{"id":56129,"date":"2019-07-25T11:04:06","date_gmt":"2019-07-25T11:04:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.intoscana.it\/dopo-dieci-anni-in-deposito-la-madonna-della-gatta-a-palazzo-pitti\/"},"modified":"2020-05-19T15:39:24","modified_gmt":"2020-05-19T13:39:24","slug":"madonna-della-gatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/madonna-della-gatta\/","title":{"rendered":"Dopo dieci anni in deposito la Madonna della Gatta a Palazzo Pitti"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Madonna della Gatta, capolavoro dell&#8217;artista urbinate del &#8216;500 Federico Barocci (2,33 m x 1,79 m, 1598 circa) torna finalmente esposta dopo aver trascorso oltre un decennio in deposito.<\/strong><\/p>\n<p>Il grande olio su tela del maestro della pittura della Controriforma, tanti anni fa accolto agli Uffizi, diventa adesso una delle star di Palazzo Pitti: la Madonna \u00e8 la protagonista della sala di Berenice, nella Galleria Palatina, insieme ad altre opere di Barocci riallestite in questo spazio per l&#8217;occasione (il Ritratto di fanciullo; e la copia coeva dall&#8217;Annunciazione).<\/p>\n<p><strong>\u00abQuella che il pittore ha immaginato per questo dipinto, eseguito intorno al 1598, \u00e8 una delle pi\u00f9 delicate e teatrali interpretazioni della maternit\u00e0\u00bb spiega Anna Bisceglia<\/strong>, curatrice della pittura del Cinquecento delle Gallerie degli Uffizi. \u00abGiuseppe solleva la tenda e introduce subito lo spettatore tra le mura domestiche, dove la Vergine sta cullando il suo bambino. La particolarit\u00e0 da cui il dipinto prende la sua denominazione \u00e8 proprio la gatta che allatta i suoi cuccioli, sistemata dal pittore giusto al centro della scena, morbidamente accoccolata tra le vesti di Maria. Un dettaglio che ha la capacit\u00e0 di proiettare in un sol colpo l&#8217;immagine sacra in una dimensione quotidiana, vera, di affetti semplici e moti dell&#8217;anima che lo spettatore sente vicini a s\u00e9 e che lo inducono a sentirsi parte di quel dialogo gentile di sguardi e di gesti. Ed \u00e8 proprio in questa straordinaria capacit\u00e0 di far convivere una sentimentalit\u00e0 accessibile, espressa con una rappresentazione chiara e immediata, con l&#8217;eleganza di una materia pittorica raffinatissima che Barocci si rivela lo straordinario protagonista di una stagione di passaggio, che raccoglie l&#8217;eredit\u00e0 della grande pittura manierista e la lancia decisamente nell&#8217;universo Barocco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La tela giunse a Firenze nel 1631, insieme ai beni dell&#8217;eredit\u00e0 di Vittoria della Rovere, per effetto del matrimonio con Ferdinando II de\u2019 Medici<\/strong>, e fu originariamente collocata nel suo appartamento d&#8217;inverno, al primo piano di Palazzo Pitti, dove oggi viene nuovamente esposta. E&#8217; stata oggetto di numerose copie, tra le quali spicca il sontuoso arazzo eseguito nel 1663-1664 da Pietro Fev\u00e8re su commissione della stessa granduchessa, e conservato negli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti.<\/p>\n<p><strong>Altre due importanti opere di Barocci sono da poco tornate in esposizione dopo un lungo periodo nei depositi, in questo caso agli Uffizi<\/strong>: si tratta della monumentale pala La Madonna del Popolo e del Noli me tangere, entrambe ora accolte nella Sala del Pilastro, uno degli spazi principali tra quelli recentemente inaugurati e dedicati alla pittura del &#8216;500.<\/p>\n<p>\u00abIl grande ritorno della Madonna della Gatta fa parte della strategia di valorizzare di pi\u00f9 Palazzo Pitti, facendoci tornare dei capolavori che in passato vi erano esposto, ma successivamente furono trasportati in altri musei e talvolta finirono nei depositi &#8211; spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt &#8211; il nuovo allestimento nella sala di Berenice rende evidente l&#8217;importanza dello stile di Federico Barocci per la pittura seicentesca, elemento che si nota particolarmente grazie alla esposizione accanto alla Adorazione dei Magi di Luca Giordano ed anche alla presenza di dipinti seicenteschi della scuola fiorentina. Una composizione di opere che esalta le scelte cromatiche di Barocci, l&#8217;articolazione astratta dei suoi panneggi, il senso delle sfumature atmosferiche, fondamentali per la pittura del secolo successivo. Pertanto si pu\u00f2 dire che la collocazione in prospettiva diacronica della Madonna della Gatta a Palazzo Pitti, \u00e8 complementare all&#8217;allestimento della Madonna del Popolo e del Noli me tangere nella sala del Pilastro degli Uffizi, dove i due capolavori del maestro urbinate fanno parte del canto polifonico di dipinti della pittura della Controriforma organizzati in maniera sincronica\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il celebre dipinto tardo cinquecentesco di Federico Barrocci torna a splendere nella Galleria Palatina. 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