{"id":60661,"date":"2020-03-02T09:24:45","date_gmt":"2020-03-02T09:24:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.intoscana.it\/anna-maria-luisa-de-medici-raccontata-da-eike-schmidt\/"},"modified":"2020-05-19T15:48:43","modified_gmt":"2020-05-19T13:48:43","slug":"anna-maria-luisa-de-medici-eike-schmidt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intoscana.it\/it\/anna-maria-luisa-de-medici-eike-schmidt\/","title":{"rendered":"Anna Maria Luisa de\u2019 Medici raccontata da Eike Schmidt"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il 31 ottobre 1737<\/strong> \u00e8 la data di <strong>un evento cruciale per il destino di Firenze e dei suoi tesori:<\/strong> \u00e8 questo il giorno in cui venne stretto il <strong>Patto di Famiglia,<\/strong> documento grazie al quale <strong>le collezioni ed il patrimonio culturale dei Granduchi furono permanentemente vincolati alla citt\u00e0.<\/strong> Senza il Patto di Famiglia, Firenze avrebbe potuto essere spogliata dei suoi tesori d\u2019arte in qualsiasi momento. L\u2019ideatrice di questo gesto lungimirante fu l\u2019ultima discendente dei Medici, <strong>l&#8217;Elettrice Palatina Anna Maria Luisa,<\/strong> in accordo con Francesco Stefano di Lorena, appena nominato Granduca di Toscana. Per festeggiare questa ricorrenza ogni 31 ottobre \u00e8 previsto l\u2019ingresso gratuito a tutti i musei delle Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Giardino di Boboli. C<strong>i racconta la vita di Luisa il direttore degli Uffizi Eike Schmidt.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anna Maria Luisa de Medici ebbe un\u2019intuizione geniale, riusc\u00ec a vedere il futuro della collezione che poi sarebbe andata a formare gli Uffizi. Quali furono a suo parere le motivazioni che la spinsero a compiere questo gesto cos\u00ec importante?<\/strong><br \/>Dopo aver trascorso decenni in Germania, pur vivendo in una delle corti pi\u00f9 dedicate ad arte cultura e musica, quella di D\u00fcsseldorf, Anna Maria Luisa deve aver comunque sentito un grande vuoto, pensando alla sconfinata ricchezza di opere d&#8217;arte a Firenze, dove era cresciuta e dove volle tornare dopo la morte di suo marito. Forse consider\u00f2 anche la questione della discendenza, ricordando quanto avvenuto nel 1631 con il matrimonio di Maria Vittoria della Rovere, ultima della sua casata, con Ferdinando II. In quella circostanza Urbino venne spogliata delle sue collezioni che finirono a Firenze, dove possiamo ammirarne i gioielli pi\u00f9 preziosi nelle Gallerie degli Uffizi. Il Patto di famiglia \u00e8 perci\u00f2 un atto lungimirante di patriottismo e di politica culturale, con cui Maria Luisa dimostra di aver compreso i rischi della Storia e come Firenze si identifichi completamente con la sua arte, accumulata nei secoli dai Medici. Grazie a lei, a quel suo documento di portata quasi rivoluzionaria per quei tempi, oggi i tesori della citt\u00e0 sono a disposizione dei fiorentini e dei forestieri <\/p>\n<p><strong>Di Anna Maria Luisa de Medici le fonti dell\u2019epoca dicono che aveva ereditato il carattere deciso del padre Cosimo III, il quale cambi\u00f2 la legge di successione per lei, affinch\u00e8 potesse accedere al trono quando fossero deceduti i membri maschili della famiglia. Eppure Luisa ebbe una vita non facile, crebbe senza la madre, poi dovette difendersi dal fratello minore Gian Gastone de\u2019 Medici con cui non era in buoni rapporti. Lei che idea si \u00e8 fatto su questa donna?<\/strong><br \/>Anna Maria Luisa \u00e9 la prima di tre grandi donne che hanno segnato in modo indelebile la storia del &#8216;700. La sua reggenza precedette l&#8217;ascesa di Maria Teresa al trono imperiale di Vienna e quella di Caterina la Grande al trono di Russia. Ad unire questo trittico di donne fu non solo il carattere forte e indomito, ma anche una visione della realt\u00e0 sotto molti fronti innovativa e all&#8217; avanguardia rispetto alla mentalit\u00e0 del loro tempo. Senza dimenticare l&#8217;elemento pi\u00f9 importante: erano tutte e tre donne coltissime, e il loro sconfinato amore per le lettere, l&#8217;arte e cultura, costituiva la base e fondamento delle loro decisioni politiche e strategiche. <\/p>\n<p><strong>Una volta deceduto il fratello, ad Anna Maria Luisa fu offerta la reggenza del Granducato, ma lei nota mecenate e amante dell\u2019arte rifiut\u00f2 per dedicarsi al riordino delle collezioni d\u2019arte, si sa qualcosa dei suoi gusti personali? Cosa amava collezionare Anna Maria Luisa?<\/strong><br \/>L\u2019iconografia moderna di Firenze \u00e8 legata al Rinascimento, ma non dobbiamo dimenticare la splendida fioritura dell\u2019arte in citt\u00e0 durante il periodo barocco, quando la scultura in bronzo fiorentina, ad esempio, era ammirata e ricercata in tutte le corti d\u2019Europa. Anna Maria Luisa dimostra un gusto al passo con i tempi, quando commissiona a 12 scultori una serie di altrettanti rilievi in bronzo di soggetto biblico e religioso, bellissimi ed estremamente raffinati che volle nei suoi appartamenti e dopo la sua morte destin\u00f2 ai suoi amici pi\u00f9 cari ed ai pi\u00f9 stretti collaboratori. Siamo riusciti a riunire queste opere, da molto tempo disperse in tutto il mondo, nella mostra &#8220;Plasmato dal fuoco&#8221;, dedicata all&#8217;arte della scultura bronzea del Seicento e Settecento, tenutasi a Palazzo Pitti alcuni mesi fa. In quell\u2019occasione abbiamo potuto mettere in evidenza non solo la sontuosa raffinatezza dei rilievi voluti dall\u2019Elettrice Palatina, ma anche la sua intelligenza nel concepire un programma iconografico di straordinaria sottigliezza teologica. <\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni gli Uffizi hanno rivolto un\u2019attenzione particolare alle artiste donne, riscoprendole con mostre ed eventi, come mai questa scelta?<\/strong><br \/>Poche settimane prima di prendere servizio agli Uffizi ebbi occasione di pranzare con le Guerilla Girls, gruppo di attiviste e artiste femministe americane. Durante la nostra conversazione, mi esortarono a scoprire se nei depositi ci fossero opere di artiste, e ove cos\u00ec fosse, di trovare il modo di portarle alla luce, farle conoscere al pubblico. Fui subito entusiasta di questa idea. Anche perch\u00e9 oltre ad Artemisia Gentileschi e Sofonisba Anguissola sapevo che agli Uffizi e a Palazzo Pitti non ne erano esposte molte altre. Cos\u00ec, appena arrivato a Firenze, iniziai subito le mie incursioni nei depositi: non ci volle molto per scoprire che le Gallerie degli Uffizi possiedono la collezione pi\u00f9 vasta al mondo di opere di donne artiste fino all&#8217;Ottocento. Per me divenne subito un imperativo morale, oltre che artistico, estrarne quante pi\u00f9 possibile dai depositi. E continuo a farlo, con inserimenti negli allestimenti, mostre ed altre iniziative. Dal 2016 le esposizioni dedicate ad artiste donne sono state 9: ma il materiale \u00e8 tanto e possiamo continuare a programmarne molte altre per il futuro. L\u2019importante \u00e8 far capire che non si tratta solo di un riscatto, di \u201cquote rosa\u201d: si tratta infatti molto spesso di artiste di livello strepitoso, il cui lavoro raggiunge vertici non inferiori a quelli dei molto pi\u00f9 celebrati colleghi uomini.<\/p>\n<p><strong>Quando si parla di pittrici donne viene sempre in mente un nome protagonista tra l\u2019altro di una storia di violenza: Artemisia Gentileschi. Quali sono secondo lei altre pittrici che meriterebbero di essere ri-scoperte?<\/strong><br \/>Ce ne sono tante. Ma in particolare vorrei parlare della fantastica Giovanna Garzoni: originaria di Ascoli Piceno nelle Marche, fu non soltanto una delle pi\u00f9 grandi pittrici del periodo barocco, ma anche calligrafa, naturalista, musicista. Fu una viaggiatrice \u2013 era ricercata nelle corti pi\u00f9 raffinate, inclusa Firenze &#8211; una testimone coltissima delle conoscenze scientifiche del suo tempo, e divent\u00f2 perfino membro della prestigiosa Accademia di San Luca a Roma, dove alla fine si trasfer\u00ec. La sua arte non \u00e8 conosciuta come merita, ma \u00e8 stata recentemente oggetto di una campagna di studi (guarda caso, condotta da studiose donne) che ha fatto emergere il suo ruolo nella cultura europea del tempo. Proprio per questo, in occasione della Festa della Donna, le dedichiamo una mostra monografica in Palazzo Pitti che aprir\u00e0 a partire dal 10 marzo.<\/p>\n<p><strong>In occasione della mostra \u2018Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento 1861-1926\u2019 lei ha dichiarato che \u2018la battaglia delle donne \u00e8 ancora ben lontana dall\u2019essere vinta. Ma tutti insieme ce la possiamo fare\u2019. Mi ha colpito molto la parola \u2018insieme\u2019, spesso si dice che gli uomini dovrebbero essere pi\u00f9 coinvolti nella lotta per i diritti delle donne, sono pochi quelli che scelgono di usare la loro voce per parlare di queste tematiche, come invece ha fatto e sta facendo lei.<\/strong><br \/>\u00c8 importante capire e mettere in chiaro che la lotta per i diritti delle donne non \u00e8 &#8220;una cosa da donne&#8221;. Riguarda tutti e favorir\u00e0 tutti, donne e uomini. \u00c8 una questione di cultura civile: l\u2019uguaglianza tra i generi, non solo nel lavoro ma anche nella sfera privata, \u00e8 fondamentale per raggiungere l&#8217;armonia sociale di cui abbiamo tutti bisogno, dalla famiglia alla vita pubblica fino alla societ\u00e0 nel suo complesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il direttore delle Gallerie degli Uffizi racconta la storia dell\u2019Elettrice Palatina a cui dobbiamo la creazione di uno dei musei pi\u00f9 importanti del mondo: gli Uffizi<\/p>\n","protected":false},"author":518,"featured_media":98015,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-60661","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storie"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v24.2 (Yoast SEO v25.6) - 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