{"id":419371,"date":"2026-03-05T12:30:25","date_gmt":"2026-03-05T11:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=419371"},"modified":"2026-03-06T15:37:38","modified_gmt":"2026-03-06T14:37:38","slug":"la-rivoluzione-delle-registe-coreane-caterina-liverani-racconta-il-volto-femminista-del-k-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/la-rivoluzione-delle-registe-coreane-caterina-liverani-racconta-il-volto-femminista-del-k-cinema\/","title":{"rendered":"La rivoluzione delle registe coreane: Caterina Liverani racconta il volto femminista del k-cinema"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi vent\u2019anni siamo stati attraversati \u2013 quasi senza accorgercene \u2013 dalla potenza della <strong>cultura coreana:<\/strong> dalle serie cult come<strong>\u00a0Squid Game<\/strong> e <strong>Avvocata Woo<\/strong>, al trionfo agli Oscar di <strong>Bong Joon-ho<\/strong> con &#8220;<strong><em>Parasite&#8221;,<\/em><\/strong> primo film coreano a vincere l\u2019Oscar come Miglior Film.<\/p>\n<p>Senza dimenticare il fenomeno globale dei\u00a0<strong>BTS,<\/strong> il Nobel per la Letteratura a\u00a0<strong>Han Kang\u00a0<\/strong>per <strong><em>&#8220;La vegetariana&#8221;<\/em><\/strong> e il successo di produzioni come il film d&#8217;animazione <strong><em>K-Pop Demon Hunters.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ma se i nomi di registi come\u00a0<strong>Park Chan-wook,\u00a0Lee Chang-dong\u00a0e\u00a0Kim Ki-duk<\/strong>\u00a0sono ormai familiari anche in Occidente, resta ancora poco esplorato il volto femminile del cinema coreano.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio qui che si inserisce <strong><em>&#8220;Lady cinema va in Corea guida femminista al k-cinema&#8221;<\/em><\/strong> il libro di <strong>Caterina Liverani<\/strong> (da oltre dieci anni studiosa del cinema della Corea del sud e collaboratrice del <strong>Florence Korea Film Festival<\/strong>): un viaggio nella <strong>rivoluzione femminista del cinema sudcoreano<\/strong>, tra registe, attrici e sceneggiatrici che stanno ridefinendo linguaggi, immaginari e narrazioni.<\/p>\n<p>Nella nostra intervista parleremo con lei di <strong>K-Wave, rappresentazione di genere, sguardo femminile<\/strong> e nuove prospettive culturali: un\u2019occasione per scoprire<strong> un cinema potente, innovativo e ancora troppo poco raccontato.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Caterina Liverani racconta la rivoluzione delle registe coreane\" src=\"https:\/\/omny.fm\/shows\/intoscana\/caterina-liverani-racconta-la-rivoluzione-delle-registe-coreane\/embed?media=audio&amp;size=wide&amp;style=cover\" width=\"100%\" height=\"180\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<h3>Le pioniere del cinema coreano<\/h3>\n<p><strong>La Corea del Sud ci ha abituato a una cinematografia super vivace che in Italia un po&#8217; ce la sogniamo, perch\u00e9 sinceramente i capolavori che sono usciti negli ultimi anni dalla Corea non li vedo in Italia. Per\u00f2 se ci sono registi che sono ormai famosi anche per il grande pubblico, non sappiamo quasi niente delle registe donne.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, assolutamente,<strong> la Corea del Sud all&#8217;inizio della k-wave<\/strong> nei primi anni duemila ha avuto veramente una grande spinta. Quando ha iniziato ad aprirsi verso l&#8217;esterno, aveva probabilmente l&#8217;esigenza, l&#8217;urgenza di farsi conoscere all&#8217;estero e anche probabilmente la voglia di sperimentare. Per quello che riguarda i registi, i primi che abbiamo conosciuto in Occidente o comunque in Europa appunto sono <strong>Kim Ki-duk e Park Chan-wook.<\/strong> Diciamo che<strong> una nuova generazione di cineasti ha incontrato una nuova generazione di critici, di direttori di festival.<\/strong> Per esempio in Italia<strong> Alberto Barbera<\/strong> fu colui che lanci\u00f2 <strong>Kim Ki-duk<\/strong> al Festival di Venezia con <strong><em>L&#8217;isola<\/em><\/strong> nel 2000. Cos\u00ec <strong>\u00e8 scoppiata la febbre del cinema coreano.<\/strong><p><span class=\"citazione\">il fatto che sempre pi\u00f9 donne vengano ingaggiate per essere registe, sceneggiatrici, dipende proprio dal fatto che c&#8217;\u00e8 tutta un&#8217;ondata di donne altamente qualificate, giovani, con dei progetti<\/span><\/p><\/p>\n<p><strong>Nella tua guida parli di alcune registe donne, personaggi davvero straordinari e fuori dal comune, come la pioniera Park Nam-ok (autrice di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=L5kaUIuqKFo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The Widow<\/em><\/a> del 1955) che girava con la figlia legata sulla schiena e cucinava i pasti per tutta la troupe&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Le donne nel momento in cui i colleghi uomini si stavano affermando, tentavano anche loro di affermarsi o avevano tentato in precedenza. <strong>La storia di Park \u00e8 avvolta nella leggenda,<\/strong> sopravvive una foto di lei che ha la sua bambina sulle spalle mentre dirige la troupe. \u00c8 una figura di ispirazione, un po&#8217; mitologica per certi versi. Pi\u00f9 che di una condizione sfavorevole unicamente per le donne, io parlerei anche di una condizione sfavorevole, in quel momento, un po&#8217; per tutta la Corea perch\u00e9 era appena uscita dalla guerra. <strong>Non era facile per nessuno, per lei non era facile il doppio<\/strong>. Sicuramente c&#8217;\u00e8 stata per\u00f2 comunque da parte sua <strong>la voglia di raccontare una nuova donna coreana<\/strong>. Lei ha fatto quell&#8217;unico film, poi si \u00e8 trasferita negli Stati Uniti, e non ha pi\u00f9 voluto saperne perch\u00e9 molto probabilmente aveva incontrato diverse difficolt\u00e0. Probabilmente non era rimasta neanche tanto contenta perch\u00e9 il film poi non era andato bene. Ma credo ci fosse proprio <strong>l&#8217;esigenza di raccontare una donna coreana, asiatica, nuova, con desideri diversi<\/strong>. La sua protagonista<strong> rivendica per esempio la sua felicit\u00e0 personale<\/strong>, il suo appagamento sentimentale. <strong>\u00c8 una donna, \u00e8 una vedova<\/strong>, il film si intitola <strong><em>&#8220;The Widow&#8221;<\/em> <\/strong>appunto,<strong> ma comunque cerca di rifarsi una vita<\/strong>. Insomma, riletto nella prospettiva di oggi,<strong> \u00e8 un film molto sovversivo, molto forte.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le altre due registe che mi hanno colpita sono Yim Soon-rye, la cosiddetta &#8220;regina del botteghino&#8221; e Shin Su-won che tu definisci &#8220;la paladina del margine&#8221;, perch\u00e9 nei suoi film parla spesso di disabilit\u00e0, di colpi non conformi, tematiche molto originali<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec. <strong>Yim Soon-rye<\/strong> \u00e8 la prima regista coreana che ha avuto un suo film distribuito anche in Italia per la Tucker, <strong><em>&#8220;Little Forest&#8221;<\/em> <\/strong>che appunto ha conosciuto anche una tiepida per\u00f2 reale, concreta distribuzione in sala. <strong>Yim Soon-rye \u00e8 una regista che \u00e8 stata molto, molto, \u00e8 cruciale per le nuove leve<\/strong>. Ho sentito parole di grandissimo apprezzamento e gratitudine anche da parte dei molti attori uomini che lei ha lanciato con i suoi film e poi sono diventati delle star, come ad esempio <strong>Park Hae-il<\/strong>, che \u00e8 il protagonista di &#8220;<strong><em>Decision to leave&#8221;<\/em><\/strong>, di <strong>Park Chan-wook<\/strong>. Lei racconta che a un certo punto<strong> ha smesso di vedere film coreani e si \u00e8 interessata molto al cinema francese<\/strong>, <strong>ha studiato cinema giapponese<\/strong> e poi ha riscoperto il cinema coreano. Forse \u00e8 un paragone un po&#8217; azzardato, ma <strong>\u00e8 un po&#8217; la Kathryn Bigelow coreana<\/strong>, nel senso che i suoi film sono produzioni molto grosse. Lei ha fatto qualche anno il film <strong><em>&#8220;The Point Man&#8221;<\/em><\/strong>, che raccontava un vero episodio di politica internazionale. <strong>Si tratta di un film super adrenalinico<\/strong>, sicuramente un classico genere che sembrerebbe appannaggio di soli uomini, o comunque nella direzione di soli uomini. Lei fa veramente di tutto, e \u00e8 anche molto impegnata nella divulgazione del cinema al femminile, \u00e8 una maestra, un punto di riferimento per tante persone.<\/p>\n<p><strong>Shin Su-won,<\/strong> che tra l&#8217;altro sar\u00e0 anche ospite al prossimo <a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/il-regista-na-hong-jin-maestro-del-noir-coreano-ospite-della-23-ma-edizione-del-florence-korea-film-fest\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Florence Korea Film Fest<\/strong> <\/a>con il suo ultimo film che si intitola <strong><em>&#8220;The Mutation&#8221;,<\/em><\/strong> \u00e8 veramente una donna con un percorso molto particolare. Nata come scrittrice e romanziera di libri per ragazzi,<strong> si \u00e8 poi appassionata prima alla sceneggiatura e alla regia<\/strong>. Ha una produzione molto serrata, molto forte, infatti spesso \u00e8 stata ospite del nostro festival. Rispetto a <strong>Yim Soon-rye<\/strong> \u00e8 inquadrata in <strong>un racconto della donna e le difficolt\u00e0 che pu\u00f2 riscontrare la societ\u00e0<\/strong>. Il suo cinema non si riferisce semplicemente alle donne, parla anche molto per esempio di giovani. Lei ha studiato molto quella che \u00e8 <strong>la marginalit\u00e0 dei corpi,<\/strong> per esempio in un suo film che si intitola<strong><em> &#8220;Glass Garden&#8221;<\/em><\/strong>, la protagonista \u00e8 <strong>una ragazza che ha una disabilit\u00e0<\/strong> e tra l&#8217;altro non \u00e8 un film di denuncia sociale, \u00e8 un horror. Ha fatto un film anche nel 2021 <strong><em>&#8220;Hommage&#8221;,<\/em> <\/strong>che \u00e8 un po&#8217; autobiografico. Parla di una regista di mezz&#8217;et\u00e0 che racconta anche di problemi legati al cambiamento, alla menopausa, le difficolt\u00e0 comunque di fare cinema indipendente.<strong> In questo ultimo suo film<em> &#8220;The Mutation&#8221;<\/em> si spinge ancora oltre,<\/strong> non voglio spoilerare troppo perch\u00e9 appunto sar\u00e0 al festival, per\u00f2 spinge ancora pi\u00f9 avanti la ricerca della diversit\u00e0 che coinvolge la donna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/df132f8b9bb790631b1ed1564d1eb6d3d21ea50d56a07732d6d73488bc00e862-scaled.jpeg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<div class=\"titleimg\">Little Forest<\/div>\n<h3>Il K-drama: serie coreane alla conquista del mondo<\/h3>\n<p><strong>Nella tua guida parli anche del K-drama, cio\u00e8 le tantissime serie tv coreane che troviamo sulle principali piattaforme di streaming, quasi tutte all&#8217;insegna del romanticismo e dell&#8217;evasione. Come mai siamo stati investiti da questa nuova onda?<\/strong><\/p>\n<p>Quello che noi chiamiamo <a href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/dalla-corea-alla-toscana-il-nuovo-k-drama-netflix-sceglie-firenze-siena-e-montalcino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>&#8220;k-drama&#8221;,<\/strong><\/a> altro non \u00e8 che una forma seriale televisiva che di solito (<strong>Squid Game<\/strong> \u00e8 un&#8217;eccezione)<strong>\u00a0ha una ventina di puntate abbastanza lunghe, da pi\u00f9 di un&#8217;ora, con una storia che tradizionalmente si consuma in una sola stagione. <\/strong>Diciamo che come tutto il mondo, anche in Italia<strong>, la pandemia ha portato a una crisi nel cinema, nella produzione cinematografica e invece a una grande, grandissima fruizione dei contenuti seriali<\/strong>. Forse \u00e8 un po&#8217; svilente dire contenuti seriali, diciamo all&#8217;intrattenimento seriale, pi\u00f9 che cinematografico. Seriale intendendolo come<strong> un&#8217;esperienza da parte dello spettatore che non si esaurisce nella sola visione di un film<\/strong> e <strong>non si consuma fuori da casa<\/strong>, pu\u00f2 essere fruibile cio\u00e8 in maniera domestica. La serialit\u00e0 pone lo spettatore nella condizione di decidere lui<strong> a che ora, in che modo e con che supporto usufruire del contenuto che vuole vedere<\/strong>. Durante appunto la pandemia si sono consumati tantissimi contenuti di questo tipo.<strong> Il dramma coreano probabilmente \u00e8 stato scoperto da molte persone dopo che erano stati consumati altri contenuti<\/strong>. Nelle librerie delle varie piattaforme,<strong> specialmente Netflix,<\/strong> \u00e8 capitato magari un titolo accattivante o un&#8217;immagine che ha catturato il pubblico e l\u00ec<strong> \u00e8 scoppiata la magia.<\/strong> Ma \u00e8 scoppiata la magia anche perch\u00e9 appunto tradizionalmente i k-drama hanno una caratterizzazione di romanticismo,<strong> un po&#8217; come i romanzi d&#8217;appendice<\/strong>. La trama base \u00e8 sempre un amore contrastato un po&#8217; una sorta di <strong>Romeo e Giulietta ma a lieto fine.<\/strong><p><span class=\"citazione\">nei k-drama si raccontano gli amori in maniera molto romantica, in cui per esempio il sesso o l&#8217;atto sessuale non \u00e8 l&#8217;obiettivo, l&#8217;obiettivo \u00e8 veramente conoscersi, abbattere le barriere, tentare di entrare in connessione con l&#8217;altro<\/span><\/p><\/p>\n<p>Credo che l&#8217;apprezzamento per le serie coreane sia nato che perch\u00e9 ci trovavamo in un periodo in cui <strong>l&#8217;orizzonte personale era limitato ed era appunto relegato alla propria casa<\/strong>, al parco, al supermercato e veramente a niente di pi\u00f9. Era un momento in cui<strong> anche il solo fatto di pensare un viaggio era un pensiero proibito<\/strong> perch\u00e9 non sapevamo quando avremmo potuto ricominciare a farlo. Il fatto di vedere qualcosa comunque di bello, emozionante, rassicurante, che veniva da <strong>una terra di cui forse si sapeva anche poco, con attori e attrici giovani, con un fascino particolare che \u00e8 appunto quello degli asiatici,<\/strong> a cui magari non eravamo abituatissimi, tranne non so, <strong>Toshiro Mifune o Bruce Lee<\/strong>, penso che abbia<strong> stuzzicato la curiosit\u00e0.<\/strong> Ha aiutato anche il fatto che nella maggior parte dei k-drama, si raccontino degli amori in maniera molto romantica, in cui per esempio <strong>il sesso o l&#8217;atto sessuale non \u00e8 l&#8217;obiettivo<\/strong>, <strong>l&#8217;obiettivo \u00e8 conoscersi, abbattere le barriere, tentare di entrare in connessione<\/strong> <strong>con l&#8217;altro.<\/strong>\u00a0Tutto questo ha dato una dimensione diversa, ha fatto pensare che comunque la vita, l&#8217;amore, le relazioni sono anche quello. <strong>Ha forse ridato un po&#8217; di lustro al romanticismo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come mai in Corea le donne trovano grande spazio nell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento seriale?<\/strong><\/p>\n<p><strong>In Corea del Sud ci sono delle eccellenti scuole<\/strong> dove si insegna il cinema, si insegna a usare la macchina da presa, a stare su un set, organizzare il lavoro, proprio anche dal punto di vista tecnico. Non si impara, come accade a molti giovani registi italiani, sul campo. <strong>In Corea come studieresti per imparare, non lo so, a fare l&#8217;odontoiatra, studi per imparare a fare il cineasta<\/strong>. Spesso le registe che ho intervistato, magari registe che sono nei loro adesso 40-50 anni, sono docenti di universit\u00e0 e di scuole di cinema e mi hanno detto che in questo momento <strong>la maggior parte dei partecipanti ai corsi sono donne, giovani ragazze<\/strong>. Quindi probabilmente il fatto che sempre pi\u00f9 donne vengano ingaggiate per essere registe, sceneggiatrici, dipende proprio dal fatto che<strong> c&#8217;\u00e8 tutta un&#8217;ondata di donne altamente qualificate, giovani, con dei progetti che vanno incontro al gusto femminile. <\/strong>Anche perch\u00e9 \u00e8 proprio il pubblico femminile quello che maggiormente fruisce di questi contenuti e quindi chi produce, chi investe, si \u00e8 accorto che \u00e8 una buona mossa. Probabilmente c&#8217;\u00e8 una ragione di tipo economico, perch\u00e9 <strong>spesso quando un personaggio maschile in un film o in una serie funziona molto bene, si dice che \u00e8 stato scritto da una donna per le donne,<\/strong> <strong>\u00e8 un trick per renderlo pi\u00f9 accattivante.<\/strong> Va anche ricordato che tutto questo movimento <strong>ha dato anche un&#8217;immagine un po&#8217; falsata di quello che \u00e8 la mascolinit\u00e0 coreana,<\/strong> che non \u00e8 cos\u00ec ideale come viene dipinta nei k-drama.<\/p>\n<figure id=\"post-419434 media-419434\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/17726220-4e74-482b-869e-804c77b87740.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<h3>Corea del sud: un paese pieno di contraddizioni<\/h3>\n<p><strong>La Corea \u00e8 un paese che ha delle grandissime contraddizioni e l&#8217;ho scoperto anche leggendo il tuo libro in cui dedichi un capitolo a parte sulla cinematrografia Queer. Ho scoperto per esempio che in Corea \u00e8 possibile cambiare sesso solo dal 2010, che il primo Gay Pride \u00e8 stato nel 2000, ma una cosa che mi ha veramente sconvolto \u00e8 che l&#8217;aborto in Corea \u00e8 legale solo dal 2021<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Corea \u00e8 un paese molto complesso,<\/strong> nuovo nella nostra percezione e giovane nella nostra conoscenza. La prima volta che probabilmente si \u00e8 parlato di Corea \u00e8 stato per le<strong> Olimpiadi dell&#8217;88<\/strong> che appunto si svolsero a Seul.<strong> \u00c8 un paese che ha avuto una dittatura, diverse, anzi, dittature militari che sono perdurate negli anni<\/strong> e che hanno reso abbastanza difficile riforme, cambiamenti e, come posso dire, anche ragionamenti ad ampio spettro su quello che sono le<strong> lotte di libert\u00e0, per l&#8217;uguaglianza, per il riconoscimento dei diritti<\/strong>. Inoltre <strong>bisogna ricordare che si parla di un paese che <\/strong><strong>vive una frattura interna<\/strong>, la <strong>Corea del Nord e la Corea del Sud sono divise, per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 la pace<\/strong>, non c&#8217;\u00e8 l&#8217;armistizio. <p><span class=\"citazione\">La Corea del Sud \u00e8 un paese che ha delle complessit\u00e0 che sono molto difficili da capire per chi \u00e8 nato nel dopoguerra in un paese come l&#8217;Italia<\/span><\/p><\/p>\n<p>Quindi \u00e8 un paese che ha delle complessit\u00e0 che <strong>sono molto difficili da capire per chi invece \u00e8 nato nel dopoguerra in un paese come l&#8217;Italia<\/strong>. Io non sono un&#8217;esperta di sociologia o di geopolitica, l&#8217;idea per\u00f2 che mi sono fatta negli anni \u00e8 che <strong>ci fosse prima bisogno per le nuove generazioni di accettare questo paese<\/strong>. Accettare la situazione in cui erano nati e poi, piano piano, anche magari avendo l&#8217;opportunit\u00e0 di viaggiare e di conoscere anche quello che c&#8217;era all&#8217;esterno, capire le differenze e da l\u00ec di<strong> iniziare a lottare per il giusto riconoscimento dei propri diritti<\/strong>. Non a caso per esempio dal punto di vista del femminismo, <strong>negli ultimi anni si sono sviluppati tantissimi movimenti<\/strong> in cui le donne assumono anche posizioni alle volte un po&#8217; forti, un po&#8217; estreme, come per esempio il <strong>Movimento 4B.<\/strong><\/p>\n<p>Per quello che riguarda per\u00f2 la<strong> rappresentazione della Queerness e i diritti LGBTQA+<\/strong> nel cinema e nelle serie tv, non penso che al tempo attuale sia poi alla fine cos\u00ec tanto diverso da quello che succede anche in altre cinematografie e in altri paesi. Certo <strong>questi temi cominciano ad esserci, in modo molto timido, molto tiepido per adesso<\/strong>. Probabilmente appunto un <strong><em>Orange is the New Black<\/em> <\/strong>coreano ancora \u00e8 difficile da immaginare, per\u00f2 \u00e8 un processo che va avanti. <em><strong>Squid Game<\/strong><\/em><strong> \u00e8 stato ancora una volta un fenomeno spartiacque, uno specchio della societ\u00e0<\/strong> perch\u00e9 ha portato in scena un personaggio di una concorrente ai giochi transessuale. S\u00ec, \u00e8 vero che <strong>\u00e8 una personaggia interpretata da un uomo eterosessuale, quindi siamo un po&#8217; lontani da affidare un ruolo a un&#8217;attrice transessuale,<\/strong> ma il fatto di renderla assolutamente positiva, <strong>una donna trans che \u00e8 stata molto amata e ha fatto commuovere ed emepatizzare \u00e8 un grande passo avanti<\/strong> in una societ\u00e0 in cui nel mondo dello spettacolo i coming-out si contano sulle dita di una mano. Come dico anche nel libro, potremmo dire la stessa cosa dei calciatori del campionato italiano,<strong> \u00e8 impossibile pensare che ci siano dei calciatori omosessuali, eppure \u00e8 chiaro che ce ne sono,<\/strong> anche statisticamente.<\/p>\n<h3>I consigli di Caterina Liverani su film e serie tv coreane<\/h3>\n<p><strong>Caterina in chiusura ti chiederei di consigliare ai nostri lettori qualche film o serie tv da recuperare per conoscere meglio la cinematografia coreana<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto riguarda film e serie tv c&#8217;\u00e8 l&#8217;imbarazzo della scelta. Per chi \u00e8 proprio a digiuno di cinema coreano consiglierei di recuperare subito il film da cui \u00e8 tratta la copertina del mio libro<strong><em> &#8220;Lady Vendetta&#8221;<\/em><\/strong> di <strong>Park Chan-wook<\/strong>, un film imprescindibile e fondamentale per la rappresentazione della donna nel cinema, bench\u00e8 diretto da un uomo. Anche <strong><em>&#8220;Mademoiselle&#8221;<\/em><\/strong> sempre dello stesso autore, considerato erroneamente minore rispetto a<strong><em> &#8220;Decision to leave&#8221;<\/em><\/strong> o l&#8217;ultimo <strong><em>&#8220;No other choice&#8221;<\/em><\/strong>, in cui \u00e8 messo in scena l&#8217;amore tra due donne in maniera <strong>sublime, poetica, sensuale, erotica.<\/strong><\/p>\n<p>Come serie tv devo dire che ce n&#8217;\u00e8 per tutti i gusti, due serie mi sono piaciute tanto perch\u00e9 sono anche vicina all&#8217;et\u00e0 dei protagonisti, persone adulte di trent&#8217;anni, <strong><em>&#8220;Something in the rain&#8221;<\/em><\/strong> e <strong><em>&#8220;One night spring&#8221;.<\/em><\/strong> Entrambe raccontano<strong> una storia d&#8217;amore che fa fatica ad essere accettata dalla societ\u00e0,<\/strong> con contenuti molto realistici. In<em> Something in the Rain<\/em> si parla\u00a0di una donna che \u00e8 di una classe sociale diversa e leggermente pi\u00f9 adulta dell&#8217;uomo di cui \u00e8 innamorata. Questo crea uno squilibrio forte e aiuta a comprendere quanto <strong>il ruolo della famiglia d&#8217;origine incida in modo forte e limitante nella vita di una persona<\/strong> anche adulta. In <em>One night spring<\/em> invece si parla della monogenitorialit\u00e0, il protagonista \u00e8 un ragazzo padre che conosce una donna adulta e indipendente, ma ingabbiata in una relazione di lungo corso che non riesce a interrompere. Sono due serie che oltre a piacermi per la trama perch\u00e9 parlano di lavoro, di quotidianit\u00e0, mi ha anche aiutato a capire meglio la societ\u00e0 coreana. Consiglio anche questa serie pazzesca che si chiama <strong><em>&#8220;Non stare a guardare&#8221;<\/em><\/strong> un noir con due protagoniste donne incredibili.<\/p>\n<p><strong>Per preordinare il libro &#8220;Lady cinema va in corea guida femminista al k-cinema&#8221; vai su: <a href=\"https:\/\/lepluralieditrice.net\/prodotto\/lady-cinema-va-in-corea\/?fbclid=PAZnRzaAQVDldleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZA8xMjQwMjQ1NzQyODc0MTQAAacL1w2X82Taw5jUZP4lx7y2YnDKTJzx4F2VdFRrP2HciS2zBf_IvyPBrLHr3g_aem_uhxs6qck9Ljj1MRZPWXfpQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.lepluralieditrice.net<\/a><\/strong><\/p>\n<figure id=\"post-419376 media-419376\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/prima-di-copertina-bussola-cinema-korea.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Lady cinema va in Corea<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u201911 marzo esce per Le Plurali &#8220;Lady cinema va in Corea guida femminista al k-cinema&#8221;, il saggio di Caterina Liverani che sar\u00e0 presentato il 17 marzo alle 18.30 al Cinema Odeon di Firenze insieme alla sociolinguista Vera Gheno<\/p>\n","protected":false},"author":518,"featured_media":419374,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[493],"tags":[188,5453,4577,3136,210,2615,3653,4552],"class_list":["post-419371","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-cinema","tag-film","tag-florence-korea-film-fest","tag-interviste","tag-libri","tag-scrittori","tag-scrittori-toscani","tag-serie-tv"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - 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