TASSO FISSO E VARIABILE: QUALI PROSPETTIVE PER I MUTUI BANCARI NEL 2017?

Tassi di interesse mutui

Scopri quali sono le previsioni per gli indici Eurirs ed Euribor, per decidere quale mutuo scegliere tra tasso fisso e tasso variabile.

Quando si ha bisogno di un mutuo per comprare casa, la prima cosa da valutare è il tasso applicato al finanziamento, che determina il costo del denaro prestato dall’istituto bancario. Il primo bivio di fronte a cui si trovano la maggior parte dei richiedenti è sempre lo stesso: meglio scegliere un mutuo a tasso fisso o variabile?

Nel primo caso, il tasso di interesse stabilito alla stipula del contratto resta bloccato per tutta la durata del finanziamento: viene calcolato in base alla somma dell’Eurirs  (media ponderata delle quotazioni ai quali le banche europee realizzano l’Interest Rate Swap) e dello spread, ossia la percentuale aggiunta dalla banca per ottenere il suo ricavo.

Il mutuo a tasso variabile cambia invece in riferimento all’Euribor (tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in euro tra le principali banche europee) a cui poi la banca somma uno spread. Il tasso iniziale è in genere più basso rispetto al fisso, ma non resta bloccato e può diminuire o aumentare a seconda dell’andamento dei tassi di mercato.

Per avere un quadro più completo, proviamo anche a vedere come si stanno muovendo i due indici che influenzano il tasso di interesse dei mutui bancari.

Mutui bancari: l’andamento degli indici Eurirs ed Euribor

Come abbiamo detto, le banche applicano due tassi di interesse distinti: quelli Eurirs, per i tassi fissi; quelli Euribor, per i tassi variabili. Entrambi dipendono solo dalla durata del prestito, e non sono quindi influenzati dall’ammontare di capitale.

Ora, rispetto alla scorsa estate, i tassi finali applicati dalle banche sono rimasti praticamente invariati: mediamente un mutuo a tasso fisso si aggira attorno al 2%, uno a tasso variabile intorno all’1%. Ma, nello stesso periodo, la differenza tra indici Eurirs ed Euribor è invece variata, e neanche di poco: se l’Euribor è rimasto fermo o in lieve calo, l’indice Eurirs è praticamente raddoppiato.

Secondo le previsioni di Euribor.it, per l’indice Euribor siamo in questo periodo ad un minimo storico, destinato però a risalire nei prossimi mesi. La crescita dal valore negativo attuale dovrebbe portare l’Euribor a raggiungere lo 0% nel 2019, fino a toccare quota 0,90% nel 2022. Anche l’Eurirs potrebbe continuare a salire a causa delle aspettative di crescita dell’inflazione nella zona Euro nel prossimo quinquennio.

Scegliere il tasso fisso o il tasso variabile?

Cosa fare allora: scegliere il fisso, per approfittare della situazione attuale, o scommettere sul variabile? La sensazione diffusa è che, se si vuole un mutuo a tasso fisso, bisogna affrettarsi. A breve potrebbe diventare molto meno conveniente: gli istituti bancari stanno cominciando ad alzare il tasso “finito” del fisso, adeguandolo al rialzo dell’Eurirs.

D’altra parte, anche in caso di un rialzo dei tassi, il mutuo a tasso fisso resta probabilmente una sicurezza per tanti, perché rende più semplice far quadrare i conti e pianificare, soprattutto per chi ha uno stipendio regolare. Non a caso è l’opzione più scelta dagli italiani.

Il tasso variabile è più economico, ma anche più instabile, potendo subire dei cambiamenti nel lungo termine. Questa incertezza può costituire un grande svantaggio per chi preferisce la sicurezza psicologica del tasso fisso. Le previsioni attuali dicono comunque che l’Euribor dovrebbe restare negativo almeno per tutto il 2017, grazie anche al rinnovo del Quantitative Easing  voluto dal capo della Bce, Mario Draghi.


Qual è il tasso migliore per risparmiare?

Per chi è alla ricerca del massimo risparmio, il tasso variabile offre senza dubbio le opportunità più interessanti, con risparmi che possono arrivare anche alle diverse migliaia di euro. Un risparmio che è possibile accrescere ancora di più optando per i mutui on line, ovvero quei finanziamenti offerti da banche che operano anche o solo via web. Indipendentemente dal tipo di tasso prescelto, in questo modo sarà possibile risparmiare anche su tutta una serie di costi legati all'accensione del finanzaimento, come ad esempio le spese di perizia e istruttoria, solitamente meno care o addirittura azzerate in caso di mutui online.

24/02/2017