{"id":404190,"date":"2025-10-20T13:07:28","date_gmt":"2025-10-20T11:07:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=404190"},"modified":"2025-10-20T13:07:28","modified_gmt":"2025-10-20T11:07:28","slug":"guerre-militanza-arte-e-intelligenza-artificiale-nei-documentari-del-66-festival-dei-popoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/guerre-militanza-arte-e-intelligenza-artificiale-nei-documentari-del-66-festival-dei-popoli\/","title":{"rendered":"Guerre, militanza, arte e intelligenza artificiale nei documentari del 66\u00b0 Festival dei Popoli"},"content":{"rendered":"<p>Dalle piazze di oggi <strong>all\u2019attualit\u00e0 da Gaza, la cui memoria vive nel racconto del regista palesintese Kamal Aljafari con \u201cWith Hasan in Gaza\u201d <\/strong>agli inediti racconti dall\u2019Ucraina prossima al fronte nei documentari <strong>\u201cPaleontology Lesson\u201d<\/strong> del <strong>maestro Sergei Loznitsa <\/strong>sulla \u201cnormale\u201d visita di una scuola in un museo e <strong>\u201cCheckpoint Zoo\u201d <\/strong>con l\u2019obiettivo di salvare oltre 5.000 animali dal conflitto<strong>.<\/strong> E poi la lezione di dissidenza artistica e civile di <strong>Ai Weiwei, <\/strong>alle prese con la messa in scena della Turandot al Teatro dell\u2019Opera di Roma in \u201cAi Weiwei\u2019s Turandot\u201d di Maxim Derevianko, fino alla <strong>Firenze delle sottoculture dei mitici Ottanta della new wave in \u201cUscivamo molto la notte\u201d di Stefano Pistolini e Bruno Casini,<\/strong> nelle voci e i ricordi di chi c\u2019era, tra Diaframma e Litfiba, a quelli di oggi di <strong>Piero Pel\u00f9<\/strong>, rocker mai domo, in \u201cPier\u00f2 Pel\u00f9. Rumore dentro\u201d di Francesco Fei, un viaggio intimo nella vita del rocker fiorentino. Dai valori di ieri, nel ricordo di <strong>Sandro Pertini con il \u201cSettimo Presidente\u201d <\/strong>di Daniele Ceccarini e Mario Molinari, a quelli di domani, messi in discussione nell\u2019esperimento provocatorio del<strong> primo documentario interamente realizzato con l\u2019ausilio dell\u2019intelligenza artificiale generativa, \u201cPost Truth\u201d <\/strong>di Alkan Avc\u0131o\u011flu, fino a Tatti (Grosseto), un piccolo paese nel cuore della Toscana che vive una straordinaria esperienza di comunit\u00e0 in <strong>\u201cTatti, paese di sognatori\u201d<\/strong> di Ruedi Gerber. Il filo rosso del programma \u00e8 cucito attorno a due omaggi di grande rilevanza: i film di <strong>Sarah Maldoror, prima cineasta africana <\/strong>dallo sguardo femminista e anticoloniale, e di <strong>Marie Losier<\/strong>, che firma ritratti di artisti, originali e controcorrente. Sono questi alcuni tra i protagonisti &#8211; film e ospiti &#8211; del <strong>66\u00b0 Festival dei Popoli,<\/strong> il festival internazionale del film documentario, <strong>che torna a Firenze dal 1\u00b0 al 9 novembre &#8211; <\/strong>con un focus in apertura il 1\u00b0 e 2 novembre per i pi\u00f9 piccoli, Popoli for Kids and Teens e luned\u00ec 3 l\u2019inaugurazione al cinema La Compagnia. Il festival &#8211; presieduto da <strong>Roberto Ferrari<\/strong>, con la presidenza onoraria di <strong>Ken Loach<\/strong> &#8211; per la direzione artistica di\u00a0 <strong>Alessandro Stellino<\/strong>, la direzione organizzativa di <strong>Claudia Maci, presenter\u00e0 il meglio del cinema documentario internazionale in un programma<\/strong> <strong>di 90 film <\/strong>accompagnati da numerosi ospiti internazionali e nazionali.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa \u00e8 realizzata grazie al contributo di <strong>Europa Creativa Media, MiC &#8211; Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze, Fondazione Sistema Toscana &#8211; 50 Giorni di Cinema a Firenze, Calliope Arts, Publiacqua,<\/strong> con il <strong>Patrocinio del Comune di Firenze. <\/strong><u><\/u><\/p>\n<h3>Primo giorno e serata d\u2019inaugurazione<\/h3>\n<p>Il festival sar\u00e0 inaugurato dall\u2019anteprima nazionale di <strong>\u201cWith Hasan in Gaza\u201d del regista palestinese Kamal Aljafari, nella serata di luned\u00ec 3 novembre alle 20.30 al cinema La Compagnia di Firenze, in presenza dell\u2019autore<\/strong>. Una riflessione cinematografica sulla memoria, la perdita e il passare del tempo, filmando una Gaza popolata di fantasmi che oggi non esiste pi\u00f9. Tre nastri MiniDV che documentano la vita a Gaza nel 2001 vengono ritrovati dal regista: le immagini che contengono sono ora la testimonianza di un luogo e di un tempo che non esistono pi\u00f9. <strong>Kamal Aljafari, regista e artista palestinese, oggi vive a Berlino:<\/strong> i suoi film indagano e raccontano la storia del popolo palestinese. Incontrer\u00e0 il pubblico del festival <strong>marted\u00ec 4 novembre alle 10:00 al Cinema Astra<\/strong> (<em>ingresso gratuito<\/em>).<\/p>\n<figure id=\"post-404210 media-404210\" class=\"align-none\">\n<p><figure style=\"width: 1151px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/KamalAljafari_pic.jpg\" alt=\"\" width=\"1151\" height=\"768\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Kamal Aljafari<\/figcaption><\/figure><\/figure>\n<p>Il primo giorno di festival, al cinema La Compagnia, <strong>inizia alle 18 con la prima proiezione dell\u2019omaggio dedicato a Sarah Maldoror,<\/strong> regista francese e panafricana d\u2019adozione, voce rivoluzionaria e prima donna cineasta del cinema africano: in sala ci sar\u00e0 il suo <strong>primo lungometraggio,<\/strong> <strong>il capolavoro \u201cSambizanga\u201d (1972),<\/strong> tratto da un romanzo dello scrittore angolano Jos\u00e9 Luandino Vieira, che segue le vicissitudini di una giovane donna il cui marito \u00e8 stato incarcerato in Angola dalle autorit\u00e0 portoghesi.<\/p>\n<h3>Il programma del Festival dei Popoli<\/h3>\n<p>Il programma sar\u00e0 diviso come di consueto in <strong>Concorso internazionale<\/strong> <strong>Lungometraggi<\/strong> e <strong>Concorso italiano<\/strong>, ai cortometraggi e mediometraggi sar\u00e0 dedicato il <strong>Concorso Internazionale Discoveries<\/strong>, inaugurato lo scorso anno, per i lavori di giovani registi e registe da tutto il mondo con orientamento alla sperimentazione; in <strong>Doc Highlights<\/strong> i film di grande risonanza internazionale e poi le sezioni <strong>Habitat<\/strong>, dedicata all\u2019ambiente e ai temi della sostenibilit\u00e0 e dei diritti umani, <strong>Let the Music Play <\/strong>per i documentari musicali, con la retrospettiva dedicata all\u2019opera di <strong>Marie Losier<\/strong>, regista francese ospite del festival, <strong>Popoli for Kids and Teens<\/strong> per il giovane pubblico e il <strong>Future Camps &#8211; European Doc Academy<\/strong>, con le sorprendenti opere provenienti dalle migliori scuole di cinema di tutta Europa. Infine, la sezione <strong>Feminist Frames<\/strong>, una selezione di opere realizzate da registe sul tema della militanza e della liberazione pensata in collaborazione con una rete internazionale di cineaste femministe che costruisce spazi di mutuo sostegno, co-creazione e pratiche condivise, oltre al gi\u00e0 citato omaggio a Sarah Maldoror.<\/p>\n<p><strong>Saranno 9 i film del Concorso Internazionale Lungometraggi, tutti in anteprima, <\/strong>per i quali la giuria composta dalla programmer <strong>Cecilia Barrionuevo <\/strong>(Argentina) e dalle registe <strong>Elena Lopez <\/strong>(Spagna) e<strong> Mala Reinhardt <\/strong>(Germania) assegner\u00e0 il primo premio (7.000\u20ac), il secondo premio (4.000\u20ac) e la Targa &#8220;Gian Paolo Paoli&#8221; al Miglior Film Antropologico. <strong>10 i cortometraggi e mediometraggi in anteprima <\/strong>nel <strong>Concorso Internazionale Discoveries<\/strong>, saranno invece giudicati dalla giuria formata dalla distributrice <strong>Marcella Jeli\u0107 <\/strong>(Croazia), la curatrice e produttrice <strong>Flavia Mazzarino <\/strong>(Italia) e la regista<strong> Eleanor Mortimer <\/strong>(Gran Bretagna) che assegner\u00e0 il premio Discoveries (3.500\u20ac).<\/p>\n<h3>Concorso italiano<\/h3>\n<p>Ritorno e riscoperta delle origini, storie dai territori e dal proprio passato, indagini in luoghi lontani eppure vicini, si alternano nel <strong>Concorso Italiano<\/strong> che propone <strong>in gara 7 documentari. <\/strong>In prima italiana, in programma ci sar\u00e0 <strong>\u201cShe (Lei &#8211; Storie operaie dal Vietnam\u201d di Parsifal Reparato <\/strong>(4\/11), film corale che racconta le giornate di alcune operaie tra gli 80.000 lavoratori di uno dei pi\u00f9 grandi impianti industriali elettronici al mondo, con sede in Vietnam, dove l&#8217;80% della manodopera nelle fabbriche \u00e8 costituita da donne che hanno accettato di lavorare a turni di 12 ore. A seguire<strong> \u201cWaithood\u201d di Paola Piscitelli <\/strong>(5\/11), protagonista un ragazzo sospeso tra Napoli, dove vive in seminterrato, e S\u00e3o Vicente a Capo Verde, che \u00e8 stato costretto a lasciare da bambino e di cui conserva ricordi preziosi, dove sogna di tornare per ricomporre le sue fratture; <strong>\u201cIl fantasma che \u00e8 in me\u201d di Michael Beltrami<\/strong> (5\/11), film diario che prende il via nel 2005, quando all\u2019autore \u00e8 stato diagnosticato un cancro, per diventare la cronaca personale di un ventennio, tra gioie, perdite, rivelazioni; <strong>\u201cChi sale sul treno\u201d di Valerio Filardo <\/strong>(6\/11), memoria del viaggio iniziato 120 anni fa dal primo Treno Bianco, il convoglio che accompagna malati e pellegrini dalla Sicilia a Lourdes, un percorso di quasi 50 ore oggi, nell\u2019epoca dell\u2019alta velocit\u00e0, forse anacronistico. In programma poi le <strong>anteprime assolute di: <\/strong>\u201c<strong>Cumpartia\u201d di Daniele Gaglianone<\/strong> (7\/11), storia di Ivan, che ritorna a casa nel Sulcis in Sardegna dopo tre anni di lontananza per fare il vino con i genitori nella loro piccola azienda, in un sofferto viaggio interiore tra generazioni; <strong>\u201cWhite Lies\u201d di Alba Zari<\/strong> (7\/11), protagonista la regista che usa la sua arte per esplorare un passato oscuro, quello di una famiglia cresciuta nella controversa setta dei Bambini di Dio; e <strong>\u201cQueste cose non avvennero mai ma sono sempre\u201d di Pierluca Ditano<\/strong> (8\/11), ritratto collettivo di Taranto, esplorazione di rovine industriali e mondi invisibili attorno al distretto siderurgico pi\u00f9 grande d\u2019Europa, sullo sfondo di un paesaggio umano sospeso, tra decadenza e bellezza.<br \/>\n<strong>La giuria del concorso italiano<\/strong> \u00e8 composta dal produttore <strong>Leonardo Barrile<\/strong>, dal regista <strong>Francesco Fei<\/strong> e dalla distributrice <strong>Anastasia Plazzotta<\/strong>, che assegner\u00e0 il Premio al Miglior documentario italiano (3.000\u20ac).<\/p>\n<figure id=\"post-404212 media-404212\" class=\"align-none\">\n<p><figure style=\"width: 1400px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Ai-Weiweis-Turandot_1.jpg\" alt=\"\" width=\"1400\" height=\"933\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Ai Weiwei\u2019s Turandot<\/figcaption><\/figure><\/figure>\n<h3>Doc Highlights<\/h3>\n<p><u><\/u>L\u2019attualit\u00e0, le guerre, la dissidenza nell\u2019arte sono al centro della sezione che propone titoli di grande rilevanza internazionale fuori concorso. Tra questi <strong>\u201cAi Weiwei\u2019s Turandot\u201d di Maxim Derevianko<\/strong> (4\/11), segue l\u2019artista e attivista rivoluzionario cinese Ai Weiwei per il suo debutto alla regia di un\u2019opera lirica al Teatro dell\u2019Opera di Roma, con l\u2019allestimento della Turandot di Puccini come scenario di fondo per una riflessione sul potere dell\u2019arte come forma di resistenza e liberta\u0300 di espressione. Una ferita ancora aperta nell\u2019opinione pubblica \u00e8 l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina: il festival presenta scorci di una frontiera ferita da tre diversi punti di vista, nella <strong>giornata finale del festival<\/strong>, a partire da quello di <strong>Sergei Loznitsa<\/strong> con il corto<strong> \u201cPaleontology Lesson\u201d <\/strong>(9\/11): nel giugno 2023, a Kiev, un gruppo di scolari visita il Museo di Storia Naturale, guidati da un insegnante di paleontologia che, come per magia, trasporta i bambini in un mondo lontano, dove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 guerra. Non solo soldati in trincea: <strong>\u201cCheckpoint Zoo\u201d di Joshua Zeman<\/strong> (9\/11) documenta un audace salvataggio guidato da un eroico team di guardiani dell\u2019Ecopark di Kharkiv e volontari che hanno rischiato la vita per salvare oltre 5mila animali intrappolati durante l&#8217;invasione russa. Infine, in un ritratto ironico e grottesco,<strong> \u201cSanatorium\u201d di Gar O&#8217;Rourke<\/strong> (9\/11) porta a sud sulle rive di Odessa, in una fatiscente struttura sanitaria, nel corso di una stagione estiva in cui gli ospiti passano l\u2019estate attratti dalle proprieta\u0300 miracolose del fango nero nonostante l\u2019eco dei bombardamenti in lontananza. Arte come politica, invece, al centro di <strong>\u201cNova \u201878\u201d di Aaron Brookner e Rodrigo Areias <\/strong>(8\/11), un viaggio elettrizzante nel cuore della controcultura degli anni &#8217;70, con filmati inediti della leggendaria Nova Convention, l\u2019evento di tre giorni a New York City che ha celebrato il ritorno di William S. Burroughs in America dopo oltre vent\u2019anni vissuti in America Latina, Nord Africa, Parigi e Londra, riunendo icone come Patti Smith, Frank Zappa, Laurie Anderson, Philip Glass, Allen Ginsberg, Merce Cunningham, John Cage e molti altri. Da oltreoceano si ritorna a Firenze, con la prima assoluta di <strong>\u201cUscivamo molto la notte\u201d di Stefano Pistolini <\/strong>(8\/11), racconto della new wave fiorentina con i protagonisti dell\u2019epoca: all\u2019imbocco degli anni \u201880, Firenze si trasforma da aristocratica m\u00e8ta di contemplazione turistica in capitale delle nuove culture giovanili, qui nascono fenomeni battezzati \u201cRinascimento Rock\u201d o \u201cFauna d\u2019Arte\u201d e la citt\u00e0, nelle sue interminabili notti, diventa un\u2019esplosione di creativit\u00e0, edonismo, sperimentazione. In prima italiana, poi,<strong> \u201cPost Truth\u201d di Alkan Avc\u0131o\u011flu <\/strong>(7\/11)<strong>:<\/strong> un film fittizio sul mondo reale, il primo documentario interamente generato dall&#8217;intelligenza artificiale della storia esplora il nostro rapporto con la tecnologia ed esamina come siamo arrivati a un mondo in cui le immagini vengono sempre pi\u00f9 strumentalizzate e la verit\u00e0 non ha pi\u00f9 importanza, sviluppato in 15 mesi, da oltre 60 ore di filmati generati dall&#8217;intelligenza artificiale. Ricordi d\u2019Italia ne <strong>\u201cIl Settimo Presidente\u201d di Daniele Ceccarini e Mario Molinari<\/strong> (9\/11), in prima assoluta, docufilm che si propone di raccontare la figura di Sandro Pertini, dalla formazione come socialista e partigiano alla leadership durante gli anni di piombo, con la capacit\u00e0 unica di incarnare e rappresentare i sentimenti pi\u00f9 autentici del popolo italiano, con la musica di Nicola Piovani e il manifesto ufficiale da Gianluigi Toccafondo. Chiudono la sezione <strong>\u201cFamiliar Places\u201d di Mala Reinhardt<\/strong> (4\/11), protagonista Akosua, queer ghanese-tedesca, tra poliamore e desiderio di un figlio, accompagnata dalla sua amica e regista Mala, e la Toscana profonda con<strong> \u201cTatti, paese di sognatori\u201d di Ruedi Gerber<\/strong> (9\/11), storia del piccolo borgo toscano nel grossetano che rischia di scomparire, dove il regista, insieme agli ultimi agricoltori locali, i fratelli gemelli Marco e Massimo, ha dato inizio a una silenziosa rinascita.<\/p>\n<h3>Omaggio a Sarah Maldoror e Marie Losier<\/h3>\n<p>Quest\u2019anno il festival omaggia il <strong>cinema di Sarah Maldoror (1929\u20132020), voce rivoluzionaria e prima donna cineasta del cinema africano<\/strong>: la selezione celebra l\u2019opera della regista francese, panafricana d\u2019adozione, impegnata a raccontare le guerre di liberazione delle ex colonie portoghesi, con un\u2019attenzione particolare al ruolo delle donne nella lotta.\u00a0 Tra lunghi e cortometraggi, <strong>saranno 12 le opere in programma<\/strong> di questa pioniera di un linguaggio cinematografico radicale, tra cui anche <strong>\u201cAim\u00e9 C\u00e9saire \u2013 Le Masque des mots\u201d<\/strong> del 1987 (5\/11) in cui il sindaco, poeta e drammaturgo di Fort-de-France si interroga sul futuro della Martinica e sulla recrudescenza del razzismo nel mondo; <strong>\u201cPortrait de Assia Djebar\u201d<\/strong> del 1989 (6\/11), dove la scrittrice algerina Djebar discute il ruolo delle donne nel mondo arabo e musulmano, e <strong>\u201cL\u00e9on G. Damas\u201d<\/strong> del 1994 (5\/11), sul poeta della Guyana fondatore della N\u00e9gritude.<\/p>\n<p>Dopo la giornata di apertura luned\u00ec 3 novembre con la presentazione del <strong>capolavoro restaurato \u201cSambizanga\u201d<\/strong> (1972),<strong> marted\u00ec 4 presso The Recovery Plan (via Santa Reparata 19R) dalle 17:30 ci sar\u00e0 l\u2019inaugurazione della mostra \u201cSarah Maldoror: C\u2019est Pour Vous Que Je Parlerai\u201d a cura di BHMF, Justin Randolph Thompson &amp; Janine Ga\u00eblle Dieudji,<\/strong> visitabile fino al 6 gennaio 2026. <strong>A seguire, alle 18.30 ci sar\u00e0 la visione del suo primo corto \u201cMonangamb\u00e9\u00e9\u00e9\u201d (1969)<\/strong>:<strong> al termine della proiezione l\u2019incontro \u201cRicordando Sarah Maldoror\u201d con la figlia Annouchka de Andrade<\/strong>, moderato da Janine Ga\u00eblle Dieudji (curatrice e co-fondatrice di The Recovey Plan) e Ludovica Fales (curatrice dell\u2019omaggio a Sarah Maldoror).<\/p>\n<p><u><\/u>Di grande rilevanza anche l\u2019altra retrospettiva al centro di questa edizione: <strong>sar\u00e0 ospite del festival la regista francese Marie Losier<\/strong>, autrice di numerosi ritratti cinematografici di registi, musicisti e compositori cult e d&#8217;avanguardia: l\u2019omaggio a lei dedicato sar\u00e0 in programma nella sezione <em>Let the Music Play<\/em>, dedicata ai documentari musicali. <strong>Avanguardia e surrealismo, bassa fedelt\u00e0 e freakness<\/strong>: in oltre vent\u2019anni di carriera Marie Losier ha rifiutato i dispositivi pi\u00f9 risaputi e gli approcci biografici per porsi sulla stessa lunghezza d\u2019onda degli artisti e delle artiste che ha filmato. Per offrire visioni fuori norma, alterate, aliene a ogni \u201cnormalit\u00e0\u201d. La regista sar\u00e0 protagonista<strong> sabato 8 novembre alle 10 presso l\u2019Istituto Francese con l\u2019incontro \u201cRebel Rebel: Marie Losier\u201d, <\/strong>moderato dal giornalista e critico Emanuele Sacchi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Cinema italiano, musica e <strong>Feminist Frames<\/strong><\/h3>\n<p>Dopo il grande successo dell\u2019intro tenutosi al festival nel 2024 con Alice Rohrwacher e Pietro Marcello, secondo appuntamento per il panel dedicato al cinema del reale dal titolo <strong>\u201cDocumentario italiano: verso la finzione\u201d:<\/strong> ospiti sul palco saranno due coppie di registi, protagonisti di ultime uscite in sala, <strong>Alessandro Cassigoli e Casey Kaufmann<\/strong> insieme a <strong>Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, <\/strong>al cinema La Compagnia <strong>venerd\u00ec 7 novembre alle 19.<\/strong> La conversazione \u00e8 dedicata alla transizione dal documentario alla finzione compiuta da un\u2019intera generazione di filmmaker che, a partire dal confronto con la realt\u00e0, ha contribuito a rinnovare la cinematografia del nostro paese nel corso degli ultimi due decenni.<\/p>\n<p>La sezione che porta i documentari musicali nel cuore del festival, oltre all\u2019ampia selezione dei lavori di Losier, viene completata da tre perle, ritratti a tutto tondo di figure di rilievo della scena musicale italiana e internazionale. Arriva <strong>per la prima volta a Firenze e in anteprima<\/strong>, dopo la partecipazione alla Mostra del cinema di Venezia,<strong> \u201cPiero Pel\u00f9. Rumore dentro\u201d di Francesco Fei<\/strong> (5\/11), regista fiorentino che torna al Festival (dopo il successo nel 2018 con \u201cLa regina di Casetta\u201d): un viaggio intimo e sincero nell\u2019anima dell\u2019ex leader dei Litfiba dopo l\u2019incidente acustico che gli ha procurato acufeni fortissimi e continui che hanno rischiato di comprometterne l\u2019udito. Nell\u2019ottobre 2022, durante una sessione di registrazione, un improvviso shock acustico ha provocato un danno permanente al nervo acustico con il quale Pel\u00f9 combatte da allora. Il \u201crumore dentro\u201d diventa cos\u00ec un\u2019occasione forzata per fermarsi, ritrovarsi, ricostruirsi, rigenerarsi e concepire un nuovo album dedicato ai \u201cdeserti interiori\u201d, raccontato nel film attraverso una full immersion nel mondo dell\u2019artista. Si passa poi ai margini dell\u2019Europa con<strong> \u201cIn Hell With Ivo\u201d di Kristina Nikolova<\/strong> (5\/11) in prima italiana: protagonista \u00e8 l&#8217;artista queer bulgaro Ivo Dimchev, che anche durante il Covid ha organizzato con successo oltre 400 concerti gratuiti nelle case delle persone, sfidando le norme sociali relative alla sessualit\u00e0, all\u2019identit\u00e0 e al potere in una Bulgaria sempre pi\u00f9 omofoba. Chiude la sezione<strong> \u201cIt\u2019s Never Over, Jeff Buckley\u201d di Amy Berg<\/strong> (9\/11), diretto dalla regista candidata all&#8217;Oscar (per \u201cDeliver Us from Evil\u201d nel 2006), racconto della vita della giovane stella nascente dalla voce ultraterrena e dal talento immenso, che sconvolse il mondo della musica degli anni \u201890 morendo improvvisamente, all\u2019et\u00e0 di 30 anni, dopo l\u2019uscita del l&#8217;acclamato album di debutto \u201cGrace\u201d. Il tutto realizzato attraverso filmati inediti provenienti dagli archivi di Buckley e testimonianze intime di sua madre, delle ex compagne, degli ex compagni di band e di personaggi illustri come Ben Harper e Aimee Mann.<\/p>\n<p>Ritorna la sezione <strong>Feminist Frames<\/strong>, la selezione di opere realizzate da registe sulla liberazione delle donne pensata in collaborazione con una rete internazionale di cineaste femministe che costruisce spazi di mutuo sostegno, co-creazione e pratiche condivise. Cinque i film della sezione: <strong>\u201cThe Long Road to Director\u2019s Chair\u201d di Vibeke L\u00f8kkeberg<\/strong> (4\/11), sul primo seminario internazionale sul cinema femminile tenutosi nel 1973 a Berlino, un momento di confronto sulla difficolta\u0300 di essere donne nel cinema, tra disparita\u0300, marginalita\u0300 e sessismo; <strong>\u201cNo Mercy\u201d di Isa Willinger<\/strong> (6\/11), un manifesto cinematografico radicale attraverso le voci delle donne pi\u00f9 agguerrite del cinema, risolute e senza compromessi, protagoniste, tra le tante, Catherine Breillat, Alice Diop, Valie Export, Nina Menkes e Ce\u0301line Sciamma; <strong>\u201cLas Novias del Sur\u201d di Elena L\u00f3pez Riera<\/strong> (5\/11) dove, tra donne mature che parlano del loro matrimonio, della loro prima volta, del loro rapporto intimo con la sessualit\u00e0, la regista mette in discussione il proprio mancato ruolo di madre e sposa; in <strong>\u201cThe Mens\u2019s Land\u201d di Mariam Bakacho Khatchvani <\/strong>(6\/11), un\u2019aspirante cantante georgiana lotta per difendere la sua propriet\u00e0 contro regole e tradizioni locali obsolete che discriminano le donne nelle dispute riguardanti l\u2019eredita\u0300; infine <strong>\u201cBled El Siba (Rebel Land)\u201d di Ro Caminal <\/strong>(6\/11), documentario sperimentale scandito dalla tradizione poetica femminile \u201cirzan\u201d sulle terre del Marocco che non accettavano l&#8217;autorit\u00e0 del Sultano e, di conseguenza, nemmeno quella dei colonizzatori.<\/p>\n<h3>Fosuc sulla crisi ambientale<\/h3>\n<p>La crisi ambientale e sociale che stiamo attraversando unisce geografie e popoli, e richiede urgenti risposte che riguardano temi solo in apparenza diversi, come il fenomeno migratorio, la questione dei diritti umani e la ricerca di una nuova sostenibilit\u00e0 vitale. La sezione<strong> Habitat <\/strong>restituisce una visione d\u2019insieme del nostro tempo e delle sue criticit\u00e0. Tre i documentari in prima assoluta, <strong>\u201cDomani &#8211; Il viaggio di Maysoon Majidi\u201d di Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio <\/strong>(6\/11) ha per protagonista una giovane regista e attivista iraniana in fuga dal regime di Teheran e il suo viaggio verso l\u2019Europa, fino all\u2019arrivo a Crotone dove viene arrestata con l&#8217;accusa di \u201cscafismo\u201d; <strong>\u201cThe Trials\u201d di Marta Massa<\/strong> (6\/11), \u00e8 la storia di Maja T., giovane attivista non binaria attualmente detenuta in isolamento a Budapest, in attesa di un processo per il quale rischia una condanna a 24 anni di reclusione. <strong>\u201cSunu Gaal (Our Cayuco)\u201d di Josep T. Par\u00ecs <\/strong>(4\/11) segue giovani vite in Senegal, quelle di una generazione pienamente consapevole del razzismo occidentale e del colonialismo che sfrutta le risorse del loro lavoro. Arrivano poi in prima italiana <strong>\u201cSlave Island\u201d di Jimmy Hendrickx e Jeremy Kewuan<\/strong> (5\/11), sconvolgente testimonianza della schiavit\u00f9 moderna sull&#8217;isola indonesiana di Sumba, dove l&#8217;attivista Jeremy Kewuan, indagando sul traffico di esseri umani, riesce a liberare una bambina di 8 anni ridotta in servit\u00f9; e <strong>\u201cHow Deep Is Your Love\u201d di Eleanor Mortimer <\/strong>(8\/11), protagonista un gruppo di biologhe intente a esplorare le profondit\u00e0 oceaniche, con immagini mozzafiato di una fauna marina mai vista perima su cui grava la minaccia incombente di un intero ecosistema a rischio di scomparsa. La sezione Habitat \u00e8 realizzata con il contributo di <strong>Publiacqua<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u20191 al 9 novembre a Firenze torna il festival del film documentario, che sar\u00e0 inaugurato dal\u00a0regista palestinese Kamal Aljafari<\/p>\n","protected":false},"author":525,"featured_media":404211,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[493],"tags":[6793,188,202],"class_list":["post-404190","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-50-giorni-di-cinema-a-firenze","tag-cinema","tag-firenze"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Guerre, militanza, arte e intelligenza artificiale nei documentari del 66\u00b0 Festival dei Popoli - 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