra <strong>&#8220;Buitoni, la citt\u00e0 nella citt\u00e0&#8221;<\/strong>, allestita grazie con la collaborazione del Cral Buitoni e con il sostegno di Fondazione CR Firenze e della Regione Toscana-Giovans\u00ec, con il <a href=\"https:\/\/giovanisi.it\/bando\/toscana-in-contemporanea-2021\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>bando &#8220;Toscanaincontemporanea2021&#8221;<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Testimonianze, ricordi, immagini d&#8217;epoca prendono per mano il visitatore fino a catapultarlo in mondo fatto di voci e volti, quelli di 14 persone che lavorano o hanno lavorato in quest&#8217;azienda, cuore economico della citt\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Ma la Buitoni non \u00e8 stata solo questo<\/em>\u00a0&#8211; tiene a precisare <strong>Martina Tognelli<\/strong>, giovane <a href=\"https:\/\/giovanisi.it\/bando\/tirocini-non-curriculari-4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>tirocinante di Giovanis\u00ec<\/strong><\/a> &#8211; che ha collaborato al lavoro di ricerca e raccolta delle interviste, di fatto il cuore della mostra stessa, curata da Laura Caruso e Ilaria Margutti.<\/p>\n<p>E&#8217; proprio Martina &#8211; insieme &#8211; ad altri due giovani: il videomaker <span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Jacopo Tonelli<\/strong> e lo scrittore <strong>Riccardo Meozzi <\/strong>&#8211; ad aver dato anima, testa e gambe a questo video-racconto immersivo, un viaggio nel tempo, nel lavoro e nei mutamenti della societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><p><span class=\"citazione\"> C&#8217;era una fusione, una crescita parallela delle fabbrica della Buitoni e di Sansepolcro: si appartenevano <\/span><\/p><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cMi ha colpito come la storia industriale di una fabbrica diventi poi una storia corale e si trasformi in quella di un territorio, di una citt\u00e0<\/em>, prosegue la giovane. <em>C\u2019era una fusione, una crescita parallela della fabbrica e di Sansepolcro: si appartenevano. Tutti durante le riprese hanno ricordato il famoso biscotto Nipiol e il profumo che invadeva la citt\u00e0. E poi c&#8217;era la vita fuori, la parte sociale che veniva curata dalla famiglia Buitoni, dal \u201cSor Marco\u201d e dal Cral sociale. Gite, cene, ricordi. Come quelli di Margherita Tizzi che grazie al lavoro in azienda ha potuto vedere il mare per la prima volta a 18 anni\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<figure id=\"post-211196 media-211196\" class=\"align-none\"><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">\n<figure id=\"post-211525 media-211525\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/mostra-Buitoni-CasermArcheologica-Sansepolcro.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Mostra Buitoni, la citt\u00e0 nella citt\u00e0 &#8211; CasermArcheologica Sansepolcro<\/div>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><em>&#8220;Le immagini d&#8217;epoca sono state donate da Michele Patucca,<\/em> aggiunge <strong>Jacopo Tonelli<\/strong>. <em>Poi abbiamo\u00a0 utilizzato le animazioni di Gianluigi Toccafondo. Questo connubio tra interviste, ritratti, animazioni e materiale storico ha permesso di creare un prodotto che ha una potenza comunicativa per tutti, a partire dai giovani&#8221;.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Memoria viva che il giovane gruppo di lavoro di ricerca tiene che sia mantenuta, preservata e trasmessa.<\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span>Il Museo diffuso: le rete delle &#8220;alleanze inedite&#8221;<\/h3>\n<p>Connessioni continue che si verificano e generano nuovi progetti a Sansepolcro. E&#8217; uno stimolo perpetuo per cavalcare la relazione tra il passato e il presente e rendere tutto accessibile, vivo. E&#8217; il caso del Museo diffuso della citt\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><p><span class=\"citazione\"> Il Museo diffuso? Un&#8217;esperienza aperta a tutti <\/span><\/p><\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;U<\/em><span style=\"font-weight: 400;\"><em>n progetto di turismo di prossimit\u00e0 che vuole valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale<\/em> &#8211; spiega ancora Martina. <em>E\u2019 un\u2019esperienza aperta a tutti, dai cittadini ai turisti. Tutto \u00e8 iniziato nel 2019 grazie anche ai <a href=\"https:\/\/giovanisi.it\/bando\/bando-rigenerazione-urbana-per-la-cultura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bandi della Regione Toscana<\/a>, al tempo era il bando sulla Rigenerazione urbana a base culturale che ha permesso di creare un format che funziona, nonostante che questi due ultimi anni siano stati influenzati dalla pandemia&#8221;.<\/em><\/span><\/p>\n<figure id=\"post-211191 media-211191\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/rmartina-tognelli.jpeg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Martina Tognelli, beneficiaria Giovanis\u00ec &#8211; \u00a9 CasermArcheologica<\/div>\n<p>Ci crede anche la project manager <strong>Laura Caruso<\/strong> che ha messo insieme tante realt\u00e0 del territorio, con l&#8217;obiettivo di creare una vera e propria rete di visita.<\/p>\n<p>Da una parte c&#8217;\u00e8 <strong>CasermArcheologica<\/strong>, il simbolo della contemporaneit\u00e0 e della sperimentazione, dall&#8217;altra ci sono le anime antiche della tradizione come il <strong>museo del Merletto<\/strong>, il<strong> museo Civico<\/strong> e ancora la sede degli <strong>sbandieratori<\/strong>, i <strong>balestrieri<\/strong>, l&#8217;<strong>archivio diocesano<\/strong>, la <strong>biblioteca della Resistenza<\/strong>, il <strong>museo della Vetrata<\/strong>, il <strong>campanile del Duomo<\/strong>, dove &#8211; grazie al gruppo dei campanari &#8211; ancora si tiene il rito del suono delle campane a mano, con il tiraggio delle corde.<\/p>\n<p>Nove tappe per scoprire l&#8217;anima viva del borgo, le radici e quel che oggi &#8211; questo luogo &#8211; riesce ad esprimere. E&#8217; il senso di forte senso di collettivit\u00e0 forse l&#8217;elemento che tiene tutto unito. Ne \u00e8 convinto anche il Consigliere del presidente Giani per le politiche giovanili, <strong>Bernard Dika<\/strong>, in visita a Sansepolcro.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><p><span class=\"citazione\"> Dika: Quello di CasermArcheologica \u00e8 un esempio di rigenerazione umana <\/span><\/p><\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">&#8220;Quella di CasermArcheologica \u00e8 un esempio di rigenerazione umana\u00a0<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400;\"> &#8211; ha ribadito<strong> Dika<\/strong> &#8211;<\/span><em><span style=\"font-weight: 400;\"> perch\u00e9 ha permesso alla comunit\u00e0 di Sansepolcro ed ai suoi giovani di rivivere un luogo , quello in cui l\u2019identit\u00e0 dell&#8217; io si unisce e si riconosce nel\u00a0 \u201cnoi\u201d. E&#8217; ci\u00f2 che permette anche a questa comunit\u00e0 di guardare all\u2019esterno con pi\u00f9 forza&#8221;.<\/span><\/em><\/p>\n<figure id=\"post-211200 media-211200\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/sansepolcro-campanari.jpeg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Sansepolcro, rito delle campane suonate a mano &#8211; \u00a9 CasermArcheologica<\/div>\n<p>In mezzo a quel noi ci sono anche molti volontari e tanti cittadini che avvertono l&#8217;importanza del loro ruolo di autentici narratori della propria terra. Tra loro c&#8217;\u00e8 il giovane <strong>Federico<\/strong> che \u00e8 entrato a far parte del <span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Gruppo Campanari \u201cBorgo Sansepolcro\u201d<\/strong> quando aveva appena 11 anni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Ogni bambino qui ha il sogno di salire sulla torre pi\u00f9 alta del borgo,<\/em> racconta. <em>Siamo 15 campanari, io iniziato da piccolo e nel 2010 poi c&#8217;\u00e8 stata la vestizione ufficiale davanti al Duomo. Il campanaro non suona solo le campane &#8211; precisa &#8211; ma racconta anche la storia del nostro paese, siamo una sorta di Cicerone&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Giovani che portano avanti le tradizioni e le tengono vive, affinch\u00e9 rimangano patrimonio comune. Una missione che porta avanti anche <span style=\"font-weight: 400;\">Francesca Pincardini, iscritta alla <strong>scuola di merletto di Sansepolcro<\/strong>, per imparare e tramante l<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u2019antica tecnica della <strong>&#8220;trina a spilli\u201d<\/strong>.<\/span><\/p>\n<figure id=\"post-211198 media-211198\" class=\"align-none\"><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">\n<figure id=\"post-211527 media-211527\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/scuola-merletto-Francesca-Campardini.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Scuola di merletto, Francesca Pincardini<\/div>\n<\/div>\n<p><em>&#8220;La tradizione del merletto nasce a Sansepolcro agli inizi del Novecento grazie alle sorelle Gina ed Adele Marcelli che impararono a loro volta questa tecnica da\u00a0 un&#8217;ex carcerata<\/em> &#8211; spiega <strong>Francesca<\/strong> mentre apre le porte del Museo del Merletto. <em>Le sorelle decisero poi di fondare una scuola che potesse dare lavoro a tutte le donne della vallata, lavoro prezioso durante la prima Guerra Mondiale. Da l\u00ec si arriva fino ad oggi con la nuova Scuola del merletto fondata nel 1996,\u00a0 parte delle 28 comunit\u00e0 candidate a patrimonio immateriale Unesco&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><p><span class=\"citazione\">\u00a0 Il merletto? Insegna disciplina e dedizione in un&#8217;epoca in cui siamo abituati a risultati facili e veloci <\/span><\/p><\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Io avevo in casa una zia che faceva questo particolare merletto e mi affascinava il rumore di questi fuselli che vedevo roteare cos\u00ec abilmente,<\/em> ricorda ancora la giovane. <em>Mi sono trovata in casa il famoso &#8220;cuscino&#8221; di tradizione fiamminga ed ho sentito come dovere personale quello di portare avanti una tradizione che rischiava di andare persa. Ho voluto imparare quest&#8217;arte per rendermi conto di cosa significasse lavorare con disciplina e dedizione in un&#8217;epoca in cui siamo abituati a risultati facili e veloci e poi volevo mantener viva la memoria di un saper fare cos\u00ec importante&#8221;.<\/em><\/p>\n<figure id=\"post-211528 media-211528\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Simona-Bellocci-intervista-Laura-Caruso.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Simona Bellocci intervista Laura Caruso<\/div>\n<h3><strong>Sansepolcro, &#8220;connessioni&#8221; per il presente<\/strong><\/h3>\n<p>Ecco qua le <strong>&#8220;connessioni&#8221;<\/strong> che servono a tenere vivi i borghi, le citt\u00e0, i luoghi, Le connessioni tra le generazioni, tra i linguaggi, l&#8217;arte, i saperi. Tra quel che ci insegnano i tempi passati e quell&#8217;oggi che non \u00e8 mai fermo ma deve evolvere continuamente.<\/p>\n<p><strong>Sansepolcro<\/strong> diventa cos\u00ec uno splendido esempio di collaborazione e di vicinanza tra mondi solo apparentemente lontani: la tradizione, l&#8217;innovazione, la sperimentazione.<\/p>\n<p>Anche le tradizioni pi\u00f9 antiche nascono da un momento di novit\u00e0, o no?<\/p>\n<p>Ce lo insegna Piero della Francesca che visse uno dei periodi pi\u00f9 floridi dal punto di vista artistico e intellettuale, ce lo insegna questa citt\u00e0 che ancor oggi vive e si nutre di <em><strong>&#8220;alleanze inedite&#8221;<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>Lo\u00a0sottolinea con un sorriso <strong>Laura Caruso<\/strong> prima di chiudere le porte di Palazzo Buglioni per parlare con le signore del merletto o con il gruppo dei campanari, con le artiste o con i giovani musicisti che suonano negli spazi di CasermArcheologica. E&#8217; questo il valore pi\u00f9 grande di quel luogo dalle <strong>pareti &#8220;non finite&#8221;<\/strong> che lascia spazi continui di apertura, di incontri e di nuova meravigliosa bellezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un luogo di arte contemporanea e di formazione nel cuore del borgo e poi ancora il Museo diffuso cittadino con la scuola del merletto e l&#8217;antico rito del suono a mano delle campane. Ecco come tradizione e contemporaneit\u00e0 si incontrano grazie alle &#8220;Storie possibili&#8221; di Giovanis\u00ec<\/p>\n","protected":false},"author":513,"featured_media":211195,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[493],"tags":[5391,5146,244,222,151,5290,6409],"class_list":["post-211054","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-accenti","tag-bernard-dika","tag-giovanisi","tag-mostre","tag-regione-toscana","tag-rigenerazione-urbana","tag-sansepolcro"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Sansepolcro riparte dalle mille vite di un antico palazzo. 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