Arcipelago Pulito: 16 quintali i rifiuti raccolti nel mare della Toscana

Mentre si avvia alla conclusione il progetto sperimentale che coinvolgeva i pescatori parte la proposta al Governo per una legge

Sedici quintali di rifiuti raccolti: è questo il bilancio del progetto Arcipelago Pulito, partito in Toscana a metà aprile e quasi concluso, che incentivava i pescatori a riportare a terra e smaltire correttamente i rifiuti recuperati durante la quotidiana attività di pesca.

Mentre la sperimentazione giunge a termine i principali promotori del progetto chiedono l’aiuto del Governo e del Parlamento per l’introduzione di una legge nazionale che incoraggi i pescatori a non ributtare in mare le plastiche pescate. L’appello, pubblicato oggi sui maggiori quotidiani nazionali e firmato da Regione Toscana, Legambiente e Unicoop Firenze, è in particolare rivolto al ministro Costa che aveva dichiarato alcune settimane fa la sua disponibilità a lavorare ad una legge per ridurre la plastica nel mare, consentendo ai pescherecci di raccogliere i rifiuti marini e facilitandone il corretto smaltimento.

Arcipelago Pulito era stato presentato anche a Bruxelles. Una delegazione dei rappresentanti del progetto, tra cui Vittorio Bugli, assessore alla presidenza della Regione, aveva incontrato il commissario europeo Karmenu Vella per raccontare l’esperienza che per prima in Italia e in Europa dava vita ad una filiera per un mare senza rifiuti, che va dalla raccolta del rifiuto in mare fino al suo trattamento e, quando possibile, recupero in un impianto idoneo.

Primi protagonisti del progetto sono i pescatori, che hanno attrezzato le barche con appositi sacchi stivati a bordo nei quali raccogliere i rifiuti plastici issati con le reti durante la quotidiana attività di pesca. Al rientro in porto, tutti i sacchi vengono depositati in un apposito contenitore di raccolta posizionato in banchina da Labromare che periodicamente provvede al suo svuotamento.
Il contenuto del cassone viene poi trasportato da furgoni dedicati di Cft allo stabilimento di Revet, dove si effettuano le analisi e le classificazioni necessarie a quantificare e caratterizzare il rifiuto per poi destinarlo al riciclaggio o allo smaltimento.
Sul corretto svolgimento delle operazioni in mare vigila la Guardia Costiera della Toscana, mentre Legambiente offre il proprio contributo in termini di esperienza scientifica, monitoraggio, elaborazione dati, formazione e sensibilizzazione.

30/08/2018