BUON COMPLEANNO BICICLETTA: 200 ANNI DI LIBERTÀ

di Giulia Rafanelli
Buon compleanno bicicletta: 200 anni di libertà

Il 12 giugno saranno passati due secoli dalla prima due ruote inventata a Mannheim, in Germania. Un mezzo che ha fatto la storia del Paese e in Toscana, terra di ciclisti, è stata oggetto di tante sperimentazioni.

Buon Compleanno bicicletta. In realtà siamo un po’ in anticipo per il vero e proprio compleanno della due ruote, la data esatta è il 12 giugno quando saranno passati 200 anni dalla prima volta che una bicicletta fu messa in strada. Era il 1817 ed era a Mannheim, in Germania. A costruire quel trabiccolo in legno fu un certo Karl Friedrich Christian Ludwig Freiherr Drais von Sauerbronn. Un tipo tanto strambo quanto il nome che si portava dietro. Quel “folle” era convinto che a causa di quello che poi è passato alla storia come l’anno senza estate (il 1816) presto i cavalli, principale mezzo di trasporto dell’epoca, sarebbero diventati carne da macello se non fossero morti prima (le riserve erano poche e quelle disponibili costavano un occhio della testa).

Quel trabiccolo in legno era la soluzione, “un anti-cavallo” come poi fu effettivamente chiamato. Non aveva pedali e aveva un timone come manubrio. Non è certo difficile immaginare che la sua invenzione non fu accolta con entusiasmo dalla comunità di Mannheim e allo stesso Karl Friedrich Christian Ludwig Freiherr Drais von Sauerbronn non fu mai riconosciuta quella rilevanza storica di cui hanno goduto tutti quelli che come lui, con le proprie invenzioni, hanno contribuito al progresso della società, della cultura e hanno indirizzato la storia. Perché questo ha fatto la bicicletta. Dal trabiccolo in poi, nelle sue evoluzioni “tecniche e meccaniche” è diventata un simbolo, un simbolo di libertà: per l’emancipazione femminile di ieri (Anne Londonderry Kopchovsky, la prima donna a fare il giro del mondo in biciletta nel 1894 a proposito della sua impresa scriveva: “Sono un giornalista e una donna nuova nel senso che credo di poter fare qualsiasi cosa che un uomo può fare"), per l’emancipazione femminile di oggi, ad esempio in quei Paesi dove una donna in sella ad una bicicletta è considerata una minaccia per l’integrità morale (e sessuale) del genere maschile (nel 2016 le donne iraniane sfidarono la Guida Suprema Ali Khamenei postando sui social foto di loro stesse in bicicletta in luoghi pubblici per opporsi alla fatwa che glielo vietava).

La bicicletta appare in ogni libro di storia ed è stata una cara alleata dei partigiani nella conquista della libertà di un’intera nazione. Due ruote e un telaio hanno condizionato anche la moda che non ha potuto non adattarsi ai gusti e alle esigenze dei pedalatori.  Oggi, surclassata in parte dalle auto, è libertà dallo smog, dal rumore assordante, da un concetto del viaggiare grigio e stressato. Le due ruote sono state tante cose in questi 200 anni.

Gli usi della bicicletta. Spulciando in rete e parlando con la gente e le amministrazioni, ci accorgiamo che sperimentazioni di gestione del territorio e sul territorio che si avvalgono della bicicletta sono tante. Utilizzi sagaci, e a tratti curiosi, di questo mezzo che ha influenzato anche i mestieri quando non ne ha inventati di nuovi. E se il postino è l’immagine più classica di un lavoratore in bicicletta, il cargo-bike ne è l’evoluzione moderna. A Prato, ad esempio, da 5 anni tre ragazzi con il sevizio di presa consegna EcoPosta riforniscono tutti i giorni ristoranti e negozi dell’area cittadina. A Firenze, nell’estete del 2015 è partito il progetto “Cri in bici” dove Cri sta per Croce Rossa Italiana. Volontari in sella alle loro mountain-bike, equipaggiati con materiale sanitario e defibrillatore automatico, coprono le zone più affollate per dare la prima assistenza sanitaria in casi di necessità. La Toscana, terra di ciclisti, è ricca di queste sperimentazioni che si avvalgono delle due ruote. Da quelle citate agli spazzini che si spostavano in bicicletta per Agliana (PT), alle guide turistiche in bike a Lucca e a Pisa alle biblioteche in bicicletta di Firenze.

Per festeggiare i 200 anni di questa vecchia e cara amica che è la bicicletta, vi invitiamo ad inviarci foto o testimonianze di suoi usi sociali, innovativi, rivoluzionari ma anche divertenti di ieri e di oggi, nelle vostre città o zone di residenza. Inviateci le vostre fotografie a newsroom@fondazionesistematoscana.it o in posta privata sulla pagina Facebook di @MuoversinToscana.

Il 12 giugno augureremo Buon Compleanno alla bicicletta con le vostre foto!

19/05/2017