L’enologo Roberto Bruchi confermato al “Parlamentino” del vino italiano
Il ministro Zaia firma il decreto che rinnova il Comitato nazionale vini: bis per il direttore di Aprovito.Una designazione importante che conferma la stima verso la professionalità del senese. Due i membri toscani
Nominati dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia i nuovi membri del Comitato Nazionale per la Tutela e la Valorizzazione delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche Tipiche dei vini. I l Ministro ha firmato nei giorni scorsi il decreto di nomina dei componenti del Comitato, organo del Mipaaf con competenza consultiva, propositiva ed amministrativa su tutti i vini designati con nome geografico.
L’enologo Roberto Bruchi, direttore dell’Associazione produttori vitivinicoli toscani, vicepresidente di Unavini, è stato confermato tra i membri del rinnovato “Parlamentino” del vino, in qualità di rappresentante dell’Unione Nazionale fra associazioni di produttori vitivinicoli (con lui un altro toscano, Francesco Colpizzi). Un ulteriore riconoscimento a gratificare il già interessante e valido curriculum professionale di Roberto Bruchi, un ulteriore segno di stima verso la professionalità e l’esperienza del senese.
Grande la soddisfazione di Bruchi per la riconferma dell’incarico ma prima di tutto l’enologo senese ricorda le parole con cui il ministro Zaia aveva salutato il nuovo “Parlamentino“ del vino: “ Occorre mettere in campo tutte le nostre energie in vista dell'entrata in vigore, il prossimo anno, della riforma dell'Ocm vino. Il ruolo del Comitato nazionale – aveva detto Zaia – è insostituibile per valorizzare al massimo un comparto strategico per l'agroalimentare italiano, come quello vitivinicolo".
A tal proposito Bruchi, sollecita i produttori per tenere a mente le importanti scadenze dettate dalla nuova riforma Ocm del vino . “Resta poco tempo – dice Bruchi - i produttori dovranno affrettarsi. Procede l’iter della riforma ed entro il 1 agosto 2009 sarà stato completato il passaggio dei nostri vini a Docg, Doc e Igt nel sistema delle Dop e Igp, col mantenimento delle menzioni tradizionali specifiche (le sigle Docg, Doc e Igt) ma col passaggio del momento “decisionale” legato al riconoscimento delle nuove denominazioni da Roma a Bruxelles, analogamente a quanto succede oggi per i prodotti a Dop e Igp. Fatte salve, ovviamente, tutte le Docg, Doc e Igt già riconosciute alla data del 31 luglio 2009 (ad oggi si contano 40 Docg, 315 Doc e 120 Igt), le quali verranno automaticamente registrate nel registro europeo delle denominazioni protette e per le quali i singoli Stati membri dovranno produrre, entro il 31 dicembre 2011, i fascicoli tecnici.
Roberto Bruchi, invita per questo ad affrettarsi per le eventuali modifiche da apportare ai Disciplinari, o per la richiesta di nuove Denominazioni.
30/06/2009
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