DA NORD A SUD, ECCO LA TOSCANA CHE SI MUOVE IN BICICLETTA

di Giulia Rafanelli
Da nord a sud, ecco la Toscana che si muove in bicicletta

L'assessore Ceccarelli fa il punto sulla mobilità sostenibile regionale: dalla legge 27/2012 fino alla ciclopista dell'Arno che potrebbe essere pronta nel 2020.

Che la Toscana possa essere considerata una pioniera nelle politiche di sviluppo della mobilità lenta, è evidente. Merito forse della conformazione geografica della nostra regione, della sua posizione strategica, delle sue bellezze. Merito indubbiamente anche dell’impegno e della costanza con cui la Regione, le Provincie, i Comuni e gli enti locali, hanno promosso e strutturato azioni mirate per incentivare l’utilizzo della biciletta in tutte le sue forme. Era il 2012 quando accogliendo pienamente gli input da Roma, la Giunta regionale approvò la legge di iniziativa consiliare n.27/2012 “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica” che, di fatto, faceva della bicicletta il mezzo di trasporto alternativo a quelli motorizzati e con la quale si impegnava a realizzare “obiettivi di intermodalità, tesi a favorire una migliore fruizione del territorio e uno sviluppo infrastrutturale con valenza anche in ambito sanitario, sociale, turistico e sportivo.

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Da quella votazione, oggi è ormai una realtà il progetto regionale "In Bici col Treno" avviato dalla Giunta nel settembre 2015 che concede un bonus ai pendolari che si spostano in treno per l’acquisto di biciclette pieghevoli trasportabili sui convogli; recentemente è stata approvata la nuova programmazione comunitaria (POR FESR 2014-2020) per ulteriori investimenti da destinare a piste ciclabili sia in ambito urbano che non, e sono sempre di più i Comuni toscani ad aver fatto propri alcuni degli strumenti promossi dall’Unione Europea a favore della mobilità lenta come il PUMS, piano urbano della mobilità sostenibile, e i PIU, progetti di innovazione urbana volti a sostenere forme di trasporto alternative al mezzo privato. Sono una realtà i 7 milioni che la Regione ha destinato per la realizzazione del sistema delle ciclopiste all’interno del Parco Agricolo della Piana. E poi il bike sharing, i progetti di bike to work, ecc, ecc.

Oltre a tutto ciò, ci sono ovviamente i grandi percorsi ciclopedonali: nel 2012 la ciclopista dell’Arno era allo studio di fattibilità, oggi l’assessore regionale alla Mobilità, Vincenzo Ceccarelli, indica il 2020 come l’anno papabile per la sua apertura. Ancora: la Francigena, la Due Mari ciclistica e la ciclopista Del Sole che da Verona arriva fino a Firenze, e ovviamente la ciclovia Tirrenica: 120 chilometri che tagliano tre regioni (Liguria, Toscana e Lazio) in buona parte oggi già percorribili: 700 i chilometri già realizzati.

Le ciclovie sono state al centro anche del primo giorno della 29esima edizione di Festambiente, il festival internazionale di Legambiente sui temi del vivere sostenibile. La kermesse si è aperta lo scorso 4 agosto a Rispescia (Gr), alle porte del Parco naturale della Maremma. Insieme a Ceccarelli, a parlare di mobilità dolce e sostenibile, oltre ai sindaci dei Comuni coinvolti, anche i Ministri Galletti e Delrio che per l’occasione si sono presentati tutti al taglio del nastro in sella ad una bicicletta.

Il titolo del dibattito/convegno dedicato alla mobilità su due ruote è sembrato particolarmente azzeccato: “Un'altra strada è possibile: l’esempio delle ciclovie”. “La Regione Toscana non solo ha fatto una legge – ha aggiunto Ceccarelli - ma coerentemente si sta impegnando per la realizzazione delle infrastrutture che favoriscono l’utilizzo della bicicletta e l’integrazione modale tra la biciletta, il trasporto pubblico su gomma e su ferro.  Mi fa piacere che stiamo portando avanti questa prospettiva anche con l’impegno forte del Governo, con il Ministro Delrio, perché in ciò consiste una parte del futuro sviluppo della nostra Regione”.

08/08/2017