{"id":297542,"date":"2023-07-26T12:16:19","date_gmt":"2023-07-26T10:16:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=297542"},"modified":"2023-07-27T11:01:47","modified_gmt":"2023-07-27T09:01:47","slug":"universita-pisa-scoperta-villaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/universita-pisa-scoperta-villaggio\/","title":{"rendered":"Equipe dell&#8217;universit\u00e0 di Pisa porta alla luce i resti di un villaggio del 6200 Ac"},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;equipe dell&#8217;<strong>universit\u00e0 di Pisa<\/strong> ha riportato alla luce i resti di un accampamento all&#8217;aperto del <strong>Mesolitico<\/strong>. Un ritrovamento di grande importanza per studiare l&#8217;adattamento e la sopravvivenza ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>A ritrovare i resti del sito, nell&#8217;area semi-desertica di Los Monegros, in Spagna, il gruppo di archeologi impegnati nel progetto <strong>\u201cMesoHistories\u201d,<\/strong> diretto da Niccol\u00f2 Mazzucco, professore dell&#8217; ateneo pisano e Javier Rey Lanaspa, archeologo del Governo di Aragona.<\/p>\n<h3>Resti del 6200 AC<\/h3>\n<p>I resti della capanna dovrebbero risalire al 6200 a.C. A, all\u2019epoca degli\u00a0ultimi cacciatori-raccoglitori-pescatori nomadi\u00a0vissuti qui in un\u00a0momento di grave crisi climatica, uno dei periodi pi\u00f9 freddi e aridi dell\u2019attuale era geologica, l\u2019Olocene: \u201cLo scenario che si sta componendo \u00e8 di grandissimo interesse non solo archeologico \u2013 ha spiegato il professor Niccol\u00f2 Mazzucco \u2013 In quasi un mese di scavi nel sito chiamato \u2018PBM\u2018, situato a Sari\u00f1ena (Huesca, Spagna), abbiamo riportato alla luce i resti di almeno una capanna, con buche di palo, quattro focolari in fossa, resti di combustione, alcune punte di proiettile di forma triangolare e trapezoidale, caratteristiche del periodo mesolitico, e un\u2019area di lavorazione della selce\u201d.<\/p>\n<figure id=\"post-297544 media-297544\" class=\"align-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/scavo-sito-PBM-2023-2048x1356-1.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<h3>Una questione di sopravvivenza<\/h3>\n<p>&#8220;I resti ritrovati ci aiuteranno a comprendere come questi esseri umani abbiano cercato di adattarsi alla nuova condizione ambientale determinata da quello che viene indicato evento 8.2 ka, ossia il brusco raffreddamento di 1\u20133 \u00b0C che circa 8.200 anni fa interess\u00f2 gran parte dell&#8217;emisfero settentrionale e dur\u00f2 circa 160 anni\u201d- ha spiegato Mazzucco.<\/p>\n<p>Le indagini sui reperti sono ancora in corso, ma gi\u00e0 i primi risultati delle analisi polliniche indicano che in quel periodo preistorico il luogo dello scavo sarebbe stato caratterizzato principalmente da un paesaggio semi-aperto, dominato da specie come il cipresso e il ginepro. Oltre a ci\u00f2, in questo angolo dell\u2019attuale deserto di Los Monegros sembra fosse presente una palude, sulle cui rive il gruppo di cacciatori-raccoglitori nomadi, probabilmente di piccole dimensioni, aveva costruito il proprio accampamento, per poter cacciare mammiferi ed uccelli, come testimoniano alcuni resti di ossa trovati durante lo scavo e che ci raccontano di un significativo cambio di dieta.<\/p>\n<p>\u201cLa caccia agli uccelli non era una cosa molto frequente ed \u00e8 spesso difficile da documentare a livello archeologico. Nel caso di PBM, la relativa abbondanza di ossa di uccelli e piccoli mammiferi potrebbe suggerire un <mark>cambiamento nell\u2019alimentazione di questi cacciatori-raccoglitori-pescatori che si erano adattati alle nuove, pi\u00f9 rigide, condizioni climatiche <\/mark> \u2013 ha concluso Niccol\u00f2 Mazzucco \u2013 L\u2019allargamento del numero e del tipo di prede cacciate rispetto ad una <strong>dieta<\/strong> altrimenti principalmente basata sulla caccia ai grandi ungulati, quali cervo, cinghiale o capre selvatiche, \u00e8 spesso riflesso di un <strong>adattamento<\/strong> a <strong>nuove condizioni ambientali,<\/strong> ad un cambiamento della mobilit\u00e0 e delle strategie economiche di questi gruppi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Sebbene sia ancora presto per trarre conclusioni &#8211; ha aggiunto &#8211; e solo le analisi di laboratorio potranno chiarire l\u2019effettiva composizione delle specie cacciate, PBM \u00e8 un sito che potr\u00e0 offrire nuovi spunti per interpretare quest\u2019ultima fase di vita dei cacciatori-raccoglitori-pescatori europei, all\u2019alba della rivoluzione Neolitica, che pochi secoli dopo il 6200 a.C. porter\u00e0 nuovi stravolgimenti con l\u2019arrivo di specie domestiche e l\u2019inizio dell\u2019agricoltura\u201d.<\/p>\n<h3>Il progetto &#8220;MesoHistories&#8221;<\/h3>\n<p>La campagna di scavo iniziata a luglio, la terza nel sito \u201cPBM\u201d, fa parte del progetto \u201cMesoHistories\u201d, diretto da Niccol\u00f2 Mazzucco, professore presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa (Italia), e Javier Rey Lanaspa, archeologo del Governo di Aragona. Nel gruppo scientifico sono coinvolti Aitor Ruiz-Redondo, professore presso l\u2019Universit\u00e0 di Saragozza e ricercatore presso l\u2019Universit\u00e0 di Saragozza, insieme a Ignacio Clemente Conte, ricercatore titolare presso la IMF-CSIC, ed Ermengol Gassiot dell\u2019Universit\u00e0 Autonoma di Barcellona. Questa terza campagna vede la partecipazione di studenti delle Universit\u00e0 di Pisa e Saragozza ed ha avuto una durata di circa tre settimane, durante le quali si sono concluse le operazioni di scavo, definendo con maggiore precisione l\u2019estensione dell\u2019occupazione e le attivit\u00e0 svolte, nonch\u00e9 la raccolta di nuovi campioni per analisi cronologiche e ambientali. Per seguire gli aggiornamenti sullo scavo PBM e sul progetto, \u00e8 attivo il profilo instagram <strong>@mesohistories<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ritrovamento di grande importanza per studiare l&#8217;adattamento e la sopravvivenza ai cambiamenti climatici delle trib\u00f9 nomadi in uno dei periodi pi\u00f9 freddi e aridi dell\u2019attuale era geologica. 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