SLOW LIFE A MONTECATINI TERME: ELOGIO DELLA LENTEZZA E DELLA SALUTE IN VACANZA

La maestosità delle Terme Tettuccio

Un viaggio nel bon vivre al Salone del Gusto di Torino domenica 25 settembre

Il campo minerale che ha fatto la fortuna e la fama di Montecatini Terme nel mondo non è, in fondo, che un fazzoletto di terra, non più grande di due chilometri quadrati. 

Nella massa delle argille, delle marne, delle arene e delle ghiaie le acque hanno trovato millenni fa la loro strada, affiorando come polle, o in orizzontale, a far mostra di sé e del miracolo che si portano dentro.

Mille e più anni dovettero passare, finché Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana, portasse certi suoi valenti idraulici a costruire il più grande sistema di bonifica mai visto sino allora in tutto il centro Italia: limitare l’insalubrità delle paludi, di cui adesso resta solo il delizioso Padule (l’area umida interna più grande d’Italia) e rendere chiara la sorgente delle acque miracolose ovvero le acque termali di Montecatini: Regina, Leopoldina, Tettuccio e Rinfresco. Acque con sali minerali che hanno il potere di donare la salute: adesso si dice “curano oltre 44 patologie”, ma la sostanza è la stessa.

Acque che, per un secolo, hanno reso Montecatini le Terme d’Europa, frequentate dai grandi di tutto il mondo: re, regine, attori, ballerine, cantanti, star di Hollywood ed emiri lontani, il cui regno a stento era conosciuto. Acque che da oltre un secolo sono il motivo del “buen ritiro” di migliaia di persone, che scelgono Montecatini Terme per passare due o tre settimane di riposo, di "Salute in Vacanza", bevendo al mattino le acque di Montecatini, e nel pomeriggio riequilibrando i sali con il rinfresco, le passeggiate nel verde e il buon cibo.

Tutto serve per centrare l’obiettivo della salute in vacanza: al mattino ci si alza e senza colazione si vanno a “passare le acque” al Tettuccio, dove il tempo si è fissato grandioso nel travertino toscano. Presto, bevute le acque, si passeggia sereni, depurati, verso una colazione che spesso indulge sui peccati di gola, che si fanno più volentieri quando si sa che ci si è appena depurati. E’ un po’ come commettere un piccolo peccato di piacere dopo un’indulgenza plenaria.

A passeggio nella pineta di Montecatini, sulla Walk of Fame, tra i negozi, sulle strade dell’olio, in funicolare a Montecatini Alto: a passeggio mentre il lavorio del mondo dell’accoglienza vede il suo tempo scandito al contrario. Il mattino veloce serve per prendere la “prima scelta” dal mercato: le materie prime in cucina sono tutto. La signora o lo chef decidono al mattino come vogliono gratificare i loro clienti, li conoscono giorno dopo giorno e decidono, virando verso la complessità o la semplicità a seconda dei gusti. Cucine che hanno ascoltato i racconti di storie internazionali o familiari, straniere o comuni, e che continuano a servire il palato di italiani e stranieri, per nulla pronti ad accontentarsi di qualità standardizzate e “business”.

A Montecatini Terme spesso negli alberghi alla sera il cuoco esce in sala a prendersi gli applausi, ad ascoltare la signora che chiede cosa c’era di preciso nella quiche, a complimentarsi per la grandiosa presentazione maturata con l’esperienza nell’Istituto Alberghiero Martini, il più antico e importante d’Italia.

A Montecatini Terme solo la pigrizia dell’uomo moderno ha reso necessaria l’automobile: una progettazione urbanistica particolare, che rende tutto vicino, ma, quel che più conta, niente veramente lontano. Il tempo del gusto e della salute è lento, lo pensava anche Pellegrino Artusi che da Marietta, cuoca inserviente di questa valle, si faceva preparare pietanze che lo accendevano di gusto e di meraviglia.

Il modo del gusto e della salute è lento, quasi uno Slow Living 

16/09/2016