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Cinzia Senesi 'Totem'

Cinzia Senesi "Totem"

L'artista restituisce in tela architetture irreali e forme antropomorfe, specchio di un’invasione spirituale, poiché le sue opere, come lei stessa scrive, “sono finestre su mondi altri, dimensioni parallele regolate da un tempo diverso, popolato da esseri arcani, totem e strane deità, dal 17 maggio al 20 giugno alla profumeria Jolie di Arezzo

Cinzia Senesi è nata a Monterchi nel 1974. Ha conseguito la Maturità d'Arte in Storia del Costume e Design Moda a Sansepolcro. Dopo i corsi di pittura all’Atelier di Sergio Poddighe, espone nel 1997 a Monterchi e a Marciano della Chiana e a Città di Castello nella collettiva del Festival della Nazione. La sua prima personale è presso lo Studio di Anna Virando a Torino.. Subito dopo avviene l’incontro con Vittorio Sgarbi da cui riceve un ottimo giudizio critico. La seconda mostra avviene nel 1999 a Firenze presso Villa le Farnete. Nel luglio del 2000 è selezionata come finalista al Concorso Vetrina del Premio di Arezzo. Moltissime sono le collettive a cui partecipa: Imprese di donne (Arezzo 2001); Concorso Carlo della Zorza (Milano 2002); Asta di beneficenza disabili (Arezzo 2003), Downtown Arts Festival (Florida, USA 2004), Arte in vetrina, Galleria d’Arte La Loggia (Sansepolcro, 2005). Ha scritto articoli, tra cui il saggio L’importanza del disegno e dell’arte nell’adolescenza, pubblicato nel testo di psicologia “ Il reo e il folle”(1999) e la Monografia Contemporary Art, curata da Eugenio Giannì (2005).
Nella mostra Totem, Cinzia Senesi restituisce in tela architetture irreali e forme antropomorfe, specchio di un’invasione spirituale, poiché le sue opere, come lei stessa scrive, “sono finestre su mondi altri, dimensioni parallele regolate da un tempo diverso, popolato da esseri arcani, totem e strane deità”. La pittrice dell’inconscio riproduce immagini prive di ombra e volume, come quelle presenti nell’opera Genesi, oniriche metafore dell’Es. Se in Exibition la figura è ritmica e scomposta in forme cubiche quasi picassiane, in Spiritualità le immagini occupano lo spazio della fantasia del subconscio che si libbra tra l’azzurro del sogno e l’arancio dell’esistenza. In Papiro l’icastica purezza del totem è restituita attraverso una tecnica che regredisce all’essenzialità e al grafismo del disegno infantile. L’Ego e l’Es si equilibrano nell’armonia incantata ed estatica di Impressionismi, nuovo approdo tecnico e emotivo dell’artista.
prof. Massimiliano Badiali, Presidente Onlus Mecenate

06/07/2009

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