{"id":447136,"date":"2026-10-29T14:07:47","date_gmt":"2026-10-29T13:07:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/?p=447136"},"modified":"2026-10-29T16:32:41","modified_gmt":"2026-10-29T15:32:41","slug":"buyfood-2026-dop-economy-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/buyfood-2026-dop-economy-toscana\/","title":{"rendered":"BuyFood, la Dop economy toscana vola: oltre 1,3 miliardi di fatturato per le eccellenze certificate"},"content":{"rendered":"<p>Supera la soglia di <strong>1,32 miliardi di euro<\/strong> la DOP economy della Toscana (1,14 miliardi nel vino e 187 milioni nel food), trainando un comparto agroalimentare da <strong>5,5 miliardi di euro<\/strong>. Forte del primato italiano di <strong>90 prodotti a denominazione protetta<\/strong>, il settore delle IG si conferma una leva decisiva di valore per oltre <strong>16.700 operatori<\/strong>; radicata, inoltre, la presenza, dell&#8217;imprenditoria femminile che vede coinvolte oltre <strong>il 30,4 % delle aziende agricole complessive<\/strong>. \u00c8 la fotografia emersa questa mattina durante il convegno <em>&#8220;Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualit\u00e0 e valore delle produzioni DOP e IGP&#8221;<\/em>, svoltosi nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi a Firenze in occasione dell&#8217;ottava edizione di <strong>BuyFood Toscana<\/strong>, manifestazione promossa da <strong>Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, organizzata da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana<\/strong> in sinergia con la rete di <strong>Vetrina Toscana<\/strong>.<\/p>\n<p><em>\u00a0\u201cLa qualit\u00e0 delle produzioni agroalimentari \u00e8 una delle espressioni pi\u00f9 autentiche dell\u2019identit\u00e0 toscana,<strong> nei nostri prodotti DOP e IGP si ritrovano la storia delle comunit\u00e0, la cura del paesaggio,<\/strong> il lavoro delle imprese e un patrimonio di saperi che si tramanda nel tempo. Un patrimonio che oggi genera oltre 1,32 miliardi di euro di valore economico e contribuisce a rendere la Toscana una destinazione conosciuta e apprezzata in tutto il mondo<\/em> \u2013 \u00e8 il commento del <strong>presidente della Regione, Eugenio Giani<\/strong> &#8211; <em>La nostra regione ha saputo costruire un legame forte tra agricoltura, tutela dell\u2019ambiente e accoglienza: lo dimostrano anche il primato nell\u2019offerta agrituristica e una superficie agricola biologica che raggiunge il 33,1 per cento del totale, ben al di sopra della media nazionale. La sfida \u00e8 fare in modo che questa ricchezza continui a produrre opportunit\u00e0 per tutta la Toscana, dai centri maggiori ai borghi e alle aree interne. Perch\u00e9 custodire le nostre eccellenze significa sostenere le imprese, mantenere vive le comunit\u00e0 e valorizzare quei territori che rendono la Toscana unica. Con BuyFood e Vetrina Toscana promuoviamo proprio questa visione: una regione in cui la qualit\u00e0 dei prodotti incontra la qualit\u00e0 dell\u2019accoglienza e diventa un\u2019opportunit\u00e0 di sviluppo per tutti&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Ad aprire i lavori i saluti istituzionali del presidente della Regione Toscana <strong>Eugenio Giani<\/strong>, dell&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura ed Economia <strong>Leonardo Marras<\/strong>, del consigliere delegato della Citt\u00e0 Metropolitana di Firenze <strong>Carlo Boni<\/strong> e del presidente della Camera di commercio di Firenze <strong>Massimo Manetti<\/strong>. La visione strategica dell&#8217;evento \u00e8 stata approfondita nella sessione dedicata al network organizzativo da <strong>Gennaro Giliberti<\/strong> (Regione Toscana), <strong>Aldo Cursano<\/strong> (PromoFirenze) e <strong>Francesco Palumbo<\/strong> (Fondazione Sistema Toscana). I numeri del comparto sono stati illustrati nel dettaglio da <strong>Fabio Del Bravo<\/strong> (Direzione Filiere e Analisi dei Mercati di ISMEA), sulla base del report economico elaborato ad hoc dall&#8217;istituto per BuyFood Toscana 2026.<\/p>\n<h3>La tenuta economica delle denominazioni: il valore del food e del wine<\/h3>\n<p>Il sistema toscano delle Indicazioni Geografiche analizzato dall\u2019 ISMEA presidia con solidit\u00e0 i vertici nazionali: con <strong>90 riconoscimenti complessivi<\/strong> registrati a livello europeo oltre a due spiriti, la Toscana consolida il primato italiano per patrimonio certificato. Di questi, ben 32 appartengono al comparto Food (equamente suddivisi in 16 DOP e 16 IGP), a cui si sommano 58 denominazioni vitivinicole e 2 bevande spiritose IG. La Toscana si conferma la <strong>terza regione d&#8217;Italia per impatto economico del vino IG<\/strong> (1,139 miliardi di euro) e si colloca stabilmente tra le prime dieci realt\u00e0 del Paese per il <strong>cibo a denominazione<\/strong>, attestandosi a 187 milioni di euro alla produzione con un tessuto di 11.327 operatori impegnati sul territorio.<\/p>\n<p><strong>Leonardo Marras, assessore regionale all\u2019agricoltura e all\u2019economia<\/strong>, dichiara: <em><strong>\u201cLa Dop economy \u00e8 qualcosa di concreto e fa parte struttura della nostra agricoltura:<\/strong> oltre 1,3 miliardi il volume di affari generato, un contributo al pil regionale significativo e che equivale a un terzo della produzione agricola. Oltre 16 mila operatori stanno dentro il sistema della certificazione, a significare che il nostro approccio alla qualit\u00e0 certificata Dop e Igp ha una diffusione nel territorio che \u00e8 identitaria, restituisce valore e traina il sistema agroalimentare toscano, anche rispetto agli sconquassi e ai problemi prodotti dai venti internazionali. E\u2019 evidente che il patto con il consumatore della Dop e Igp garantisce una tenuta in tutto il mondo e quindi garantisce una giusta remunerazione per chi produce. I prodotti certificati hanno costituito un argine, assicurato una tenuta e assorbito l\u2019incremento di prezzo dovuto ai dazi, a differenza ad esempio di quanto accaduto al prodotto italiano generico. Il prodotto Dop e Igp si colloca in una fascia di mercato medio alta, cosicch\u00e8 si mantiene la disponibilit\u00e0 a pagare un prezzo pi\u00f9 elevato e la ricerca di questo prodotto da parte del consumatore garantisce una tenuta diversa. Ecco perch\u00e8 la qualit\u00e0 \u00e8 necessaria ed \u00e8 necessario che sia certificata, perch\u00e8 porta vantaggi sul mercato\u201d.<\/em><\/p>\n<p>All&#8217;interno del paniere food, oltre il 70% del valore alla produzione \u00e8 concentrato in tre filiere cardine: prodotti a base di carne (28%, pari a 53 milioni di euro), prodotti da forno e dolciari (25%, 47 milioni) e formaggi (20%, 37 milioni), a cui si affianca la voce strategica dell&#8217;olio extravergine di oliva (18%, 34 milioni di euro, cresciuto del +9,4% nell&#8217;ultimo anno). A fare da traino sono cinque eccellenze che assorbono da sole l&#8217;84% del valore totale delle IG del cibo toscano: <strong>Cantuccini Toscani IGP<\/strong> (40 milioni di euro, secondo prodotto dolciario IG a livello nazionale), <strong>Pecorino Toscano DOP<\/strong> (35 milioni), <strong>Prosciutto Toscano DOP<\/strong> (34 milioni), <strong>Olio Toscano IGP<\/strong> (32 milioni di euro, in crescita dell&#8217;8,9% in valore e del 9,5% in volume) e <strong>Finocchiona IGP<\/strong> (15 milioni). Un mosaico produttivo radicato che testimonia l&#8217;efficacia del modello toscano nel trasformare la reputazione di origine in ricchezza distribuita lungo filiera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"post-447175 media-447175\" class=\"align-none\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/convegno-BuyFood2026-ph-Ilaria-Costanzo-9991.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<h3>L&#8217;export agroalimentare toscano<\/h3>\n<p>La proiezione internazionale si conferma uno dei principali punti di forza dell&#8217;agroalimentare toscano, forte della reputazione delle sue produzioni e di una costante domanda estera di qualit\u00e0. Con un valore di <strong>3,6 miliardi di euro<\/strong>, <strong>la quota regionale di export agroalimentare sul totale nazionale \u00e8 pari al 5%<\/strong> e pesa per il 4,7% del totale delle merci esportate dalla Toscana. Nel 2025 il comparto ha registrato una contrazione del <strong>-7,8%<\/strong>, muovendosi in controtendenza rispetto alla media dell&#8217;agroalimentare nazionale (+4,9%) e al dato dell&#8217;export toscano complessivo (+21,3%, trainato dalla manifattura). Sull&#8217;andamento hanno pesato pi\u00f9 che altrove le incertezze geopolitiche, le barriere tariffarie negli Stati Uniti \u2013 mercato da cui dipende quasi un quarto delle vendite toscane \u2013 e il fisiologico rientro dei prezzi dell&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva dopo i rincari record del 2024 per carenza di prodotto. A testimoniare la tenuta e l&#8217;alto livello di distintivit\u00e0 del paniere toscano \u00e8 il confronto sui <strong>valori medi all&#8217;esportazione<\/strong>, con le produzioni regionali che battono la media nazionale dei prezzi in ben <strong>7 categorie su 11<\/strong>, a partire dai vini fermi in bottiglia fino ai formaggi stagionati e ai prodotti di panetteria e pasticceria.<\/p>\n<p>Sul piano geografico, <strong>Stati Uniti, Germania e Francia concentrano il 44,8% delle vendite estere regionali<\/strong>. Gli <strong>USA<\/strong> restano il primo sbocco (23,2% dell&#8217;export regionale e oltre l&#8217;11,2% del food&amp;wine italiano verso il Paese): qui l&#8217;olio EVO italiano a trazione toscana presidia il 36,9% delle quote d&#8217;importazione, con prezzi medi superiori del 15% rispetto ai competitor spagnoli e tunisini. In <strong>Germania<\/strong> (13,4% dell&#8217;export toscano), i prodotti regionali presidiano posizioni di vertice: i prodotti da forno e pasticceria sono secondi fornitori esteri (16,3% del mercato), anche i salumi e insaccati si posizionano al secondo posto con il 23,7% e i formaggi stagionati si attestano al terzo con l&#8217;11,2%.<\/p>\n<p>A questo quadro si affianca l&#8217;<strong>export delle sole IG del cibo toscano, che raggiunge i 91 milioni di euro<\/strong>. Il 53% del valore viaggia verso i <strong>Paesi Extra-UE<\/strong>, trainati da Stati Uniti (34 milioni di euro), Regno Unito (6 milioni) e Canada (4 milioni). I <strong>mercati dell&#8217;Unione Europea pesano per il restante 47%<\/strong>, guidati da Germania (31 milioni di euro), Francia (3 milioni) e Paesi Bassi (2 milioni). Nel paniere delle denominazioni esportate spicca l&#8217;olio EVO certificato (46% del valore), seguito dai prodotti a base di carne (25%) e dai dolciari e panetteria (24%): filiere che mantengono un trend espansivo e solide prospettive di penetrazione sui mercati mondiali.<\/p>\n<h3>Aziende bio e agriturismi<\/h3>\n<p>Dietro il valore economico c&#8217;\u00e8 un tessuto vivo di <strong>41,5 mila imprese<\/strong> e <strong>67 mila addetti<\/strong> tra campi e laboratori industriali, forte di un primato virtuoso: <strong>quasi un&#8217;azienda agricola su tre (il 30,4%) \u00e8 guidata da donne<\/strong>, una presenza superiore alla media nazionale (27,8%). Una rete produttiva che custodisce <strong>549 mila ettari di territorio<\/strong>, suddivisi per due terzi tra cereali e foraggi e per un quarto tra gli iconici oliveti e vigneti toscani. Su questo paesaggio la Toscana fa da battistrada europeo per la transizione ecologica: con <strong>238 mila ettari coltivati a biologico<\/strong>, la quota bio tocca il <strong>33,1% della SAU regionale<\/strong> (contro il 19,4% medio italiano). Un risultato che supera con largo anticipo gli obiettivi UE per il 2030, sostenuto da 13 distretti biologici e dalla seconda filiera d&#8217;Italia per aziende integrate tra coltivazione e trasformazione. A completare il modello del &#8220;buon vivere&#8221; \u00e8 l&#8217;accoglienza rurale: con <strong>5.859 strutture<\/strong>, la Toscana \u00e8 saldamente la <strong>prima regione d&#8217;Italia per offerta agrituristica<\/strong> (oltre il 22% nazionale). Un turismo indissolubilmente legato alla tavola, dove la met\u00e0 delle strutture produce direttamente DOP o IGP e oltre il 40% \u00e8 biologico, attirando <strong>1,4 milioni di arrivi e pi\u00f9 di 5 milioni di presenze<\/strong> (per oltre il 70% internazionali) alla ricerca di esperienze autentiche a km zero.<\/p>\n<h3>Dal gusto al benessere: il talk sul modello toscano e la qualit\u00e0 molecolare<\/h3>\n<p>Momento centrale del confronto a Palazzo Medici Riccardi \u00e8 stato il talk <em>&#8220;Dal gusto alla destinazione: un viaggio nel viaggio&#8221;<\/em>, che ha visto la conduttrice <strong>Licia Col\u00f2<\/strong> a confronto con l&#8217;assessore <strong>Leonardo Marras<\/strong> sul principio del &#8220;fare bene fa bene&#8221;: la visione in cui cura della terra, salute e tutela del paesaggio si traducono in identit\u00e0 e valore per chi vive e visita la Toscana, arricchita dalla testimonianza culinaria dello chef <strong>Simone Cipriani<\/strong>. \u00a0A dare una base scientifica al binomio tra salute e territorio \u00e8 stato il professor <strong>Pier Luigi Rossi<\/strong> (medico specialista in Scienza dell&#8217;Alimentazione e docente dell&#8217;Universit\u00e0 di Siena), invitando a superare il mero calcolo calorico per guardare alla &#8220;qualit\u00e0 molecolare&#8221; del cibo. Il nostro organismo non si nutre di calorie, ma di molecole bioattive \u2013 come polifenoli e antiossidanti \u2013 capaci di favorire longevit\u00e0 e prevenzione. Composti che nascono dalla vitalit\u00e0 del terreno e da pratiche agricole non intensive, trasformando il terroir delle DOP e IGP toscane in una precisa garanzia di benessere a tavola.<\/p>\n<h3>Sostenibilit\u00e0, ricerca e aree interne<\/h3>\n<p>Sul fronte della sostenibilit\u00e0, il professor <strong>Giovanni Belletti<\/strong> dell&#8217;Ateneo fiorentino ha illustrato il <strong>progetto SOFIG<\/strong>, sostenuto dalla Regione Toscana che ha coinvolto la Fondazione PIN di Prato e 14 Consorzi di tutela. Un percorso concreto per dotare le filiere DOP e IGP di parametri oggettivi e condivisi con cui certificare le buone pratiche ambientali e sociali, trasformando la rendicontazione richiesta dall&#8217;Europa in un vantaggio competitivo sui mercati globali. A completare la sessione scientifica \u00e8 stata l&#8217;analisi presentata da <strong>Sara Turchetti<\/strong> (IRPET) sul ruolo insostituibile delle Indicazioni Geografiche nelle aree interne e montane della Toscana: un presidio economico e identitario fondamentale per contrastare lo spopolamento e l&#8217;abbandono del territorio, la cui efficacia si moltiplica quando la tutela della denominazione si integra in reti di cooperazione locale, servizi diffusi e turismo enogastronomico.<\/p>\n<h3>Gli anniversari dei consorzi: da 10 a 30 anni di eccellenza<\/h3>\n<p>La mattinata ha celebrato il lavoro, la continuit\u00e0 e la reputazione dei Consorzi di tutela toscani con la consegna degli attestati di riconoscimento per gli anniversari di fondazione e riconoscimento delle denominazioni. Traguardo storico dei <strong>trent&#8217;anni<\/strong> per sei pilastri dell&#8217;enogastronomia regionale: <strong>Pecorino Toscano DOP<\/strong>, <strong>Prosciutto Toscano DOP<\/strong>, <strong>Pecorino Romano DOP<\/strong>, <strong>Farro della Garfagnana IGP<\/strong>, <strong>Marrone del Mugello IGP<\/strong> e <strong>Fungo di Borgotaro IGP\/DOP<\/strong>. Riconoscimento per i <strong>venticinque anni<\/strong> ai <strong>Salamini Italiani alla Cacciatora DOP<\/strong>, affiancato dai <strong>quindici anni<\/strong> raggiunti da <strong>Farina di Castagne della Lunigiana DOP<\/strong> e <strong>Olio Extravergine di Oliva Seggiano DOP<\/strong>. A chiudere la cerimonia sono stati infine i riconoscimenti per il <strong>primo decennio<\/strong> di tutela conferiti a <strong>Cantuccini Toscani IGP<\/strong> (AssoCantuccini), <strong>Pane Toscano DOP<\/strong> e <strong>Mortadella di Prato IGP<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentati a Palazzo Medici Riccardi i dati del report ISMEA: la regione guida l&#8217;Italia con 90 denominazioni d&#8217;origine tra cibo e vino. L&#8217;export agroalimentare tocca i 3,6 miliardi di euro trainato da vino e olio EVO, con USA e Germania primi mercati. 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