E' fermo il rigassificatore di Livorno
"Dorme" il gigante marino del gas

Al momento non c'è nessun contratto di fornitura per la società italo-tedesca Olt. La crisi ha segnato un ribasso della domanda di gas. Mancano le autorizzazioni all'attracco di navi più grandi. L'Authority per l'energia ha aperto uno scontro giudiziario

di Samuele Bartolini
E' fermo per mancanza di domanda il rigassificatore Fsru Toscana. Il gigante marino del gas è ancorato dal 30 luglio 2013 a una ventina di chilometri dalla costa livornese, è entrato in funzione il 20 dicembre scorso, ma “dorme” in attesa che venga stipulato almeno un contratto di fornitura. E pensare che ci sono voluti 11 anni per far fronte alle lungaggini burocratiche e attraccare davanti alla costa toscana, ora però son cambiate le carte in tavola e non è detto che il ruolo che era stato assegnato alla società Olt rimanga strategico. La crisi economica ha segnato un forte ribasso della domanda di gas rispetto alle disponibilità. Altro problema: i prezzi di acquisto per il Gnl oggi molto alti per l'elevata domanda del mercato asiatico e sudamericano. E poi ci sono le limitazioni all'attracco di navi da scarico al rigassificatore. Al momento le autorizzazioni non superano la capacità da 65mila a 138 mila metri cubi di Gnl. L'iter di richiesta per ricevere navi con capacità fino a 155.000 mc dovrebbe essere alle fasi conclusive. Questo permetterebbe al terminale Olt di servirsi del 78% dell'intera flotta delle navi metaniere attualmente in servizio. Un'opportunità dalle dimensioni potenzialmente enormi per tutti gli operatori dell'area mediterranea. La previsione è dunque di un decollo dell'attività commerciale nei prossimi mesi. Nel frattempo il rischio di scarsi profitti ha fatto cambiare strategia. Olt si è appellato al ministero dello Sviluppo economico chiedendo di rientrare nel sistema regolato nazionale. Ciò permetterebbe rimborsi garantiti da un'addizionale sulle tariffe dei consumatori. Detto in termini più semplici: scatterebbe una maggiorazione sulla bolletta del gas per tutti perché l'infrastruttura Olt sarebbe considerata strategica, cioé rispondente a un interesse generale. Una richiesta mal digerita dall'Authority dell'energia che ha aperto uno scontro giudiziario. Ci sono poi le complicazioni sul piano societario. Olt è composta da due azionisti principali: la tedesca E.On e l'italiana Iren, ciascuna possiede il 46,79% del capitale. A mettersi di traverso è il socio di minoranza Olt Energy Toscana che chiede una rivalutazione della sua quota societaria sebbene non abbia partecipato alla ricapitalizzazione necessaria per realizzare il rigassificatore. La famiglia Belelli, alla guida di Olt Energy Toscana, fa la voce grossa e minaccia di far saltare il tentativo di tornare al mercato regolato.