ENRICA MANNARI E IL SUO SOGNO: ILLUSTRATRICE GRAZIE A INSTAGRAM

di Costanza Baldini
Enrica Mannari

Come i social network possono aiutarti a realizzare i tuoi sogni: la storia di successo di una giovane e intraprendente donna toscana

Enrica Mannari nata a Livorno nel 1980, è una ragazza in gamba, che dopo anni passati a costruire una valida carriera nel mondo della grafica ha deciso di mollare tutto e tornare alla sua prima e più grande passione: disegnare. Nella nostra intervista ci ha raccontato come tutto questo è stato possibile con creatività e abilità nel gestire i social network.

Ciao Enrica! Eri la classica bambina che a scuola disegnava tutto il tempo e veniva brontolata dalla maestra?
Io da piccola dicevo che volevo fare la ‘pittatrice’, perché non riuscivo a dire ‘pittrice’. Ho sempre disegnato, non mi ricordo di essere stata particolarmente indisciplinata a scuola, anche perché mia mamma faceva l’insegnante alle elementari, era molto attenta alla mie necessità. Mi ricordo che metteva sulla tavola di cucina dei fogli bianchi che per me erano giganteschi. Probabilmente erano dei semplici A3, ma per me erano enormi, altrimenti avrei disegnato sul muro, credo.

Quante ore passi al giorno a disegnare?
Io disegno sempre, a volte non disegno perché devo stare dietro alle produzioni o al marketing, però di solito otto ore al giorno, più o meno.

Quando è stato il momento in cui hai capito che disegnare poteva essere il lavoro della tua vita?
L’ho capito due anni e mezzo fa. Non ho mai avuto grande voglia di studiare, sono una persona più empirica, ho fatto un liceo sperimentale scientifico con indirizzo artistico. Per 15 anni ho fatto grafica, sono stata direttore creativo di un piccolo studio di comunicazione che prima era a Firenze, poi si è trasferito a Roma. Quando mi chiesero di lavorare con un contratto a tempo indeterminato, che all’epoca non era una chimera come ora, dissi di no perché mi veniva un’ansia infinita, non ce la potevo fare. Ho continuato a lavorare come grafica e poi sono diventata art director. Ho sempre lavorato a cavallo tra moda, editoria e illustrazione, ma disegnavo pochissimo, non avevo più tempo di disegnare, era tutto lavoro di gestione. A un certo punto ho detto: ho 33 anni, basta, non voglio più fare questa vita, voglio tornare a casa. Erano più di dieci anni che ero fuori tra Roma, Milano, Firenze, Madrid. Ho deciso di tornare sul mare, dove sono nata. Ho lavorato a un progetto online di valorizzazione della Costa degli Etruschi che si chiamava ‘Pirati e sirene’. Lì ho avuto modo di capire la potenza del web e del marketing tramite i social network, è stato un passo fondamentale. Poi ho lasciato e ho deciso di rincorrere il mio sogno: fare l’illustratrice.

Com’è andata?
Avevo moltissima paura, è un lavoro strano, chi ci vive con l’illustrazione? Avevo paura di non essere all’altezza. Ho iniziato due anni e mezzo fa mettendo le illustrazioni su Instagram, senza sapere niente. Disegnavo, facevo le foto e le postavo.

Il barattolo
Il barattolo

Si può dire che è il tuo successo è dovuto in grande parte proprio a Instagram?
Totalmente, è grazie a Instagram non solo se lavoro, ma se ho conosciuto e continuo a conoscere persone che mi danno la possibilità di continuare a crescere. Poco dopo che ero su Instagram ho conosciuto l’Estetista cinica con cui abbiamo fatto un libro pubblicato da Mondadori, e questo è stato l’inizio di una serie di porte che mi sono state aperte.

Adesso tu vivi di questo, della tua arte?
Si, completamente, ho tagliato ogni altro tipo di lavoro. Voglio essere bravissima e per fare questo devo disegnare tantissimo. Sto lavorando molto sul mio stile. All’inizio mi dicevano che le mie illustrazioni assomigliavano a quelle di una tatuatrice che mi piace molto: Amanda Toy. Ma io non volevo assomigliare a nessuno, quindi è stato e continua ad essere abbastanza impegnativo. Proprio negli ultimi mesi ho cercato di dare una svolta, fare un cambiamento di stile, un lavoro interiore.

Ma tu in pratica cosa vendi, solo illustrazioni anche magliette?
La parte principale del mio lavoro sono illustrazioni su commissione, una cosa che assolutamente non mi aspettavo. Nella mia testa mi chiedevo chi compra un’illustrazione in questi tempi di crisi in cui tutti vanno a fare shopping da Zara e H&M? Chi pagherebbe 100, 200 o 300 euro per un’illustrazione da mettersi a casa? E invece sì, è iniziato tutto così. Ho 8 mila followers, queste persone che io non conosco, mi hanno aiutato e continuano ad aiutarmi. Mi scrivono, mi parlano e da quello tiro fuori altre idee, possibilità. Mi chiedono spesso anche ritratti, non credevo che le persone fossero interessate a questo. Dalle loro richieste ho potuto iniziare a strutturare il mio business. Adesso i miei clienti sono un misto tra privati, case editrici, associazioni, brand di moda, artigiani.

Hai fatto tutto da sola?
Sì, come fanno tutte quelle che funzionano sui social network, fanno da sole. Io ho avuto la fortuna di conoscere attraverso i social persone come Veronica Benini (La Spora), oppure Rita di Myselfie Cottage che mi hanno aiutato tantissimo dandomi delle dritte. Per il resto studio tutti i giorni, per esempio adesso Instagram ha cambiato l’algoritmo. Io sono sempre sul pezzo, anche perché mi piace, è una gara, mi diverte.

Sei un esempio virtuoso del fatto che se uno è bravo, ha talento e fa cose belle, alla fine ce la fa. Per un giovane che si affaccia al mondo del lavoro, la tua storia da speranza
È veramente faticoso, perché sei sola. Io lavoro da casa, sono sempre io nella mia casa. Abito a Castiglioncello, non vivo a Milano, quindi se esco non trovo mostre, happening, altri creativi con cui confrontarmi, non ho la possibilità di fare niente da qui a meno che non prenda un treno. Vivo su Instagram. Questo social mi permette di avere un network di persone che abitano lontano ma con cui parlo costantemente, quindi mi sento parte di qualcosa.

Per seguire Enrica:
http://enricamannari.com/
https://www.instagram.com/enrica_mannari/

 

26/01/2018