{"id":270021,"date":"2023-02-01T20:05:23","date_gmt":"2023-02-01T19:05:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=270021"},"modified":"2023-02-02T16:34:18","modified_gmt":"2023-02-02T15:34:18","slug":"la-guerra-degli-scarponi-rene-il-ciabattino-che-sabotava-i-fascisti-per-amore-e-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/la-guerra-degli-scarponi-rene-il-ciabattino-che-sabotava-i-fascisti-per-amore-e-resistenza\/","title":{"rendered":"&#8220;La Guerra degli Scarponi&#8221;. Ren\u00e9 il ciabattino che sabotava i fascisti per amore e Resistenza"},"content":{"rendered":"<p>Quella raccontiamo oggi \u00e8 una storia unica, per la Toscana e non solo. Nel nuovo romanzo di <strong>Sacha Naspini \u201cVilla del Seminario\u201d<\/strong> per edizioni e\/o viene alla luce una pagina nera e scabrosa della nostra memoria, sconosciuta ai pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Grosseto<\/strong> fu l&#8217;unica diocesi in Europa ad aver stipulato un regolare contratto d&#8217;affitto con un gerarca fascista per la realizzazione di un <strong>campo di internamento<\/strong>. A <strong>Roccatederighi<\/strong> tra il &#8217;43 e il &#8217;44, nel seminario del Vescovo di Grosseto, Monsignor Galeazzi furono rinchiusi un centinaio di <strong>ebrei italiani e stranieri destinati ai lager di sterminio<\/strong>. Trasferiti prima a <strong>Fossoli<\/strong> e poi ad <strong>Auschwitz<\/strong>.<\/p>\n<p>Da questo fatto storico nasce il romanzo e ne abbiamo parlato proprio con l\u2019autore.<\/p>\n<h3><em>Ecco la nostra intervista a Sacha Naspini<\/em><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" title=\"&quot;Villa del Seminario&quot;.  Nel romanzo di Sacha Naspini  una storia d\u2019amore, riscatto e Resistenza nella Maremma Toscana del &#039;43\" src=\"https:\/\/omny.fm\/shows\/intoscana\/villa-del-seminario-nel-romanzo-di-sacha-naspini-u\/embed#?secret=ZV0gvqbo32\" data-secret=\"ZV0gvqbo32\" width=\"100%\" height=\"180\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sacha, ci racconta questi fatti storici e come si legano con la sua narrazione per dare vita a la Villa del Seminario?<\/strong><\/p>\n<p><mark>Il fatto storico l\u2019ho trovato \u201ctra le mura di casa mia\u201d perch\u00e9 i fatti accaduti a Roccatederighi e tra il \u201843 e il \u201844 si sono sviluppati in questo borgo dove sono nato, i primi 5-6 anni della mia vita li ho passati l\u00e0<\/mark>. Questa storia, questa vicenda della Villa del Seminario \u00e8 sempre rimasta un po\u2019 sotto traccia. Ricordo in vari anni e a varie et\u00e0 di aver provato a chiedere informazioni e di aver trovato sempre dei muri davanti a me, era un argomento difficile da toccare. Un tasto strano. Poi con il passare del tempo mi sono sempre pi\u00f9 informato, ho messo insieme un po\u2019 di carte e documenti che con il tempo sono venuti fuori e s\u00ec, quello che \u00e8 successo in quegli anni <mark>\u00e8 un primato di cui Grosseto avrebbe fatto volentieri a meno. Nel tempo poi ho sempre pensato di dover trattare questo argomento, in virt\u00f9 anche di quel silenzio che lo circondava<\/mark>. Ho conosciuto persone di cinquanta e sessant\u2019anni e che sono nate e tuttora vivono a Roccatederighi che non ne sapevano niente.<\/p>\n<p><p><span class=\"citazione\">Ho scritto per provare a forare la crosta di silenzio che si era sviluppata intorno a questa vicenda<\/span><\/p>.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 la prima volta che Roccatederighi \u00e8 ambientazione e personaggio dei suoi romanzi: gi\u00e0 nel 2018 con \u201cLe case del malcontento\u201d ci troviamo in questo angolo di maremma sperduta: come pu\u00f2 un piccolo borgo raccogliere e raccontare tutte queste storie? <\/strong><\/p>\n<p>Roccatederighi, ovvero quello che per me \u00e8 il classico paesello dell&#8217;infanzia &#8211; \u00e8 il palcoscenico di tante storie che mi riguardano. <mark>La domanda su cui si basa questa storia \u00e8: cosa succede in un borgo di nemmeno 700 anime<\/mark> &#8211; che in quel particolare contesto storico con l&#8217;arrivo dei nazisti, con le bande partigiane che stavano organizzando, con la popolazione che vive sacrificata, in difficolt\u00e0 per il razionamento e tutto il resto &#8211; <mark>cosa succede se da un giorno all&#8217;altro decidono di piazzarti il campo di concentramento accanto a casa<\/mark><\/p>\n<p><strong>Torniamo a La Villa del Seminario. Sullo sfondo della Grande Storia della Seconda Guerra Mondiale insieme a personaggi realmente esistiti c\u2019\u00e8 la storia umana, raccontata dal protagonista del romanzo: <\/strong><strong>Ren\u00e9<\/strong><strong>,\u00a0un ciabattino, un calzolaio che vive a Le case. Questo eroe \u00e8 un solitario, uno che schiva la vita: parliamo di lui.<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><p><span class=\"citazione\"> Ren\u00e9 \u00e8 un personaggio trattenuto, un personaggio che ha schivato la vita ed \u00e8 sempre stato a guardare<\/span><\/p><\/p>\n<p>La sua vita si riduce a casa e bottega e non ha mai fatto un gesto di rilievo, anche perch\u00e9 \u00e8 storpio dalla mano destra e ha perso tre dita da ragazzino. Questa faccenda, di essere menomato, non gli ha fatto vivere tantissime cose della vita, compresa la prima guerra mondiale, compreso un amore. Non ha una famiglia. <mark>Ha un innamoramento segreto per la vicina di casa che si chiama Anna<\/mark> Mi piaceva l&#8217;idea di un personaggio immobile, anche un po\u2019 <em>obtorto collo<\/em>, sulla cinquantina. <mark>Quindi un po\u2019 fuori da giochi rispetto ai canoni dell\u2019epoca e che d\u2019un tratto, da un momento all&#8217;altro, si ritrova poi a precipitare nella battaglia. Perch\u00e9 la Storia con la S maiuscola, suo malgrado, gli bussa alla porta di casa<\/mark><\/p>\n<figure id=\"post-270046 media-270046\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Villa-del-Seminario-Sacha-Naspini.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un momento in cui Ren\u00e9 decide di uscire dal suo cono d\u2019ombra e di agire: perch\u00e9 e qual \u00e8 l\u2019evento che scatena questo cambiamento?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"citazione\">La risposta \u00e8 Anna<\/span><\/p>\n<p>Questo innamoramento segreto che Ren\u00e9 ha per questa vicina di casa che vede tutti i giorni e va a trovare tutti i giorni. <mark>Anna ha un figlio, Edoardo, che viene sorpreso un giorno con una banda di ribelli e viene fucilato sul posto<\/mark> La donna \u00e8 travolta dal fiume di dolore. Lei \u00e8 vedova della Prima Guerra e a un certo punto, per non impazzire, decide di continuare ci\u00f2 che ha cominciato suo figlio, quindi <mark>si arruola nella banda dei partigiani che circolano intorno alla collina. Per\u00f2 prima di andarsene lascia una missione a Ren\u00e9 che si ritrova a dover prendere una posizione per la prima volta nella sua vita<\/mark><\/p>\n<p><strong>Qui cambia anche l\u2019orizzonte di Rene: inizia la sua ribellione, cosa accade?<\/strong><\/p>\n<p><mark>Ren\u00e9 comincia intanto a farsi delle domande, a interrogarsi su cosa stia succedendo, cosa si sta perdendo della Storia<\/mark> Cosa spinge questi ragazzi giovanissimi a darsi alla macchia, cosa intuiscono del domani, cosa vedono nel futuro che lui non vede? E cosa ha visto Edoardo, che anche per lui \u00e8 un figlio? Quando viene istituito il campo di concentramento, essendo il ciabattino del paese, Ren\u00e9 comincia a ricevere commesse da parte della Villa del Seminario, sacchi di scarponi, cinghie, valige. Comincia cos\u00ec a sabotare gli scarponi dei soldati dell&#8217;esercito regolare <mark>Poi la vicenda lo vedr\u00e0 in azioni anche molto importanti<\/mark><\/p>\n<p><span class=\"citazione\">Ren\u00e9 comincia a elaborare i suoi piccoli metodi per fare Resistenza. Il primo che gli viene in mente \u00e8 \u201cla battaglia degli scarponi\u201d<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ren\u00e9 per\u00f2 non diventa mai un combattente politicizzato. \u00c8 come se per lui la guerra fosse \u201cUna questione privata\u201d, per citare Fenoglio.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 esattamente cos\u00ec. Attraverser\u00e0 questi mesi in guerra dal \u201843 alla Liberazione di Grosseto come un \u201cpasseggero della guerra\u201d far\u00e0 poi delle azioni di rilievo, prender\u00e0 posizione e si far\u00e0 una coscienza politica. <p><span class=\"citazione\">Ma la guerra di Ren\u00e9 nasce da una questione privata<\/span><\/p><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Renato, Ren\u00e9, Pistola, Settebello, Maciste: il nostro eroe cambia nome, ed \u00e8 come se cambiasse identit\u00e0 nella narrazione. Come si trasforma Ren\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>Questa parte \u00e8 stata molto divertente per me. Veder cambiare questo personaggio che dall&#8217;inizio \u00e8 un personaggio immobile appunto, che se ne sta di tanto in tanto sulla soglia della bottega a fumarsi una sigaretta e osserva il via vai della via, senza fare niente di pi\u00f9 che accettare le commesse che arrivano. <mark>Ren\u00e9 si trasforma, via via che si bagna nel fango della battaglia, che matura una sua precisa coscienza politica si ritrova a gestire nomi diversi<\/mark> E viene detto anche <mark>Pistola<\/mark> questo nomignolo che gli hanno affibbiato da ragazzino quando ha perso le dita, ne sono rimaste sette e da una mano ne ha due, proprio come una pistola. <mark>Oppure Settebello. Poi diventer\u00e0 Maciste, sar\u00e0 il suo nome di battaglia<\/mark> che gli verr\u00e0 dato quando entrer\u00e0 attivamente a far parte della banda della Resistenza.<\/p>\n<p><strong>Questo \u00e8 un romanzo pieno di figli e di ragazzi: Edoardo di Anna, Simone che diventa come un figlio per Ren\u00e9, il capo partigiano che \u00e8 solo un ragazzo in fondo: perch\u00e9 ha scelto di inserire nella storia di Ren\u00e9 tutti questi giovani?<\/strong><\/p>\n<p><mark>Mi piaceva provare a focalizzare l&#8217;attenzione su questo sangue giovane, su questo argento vivo che non veniva piegato n\u00e9 spezzato dall&#8217;inverno<\/mark> dalle privazioni, dalla paura e dalla lontananza da casa. Questi ragazzi anzi hanno tenuto la posizione fino in fondo, a costo di giocarsi la vita. <mark>Figli che hanno ricostruito e che si sono contrapposti al governo e hanno ricostruito un nuovo modo di stare al mondo, un nuovo punto di vista sul mondo<\/mark> Dal capo partigiano, questo <mark>Boscaglia, che \u00e8 un nostro combattente di Maremma realmente esistito, Guido Radi, detto Boscaglia, giovanissimo e come lui tantissimi altri<\/mark><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Come ci racconta Ren\u00e9 la Resistenza partigiana, la sua Resistenza?<\/strong><\/p>\n<p><mark>La resistenza di Ren\u00e9 \u00e8 una resistenza fatta di piccole consapevolezze che arrivano a poco a poco durante la sua storia. E che poi scoppiano alla fine del romanzo<\/mark> Come gocce di consapevolezza che lo trasformano. \u00c8 possibile trasformarsi anche a cinquant&#8217;anni, a sessant&#8217;anni.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">Il riscatto di Ren\u00e9 \u00e8 riuscire a capire qual \u00e8 il suo posto nel mondo grazie a questa avventura imposta dalla Storia e all\u2019esigenza di salvare Anna<\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un momento in cui Ren\u00e9 entra a La Villa del Seminario, senza svelare troppo, perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p><mark>Simone e Ren\u00e9 cominciano a fare amicizia<\/mark> Simone comincia a confidarsi e un giorno porter\u00e0 a Ren\u00e9 la notizia che una retata dei fascisti ha portato all&#8217;arresto di cinque partigiani e andandosene Simone dice: \u201cPensa Ren\u00e9: tra loro c\u2019era perfino una donna\u201d. A questo punto Ren\u00e9 non pu\u00f2 pi\u00f9 davvero stare con le mani in mano perch\u00e9 intuisce che <mark>hanno catturato Anna e l&#8217;hanno portata nella Villa. Lui trover\u00e0 un suo modo, un escamotage per farsi internare a sua volta e avvicinarsi, senza un piano preciso<\/mark><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono piccoli uomini, piccoli gesti che per\u00f2 possono essere determinanti. Si pu\u00f2 dire che in queste pagine gli Eroi dei margini tornano alla ribalta?<\/strong><\/p>\n<p>Per me s\u00ec: tante vicende tanti piccoli gesti, tanti piccoli atti di coraggio.<\/p>\n<p><strong>Non diciamo come andr\u00e0 a finire \u201cVilla del Seminario\u201d, se Ren\u00e9 riuscir\u00e0 o meno a compiere la sua missione, ma possiamo dire che \u00e8 un romanzo che nasce dall\u2019oblio &#8211; come i fatti storici fonte di ispirazione, che sono stati sconosciuti ai pi\u00f9 fino ad oggi &#8211; e che tende nuovamente l\u2019oblio nel finale?<\/strong><\/p>\n<p>Nel finale Ren\u00e9 si interrogher\u00e0 come mi sono interrogato io. Il capitolo finale si sviluppa a vent&#8217;anni da quegli eventi. Tirer\u00e0 un po\u2019 le fila di alcune questioni. <mark>Il punto \u00e8 che la vicenda del campo di internamento e l&#8217;oblio per l&#8217;appunto, il silenzio di cui si parlava all&#8217;inizio, sono quel materiale umano con cui mi sono scornato anch&#8217;io all&#8217;inizio del romanzo, quando ho cominciato a scriverlo<\/mark> Tutto rischia di passare nell&#8217;oblio, perch\u00e9 sono effettivamente tematiche cattive da digerire. <mark>Ma \u00e8 importante non dimenticarle e soprattutto non fare finta di niente<\/mark><\/p>\n<p><strong>Quel silenzio assordante che cerca di contrastare il 27 gennaio il Giorno della Memoria che abbiamo appena celebrato e che ricorda l\u2019orrore e le vittime della Shoah per mano nazifascista. Possiamo dire che questo romanzo manda un messaggio di lotta all\u2019indifferenza?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nSpero che questo romanzo possa passare nelle mani dei lettori e muovere una coscienza. Lo spero. \u00c8 probabile che in certi momenti della nostra vita si faccia largo un piccolo Ren\u00e9 dentro di noi, e rischiamo di restare un po\u2019 un passo indietro, di non sporcarci le mani, di non interagire, di non fare.<\/p>\n<p><strong>Ultima domanda: \u201cVilla del Seminario\u201d \u00e8 un romanzo di guerra o \u00e8 un romanzo d\u2019amore?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"citazione\">\u00c8 una storia d&#8217;amore, riscatto e Resistenza<\/span><\/p>\n<p>&#8220;Villa del Seminario&#8221; \u00e8 tutte e tre queste cose insieme. \u00c8 un romanzo di guerra, con un punto di vista particolare, di un ciabattino che cercher\u00e0 di prendere e trovare la sua posizione non solo all&#8217;interno di questi eventi ma all&#8217;interno del mondo ed \u00e8 guidato tanto dall\u2019amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sacha Naspini racconta il suo nuovo romanzo &#8220;Villa del seminario&#8221; per Edizioni e\/o. 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