Cultura/ARTICOLO

I disegni dei grandi scultori in mostra al Museo Novecento

Fino al 12 luglio 'Il disegno dello scultore' a cusa di Sergio Risaliti, Eva Francioli, Francesca Neri, Stefania Rispoli

/ Redazione
Gio 26 Aprile, 2018

Fiore all'occhiello del nuovo corso del Museo Novecento è la mostra ideata da Sergio Risaliti e curata da Eva Francioli, Francesca Neri e Stefania Rispoli, intitolata “Il disegno dello scultore” (21 aprile – 12 luglio), prima di una serie di esposizioni che si focalizzeranno sul disegno come espressione creativa, “padre e madre di tutte le arti”.

Il Museo Novecento avvia un progetto espositivo pluriennale che si fonda sull’idea di disegno in rapporto alle altre discipline artistiche o scienze. In occasione della prima mostra “Il disegno dello scultore” - dislocata nelle sale al primo piano del Museo Novecento, ora trasformate in nuovo spazio espositivo - saranno presentate opere grafiche firmate da Adolfo Wildt, Jacques Lipchitz, David Smith, Louise Bourgeois, Luciano Fabro, Rebecca Horn e Rachel Whiteread, alternando figurazione e astrazione, studi sul corpo e indagini sullo spazio, schizzi e progetti.

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Dai primi anni del Novecento ai nostri giorni, a dare conto della creatività artistica in “casa” dello scultore e in epoche diverse: dalle prove “simboliste” di Adolfo Wildt (Milano, 1868-1931), maestro di Fontana e Melotti, a quelle cubiste di Jacques Lipchitz (Druskininkai, Lituania, 1891-Capri, 1973) alle invenzioni segniche-gestuali di David Smith (Decatur, Indiana, 1906-Bennington, 1965) il principale scultore della generazione dell'Espressionismo astratto, e fino ai disegni propedeutici di Raquel Whiteread (Ilford, 1963), giovane erede della grande tradizione plastica anglo-sassone, per la quale “i disegni sono il diario quotidiano del lavoro”.

Completano il percorso i disegni di Louise Bourgeois (Parigi, 1911-New York, 2010), la cui verve grafica trascina sulla carta psicosi e ossessioni tipiche anche della sua scultura; quelli privati e poetici di Luciano Fabro (Torino, 1936-Milano, 2007), per il quale il disegno è una ginnastica della mano e della mente, del tatto e dello sguardo; quelli di Rebecca Horn (Michelstadt, Hesse, Germania, 1944), da sempre ossessionata dal disegno interpretato come manifestazione artistica immediata e libera. Accanto alle opere saranno esposte in alcuni casi sculture, nonché materiali di documentazione (film e documentari su ognuno dei sette artisti) che contestualizzeranno i disegni sia all’interno della ricerca e della pratica dei singoli artisti, sia in una riflessione più ampia sulla processualità artistica e sul rapporto tra invenzione ed esecuzione.

Il disegno dello scultore si propone così di analizzare e rimettere in gioco fondamenti e modelli propri dell’esperienza artistica e più in generale delle culture visive moderne e contemporanee attraverso segni, disegni, schizzi e abbozzi che dall’inizio del ‘900 giungono sino alla contemporaneità. Ricerca, analisi e studio delle immagini sono tutti insieme le basi di questo progetto espositivo che nella sua prima fase coinvolgerà artisti scultori di diversa generazione e cultura, ma che nei suoi sviluppi successivi alternerà focus monografici a ulteriori campionature e soprattutto a nuove incursioni nei campi della pittura e dell’architettura, della scienza e della letteratura.

Per informazioni:
http://www.museonovecento.it/

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