Attualità/ ARTICOLO

Mercato immobilare in crisi Compravendite giù: - 29,6%

Il Rapporto Immobiliare di Nomisma registra un tonfo nell'acquisto di immobili nel quarto trimestre del 2012 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

/ Veronica Benigno
Mar 10 Dicembre, 2013
Casa

Il mercato immobiliare è sicuramente tra i settori che più risentono della grave crisi in atto. In particolare, la contrazione del credito e l'impossibilità di accedere a un mutuo per acquistare casa hanno causato un vero e proprio crollo delle compravendite in tutta Italia. La possibilità di porre i mutui più convenienti del settore a confronto aiuta i risparmiatori, costretti però a fare i conti con un sistema bloccato. Diverse statistiche, ormai da mesi, convergono sulla stessa analisi: la mancanza di prestiti per la casa rallenta o rende impossibile comprare un immobile. 

Gli ultimi dati dell'Agenzia del Territorio, ad esempio, certificano un calo delle compravendite nel quarto trimestre del 2012 pari al 29,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel capoluogo toscano, questa percentuale è addirittura peggiore della media nazionale: -33,5%

I dati, purtroppo, non sorprendono più di tanto se si considera come il comparto edile sia uno dei più segnati dalle drammatiche contrazioni del mercato globale e che proprio nel mattone trova il simbolo più evidente del disagio che tutti viviamo quotidianamente.

A Firenze, durante gli ultimi tre mesi dell'anno scorso, sono state vendute solo 845 abitazioni. È stato sicuramente il peggior trimestre del 2012, con una riduzione di oltre un terzo delle transazioni. Guardando all'intero anno, invece, i risultati del capoluogo sono in linea con la media nazionale e si attestano al -25,8%. 

La situazione del mercato immobiliare toscano è sotto i riflettori anche nell'ultimo Rapporto Immobiliare di Nomisma, che ha analizzato l'andamento del valore degli immobili. Anche qui troviamo il segno meno: Livorno, una delle 13 città campione per i centri di medie dimensioni nell'indagine, ha visto le sue case perdere il 3,4% o il 3,1% del proprio valore, a seconda che siano di nuova o vecchia costruzione. 

Il dato preoccupante, secondo Nomisma, è che l'abbassamento dei prezzi degli immobili non è sufficiente a determinare una ripresa delle compravendite. L'unica soluzione sarebbe la riapertura del credito: “Il ridimensionamento dei prezzi – ha commentato Luca Dondi, responsabile del settore immobiliare di Nomisma – non è, in assenza di un ripensamento delle politiche creditizie, un elemento sufficiente a riportare verso il comparto una quota significativa della domanda potenziale. Nonostante il quadro recessivo e la continua erosione del reddito disponibile, l'interesse per l'acquisto immobiliare delle famiglie italiane risulta più che doppio rispetto agli attuali livelli di attività”.

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