JACOPO BATTISTI DALL’ISTITUTO MARANGONI AI RED CARPET DI ERMANNO SCERVINO

di Costanza Baldini
Jacopo Battisti dall’Istituto Marangoni ai red carpet di Ermanno Scervino

Intervista al giovanissimo designer che dopo solo un anno passato nella scuola fiorentina si trova a lavorare per uno degli stilisti più importanti d’Italia

Jacopo Battisti ha solo vent’anni ma dopo un anno passato a studiare all’Istituto Marangoni di Firenze lavora già del reparto couture dello stilista Ermanno Scervino. Il business della moda è uno dei settori in cui il tasso occupazionale è in costante crescita con la richiesta di professionalità sempre nuove e aggiornate sugli ultimi trend. All’interno del comparto moda c’è spazio per professionalità molto diverse tra loro, che operano in modo sinergico per la creazione delle collezioni. Alla base del successo internazionale dell’Istituto Marangoni c’è una metodologia didattica che fonde il concetto di Made in Italy a una visione internazionale e al passo con i tempi. L’Istituto Marangoni, nel corso degli anni, ha saputo farsi riconoscere come polo di eccellenza dai principali player dell’industry e dalle più importanti istituzioni di settore. I corsi che riscuotono maggior interesse sono quelli di Fashion Design e Fashion Stylist, soprattutto per quanto riguarda l’Italia. Inoltre l’Istituto Marangoni ha sviluppato ‘I’M Alumni’, una community che da la possibilità agli studenti di rimanere a far parte del mondo Istituto Marangoni anche dopo aver terminato gli studi. Nel 2017 ha lanciato un innovativo progetto di mentoring I’M Alumni Collections Evolution per promuovere gli alumni più meritevoli e talentuosi, supportandoli anche a livello di budget nella realizzazione e presentazione della loro prima vera collezione. Ecco l’esperienza di Jacopo Battisti.

Ciao Jacopo! Come nasce la tua passione per la moda?
È stato un percorso non tortuoso ma lungo, io vengo sa studi diversi, ma devo ammettere che è una passione che ho sempre avuto. Ho studiato architettura a Firenze, ma ho sempre voluto studiare moda e volevo farlo proprio all’Istituto Marangoni, questo da sempre ancora prima che iniziassi a studiare architettura. Ho scelto il corso triennale in architettura per poi proseguire all’Istituto Marangoni. Ho fatto questa scelta principalmente per avere una base tecnica, perché quando uno studia architettura può poi seguire un progetto a tutto tondo, in ogni campo. La mia passione si è costruita man mano.

Come mai avevi questo mito dell’Istituto Marangoni?
La cosa è nata per caso, andai durante le superiori agli incontri che fanno annualmente tutte le università a Roma e c’erano anche loro. In quel periodo stavo seguendo un corso di moda, dopo la scuola, mi fermai a raccogliere informazioni e ci fu qualcosa che mi colpì in pieno. Da lì feci ogni anno l’Open Day. Mi è rimasto negli anni questo punto fisso.

All’Istituto Marangoni cos’hai fatto?
E’ divertente da dire perché io in Marangoni ho studiato un anno tondo, tondo, ho iniziato a settembre 2016 e ho finito a ottobre 2017. In un anno, è incredibile ancora anche per me, ho completamente rivoluzionato il mio percorso di vita, mi sono inserito in un contesto professionale completamente diverso. E’ stato un anno veramente intenso in cui ho studiato Fashion Design, e poi, subito dopo il primo diploma, ho seguito un corso in partnership con Ermanno Scervino. E’ stata la stessa azienda che ha chiesto alla scuola di selezionare degli studenti per creare un corso ad hoc in Pattern Making, perché avevano bisogno di giovani designer ben formati su tutta la parte della modelleria. E’ stata un’ottima esperienza perché abbiamo avuto un rapporto diretto con l’azienda. Poi questo rapporto cosa è proseguito, sono stato assunto, inizialmente per sei mesi, nel reparto della couture. Mi sono diplomato il 31 ottobre e il 5 novembre ho iniziato a lavorare per Ermanno Scervino, è stata un’esperienza continuativa. Anche altri due miei compagni di corso lavorano attualmente con me.

Che tipo di lavoro fai adesso per Ermanno Scervino?
Sono designer nel reparto della couture, mi occupo di abiti da sera, da cocktail, diciamo la parte più ‘alta’ della collezione e una parte del leggero come camicie, gonne. Seguo anche il progetto ‘Celebrities’, tutti i vari red carpet per Oscar, Golden Globe e altri festival sono seguiti da un atelier interno, sono fortunato, lavoro in un bel reparto.

Fammi un po’ sognare…chi hai vestito?
In passato tra le persone che hanno vestito Ermanno Scervino ci sono state Amal Clooney e Kim Kardashian per esempio. Tutta la parte del red carpet è molto interessante perché sono pezzi unici, c’è una ricerca dietro di un livello molto elevato.

È incredibile pensare che in un anno un ragazzo di vent’anni arriva a disegnare per i red carpet di Scervino!
Sì, è qualcosa di incredibile. Devo dire la sincera verità, io questo lo dico sempre, senza il supporto dell’Istituto Marangoni io non avrei mai potuto aver accesso a Ermanno Scervino. La scuola gode di un grande rispetto, dovuto a più di 80 anni di esperienza, ha una credibilità internazionale. E’ un ambiente che permette a ogni singolo studente di svilupparsi, dandogli tutti gli strumenti tecnici ma anche di esprimersi in tutti i campi, non solo nel design. Vengono date basi di marketing, di comunicazione, di gestione d’azienda, di merchandising, cose con cui un professionista deve scontrarsi nel mondo reale. Io mi sono sentito molto preparato per il mondo del lavoro anche se tra la scuola e il lavoro ci sono delle nette differenze. La scuola è una simulazione verosimile di quello che c’è fuori. Inoltre una volta ricevuto il diploma non sono rimasto un ‘diplomato’ e basta, la scuola ha continuato a seguirmi, mi ha accompagnato nel mio percorso e mi segue ancora oggi. La scuola continua a sostenerti nella ricerca attiva del lavoro. E’ importante avere qualcuno alle spalle, lo trovo fondamentale.

Un’ultima domanda: che cosa consiglieresti a chi ha, come te, la passione per la moda?
Mettiamola così: non c’è una formula magica. Quello che io ho capito è che bisogna avere veramente la voglia. Molti studenti credono che semplicemente facendo determinati studi ‘devono’ ottenere il lavoro, in realtà non è così. Bisogna davvero voler lavorare, voler fare quello per cui si è studiato. Ma non è sufficiente studiare, quello che secondo me è importante è tenersi sempre informati, sempre attivi e svegli su quello che succede, seguire i trend, le informazioni, essere interessati a tutto: musica, video, film, immagini, fotografia, leggere il più possibile, vedere il più possibile. La moda è informazione, se si sta ad aspettare che succeda qualcosa non funziona, bisogna inserirsi in questo flusso di informazioni e dire ‘ci sono anchio!’. Bisogna studiare, informarsi e mantenersi sempre attivi perché la moda è una cosa velocissima, quello che è nuovo oggi è già vecchio domani. Bisogna essere veloci e affamati.

Per informazioni sull’Istituto Marangoni:
http://www.istitutomarangoni.com/en/campus/firenze/

 

23/04/2018