Salute/ ARTICOLO

Le Scotte: trapianto renale moglie-marito

L’équipe del professor Mario Carmellini ha eseguito un trapianto di rene usando la tecnica laparoscopica mini invasiva

/ Redazione
Mar 10 Dicembre, 2013
ospedale medico dottore
L’amore può essere più forte della paura della malattia e, proprio per questo, un premuroso marito ha deciso di donare il suo rene per far guarire la moglie da tempo malata. Una bella storia che si è svolta al policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena dove l’uomo, che vive a Sinalunga, si è affidato all’équipe di Chirurgia dei Trapianti di Rene, diretta dal professor Mario Carmellini, per sottoporsi ad espianto di rene con tecnica laparoscopica, una nuova metodica che, grazie alla sua semplicità, permette di prelevare l’organo con solo quattro piccoli fori nell’addome, in tutta sicurezza per il donatore.
“L’intervento di prelievo del rene sinistro con tecnica laparoscopica – spiega Carmellini - è stato eseguito su un uomo di 56 anni, ed il rene è stato trapiantato alla moglie, di 49 anni, affetta da insufficienza renale cronica, in emodialisi da oltre 5 anni presso il centro degli Ospedali Riuniti della Valdichiana a Nottola”.
I due interventi di prelievo e di trapianto sono stati eseguiti in contemporanea presso le sale operatorie delle Chirurgie Generali al secondo piano del primo lotto delle Scotte, ed hanno impegnato 9 infermieri, 4 anestesisti e 5 chirurghi dalle 9 del mattino fino alle 15 del 3 dicembre. “Il decorso postoperatorio – conclude Carmellini - è stato regolare, l’uomo è stato dimesso dopo 6 giorni dall’intervento. La moglie, dopo un ricovero più lungo nella degenza protetta del nostro reparto, è in ottime condizioni ed il nuovo rene già funziona, fin dal primo giorno. E’ stata appena dimessa e potrà tornare ad una vita normale”.
Si tratta del secondo trapianto di rene da donatore vivente eseguito in chirurgia mininvasiva con tecnica laparoscopica. Nel 2010 a Siena sono stati effettuati, sino ad ora, 46 trapianti; dal 2000, anno di inizio dell’attività, ci sono stati 479 trapianti di cui 10 da donatore vivente. “Il prelievo in laparoscopia – aggiunge Carmellini – è molto più semplice e permette un recupero immediato per il donatore. Per questo motivo tale tecnica aumenta la predisposizione dei familiari a donare un rene al proprio parente malato, rasserenando anche di più il ricevente”. La tecnica laparoscopica e la chirurgia mininvasiva sono sempre più utilizzate nelle chirurgie delle Scotte per diverse patologie.

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