«Dalle piramidi alle tribù, come cambia il turismo enogastronomico»
Primo simposio del Movimento Turismo del Vino, a Siena presso la sede della Banca di Monteriggioni. Fabio Taiti, presidente del Censis Servizi, parla della nuova divisione della società
Alle prese con cambiamenti della domanda e con la necessità di destagionalizzare l’offerta, il mondo del turismo legato all’enogastronomia si è riunito stamani a Siena, presso la sede della Banca di Monteriggioni, con il primo simposio “Lo stato dell’arte dell’enoturismo: Risultati e Prospettive”. Si è fatto il punto sul turismo enogastronomico e sono stati premiati i ragazzi delle scuole senesi che hanno partecipato al concorso «Turismo da bere – 2008».
Organizzato dalla delegazione toscana del Movimento Turismo del Vino con la collaborazione della Banca Monteriggioni, sponsor della manifestazione, e il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Siena, dal convegno è emerso soprattutto che il settore deve esprimere ancora a pieno le proprie potenzialità e che la tipologia del cliente è cambiata: da struttura piramidale oggi si è passati alle “tribù”.
Le potenzialità dell’offerta. Come ha spiegato il presidente del Censis Servizi, Fabio Taiti, ad essere cambiata è la società, diventata «liquida» rispetto a qualche anno fa quando le classi erano, «solide», rigidamente riconoscibili ed etichettabili.
Le tribù del turismo, tra “politeisti” e nuovi ricchi. «Oggi – spiega Taiti – viene messo in campo soltanto il 20% delle potenzialità del turismo legato al mondo del vino e della gastronomia. Oggi non si appartiene più a fasce di una struttura pensata come una piramide, ma alla tribù. Ecco perché la comunicazione ha un effetto rilevante. Il turismo è sempre meno organizzato, quasi tutto è fai da te e un ruolo importante lo svolgono i blog. Blog è il passaparola, è condivisione con quelli della tribù. Oggi il mercato si muove per motivazioni e non per destinazioni».
La piramide. Quello che è cambiato è la società. «Mentre fino a 4-5 anni fa – continua - potevamo ragionare di una piramide in senso stretto con base larga e livelli sempre più sottili verso l’alto, che partiva dai curiosi, dai tifosi, per arrivare su su fino agli esperti. Ogni livello aveva volumi e intessi diversi, si progrediva per competenza».
Le tribù. Una struttura, dunque, con i confini più marcati tra le classi sociali. «Oggi i cambiamenti in corso, la compressione dei redditi, la globalizzazione – commenta Taiti - hanno finito per creare una struttura del tempo libero, nel quale la piramide si è frantumata per ricostruirsi in un parallelepipedo strano che ha la base sottile, fatta dai marginali, quelli con meno reddito ma che se hanno un po’ di tempo non rinunciano al turismo, sono quelli che chiedono “inclusione”. Sopra troviamo i “politeisti”, una varietà di persone non ricchi e non poveri, giovani molto spesso precari ma con un livello di vita meno diviso rigidamente per classi. La molla in questo caso è il low cost che è uno stile di vita. Quella del low cost è un’area dove c’è maggior competitività. Con 150 euro si può scegliere di passare un fine settimana al mare ma anche a Londra. E’ questo il livello più interessante, quello più numeroso ma fatto di infedeli, oggi qui domani altrove, i “politeisti” appunto. Il terzo livello è degli “affluenti”, dei professionisti, i nuovi ricchi, chi ha la tariffa libera (medico dentista, commercialista, commerciante ricco). In questo caso la molla è il brand la marca il nome. In testa alla piramide, infine, c’è un triangolino stretto ma decisamente interessante. Sono gli esclusivisti, i veri ricchi, quelli che non cercano il brand, ma si cercano, si sentono appartenenti ad un clan. L’Italia è, però, povera di offerta per un turismo con questa domanda».
Condensazione della società e della domanda. Per questo adesso serve quello che Taiti definisce un processo di condensazione da attuare attraverso la specializzazione del turismo enogastronomico e rispondere alle esigenze delle varie tribù.
Il convegno. Ad introdurre i lavori del simposio, al quale erano presenti, oltre a Fabio Taiti, Roberto Mugnaini (direttore generale Banca di Monteriggioni), Giampiero Nadali (curatore del Blog Aristide), Claudio Galletti (presidente Enoteca Italiana e assessore all’Agricoltura della Provincia di Siena), Silvia Fiorentini (direttore marketing Consorzio Chianti Classico) e Ermanno Bonomi (dirigente al Turismo Toscana), è stato Alessandro Gallo, presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana. «È una iniziativa di successo – ha detto – perché è l’inizio di un progetto dove sono protagonisti i ragazzi. Proprio loro hanno sviluppato i progetti da cui prendere spunto per creare strumenti nuovi nel campo enoturistico».
Le scuole premiate. Legato al simposio, infatti, il concorso «Turismo da bere – 2008», rivolto alle scuole superiori del senese a indirizzo commerciale, agrario e turistico. L'iniziativa ha chiesto ai ragazzi partecipanti di far fronte a due delle sfide quotidiane del turismo del vino: fidelizzare i clienti e allungare la stagione turistica. Nel primo caso la traccia fornita prevede l'ideazione di un blog aziendale, nella seconda la progettazione di un evento o una catena di eventi destagionalizzanti. I lavori più brillanti saranno premiati con riconoscimenti in denaro dopo l'attento giudizio della commissione di esperti.
Il primo premio, un assegno di 800 euro, è andato al gruppo “Fammj” con il blog agricolagiadina.blogspot.com realizzato dagli studenti della VI Enologia dell’Istituto Agrario di Siena composto da Yuri Giannone, Giada Savelli, Angelo Nardi, Niccolo Mencatti, Federico Perinti. Il secondo premio, consistente in un assegno da 600 euro, è stato assegnato al gruppo “I seguaci di Bacco” con il blog seguacidibacco.blogspot.com e composto dagli studenti della IV C dell’Istituto “Caselli” di Siena composto da Diego Ciani, Graziella Todaro, Caterina Briganti, Jessica Cannas. Infine l’assegno da 300 euro è stato vinto dal gruppo “La gang del bosco” con il blog wineartfashion.blogspot.com realizzato dagli allievi della V Erica dell’Istituto Roncalli di Poggibonsi, Marco Awerbuch, Pietro Notaro, Alberto Bruni.
Tutti quanti i premi consegnati ai gruppi vincitori sono stati messi a disposizione dalla Banca Monteriggioni. «La Banca ha creduto in questa iniziativa – ha detto il direttore generale Roberto Mugnanini – soprattutto perché sono coinvolti i giovani. Il nostro istituto di credito, infatti, porta da sempre avanti una politica di sensibilizzazione verso i ragazzi e di valorizzazione del territorio».
Wine Welcomer. Sempre a proposito di premi, il convegno ha tenuto a battesimo la prima edizione del premio "Wine Welcomer", destinato all’azienda che si è particolarmente distinta nel settore dell'accoglienza enoturistica, che è stato vinto da Sylvie Haniez dipendente del Podere Terreno.
07/07/2009
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