{"id":60406,"date":"2019-04-30T12:36:14","date_gmt":"2019-04-30T12:36:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.intoscana.it\/steve-jobs-dal-fallimento-di-next-ad-apple-passando-per-firenze\/"},"modified":"2020-05-18T10:06:27","modified_gmt":"2020-05-18T08:06:27","slug":"steve-jobs-dal-fallimento-di-next-ad-apple-passando-per-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/steve-jobs-dal-fallimento-di-next-ad-apple-passando-per-firenze\/","title":{"rendered":"Steve Jobs, dal fallimento di Next ad Apple passando per Firenze"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00c8 il 1985 quando Steve Jobs viene licenziato dalla Apple.<\/strong> Decide allora di far partire un progetto innovativo e lungimirante, la <strong>Next Computers<\/strong>, con l\u2019obiettivo di creare una work station di nuova generazione. Ne nascono macchine avanzatissime, forse troppo per il mercato dell\u2019epoca, tanto che la chiusura si fa sempre pi\u00f9 vicina. Anche Apple \u00e8 in sofferenza, le rimangono solo pochi mesi di liquidit\u00e0. La disfatta \u00e8 a due passi, ma Jobs, con il suo gruppo di lavoro, viene richiamato dalla sua vecchia azienda. Due sfiorati fallimenti, che, combinati, hanno fatto la storia dell\u2019informatica. E in questa storia anche Firenze ha la sua parte. <strong>Mario Mancini<\/strong>, che sar\u00e0 alla <strong>FuckUp Night<\/strong> <strong>di gioved\u00ec 2 maggio a Impact Hub Firenze<\/strong>, ci racconta in che modo.<\/p>\n<p><strong>Mario, quali erano gli obiettivi di un progetto come quello di Next?<br \/><\/strong>\u00abJobs ebbe l\u2019occasione di visitare un centro di ricerca alla Mellon University e qui vide che i ricercatori avevano bisogno di un sistema efficiente per le loro attivit\u00e0. Ecco che inizi\u00f2 a pensare a una workstation rivolta proprio al mondo dell\u2019universit\u00e0. I progettisti del suo team ci lavorarono per tre anni, creando un sistema integrato di hardware, software e contenuti. Si trattava di una macchina molto avanti, che anticipava il mercato di quasi 15 anni: basti pensare che aveva un\u2019interfaccia grafica a icone, era multitasking e conteneva tutte le opere di Shakespeare e i dizionari della Oxford\u00bb<\/p>\n<p><strong>Che c\u2019entra Next con l\u2019Italia?<br \/><\/strong>\u00abLa societ\u00e0 in cui operavo a Firenze, la Th\u00e8sis, fu una delle quattro che Jobs selezion\u00f2 in Italia. Rispondemmo a una call della Next e ben presto ci rispose Jobs stesso, con un fax che conservo ancora. C\u2019\u00e8 da dire che lui aveva anche un particolare attaccamento all\u2019Italia e in particolare era forte il legame con Firenze, dove aveva conosciuto anche la moglie. Tante delle sue presentazioni, delle sue creazioni contengono riferimenti a geni come Leonardo o al Rinascimento, momento che considerava come l\u2019apice dell\u2019esperienza umana. Se si osserva la pavimentazione degli Apple Store, in Italia come all\u2019estero, si noter\u00e0 una particolarit\u00e0: ovunque \u00e8 stata utilizzata la pietra serena, che Jobs vide proprio a Firenze. Quasi come buon auspicio, pens\u00f2 che se tale materiale era riuscito a sopravvivere a tanti secoli in quella citt\u00e0, cos\u00ec sarebbe accaduto per i suoi negozi\u00bb<img decoding=\"async\" style=\"width: 442px; display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" title=\"La lettera di Steve Jobs a Thesis\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/shared\/intoscana\/immagini\/personaggi\/07_lettera_steve_thesis.jpg\" alt=\"La lettera di Steve Jobs a Thesis\" height=\"353\" \/><\/p>\n<p><strong>Nonostante la tecnologia, qualcosa di Next and\u00f2 storto. Cosa?<br \/><\/strong>\u00abQuando la macchina usc\u00ec sul mercato, la stampa e gli operatori erano entusiasti, ma il costo del dispositivo, di circa 14\u2019000 euro attuali, era altissimo e neppure le universit\u00e0 riuscivano a sostenerlo. Inoltre, non supportava software di terze parti e gli investimenti fatti su altre macchine si rivelavano cos\u00ec inutili. Era una macchina avanzata che per\u00f2 non interloquiva con le altre. Insomma, a tre anni dal lancio, nel \u201992, la produzione venne sospesa\u00bb<\/p>\n<p><strong>Quello di Next viene per\u00f2 definito uno dei fallimenti pi\u00f9 riusciti. Perch\u00e9?<br \/><\/strong>\u00abDa quel momento decisero di concentrarsi esclusivamente sulla parte software e l\u00ec accadde il miracolo: il sistema operativo venne applicato alle maggiori workstation dell\u2019epoca e i programmi sviluppati da Next iniziarono a essere applicati su altri dispositivi. Amazon, per esempio, ha costruito il suo primo negozio online con un framework di Next e poi la Apple, ovviamente, che ha trasformato tutto questo patrimonio di software in cose come il mac OS X o l\u2019iPhone. \u00c8 Next che ha reso la Apple quello che \u00e8 oggi, sono stati s\u00ec anni di fallimento commerciale, ma anche anni di grandissima semina\u00bb<\/p>\n<p><strong>Next e la Apple ne hanno guadagnato, ma la vostra societ\u00e0? Accusare il colpo non deve essere stata una passeggiata.<br \/><\/strong>\u00abNoi facemmo davvero un grosso investimento, ben 50 milioni delle vecchie lire. Si trattava di un investimento che la stessa Next richiedeva: prendemmo con noi sviluppatori, sistemisti, ma subito notammo le difficolt\u00e0, le vendite erano poche e lo sviluppo complicato. Eravamo preparati, consci che la situazione non poteva durare a lungo. Questo investimento ce lo siamo per\u00f2 ritrovati, con un know-how acquisito e che poi abbiamo potuto spendere nel nostro lavoro. Questa collaborazione ha determinato le nostre capacit\u00e0 successive, un fallimento virtuoso, si potrebbe dire\u00bb<\/p>\n<p><strong>La Toscana mantiene ancora il legame con Jobs: oggi alcuni pezzi di Next sono stati donati da Th\u00e8sis al Museo degli Strumenti del Calcolo di Pisa, giusto?<br \/><\/strong>\u00abQuando Next chiuse tutto, noi avevamo delle macchine in magazzino di un valore economico non indifferente. Scrivemmo a Jobs per sapere cosa farne e lui mand\u00f2 in Italia un suo collaboratore per sistemare la situazione: i soldi ci furono restituiti, ma le macchine rimasero a noi. Per non disperdere questo patrimonio, abbiamo deciso di donarle al museo di Pisa, che ora espone i tre modelli realizzati: il NextCubo, la Next station in bianco nero e quella a colori. Oltre a questi, ci sono anche varie periferiche come le stampanti, ma anche tanta documentazione tecnica e materiale pubblicitario, per un totale di circa 400 pezzi\u00bb<img decoding=\"async\" style=\"width: 646px; display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" title=\"I computer donati da Thesis al museo degli strumenti di calcolo\" src=\"https:\/\/www.intoscana.it\/shared\/intoscana\/immagini\/personaggi\/computer.jpg\" alt=\"I computer donati da Thesis al museo degli strumenti di calcolo\" height=\"430\" \/><\/p>\n<p><strong>Tutta l\u2019esperienza di Mario Mancini con Next \u00e8 anche in un libro<\/strong>, <em>Gli anni di Next. Tributo a Jobs. <\/em>La sua storia sar\u00e0 raccontata a Impact Hub il 2 maggio dalle 19:30. Per partecipare, \u00e8 sufficiente un\u2019iscrizione gratuita <a href=\"https:\/\/www.eventbrite.com\/e\/fuckup-nights-firenze-vol-xviii-sharethefailure-tickets-59886646572\">qui<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Mancini, ingegnere toscano coinvolto nello sviluppo di Next, ci racconta i rapporti del grande informatico con la citt\u00e0 gigliata e con l&#8217;Italia<\/p>\n","protected":false},"author":519,"featured_media":97897,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-60406","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storie"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Steve Jobs, dal fallimento di Next ad Apple passando per Firenze - intoscana<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/steve-jobs-dal-fallimento-di-next-ad-apple-passando-per-firenze\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Steve Jobs, dal fallimento di Next ad Apple passando per Firenze\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Mario Mancini, ingegnere toscano coinvolto nello sviluppo di Next, ci racconta i rapporti del grande informatico con la citt\u00e0 gigliata e con l&#039;Italia\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/steve-jobs-dal-fallimento-di-next-ad-apple-passando-per-firenze\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"intoscana\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/intoscana.it\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-04-30T12:36:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-05-18T08:06:27+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.intoscana.it\/wp-content\/uploads\/10_team-thesis.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2000\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1333\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Eleonora Lopiano\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@intoscana\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@intoscana\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Eleonora Lopiano\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"4 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/steve-jobs-dal-fallimento-di-next-ad-apple-passando-per-firenze\/\",\"url\":\"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/steve-jobs-dal-fallimento-di-next-ad-apple-passando-per-firenze\/\",\"name\":\"Steve Jobs, dal fallimento di Next ad Apple passando per Firenze - 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