{"id":441904,"date":"2026-09-21T08:07:44","date_gmt":"2026-09-21T06:07:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=441904"},"modified":"2026-09-17T12:29:27","modified_gmt":"2026-09-17T10:29:27","slug":"enrico-gabrielli-intervista-la-milleundecima-notte-1940","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/enrico-gabrielli-intervista-la-milleundecima-notte-1940\/","title":{"rendered":"Enrico Gabrielli e l\u2019arte di essere moltitudini: dai Mariposa a \u201cLa milleundecima notte\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>&#8220;Sono vasto, contengo moltitudini&#8221;<\/em><\/strong>\u00a0le parole del poeta americano<strong> Walt Whitman<\/strong> sembrano scritte per raccontare<strong> l&#8217;universo musicale di\u00a0Enrico Gabrielli,<\/strong> polistrumentista, compositore e <strong>musicista toscano dalla creativit\u00e0 inesauribile<\/strong>, capace nel corso degli anni di attraversare generi, formazioni e linguaggi senza mai smettere di sperimentare.<\/p>\n<p>La sua storia musicale comincia <strong>nella banda del paese di Ambra, a Bucine tra Siena e Arezzo,<\/strong> e prosegue attraverso alcune delle esperienze pi\u00f9 originali della scena italiana: dai\u00a0<strong>Mariposa\u00a0ai\u00a0Calibro 35,<\/strong> dalla composizione di colonne sonore all<strong>&#8216;Unit\u00e0 di Produzione Musicale<\/strong>, fino al percorso solista sotto lo pseudonimo di\u00a0<strong>Der Maurer, \u201cil muratore\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Un&#8217;attivit\u00e0 costellata di collaborazioni e tourn\u00e9e che lo ha portato a lavorare con artisti come<strong>\u00a0Morgan, Manuel Agnelli, Francesco Bianconi e Vinicio Capossela,<\/strong> fino a nomi internazionali come\u00a0<strong>PJ Harvey e Mike Patton.<\/strong><\/p>\n<p>Un&#8217;attitudine alla ricerca che trova una delle sue espressioni pi\u00f9 radicali anche in <a href=\"https:\/\/www.19m40s.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>19&#8217;40&#8221;, la collana \u201canti-classica\u201d<\/strong><\/a> fondata da <strong>Sebastiano De Gennaro, Enrico Gabrielli, Francesco Fusaro e Marcello Corti,<\/strong> nata per dare spazio ai <strong>progetti pi\u00f9 spregiudicati e fuori dagli schemi.<\/strong><\/p>\n<p>Proprio con 19&#8217;40&#8221; arriva<strong><em>\u00a0La milleundecima notte,<\/em> <\/strong>in uscita il\u00a0<strong>30 settembre 2026\u00a0in formato digitale e fisico:<\/strong> la\u00a0trentesima pubblicazione della collana\u00a0e una delle ultime release fisiche prima del definitivo passaggio al solo digitale, al termine di dieci anni di attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ma la storia di quest&#8217;opera comincia molto prima<\/strong>. Le sue radici affondano infatti <strong>nel\u00a02002, negli anni dell&#8217;intensa attivit\u00e0 dei Mariposa<\/strong>, di Trovarobato e del laboratorio bolognese del Magazzeno.<\/p>\n<p>Nata da un&#8217;idea di Gabrielli e di\u00a0<strong>Sergio Giusti, <\/strong>saggista e fratello di Gianluca,<strong> gi\u00e0 tastierista dei Mariposa<\/strong>,\u00a0<em>La milleundecima notte\u00a0<\/em>era stata concepita per partecipare al\u00a0<strong>Concorso Internazionale di Composizione per Opere da Camera \u201cOrpheus\u201d di Spoleto del 2005.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A distanza di oltre vent&#8217;anni,<\/strong> quel progetto torna finalmente alla luce, chiudendo idealmente un cerchio e aprendone al tempo stesso uno nuovo.<\/p>\n<p><strong>Raggiungiamo Enrico Gabrielli al telefono<\/strong> per farci raccontare la genesi, le trasformazioni e il significato di\u00a0<strong><em>La milleundecima notte<\/em><\/strong>, un&#8217;opera che attraversa il tempo proprio come il percorso del suo autore.<\/p>\n<figure id=\"post-440221 media-440221\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/EG_foto-3-scaled.jpeg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Enrico Gabrielli<\/div>\n<h3>Ecco la nostra intervista a Enrico Gabrielli<\/h3>\n<p><strong>Ciao Enrico hai iniziato a suonare nella filarmonica di Bucine, qui in Toscana. Ti sei mai chiesto che cosa saresti diventato se i tuoi genitori non avessero insistito per farti suonare. La tua vita avrebbe preso tutta un&#8217;altra direzione, oppure la musica era gi\u00e0 dentro di te?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che avrei fatto il bibliotecario del comune di Bucine. No, non credo la mia sia stata una vocazione.<strong> Andavo in banda con lo spirito di stare con gli altri, per suonare uno strumento insieme<\/strong>. E quindi, chi lo sa, non ho idea, sai? Per\u00f2 \u00e8 stata sicuramente<strong> un&#8217;esperienza fondamentale,<\/strong> perch\u00e9 grazie a quella cosa me ne sono andato dal paese, a 19 anni.<p><span class=\"citazione\">Sono un musicista, ma mi definisco forse pi\u00f9 come creativo. Faccio quello che serve, cose molto diverse, perch\u00e9 la rete di lavoro che ho creato \u00e8 molto diversificata. Alla fine mi rendo conto che faccio quello che voglio. Pi\u00f9 o meno<\/span><\/p><\/p>\n<p><strong>Lavori molto in solitudine come compositore, ma spesso ti troviamo in formazioni diverse, in band, in tanti collettivi di musicisti in cui hai militato negli ultimi anni. Come convivono questi due aspetti: una parte pi\u00f9 privata e una invece in cui ti diverti, mi sembra di capire, a suonare insieme gli altri?<\/strong><\/p>\n<p>Sono modalit\u00e0 differenti, <strong>sono ormai abituato a lavorare con questi multipli modus operandi.<\/strong> Comporre, s\u00ec, \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 solitaria, per\u00f2 devo bilanciare, non potrei fare soltanto questa cosa, anche se la mia passione sarebbe stata quella. Quando studiavo al Conservatorio ho fatto composizione fino all&#8217;ottavo anno. <strong>La mia grande ambizione \u00e8 sempre stata quella di fare il compositore, un lavoro speculativo, di progettazione e quindi da solo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Leggevo infatti che una delle tue ambizioni \u00e8 essere un compositore puro, possiamo dire che ci sei riuscito?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo sono ma non integrato nel sistema di quello che \u00e8 il mondo della composizione pura,<\/strong> che \u00e8 molto stretto, molto chiuso, molto specifico. L&#8217;ho toccato in maniera tangente quando facevo soprattutto il clarinettista in un ensemble di musica contemporanea, per\u00f2 non ho mai avuto fortuna anche nei concorsi di composizione. In pi\u00f9 ho avuto comunque un percorso di studi disorganico, perch\u00e9 ho fatto il Conservatorio con un maestro, <strong>ho fatto i corsi con Salvatore Sciarrino nel &#8217;95, quando avevo 18 anni<\/strong>. Insomma un bel po&#8217; di confusione, e quindi la fine quello che poi ne viene fuori \u00e8 comunque questa roba strana qua, che<strong> \u00e8 un po&#8217; misto tra empirico e scientifico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ti definiresti un musicista indipendente? Com&#8217;\u00e8 oggi la vita di un musicista indipendente?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non esiste pi\u00f9 il concetto di &#8220;indipendente&#8221; come era prima<\/strong>. Perch\u00e9 indipendente una volta si usava per definire <strong>un musicista che non lavora con le multinazionali.<\/strong> Era il termine per chi lavorava con etichette nate con un altro spirito. Adesso non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 questa roba, secondo me.<strong> Io sono un musicista, ma mi definisco forse pi\u00f9 come creativo.<\/strong> Cio\u00e8, sono un creativo che lavora anche con artisti che hanno contratti con major, quindi non sono esattamente un indipendente. Non professo nessun tipo di punto di vista o credo etico da questo punto di vista. <strong>Faccio quello che serve<\/strong>,<strong> cose molto diverse, perch\u00e9 la rete di lavoro che ho creato \u00e8 molto diversificata.<\/strong> Alla fine mi rendo conto che faccio quello che voglio. Pi\u00f9 o meno, insomma.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l&#8217;idea della collana 19&#8217;40&#8221;, \u00e8 un tentativo di cercare un rapporto privilegiato col pubblico, o pi\u00f9 una ricerca di libert\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p><strong>19&#8217;40&#8221; \u00e8 nata quando io e Sebastiano De Gennaro<\/strong> ai tempi, quando iniziamo l&#8217;esperienza insieme di concerti in giro, volevamo provare a portare musica scritta, &#8220;colta&#8221;, nei club, nei pub, nei viaggi.<strong> Avevamo cominciato a registrare materiale, per\u00f2 non avevamo nessun tipo di label a cui rivolgerci. Quindi abbiamo deciso di farla noi,<\/strong> coinvolgendo<strong> Francesco Fusaro<\/strong> e poi a un certo punto<strong> Marcello Corti<\/strong>, direttore d&#8217;orchestra<strong>. Con questo quartetto di teste abbiamo,<\/strong> partendo dalla collana discografica, abbiamo fatto anche molto altro: <strong>rassegne, concerti, performance, installazioni, progetti pi\u00f9 o meno per bambini,<\/strong> pi\u00f9 o meno per adulti. Tanta roba, tantissimo materiale. <strong>L&#8217;abbiamo definita musica &#8220;anticlassica&#8221; perch\u00e8 avevamo l&#8217;ambizione di creare dei classici prima che fossero definiti tali.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Hai una curiosit\u00e0 inesauribile. Come ti avvicini a un nuovo progetto? Cosa ti ispira? Ti fa ispirare dagli altri? Da quello che ascolti?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il mio \u00e8 un lavoro di ricerca e divulgazione, non di sperimentazione.<\/strong> Mi piace fare cose in cui imparo io qualcosa, ma che magari possono essere utili anche per gli altri. Studio colonne sonore, faccio documentari home made, approfondisco case di produzione, cose cos\u00ec.<\/p>\n<figure id=\"post-98088 media-98088\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/sebastiano-de-gennaro-enrico-gabrielli-2.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\"><em>Enrico Gabrielli e Sebastiano de Gennaro<\/em><\/div>\n<h3>La milleundecima notte<\/h3>\n<p><strong>Come hai realizzato <em>La milleundecima notte<\/em>? Sei partito da un libretto che gi\u00e0 esisteva se ho capito bene<\/strong><\/p>\n<p>Quando siamo partiti dovevano fare <strong>un concorso di musica per scrittura d&#8217;opera lirica,<\/strong> molto tradizionale, si chiamava <strong><em>Orpheus. <\/em><\/strong>Era il 2002-2003, io <strong>ero nel pieno del periodo Mariposa,<\/strong> era un ciclo della mia vita diverso. In quel periodo con <strong>Sergio Giusti<\/strong> progettammo l&#8217;idea di fare <strong>un&#8217;opera lirica basata su un racconto di Michael Ende<\/strong> di cui sono un grandissimo estimatore. <strong>Michael Ende \u00e8 sempre stato una grande fonte di ispirazione<\/strong>.<p><span class=\"citazione\">Il mio \u00e8 un lavoro di ricerca e divulgazione, non di sperimentazione. Mi piace fare cose in cui imparo io qualcosa, ma che magari possono essere utili anche per gli altri<\/span><\/p><\/p>\n<p><strong>Cosa ti ha colpito del racconto di Michael Ende, secondo te qual \u00e8 il senso di questa storia?<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una storia che si incastra sul fatto che<strong> non \u00e8 chiaro che cos&#8217;\u00e8 la libert\u00e0, forse la prigione \u00e8 essa stessa una libert\u00e0,<\/strong> o forse <strong>l&#8217;essere liberi \u00e8 una prigione<\/strong>, forse \u00e8 un&#8217;utopia. Michael Ende lo spiega con una parabola che proviene dall&#8217;immaginario arabo e mediorientale. E&#8217; un racconto che ha anche <strong>il gusto tipico di Michael Ende del surreale, del notturno e dell&#8217;ancestrale,<\/strong> che per esempio \u00e8 molto forte nella scrittura de<strong><em> La storia infinita<\/em>. <\/strong>Forse non tutti sanno che<strong> l&#8217;immaginario di Michael Ende \u00e8 nato a Roma,<\/strong> cio\u00e8<strong> lui viveva a Genzano<\/strong> quando scritto La storia infinita. , Tutto quel mondo, le colonnate, gli oracoli, le statue sono a Roma. Quello che abbiamo fatto noi \u00e8 stato spostarlo nel 2005, che ai tempi era il futuro, in <strong>una guerra a Baghdad che era ancora in pieno corso<\/strong>. Ancora oggi ci sono guerre, <strong>\u00e8 totalmente incredibile, parlavamo del futuro e ancora oggi \u00e8 cos\u00ec, in Medio Oriente ci sono guerre, ci sono ancora gli americani<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La milleundecima notte \u00e8 un&#8217;opera che parla di guerra, un tema importante pi\u00f9 che mai, a chi \u00e8 rivolta?<\/strong><\/p>\n<p>Non mi sono assolutamente lesinato in semplicismi,<strong> sono 50 minuti di musica molto complessa,<\/strong> quindi <strong>\u00e8 un&#8217;opera ostica, molto ostica, in cui non mi sono assolutamente concesso a nessuno<\/strong>. Non \u00e8 fatta per essere ascoltata in contesti popolari, \u00e8 stata pensata tanto tempo fa, ma era molto speculativa, su carta. Per cui alla fine <strong>non va incontro a nessuno, quelli che possono riuscire a capirci qualcosa sono molto pochi. Ma va bene cos\u00ec, non \u00e8 pensata per questo,<\/strong> E&#8217; pensata come <strong>la chiusura di un mio cerchio personale<\/strong> e della collana 19&#8217;40&#8221;, \u00e8 il trentesimo disco della serie, il penultimo di quelli fisici che faremo, una collana che \u00e8 giusto che si chiuda adesso.<\/p>\n<p><strong>Sar\u00e0 possibile ascoltarla dal vivo?<\/strong><\/p>\n<p>No, stiamo pensando di fare dei <strong><em>listening party<\/em>,<\/strong> cio\u00e8 degli ascolti pubblici, in cui racconto la genesi del lavoro, magari spiego, faccio vedere delle partiture, dei disegni. Questo \u00e8 quello che faremo probabilmente, perch\u00e9 <strong>allestirla \u00e8 complesso, \u00e8 impossibile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il prossimo disco che chiuder\u00e0 la collana 19&#8217;40&#8221; quale sar\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il tema sar\u00e0 la musica comica,<\/strong> \u00e8 un disco di <strong>compositori di musica classica che hanno scritto per far ridere<\/strong>, \u00e8 una selezione di compositori come <strong>P.D.Q. Bach, Les Luthiers, Federico Maria Sardelli<\/strong> che \u00e8 un grande compositore che fa barocco. Dovrebbe uscire a dicembre del 2026, alla fine dell&#8217;anno e della collana.<\/p>\n<figure id=\"post-440222 media-440222\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/Enrico-Gabrielli-La-Milleundecima-Notte-cover-scaled.jpeg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<div class=\"titleimg\">Enrico Gabrielli, La Milleundecima Notte<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal jazz al rock, dalla composizione pura alle colonne sonore: il polistrumentista toscano ci racconta \u201cLa milleundecima notte\u201d, trentesima pubblicazione della collana 19&#8217;40&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":518,"featured_media":440223,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[3138],"class_list":["post-441904","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-musica","tag-interviste-agli-artisti"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - 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