{"id":220447,"date":"2022-03-29T10:45:59","date_gmt":"2022-03-29T08:45:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=220447"},"modified":"2022-03-29T11:00:16","modified_gmt":"2022-03-29T09:00:16","slug":"opere-mostra-donatello-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/opere-mostra-donatello-firenze\/","title":{"rendered":"Cinque opere imperdibili nella grande mostra di Donatello a Firenze"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>\u201cDonatello, il Rinascimento\u201d<\/strong> <\/em>\u00e8 il titolo della <a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/articolo\/donatello-mostra-firenze-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>grande mostra<\/strong><\/a> attualmente in corso nelle due sedi fiorentine del <strong>Museo Nazionale del Bargello<\/strong> e di <strong>Palazzo Strozzi fino al 31 luglio.<\/strong><\/p>\n<p>Una mostra da record mai cos\u00ec grande e cos\u00ec completa dedicata al <strong>grande maestro del Rinascimento,<\/strong>\u00a0un viaggio appassionante attraverso la vita e la fortuna di <strong>uno dei pi\u00f9 grandi scultori di tutti i tempi<\/strong>, che ha influenzato profondamente i pi\u00f9 grandi artisti del Rinascimento, tra cui: <strong>Brunelleschi, Masaccio, Mantegna, Bellini, Leonardo, Michelangelo e Raffaello<\/strong>.<\/p>\n<p>In mostra a Firenze <strong>130 capolavori da oltre 60 prestigiose collezioni italiane e internazionali<\/strong> tra cui: la <strong>National Gallery<\/strong> di Londra, il <strong>Metropolitan Museum of Art<\/strong> di New York e il <strong>Mus\u00e9e du Louvre<\/strong> di Parigi.<\/p>\n<p>Noi ne abbiamo scelte <strong>cinque che davvero non potete perdervi.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"post-220454 media-220454\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/12.3-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\"><em>Donatello, David vittorioso, 1435-1440 circa. Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Foto Bruno Bruchi<\/em><\/div>\n<h3><strong>1-David, 1440 circa. Firenze, Museo Nazionale del Bargello<\/strong><\/h3>\n<p>Il David \u00e8 una scultura in bronzo realizzata da Donatello all&#8217;incirca nel 1440, ed \u00e8 forse <strong>l&#8217;opera pi\u00f9 celebre dell&#8217;artista, emblema dell&#8217;intero Quattrocento italiano<\/strong>, densa di significati non tutti completamente svelati.<\/p>\n<p>Dai tempi dell&#8217;antica Roma <strong>\u00e8 il primo rilievo a tutto tondo di un nudo,<\/strong> inteso come opera a s\u00e9 stante, libera da elementi architettonici.<\/p>\n<p>La prima menzione documentaria risale al <strong>1469,<\/strong> che lo segnala presente nel cortile di casa Medici durante le celebrazioni per le <strong>nozze di Lorenzo il Magnifico con Clarice Orsini.<\/strong> La statua era posta su una colonna di marmi policromi, decorata alla base da foglie e arpie.<\/p>\n<p>Nel 1495, in occasione della <strong>seconda cacciata dei Medici,<\/strong> venne trafugato dalla folla e trasportato in palazzo Vecchio, quale <strong>simbolo della libert\u00e0 repubblicana<\/strong>.<\/p>\n<p>La statua ha gli attributi dell&#8217;eroe biblico (la testa di Golia ai piedi, la spada) simbolo delle virt\u00f9 civiche e del <strong>trionfo della ragione sulla forza bruta e sull&#8217;irrazionalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Il corpo dell&#8217;eroe morbido e vivace, \u00e8 quello di <strong>un fanciullo gracile ed efebico ma estremamente armonioso<\/strong> e ponderatamente leggero, con <strong>una postura fiera e disinvolta<\/strong> allo stesso tempo. Nella mano destra tiene la spada abbassata e in quella sinistra, appoggiata sul fianco, nasconde <strong>il sasso con cui ha stordito il rivale Golia<\/strong>.<\/p>\n<p>Il viso di David non \u00e8 solo pensieroso: se lo si guarda attentamente trasmette <strong>una sensazione di superiorit\u00e0 e malizia<\/strong> di un adolescente, con uno sguardo che \u00e8 <strong>consapevole della sua impresa mastodontica<\/strong> e ne \u00e8 orgoglioso.<\/p>\n<p>La scultura non ha un lato privilegiato per la vista, anzi <strong>ruotandoci attorno si scoprono via via nuovi dettagli.\u00a0<\/strong><\/p>\n<figure id=\"post-218467 media-218467\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/13.1-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><em>Madonna delle nuvole, Donatello<\/em><\/p>\n<h3>2-Madonna delle nuvole, 1425-1430 circa, Boston, Museum of Fine Arts<\/h3>\n<p>La Madonna dell&#8217;umilt\u00e0, detta anche <strong>Madonna delle Nuvole,<\/strong> \u00e8 un&#8217;opera attribuita a Donatello o alla sua bottega, conservata nel<strong> Museum of Fine Arts di Boston<\/strong>. Si tratta di un rilievo marmoreo rettangolare databile agli anni 1430.<\/p>\n<p>La Madonna dell&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 un tema iconografico in uso fin dall&#8217;inizio del XIV secolo, che mostra <strong>la Vergine seduta in terra col Bambino<\/strong>, a differenza della Maest\u00e0 che la raffigura in trono. Donatello in questo caso rinnova il tema <strong>ponendo la Madonna tra le nuvole, in qualit\u00e0 di regina del cielo.<\/strong><\/p>\n<p>La tavoletta era quasi sicuramente destinata alla preghiera per qualche<strong> ricco committente.<\/strong><\/p>\n<p>La resa con <strong>lo stile &#8220;stiacciato&#8221;<\/strong> della Madonna e del Bambino, con i loro ampi mantelli che appaiono morbidi e naturali, \u00e8 impeccabile, <strong>la Vergine sembra letteralmente galleggiare su morbide e soffici nuvole bianche.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il volto della Madonna \u00e8 serio ed espressivo<\/strong>, sottolineato da<strong> un rilievo leggermente pi\u00f9 pronunciato, <\/strong>solo\u00a0pochi millimetri in pi\u00f9, che genera un&#8217;ombra di contorno che la stacca, per contrasto, dai soggetti circostanti.<\/p>\n<p>L&#8217;opera d\u00e0 un senso di malinconia, che esprime il senso di <strong>consapevolezza della Madonna della sorte tragica del figlio.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"post-220450 media-220450\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/5.6-1-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><em>Donatello, Amore-Attis, 1435-1440 circa; Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Foto Bruno Bruchi<\/em><\/p>\n<h3>3-Amore-Attis, 1435-1440 circa; Firenze, Museo Nazionale del Bargello<\/h3>\n<p><strong>Amore-Attis<\/strong> \u00e8 una scultura bronzea di Donatello, databile al 1440-1443 circa.<\/p>\n<p>Ritrae <strong>un bambino paffutello che sta gioiosamente danzando<\/strong> con le braccia in aria e con un ondeggiamento delle spalle.<\/p>\n<p><strong>Ha le ali\u00a0dietro le spalle<\/strong> che richiamano a un amorino (un putto o Eros), <strong>i gambali<\/strong> che lasciano scoperti il pube e le natiche richiamano Attis. Altri elementi sono <strong>le ali ai talloni<\/strong>, la <strong>treccina tra i capelli, il serpentello amichevole ai piedi<\/strong>, la cintola con<strong> capsule di papavero<\/strong>, la corda ornata da <strong>un fiore nel capo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 questo bambino cos\u00ec allegro?<\/strong>\u00a0 Molte sono le\u00a0interpretazioni proposte: <strong>Priapo, Mercurio (Muntz), Perseo, Cupido, Arpocrate, Attis (Meier), un fauno (Venturi), Amor-Ercole, Mitra, Eros-Patheos, l&#8217;Ebbrezza, un genietto protettivo o uno spiritello<\/strong> per met\u00e0 angelico e met\u00e0 diabolico.<\/p>\n<p>Nel XVII secolo <strong>veniva creduto un originale antico<\/strong> per gli attributi pagani e l&#8217;atteggiamento impostato a <strong>una sfrenata gioia vitale<\/strong>. Al punto che\u00a0nell&#8217;inventario di palazzo Doni in corso dei Tintori, veniva identificato come <strong>Lucifero<\/strong>.<\/p>\n<p>Il critico d&#8217;arte Scalini ha proposto l'&#8221;<em><strong>Amore coniugale trionfante sulla terra e sull&#8217;acqua&#8221;<\/strong><\/em>, ipotizzandone la collocazione su una fontana, composto in occasione delle<strong> nozze tra Bernardo Rucellai e Nannina de&#8217; Medici del 1466.<\/strong><\/p>\n<p>Forse la chiave di lettura decisiva era <strong>l&#8217;oggetto che il fanciullo teneva in mano<\/strong>, perso gi\u00e0 dal 1677.<\/p>\n<p>La particolarit\u00e0 dell&#8217;iconografia, non completamente interpretata efficacemente, fa pensare a <strong>una committenza privata di carattere molto specifico,<\/strong> forse legata alla cerchia dei <strong>colti umanisti fiorentini.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"post-220452 media-220452\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/12.1bassorilievo-1-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><em>Donatello, San Giorgio, predella: Combattimento di san Giorgio col drago e liberazione della principessa, 1415-1417 circa; Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Foto Bruno Bruchi<\/em><\/p>\n<h3>4-San Giorgio, predella: Combattimento di san Giorgio col drago e liberazione della principessa, 1415-1417 circa, Firenze, Museo Nazionale del Bargello<\/h3>\n<p>Il rilievo di <strong>San Giorgio che libera la principessa<\/strong> \u00e8 un&#8217;opera di Donatello su marmo proveniente dalla base della <strong>nicchia dell&#8217;Arte dei Corazzai e Spadai di Orsanmichele<\/strong> ed oggi conservata nel <strong>Museo Nazionale del Bargello<\/strong>. Risale al 1416-1417 e fa da completamento alla statua del San Giorgio contenuta nella nicchia.<\/p>\n<p>L&#8217;opera \u00e8 di grande importanza perch\u00e9 rappresenta <strong>il pi\u00f9 antico esempio conosciuto di stile &#8220;stiacciato&#8221;<\/strong>, dove cio\u00e8 la <strong>minima profondit\u00e0 scultorea<\/strong> non impedisce la creazione di uno spazio illusorio tramite variazioni di spessore di pochi millimetri, <strong>pi\u00f9 simile a una pittura che a una scultura.<\/strong><\/p>\n<p>La costruzione secondo il punto di fuga centrale centra l&#8217;attenzione dell&#8217;osservatore sulla figura di <strong>San Giorgio, che a cavallo di un destriero sta affondando la lancia nel petto del mostro<\/strong>, mentre a destra <strong>la principessa sta pregando.<\/strong><\/p>\n<p>Molto incisiva \u00e8<strong> la costruzione dell&#8217;azione, composta secondo una serie di linee incrociate<\/strong> (il drago, il cavallo, la lancia, il corpo di san Giorgio) che rappresentano con forza lo scontro di volont\u00e0 dei due antagonisti.<\/p>\n<p>La scena \u00e8 essenziale con i personaggi collocati nello spazio in modo da <strong>rendere immediatamente leggibile il centro dell&#8217;azione<\/strong>, evidenziato anche dalle linee convergenti e dalle variazioni di chiaroscuro.<\/p>\n<p>Se <strong>le linee del mantello, l&#8217;armatura preziosa del santo<\/strong> e il profilo delle ali aperte del drago sono particolari derivati dal <strong>gusto tardo gotico,<\/strong> nuovissima \u00e8 <strong>la concezione dello spazio<\/strong>, che sembra espandersi oltre la cornice del bassorilievo.<\/p>\n<figure id=\"post-220451 media-220451\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/9.9-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><em>Donatello, Miracolo della mula, 1446-1449 circa; Padova, Basilica di Sant\u2019Antonio. Foto di Nicola Bianchi<\/em><\/p>\n<h3>5-Miracolo della mula, 1446-1449 circa, Padova, Basilica di Sant\u2019Antonio<\/h3>\n<p>Il <em><strong>Miracolo dell&#8217;asina<\/strong><\/em> \u00e8 un rilievo di Donatello facente parte della <strong>decorazione dell&#8217;altare della basilica del Santo a Padova<\/strong>, in particolare della serie dei <strong>quattro Miracoli di Sant&#8217;Antonio<\/strong>\u00a0e risale a dopo il 1446, completato entro il 1453.<\/p>\n<p>Le quattro tavole sono concepite come<strong> scene di massa, estremamente ricche di dettagli<\/strong> e di vari episodi narrativi, con<strong> una molteplicit\u00e0 di figure difficile da eguagliare.<\/strong><\/p>\n<p>Secondo le storie di sant&#8217;Antonio da Padova, <strong>il santo quando si trovava nei pressi di Tolosa ebbe una discussione con un eretico in merito all&#8217;eucarestia<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli venne allora richiesta una prova pratica delle sue affermazioni: <strong>l&#8217;uomo aveva un&#8217;asina che ripromise di tenere digiuna per tre giorni.<\/strong> Alla fine il santo le avrebbe offerto un&#8217;ostia consacrata e se essa l&#8217;avesse preferita alla biada avrebbe avuto ragione, cosa che puntualmente avvenne.\u00a0<div class=\"focuson\"><a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/articolo\/donatello-mostra-firenze-2022\/\"><img decoding=\"async\" class=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/43-img3-palazzo_strozzi_02-6.jpg\" style=\"\">\n                <div class=\"cat\">Donatello, il Rinascimento<\/div>\n                <h4>La grande mostra a Firenze<\/h4><\/a>\n              <\/div><\/p>\n<p>La scena, molto affollata, \u00e8 ambientata in una chiesa, come dimostra l&#8217;altare rinascimentale al centro, davanti al quale sta <strong>il santo che, con un piede sul gradino, si abbassa per offrire l&#8217;ostia alla mula, la quale sta davanti a lui<\/strong> e si \u00e8 gi\u00e0 inginocchiata.<\/p>\n<p><strong>Gli astanti si accalcano attorno alla scena<\/strong> e nei due vani sotto i due archi laterali. C&#8217;\u00e8 chi si inginocchia perch\u00e9 ha riconosciuto il miracolo, chi \u00e8 sorpreso, chi si accalca per la curiosit\u00e0, chi chiama altre persone ad accorrere. <strong>La tensione emotiva nasce dal contrasto con l&#8217;evento miracoloso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tre solenni archi a tutto sesto<\/strong> perfettamente scorciati in prospettiva dominano lo sfondo incorniciando perfettamente le azioni.<\/p>\n<p>A un&#8217;osservazione attenta si nota come il fondo sia chiuso da<strong> grate che lasciano intravedere lo sviluppo ulteriore in profondit\u00e0 dell&#8217;architettura<\/strong>, secondo una costruzione per l&#8217;epoca di estremo virtuosismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggio nei capolavori del maestro del Rinascimento fiorentino, cinque opere da non perdere nella grande retrospettiva ospitata nel capoluogo toscano<\/p>\n","protected":false},"author":518,"featured_media":220496,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[493],"tags":[2139,6424,202,222,225,2140],"class_list":["post-220447","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-bargello","tag-donatello","tag-firenze","tag-mostre","tag-palazzo-strozzi","tag-rinascimento"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - 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