{"id":329068,"date":"2024-02-29T14:44:32","date_gmt":"2024-02-29T13:44:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=329068"},"modified":"2024-02-29T16:58:36","modified_gmt":"2024-02-29T15:58:36","slug":"la-condanna-di-essere-donna-in-una-societa-intossicata-dagli-stereotipi-la-svolta-nelleducazione-allaffettivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/la-condanna-di-essere-donna-in-una-societa-intossicata-dagli-stereotipi-la-svolta-nelleducazione-allaffettivita\/","title":{"rendered":"La condanna di essere donna in una societ\u00e0 intossicata dagli stereotipi: la svolta nell&#8217;educazione all&#8217;affettivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Gli <strong>stereotipi di genere<\/strong> sono come un corredo acquisito alla nascita, come una gabbia stretta, e la violenza \u00e8 una scelta. Una societ\u00e0 fortemente patriarcale, la nostra, dove le dottoresse sono ancora signorine e se dici primario \u00e8 di sicuro un uomo. Dove la danza \u00e8 uno sport da femmina e i maschi non posso piangere senn\u00f2, manco a dirlo, &#8220;sono femminucce&#8221;. Siamo in Italia, nel 2024, non negli anni &#8217;60. <mark>Un contesto immutato da decennni, da secoli, l&#8217;unica cosa che \u00e8 cambiata \u00e8 la possibilit\u00e0 di parlarne. Un piccolo passo che \u00e8 gi\u00e0 rivoluzione e che porta con s\u00e9 due consapevolezze: che \u00e8 una strada ancora lunga e che deve coinvolgere tutte e tutti.<\/mark> Partiamo dall&#8217;educazione all&#8217;affettivit\u00e0 che va strutturata nelle scuole e nelle famiglie. Ne parliamo con una professionista che, caso rarissimo,\u00a0 la fa gi\u00e0 nelle scuole, dalle elementari alle superiori: la dottoressa <strong>Giulia Vannucci<\/strong>, una psicologa e psicoterapeuta esperta in questo campo che lavora tra Lucca e Pistoia.<\/p>\n<figure id=\"post-329172 media-329172\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Giulia-Vannucci.jpeg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Giulia Vannucci<\/div>\n<p><strong>Dottoressa Vannucci, cosa si intende con educazione all&#8217;affettivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019educazione all\u2019affettivit\u00e0 serve a sviluppare il senso di empatia ed \u00e8 legata all\u2019educazione sessuale, al tema del consenso, alla gestione del rifiuto. Se si impara a rispettare le emozioni altrui e a mettersi nei panni dell&#8217;altro si \u00e8 anche in grado di fermarsi davanti ad una mancanza di consenso, pi\u00f9 o meno eslicito. Pi\u00f9 se ne parla, pi\u00f9 si fa alfebitizzazione emotiva, pi\u00f9 si accrescono le competenze socio-emozionali e la valorizzazione del s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Da che et\u00e0 \u00e8 importante e necessario affrontarla?<\/strong><\/p>\n<p>Da piccoli, ma agire solo sulle bambine e i bambini non basta: \u00e8 importante sensibilizzare i genitori. Qualsiasi tipo e forma di comportamento \u00e8 strettamente collegato allo stereotipo e ci\u00f2 viene tramandato attraverso il comportamento non verbale. <mark>Il pensiero e il linguaggio sono connessi e si trasformano in azioni.<\/mark> Se lavoriamo solo con il bambino o l\u2019adolescente e poi tornati a casa sono esposti sempre agli stessi modelli i risultati non ci sono, non inneschiamo il cambiamento.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">Pensiamo a un iceberg alla cui base sommersa c\u2019\u00e8 il linguaggio sessista, la pubblicit\u00e0 sessista, la discriminazione nel lavoro e all&#8217;apice c\u2019\u00e8 il femminicidio. Quando parliamo di una donna uccisa, per\u00f2, \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 troppo tardi<\/span><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 sempre pi\u00f9 importante parlare di stereotipi di genere?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 la <strong>violenza di genere<\/strong> \u00e8 un costrutto socio-culturale e lo stereotipo di genere ci serve a categorizzare in modo pi\u00f9 veloce ci\u00f2 che \u00e8 maschile o femminile nella realt\u00e0. Non accade anni fa, ma oggi: alcuni lavori di casa sono ancora percepiti da donna, altri da uomo. In alcuni cartoni animati c&#8217;\u00e8 ancora la mamma che fa la torta e il babbo che va al lavoro. Molti dei pensieri e degli atteggiamenti derivano dall&#8217;osservazione e imitazione dei comportamenti non verbali e dall&#8217;utilizzo del linguaggio.<\/p>\n<p><strong>Anche di questo se ne parla molto adesso.<\/strong><\/p>\n<p>Sembra una banalit\u00e0, ma pu\u00f2 passare anche da qui. La presidentessa invece che la presidente fa parte di tutta quell\u2019area sommersa che porta alla violenza di genere. Per spiegarmi meglio: immaginiamoci un iceberg alla cui base sommersa c\u2019\u00e8 il linguaggio sessista ed offensivo, la pubblicit\u00e0 sessista, il ricatto, l&#8217;oggettificazione della donna in tv, nei social, la discriminazione sul lavoro e nel salario fino all&#8217;apice dove c\u2019\u00e8 il femminicidio. Quando parliamo di una donna uccisa, per\u00f2,\u00a0 \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 troppo tardi. Alla base di questa montagna semi-sommersa ci sono quindi anche gli allocutivi informali: le dottoresse sono signorine, ad esempio, e ci sono dei mestieri che non sono declinati ancora al femminile, come il primario o il chirurgo.<\/p>\n<p><strong>E questa percezione riguarda anche le bambine e i bambini?<\/strong><\/p>\n<p>Esco sollevata quando in una classe mi dicono che ognuno pu\u00f2 fare quello che vuole,\u00a0 ma poi se indago, di solito, le cose cambiano. Se chiedo quanti maschi fanno danza, nessuno alza la mano. A volte mi dicono: &#8220;Io l\u2019avrei voluta fare, ma la mia mamma e il mio babbo non hanno voluto visto che sono maschio e mi hanno portato a basket&#8221;. Sport da maschio o da femmina \u00e8 uno stereotipo radicatissimo, come nei giochi.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un retaggio culturale che non ci scrolliamo di dosso. La sensazione \u00e8 che proviamo a sradicare gli stereotipi con il linguaggio o altro, ma siamo ancora lontani dal cambiamento.<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo \u00e8 cos\u00ec. I casi di cronaca ci dicono che il patriarcato esiste, che l\u2019uomo ha il controllo della donna. Non c\u2019\u00e8 una gestione corretta del rifiuto se non con la rabbia. Basta pensare alla stereotipizzazione di genere delle emozioni. <mark>Ai maschi non \u00e8 permesso di piangere, l&#8217;ira invece per loro \u00e8 pi\u00f9 sdoganata.<\/mark> Inoltre l\u2019et\u00e0 di esordio delle azioni violente si \u00e8 nettamente abbassata: mentre prima la fascia prevalente era 35-45 anni adesso \u00e8 di 16-18 anni. La causa va trovata nei modelli che vengono proposti alle ragazze e ai ragazzi, sia in famiglia che negli ambienti di crescita.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">L\u2019et\u00e0 di esordio delle azioni violente si \u00e8 nettamente abbassata: mentre prima la fascia prevalente era 35-45 anni adesso \u00e8 di 16-18 anni<\/span><\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 una ricetta ovviamente, ma qual \u00e8 il percorso di aiuto?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente serve parlarne perch\u00e9 chi lo fa si pone il tema e sente la necessit\u00e0 di affrontarlo. Non \u00e8 un passo da poco. Sento invece resistenza quando si affronta il tema dell&#8217;<strong>educazione sessuale<\/strong> nelle scuole e la paura dell\u2019omosessualit\u00e0, ma i genitori vanno aiutati ascoltando senza giudicare e facendoli riflettere. Nel percorso terapeutico partiamo dal presupposto che i genitori sono stati figli e mettono in atto, come tutti, il modello che hanno avuto. <mark>Alla nascita \u00e8 come ci consegnassero una scatola, poi ognuno deve avere il coraggio di aprirla e scegliere cosa tenere e cosa lasciare ai propri figli.<\/mark><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 abbiamo la sensazione che le cose vadano sempre peggio nonostante ne parliamo di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 ne parliamo di pi\u00f9, ma la differenza sostanziale \u00e8 che ora possiamo farlo. C\u2019\u00e8 il film <em>&#8220;C\u2019\u00e8 ancora domani&#8221;<\/em> &#8211; andrebbe visto da tutti &#8211; che ben rappresenta la questione: quelle situazioni esistono oggi e le sento ogni giorno dalle persone che ho in cura. Adesso fortunatamente c\u2019\u00e8 una risonanza diversa perch\u00e9 le donne sanno che possono rivolgersi a dei centri specializzati, sanno che se hanno bisogno possono chiedere aiuto. Oggi c\u2019\u00e8 pi\u00f9 sensibilizzazione, ma la strada \u00e8 ancora lunga e lo dicono i numeri degli omicidi. Dobbiamo intervenire poi sugli <strong>uomini maltrattanti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Come?<\/strong><\/p>\n<p>Credo molto nei centri di ascolto specifici. Educhiamo gli uomini perch\u00e9 se non imparano niente dal dolore che causano diventa poi quello il problema della societ\u00e0. Ma ci vuole molta volont\u00e0. Spesso questi uomini non iniziano i percorsi di cura nemmeno se sono obbligati dal tribunale. La dinamica \u00e8 sempre la stessa: sono l\u2019uomo l\u2019alfa, l\u2019emozione che mi hanno trasferito nel maschile \u00e8 la rabbia e metto in atto questo. Non \u00e8 una giustificazione ovviamente, ma a livello terapeutico \u00e8 solo una lettura. Io conosco figli di maltrattanti che sono tutt\u2019altro perch\u00e9, \u00e8 bene ribadirlo forte, la violenza \u00e8 sempre una scelta. Non c\u2019\u00e8 nessun raptus, l&#8217;uomo sa bene cosa sto andando a fare.<\/p>\n<p><span class=\"citazione\">La violenza \u00e8 sempre una scelta. Non c\u2019\u00e8 nessun raptus, l&#8217;uomo sa bene cosa sta andando a fare <\/span><\/p>\n<p><strong>Ogni caso \u00e8 diverso, ma ci sono campanelli d\u2019allarme che indicano violenza in una coppia?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, molto chiari ed \u00e8 importante conoscerli e divulgarli. Ne dico alcuni. Accuse continue di infedelt\u00e0: vuole sempre sapere cosa la donna sta facendo, dove si trova; c&#8217;\u00e8 mancanza completa di fiducia; controllo del telefono e quindi violazione della privacy giustificata sempre con&#8221; io ho bisogno di sapere quello che fai&#8221;. Poi impedire di andare a lavorare, di studiare, di avere un hobby individuale. Il controllo delle spese. L&#8217;isolamento, quindi divieto di vedere amiche e amici e spesso la famiglia. Insulti, critica continua, umiliazione dentro e fuori casa e questo, come valutazione del rischio, \u00e8 maggiore perch\u00e9 l&#8217;uomo pensa di avere il potere totale sulla sua vittima. <mark>Altro campanello molto importante \u00e8 questo: non sentirsi libera di dire ci\u00f2 che si vuole in una discussione perch\u00e9 si ha paura delle conseguenze. In una relazione non si deve mai aver paura di parlare.<\/mark><\/p>\n<p><strong>Come si libera la donna vittima di violenza?<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo da una constatazione. Un altro stereotipo che ruota intorno alla violenza di genere \u00e8 che tutte le donne che la subiscono siano poco intelligenti. La violenza pu\u00f2 capitare a qualsiasi donna che sta attraversando un momento di fragilit\u00e0 o vulnerabilit\u00e0. Viene umiliata giorno dopo giorno, colpita nelle sue fragilit\u00e0 e cos\u00ec, quando e se arriva il primo schiaffo, pu\u00f2 pensare addirittura di esserselo meritato. Ogni giorno la violenza psicologica toglie un mattoncino al muro dell&#8217;autostima che poi inevitabilmente crolla. <mark>La richiesta d&#8217;aiuto pu\u00f2 arrivare maturando l&#8217;amara consapevolezza che lui non cambier\u00e0. L&#8217;uscita dalla violenza \u00e8 un percorso importante che richiede tanto coraggio e tempo. <\/mark> A maggior ragione ora, con la riforma Cartabia, dove alle donne \u00e8 richiesto di essere pi\u00f9 &#8220;lucide e veloci&#8221; nelle risposte e nei racconti, c&#8217;\u00e8 bisogno di accompagnarle e di sostenerle psicologicamente ed emotivamente affinch\u00e9 i traumi vissuti possano diventare cicatrici meno dolorose e strumenti di riflessione per l&#8217;intera comunit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Giulia Vannucci, psicologa e psicoterapeuta che lavora nelle scuole e con le famiglie. &#8220;Educare i pi\u00f9 piccoli e i genitori lavorando sull&#8217;empatia e sulla gestione delle emozioni. 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