Attualità/ ARTICOLO

Manovra: il no della Toscana La mobilitazione è via web

Si è svolta questa mattina, in diretta web dalla sede di Uncem Toscana a Firenze, la prima mobilitazione tecnologica d'Italia contro la manovra economica bis organizzata da Uncem, Anci, Legautonomie, Upi e Regione Toscana

/ Redazione
Mar 10 Dicembre, 2013
MOBILITAZIONE 24 AGOSTO uncem
“Piccoli e web - la mobilitazione in rete degli enti toscani contro la manovra”. Questo lo slogan della mobilitazione degli Enti locali della Toscana avvenuto con l’uso della tecnologia, dove, i rappresentanti istituzionali, gli amministratori ma anche i cittadini potranno interagire sui principali social network, per porre domande, proposte e riflettere insieme sulle conseguenze della Manovra sugli Enti locali ed in particolar modo sui piccoli comuni. “Crediamo che queste misure siano profondamente inique sul piano sociale e fiscale, colpendo ancora una volta i redditi medio- bassi che oggi invece avrebbero bisogno di maggiore welfare considerato che la crisi finanziaria ha preso da tempo i connotati di crisi economica e sociale”.  È questa la voce congiunta dei vertici delle autonomie locali riunitesi questa mattina presso la sede fiorentina di Uncem Toscana per la grande mobilitazione contro la Manovra finanziaria.
Oltre ai Sindaci dei piccoli comuni montani connessi in videoconferenza e presenti in sede, gli interventi di Oreste Giurlani Presidente Uncem Toscana, Enrico Borghi vicepresidente Anci con delega alla Montagna, Mauro Guerra, vicepresidente Anci e Coordinatore Piccoli Comuni, Pierandrea Vanni, coordinatore piccoli comuni Anci Toscana, Ricccardo Nencini Assessore regionale ai Rapporti istituzionali Regione Toscana.

"Siamo consapevoli della necessità di rigore e austerità per superare una crisi internazionale che ormai dilaga da tre anni e che ha dimostrato l’insufficienza e l’inadeguatezza delle manovre finanziarie approvate fino ad oggi e siamo disposti a metterci in gioco per la ripresa del nostro Paese, come abbiamo ampiamente dimostrato in questi anni, ma non crediamo che le misure inserite in quest’ultima manovra da 45,5 miliardi di euro, che peraltro si sommano a quelle inserite nella manovra economica approvata il 15 luglio scorso che ammonta a 79 miliardi, siano funzionali allo scopo - ha dichiarato Oreste Giurlani, Presidente Uncem Toscana e Vice Presidente Uncem Nazionale. "È giunta l’ora della svolta -ha proseguito Giurlani- nel rispetto dei principi della democrazia e del welfare locale. Per questo dalla Toscana partirà un appello, che sarà fatto attraverso la raccolta firme dei cittadini andando sul territorio, per dare a tutti la possibilità di esprimere la propria voce e di far valere i propri diritti. Non si possono prendere dall’alto decisioni di tale portata come questa, né si possono decidere le sorti dei territori senza prima aver consultato i cittadini e gli Enti locali”.

Ha partecipato all'incontro anche Mauro Guerra, Vice Presidente ANCI e Coordinatore Piccoli Comuni.La nuova manovra -ha detto Guerra- si mostra essere incongruente rispetto agli obiettivi che si prepone ed offensiva nei confronti di tutti gli amministratori locali, che prestano servizio alla propria comunità con delle indennità minime ed irrisorie rispetto ai veri costi della politica. In questa manovra non ci sono risparmi reali, dato che a livello nazionale si arriverà al massimo ad un risparmio di soli 5-6 milioni, mentre in cambio assisteremo all’assassinio dei territori e della partecipazione democratica. Se vogliamo ragionare di come si riordina il sistema istituzionale, dobbiamo prima preoccuparci di continuare a garantire la qualità dei servizi. Per questo chiediamo lo stralcio dell’art.16 dalla manovra e pensiamo che una soluzione possibile possa essere quella della gestione associata dei servizi e delle funzioni, mantenendo così la partecipazione democratica ed il miglioramento della qualità dei servizi”.

Riccardo Nencini, Assessore ai Rapporti istituzionali della Regione Toscana ha sottolineato che “Non sono accettabili le misure previste dalla nuova manovra, che pretendono di smantellare istituzioni importanti sul territorio, creando unioni municipali lontane dai cittadini e dalle loro esigenze. E’ fondamentale che siano gli Enti locali a trovare le risposte e le soluzioni ai problemi, garantendo ai cittadini il diritto alla partecipazione democratica e l’erogazione e la qualità dei servizi sul territorio. La nostra proposta corale è quella di ridurre piuttosto le indennità degli amministratori locali di tutte le regioni, portandole tutte ai livelli minimi, come quelli che vi sono già in Toscana e in Umbria, senza togliere ai cittadini la possibilità di scegliere a livello locale i loro rappresentanti”.

Questa la situazione che andrebbe a delinearsi in Toscana, se passa la manovra: saranno soppresse le province di Massa Carrara, Pistoia e Prato, mentre i comuni sotto i mille abitanti destinati all’accorpamento saranno 19, quasi tutti Comuni montani particolarmente estesi per superficie: Abetone (PT) (abitanti: 705), Capraia Isola (LI) (abitanti: 333), Careggine (LU) (abitanti: 642), Chitignano (AR) (abitanti: 954), Comano (MS) (abitanti: 799), Fabbriche di Vallico (LU) (abitanti: 526), Fosciandora (LU) (abitanti: 670), Giuncugnano (LU) (abitanti: 538), Montemignaio (AR) (abitanti: 589), Monteverdi Marittimo (PI) (abitanti: 701), Orciano Pisano (PI) (abitanti: 628), Ortignano raggiolo (AR) (abitanti: 852), Radicondoli (SI) (abitanti: 978), Rio nell’Elba (LI) (abitanti: 952), San Giovanni d’Asso (SI) (abitanti: 903), Sassetta (LI) (abitanti: 548), Seggiano (GR) (abitanti: 953), Sillano (LU) (abitanti: 784), Vergemoli (LU) (abitanti: 391).

A seguito dell’incontro di oggi è stata presa la decisione di fare una raccolta firme dei cittadini e di presentare a tutti i Sindaci dei Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti un appello in difesa della partecipazione democratica e delle comunità locali, chiedendo al Governo e al Parlamento di varare al più presto misure legislative in grado di salvaguardare e garantire la tenuta e lo sviluppo dei territori montani e delle comunità locali, così come previsto dalla nostra Costituzione.