VIAGGIO NEL "PICCOLO MUSEO DEL DIARIO" DI PIEVE SANTO STEFANO

Viaggio nel "Piccolo museo del diario" di Pieve Santo Stefano

Il percorso museale permette di scoprire i tesori dell'Archivio dei Diari del borgo aretino, dove sono raccolte oltre settemila testimonianze autobiografiche

La prima fu Clelia Marchi, contadina mantovana che dopo una vita di lavoro e otto figli, decise che era venuto il momento di raccontare la sua vita e non avendo nient’altro a portata di mano, prese un lenzuolo del corredo e ci scrisse sopra la sua biografia. Adesso il lenzuolo di Clelia è il cimelio più prezioso dell’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, il paese in provincia d’Arezzo che dal 1985 raccoglie le memorie della gente comune e ad oggi ne custodisce oltre settimila, in un patrimonio di storie autobiografiche unico al mondo.

Nel borgo aretino si può visitare il Piccolo museo del diario dentro Palazzo Pretorio, un percorso museale che racconta l'Archivio diaristico in modo originale, dove i ricordi del passato incontrano le moderne tecnologie.
Oggi il museo si compone di quattro sale: nelle prime due è collocata un'installazione artistica che permette ai visitatori di aprire ante e cassetti e di ascoltare, vedere e sfiorare alcune tra le storie più affascinanti scelte tra i diari, le e gli epistolari conservati in Archivio.

Il lenzuolo di Clelia
Il lenzuolo di Clelia

È un luogo dove ascoltare i brani dei diari, osservare i manoscritti animarsi sugli schermi digitali e ammirare alcuni documenti autografi. Un bisbiglio di sottofondo dal quale si stagliano le parole dei protagonisti accompagna l’installazione: è quel "fruscìo degli altri" che Saverio Tutino, al quale il museo è dedicato, ascoltava levarsi dagli scaffali che con il passare degli anni andavano sempre più riempiendosi di diari.

La seconda sala è la stanza di Rabito, un capolavoro autobiografico scritto da un cantoniere ragusano semi analfabeta che stupisce per densità di narrazione e di scrittura, scolpito in fogli a quadretti da una Olivetti Lettera 22 che Rabito ha usato per raccontare la sua storia e quella del secolo Novecento. Chiude il percorso la stanza del lenzuolo, dove è conservato il telo largo più di due metri di Clelia.

Per informazioni: www.piccolomuseodeldiario.it

23/03/2016