{"id":317322,"date":"2023-12-02T01:08:32","date_gmt":"2023-12-02T00:08:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=317322"},"modified":"2023-12-02T11:02:32","modified_gmt":"2023-12-02T10:02:32","slug":"larchivio-dei-diari-di-pieve-e-diventato-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/larchivio-dei-diari-di-pieve-e-diventato-digitale\/","title":{"rendered":"L\u2019Archivio dei Diari di Pieve \u00e8 diventato digitale"},"content":{"rendered":"<p>Nasce tutto dall\u2019<strong>Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano<\/strong> in provincia di Arezzo, nel cuore della Valtiberina toscana, custode di migliaia di vite di carta e proprio dal concetto di archivio storico si sviluppa in chiave intuitiva e immediata per permettere una nuova consultazione. Per navigare tra le storie con coordinate precise, per raggiungere i lettori vicini e lontani.<\/p>\n<p>La consultazione de <a href=\"http:\/\/www.idiaridipieve.it\">idiaridipieve.it<\/a> \u00e8 <strong>trasparente, anche se ancora parziale<\/strong>, il progetto \u00e8 in costante crescita e implementazione \u2013 e raccoglie i testi divisi per generi: <strong>diari, epistolari, memoria, autobiografia<\/strong>. Per aiutare la ricerca sono stati realizzati dei tragitti tematici che favoriscono l\u2019esplorazione dei contenuti attraverso percorsi di conoscenza sempre nuovi, che vogliono coinvolgere attivamente il pubblico.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">\u00e8 un cantiere di storie arricchito da due sezioni per incuriosire e approfondire la conoscenza: \u201cAtlante delle Emozioni\u201d e \u201cPodcast\u201d<\/span><\/p>\n<p><mark>L\u2019 \u201cAtlante delle Emozioni\u201d \u00e8 un viaggio tra le storie dalla A alla Z<\/mark>, che parte dall\u2019 \u201cAmore\u201d e passa per la I di \u201cInvidia\u201d e la V di \u201cVergogna\u201d: <strong>venti stati d\u2019animo che attraversano e incrociano la Storia<\/strong>, fatta di piccole grandi storie individuali, fatte di fragilit\u00e0 e gloria, di dolore e meraviglia, e che danno forma alla memoria. Ogni \u201cemozione\u201d \u00e8 accompagnata da una nota introduttiva e propone una selezione di brani tratti da diari, epistolari, autobiografie, offerti al lettore con un apparato di approfondimento costituito da <strong>immagini<\/strong>, <strong>reperti<\/strong>, <strong>materiali audio e video<\/strong> che vanno ad arricchire la lettura, proponendo un complemento digitale.<\/p>\n<p><mark>Le storie private inedite risuonano attraverso il percorso \u201cPodcast\u201d<\/mark>, dove la letteratura involontaria, gli scritti della gente comune trovano degli interpreti. Le creazioni sonore sono prodotte in collaborazione con <strong>Radio<\/strong> <strong>Papesse<\/strong> nell&#8217;ambito del <strong>Lucia<\/strong> <strong>Festival<\/strong> (<strong>Premio<\/strong> <strong>Lucia<\/strong>) e del progetto <strong>ITHACA<\/strong>: <em>Interconnecting Histories and Archives for Migrant Agency: Entangled Narratives Across Europe and the Mediterranean Region.<\/em><\/p>\n<figure id=\"post-317345 media-317345\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/idiaridipieve-_-homepage-Percorsi.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><span class=\"citazione\">La piattaforma \u00e8 dotata di 3 livelli di accesso<\/span><\/p>\n<p><strong>\u201cAtlante delle Emozioni\u201d<\/strong> e <strong>\u201cPodcast\u201d<\/strong> fanno parte del <mark> primo livello pubblico di consultazione libera amatoriale<\/mark>. Una lettura aperta per immergersi nell\u2019universo di storie dell\u2019Archivio con facilit\u00e0 trovando i primi <strong>35 autori, i 39 vincitori di tutte le edizioni del \u201cPremio Pieve Saverio Tutino\u201d<\/strong> &#8211; dedicato alla memoria autobiografica inedita \u2013 pi\u00f9 informazioni approfondite a livello di cataloghi, un numero sostanzioso di estratti, gran parte dei materiali foto, video e audio dell\u2019archivio e un indice multimediale per orientarsi verso altri livelli di ricerca.<\/p>\n<p><mark>Il secondo livello educational \u00e8 dedicato al mondo delle scuole e alla formazione<\/mark>, nel rispetto degli obiettivi dell\u2019agenda 2030 per una cittadinanza globale. <strong>Tante storie e attivit\u00e0 dedicate alle scuole primarie e secondarie di entrambi i gradi<\/strong>. Poi <mark>un manuale d\u2019uso per gli insegnanti<\/mark>: per introdurre le fonti in ambiti educativi scolastici, universitari e post universitari. Uno strumento utile e immediato per trattare con i pi\u00f9 piccoli e i giovani temi come i conflitti armati e le migrazioni.<\/p>\n<p><mark>Il terzo livello scientifico \u00e8 dedicato a ricercatori e assegnisti di ricerca<\/mark> che<strong> non dovranno pi\u00f9 obbligatoriamente recarsi di persona a Pieve Santo Stefano<\/strong>, ma con credenziali personali e autorizzate dall\u2019Archivio potranno lavorare sui fondi archivistici con metodologie corrette di accesso a fonti e con i diritti di accesso correlati.<\/p>\n<p>La piattaforma \u00e8 attualmente correlata dal <strong>Catalogo dell\u2019Archivio<\/strong>, gi\u00e0 da tempo strumento fruibile e a disposizione di tutti e con la <mark>Digital Library che entro la fine del 2024 conterr\u00e0 tutte le fonti digitalizzate<\/mark>.<\/p>\n<p>Ad oggi la piattaforma lanciata \u00e8 attiva nel 1\u00b0 livello.<\/p>\n<p>I diaridipieve.it \u00e8 stato sviluppato grazie al progetto <strong>\u201cDigital Storytelling Strategy\u201d<\/strong> \u2013 realizzato con il contributo di <strong>Fondazione CR Firenze<\/strong> \u2013 attraverso il lavoro creativo dello studio di exhibition e interaction design <strong>Dotdotdot<\/strong> a partire dal prototipo creato e testato nell\u2019ambito del progetto di ricerca <strong>PDS<\/strong> che ha visto il <strong>Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell\u2019Universit\u00e0 di Siena<\/strong> collaborare con l\u2019Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.<\/p>\n<p>Un progetto, quest\u2019ultimo, nato grazie al <mark>bando \u201cAssegni di ricerca in ambito culturale\u201d di Regione Toscana (PorFSE 2014-2020)<\/mark> che ha visto il cofinanziamento di cento assegni di ricerca, in ambito culturale, per progetti connessi a contenuti tecnologie e strumenti relativi alla fruizione, conservazione, valorizzazione del patrimonio culturale e alla conoscenza e interpretazione delle arti e della cultura. I progetti di ricerca sono stati realizzati in collaborazione fra Universit\u00e0, enti di ricerca e operatori della filiera culturale e creativa toscana.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">I diaridipieve.it nasce come un tool kit open source: \u00e8 un progetto che vuole essere replicabile a disposizione di tutti gli enti culturali<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; un\u2019esperienza da migliorare e accrescere grazie alla condivisione di metodo e strumenti con il desiderio di sviluppare soluzioni innovative per preservare, valorizzare e diffondere patrimonio culturale materiale e immateriale tramite il supporto delle nuove tecnologie ICT e delle competenze culturali e creative legate ai nuovi media.<\/p>\n<figure id=\"post-317346 media-317346\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/idiaridipieve-_-sinossi-percorso.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><em><strong>Abbiamo parlato de idiaridipieve.it con Filippo Massi dell\u2019Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, responsabile del progetto, che ha raccontato a intoscana.it tutti i retroscena del progetto:<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>Il nostro obiettivo \u00e8 avvicinare le storie dell\u2019archivio alle persone, proteggerle e abbattere la barriera della distanza chilometrica tra Pieve Santo Stefano e i lettori di tutto il mondo. Nasce tutto da qui \u2013 racconta <strong>Filippo Massi.<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo iniziato anni fa: possiamo dire che <strong>la digitalizzazione dell\u2019Archivio dei Diari ha radici antiche<\/strong>. <mark>Volevamo che fosse facile e sicuro l\u2019accesso alle fonti per scrittori, ricercatori, autori di teatro e cinema, produzioni culturali. Il materiale custodito in Archivio \u00e8 quasi al 100% cartaceo<\/mark> e prima di oggi poteva essere consultato solo venendo fisicamente in Archivio, e questo poteva costituire un limite.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">Avviata la digitalizzazione per aprire l\u2019Archivio al mondo abbiamo pensato subito di realizzare il Piccolo Museo del Diario, ma non era abbastanza<\/span><\/p>\n<p>Dopo anni di lavoro e ricerca abbiamo capito che la futura <em>diglital library<\/em> dell\u2019archivio, cio\u00e8 <mark>tutte le 10mila fonti e documenti presenti sebbene digitalizzate, non sarebbero comunque state di facile fruizione per gli utenti<\/mark>. Anche perch\u00e9 all\u2019interno delle fonti ci sono un\u2019infinit\u00e0 di <strong>dati personali<\/strong>, nomi, date, luoghi da proteggere. <strong>\u00c8 una questione di privacy, per questo l\u2019Archivio non pu\u00f2 essere totalmente accessibile a tutti in modo immediato tramite l\u2019online<\/strong>. Quindi che fare? Abbiamo lavorato per rendere maggiormente fruibile il materiale, tutelandolo.<\/p>\n<p>Tre anni fa abbiamo vinto il <mark>bando di Regione Toscana \u201c100 ricercatori della cultura\u201d<\/mark> che metteva insieme le Universit\u00e0 della Toscana con gli enti cultuali del territorio toscano. Insieme al <strong>Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive (DISPOC) dell\u2019Universit\u00e0 di Siena<\/strong> con <strong>Tiziano Bonini<\/strong> abbiamo iniziato a ragionare su qualit\u00e0 e tipologia del materiale di archivio digitalizzato in due modi: <mark>i testi originali sono stati fotografati perch\u00e9 non possono essere stressati da scanner e i testi non originali sono stati scansionati<\/mark>. Entrambi non sono fruibili facilmente perch\u00e9<strong> non possono essere selezionate parti del testo, non c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di estrarre contenuto facilmente<\/strong>, anche perch\u00e9 <mark>ad oggi non abbiamo trovato con l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Siena un sistema OCR valido<\/mark><\/p>\n<p><strong>Facciamo chiarezza: cos\u2019\u00e8 un sistema OCR e perch\u00e9 non funziona per i diari dell&#8217;Archivio?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 il riconoscimento ottico dei caratteri<\/strong>, \u00e8 il processo che converte un&#8217;immagine di testo in un formato di testo leggibile dalla macchina, capace di estratte il contenuto della pagina esattamente uguale a come era l\u2019originale. Ma <mark>i diari, le lettere, le memorie sono scritte a mano sono tutte da decifrare, e con l\u2019OCR c\u2019\u00e8 il rischio di perdere gli errori di scrittura, importantissimi per l\u2019Archivio, da non eliminare, c\u2019\u00e8 il rischio di perdere i modi di dire, il gergo che \u00e8 da preservare<\/mark>. Ecco l\u2019OCR non ha mezze misure: o corregge la scrittura in italiano o non la riconosce. <strong>Pensiamo a Vicenzo Rabito e al suo diario &#8220;Terra Matta&#8221; nella sua lingua inventata unica al mondo, se fosse stato corretto sarebbe stata &#8220;la fine di un sogno&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come avete aggirato questo ostacolo e siete arrivati alla digitalizzazione dei \u201cDiari di Pieve\u201d?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"citazione\">L\u2019umano ha aiutato la tecnologia nel superare i limiti invalicabili della digitalizzazione delle fonti: \u00e8 il popolo dei trascrittori volontari dell\u2019Archivio<\/span><\/p>\n<p>Qui entra in scena l\u2019assegnista di ricerca <strong>Martina Magri<\/strong> con tutta squadra dell\u2019<strong>Universit\u00e0 di Siena<\/strong> che ha portato avanti per tre anni il lavoro su un doppio binario: condivisione e tutela. Per capire come poter modificare il file digitale dell\u2019Archivio senza snaturarlo nella sua originalit\u00e0 e allo stesso tempo renderlo fruibile facilmente, ma in sicurezza. La ricerca ha portato ad una <strong>nuova metodologia e nuovi input di trascrizione delle fonti, valide per qualsiasi ente abbia a che fare con fonti variegate come le nostre.<\/strong> Questo ha risaldato ancora di pi\u00f9 <mark>la preziosa comunit\u00e0 umana dei trascrittori e trascrittrici dell\u2019Archivio: sono 60 in tutta Italia. \u00c8 un lavoro fondamentale che si svolge dietro le quinte, sono tutti volontari e volontarie<\/mark><\/p>\n<p><strong>Risolto il problema della digitalizzazione e concluso il lavoro preparatorio ora finalmente arriviamo alla piattaforma: non \u00e8 un semplice elenco di fonti, ma un viaggio sentimentale tra le vite scritte degli altri, pensato per lettori, scuole e ricercatori. Ma l\u2019Archivio negli anni ne ha collezionate di piattaforme digitali di accesso alle fonti, pensiamo a quelle sulla Grande Guerra, sulla Seconda Guerra Mondiale, su \u201cElette ed Eletti\u201d che uscir\u00e0 a breve che tratta la rappresentazione di genere e le donne nella politica. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Dove sta la novit\u00e0 de idiaridipieve.it? <\/strong><\/p>\n<p><p><span class=\"citazione\">\u00c8 la memoria autobiografica che si espande nel presente in sicurezza e diventa eterna<\/span><\/p>.<\/p>\n<p><strong>Le novit\u00e0 sono due e senza precedenti<\/strong>: al termine del processo di digitalizzazione delle fonti che ha reso possibile idiaridipieve.it <strong>avremo tutto l\u2019Archivio Diaristico Nazionale completo in digitale accessibile all\u2019interno di una piattaforma online e custodito su un server di propriet\u00e0 in cui sar\u00e0 conservato in maniera certa il materiale<\/strong>. \u00c8 il superamento di qualsiasi piattaforma tematica precedente.<\/p>\n<p><strong>Quest\u2019anno ricorrono i 100 anni dalla nascita di Saverio Tutino, il fondatore dell\u2019Archivio Diaristico Nazionale. Se Tutino fosse qui oggi come saluterebbe questa novit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Se Saverio fosse oggi con noi forse ci inviterebbe a continuare questo lavoro, perch\u00e9 cos\u00ec il vivaio di memoria rinasce di continuo e si riproduce, si mischia, le vite si incontrano. <mark>Queste \u201cpersone di carta\u201d che escono dagli scaffali, senza mai abbandonare davvero la carta, questo fruscio degli altri, questa umanit\u00e0 che si incontra, si moltiplica senza fine<\/mark><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le 10mila storie ora sono alla portata di tutti nella nuova piattaforma di digital storytelling idiaridipieve.it. 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