{"id":302660,"date":"2023-09-02T10:37:56","date_gmt":"2023-09-02T08:37:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=302660"},"modified":"2023-09-02T10:37:56","modified_gmt":"2023-09-02T08:37:56","slug":"un-milione-di-anni-fa-luomo-fu-a-rischio-estinzione-la-scoperta-a-cui-ha-contribuito-luniversita-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/un-milione-di-anni-fa-luomo-fu-a-rischio-estinzione-la-scoperta-a-cui-ha-contribuito-luniversita-di-firenze\/","title":{"rendered":"Un milione di anni fa l&#8217;uomo fu a rischio estinzione: la scoperta a cui ha contribuito l&#8217;Universit\u00e0 di Firenze"},"content":{"rendered":"<p>Tra 930 e 813 mila anni fa <mark>la popolazione degli uomini si ridusse di circa il 98,7%, arrivando a contare solo circa 1.300 individui fertili<\/mark>: un numero paragonabile alle specie a rischio di <strong>estinzione<\/strong>, come sono ad esempio gli attuali panda. \u00c8 la scoperta portata alla luce dallo studio genetico e antropologico a cui ha partecipato <strong>l&#8217;Universit\u00e0 di Firenze<\/strong>, insiema alla Sapienza di Roma, all\u2019Universit\u00e0 Normale Orientale di Shanghai e dell\u2019Universit\u00e0 del Texas. Un importante passo in avanti nella comprensione dell\u2019evoluzione umana pubblicato sulla rivista internazionale <strong>Science<\/strong>. Lo studio \u00e8 stato coordonato dal professor Haipeng Li.<\/p>\n<p>Grazie a un innovativo metodo bioinformatico, chiamato <strong>\u201cFitCoal\u201d<\/strong>, i ricercatori hanno esaminato i genomi completi di 3.154 individui attuali, appartenenti a 50 diverse popolazioni umane, e hanno combinato questi dati con informazioni relative al clima e ai ritrovamenti fossili. Si sno quindi trovati di fronte a <mark>un fenomeno noto come \u201ccollo di bottiglia\u201d genetico: un crollo demografico causato con ogni probabilit\u00e0 ai drastici cambiamenti climatici che caratterizzano la cosiddetta \u201ctransizione medio-pleistocenica\u201d.<\/mark><\/p>\n<h3><em>Le cause: condizioni climatiche e ambientali avverse<\/em><\/h3>\n<p>Successivamente a un milione di anni fa, infatti,\u00a0 i cicli glaciali e interglaciali si ampliarono a livello planetario, portando a condizioni di estrema <strong>aridit\u00e0<\/strong> in Africa e a estinzioni di intere comunit\u00e0 di grandi mammiferi. Queste avverse condizioni climatiche e ambientali resero la sopravvivenza estremamente difficile anche per i nostri antenati, portandoli sull\u2019orlo dell\u2019estinzione. <mark>L\u2019evento sarebbe stato tanto catastrofico quanto generativo, dando probabilmente origine a una specie che viene ritenuta ancestrale all\u2019evoluzione di noi Homo sapiens (cosa che avvenne successivamente in Africa).<\/mark><\/p>\n<p>Questi risultati genetici trovano conferma nell\u2019<strong>assenza di fossili umani<\/strong> in quel periodo. \u00c8 stata infatti rilevata una lacuna di circa 300 mila anni che coincide quasi perfettamente con il periodo del collasso demografico rilevato dallo studio. Precedentemente a circa un milione di anni fa ci sono abbondanti evidenze paleoantropologiche, ma <mark>intorno a 950 mila anni fa queste scompaiono quasi completamente dall\u2019intero continente africano (come anche in Eurasia), per tornare ad aumentare solo dopo 650.000 anni fa con reperti che vengono solitamente attribuiti alla specie Homo heidelbergensis.<\/mark><\/p>\n<p>\u201cQuesto periodo di crisi demografica \u2013 spiega <strong>Giorgio Manzi<\/strong> della Sapienza Universit\u00e0 di Roma\u2013 potrebbe aver giocato un ruolo fondamentale nell\u2019evoluzione umana. Durante un bottleneck, i normali equilibri ecologici e genetici vengono sconvolti, aumentando la probabilit\u00e0 che si vengano a fissare varianti genetiche inattese, contribuendo all\u2019emergere di una nuova specie\u201d. \u201cQuesta nuova specie \u00e8 probabilmente Homo heidelbergensis \u2013 sottolinea <strong>Fabio Di Vincenzo<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze \u2013 che possiamo considerare un vero e proprio <mark>ultimo antenato comune, ossia la forma umana che si diffuse dall\u2019Africa in Eurasia, dando origine all\u2019evoluzione di tre diverse specie: Homo sapiens in Africa, i Neanderthal in Europa e i Denisova in Asia\u201d.<\/mark><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studio internazionale sull&#8217;evoluzione della specie. La popolazione degli uomini si ridusse di circa il 98,7%, arrivando a contare solo circa 1.300 individui: tra le cause le condizioni climatiche e ambientali avverse<\/p>\n","protected":false},"author":525,"featured_media":71218,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[475],"tags":[213,353],"class_list":["post-302660","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-innovazione","tag-ricerca","tag-universita-di-firenze"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Un milione di anni fa l&#039;uomo fu a rischio estinzione: la scoperta a cui ha contribuito l&#039;Universit\u00e0 di Firenze - intoscana<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Studio internazionale sull&#039;evoluzione della specie. 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