Cultura/ARTICOLO

Riapre nel Giardino di Boboli il Museo delle porcellane

Riapre al pubblico una delle collezioni di porcellane più antiche con pezzi in mostra dalle manifatture più blasonate d'Europa

/ Redazione
Mar 15 Marzo, 2016

Ha riaperto ai visitatori il Museo delle Porcellane. Il regolare funzionamento del museo, dopo poco più di una settimana di chiusura, è potuto riprendere al termine dell’intervento sulla caldaia che assicura il riscaldamento degli ambienti, nell’ambito del programma di risanamento degli impianti idraulici del complesso di Palazzo Pitti- Giardino di Boboli.

Il Museo delle porcellane è situato nel cosiddetto "Casino del Cavaliere", in uno dei punti più alti del giardino di Boboli. Sebbene la sua apertura risalga appena al 1973, la collezione delle porcellane è molto antica, con pezzi regalati ai granduchi da altri sovrani europei o fatti realizzare da loro stessi su commissione. Molti pezzi furono collezionati dai Lorena, in particolare Pietro Leopoldo e Ferdinando III. Nonostante ciò il cuore della collezione fu però in larga parte fu dalla famiglia Savoia a Firenze unificando a palazzo Pitti le collezioni di alcune regge "ereditate" di fatto dopo l'unità d'Italia, quali il palazzo ducale a Parma e le regge di Piacenza e di sala Baganza.

Gli esemplari esposti appartengono alle più celebri e blasonate manifatture europee, che dal Settecento riuscirono a emulare le tecniche di questo esclusivo materiale, fino ad allora ad appannaggio unico delle manifatture cinesi e giapponesi. Numerosi sono i serviti di rappresentanza di piatti, tazze e tazzine, specialmente dedicate alle nuove mode di prendere il caffè e la cioccolata in tazza, nonché le numerose teiere, i vasi e le statuine, tutti decorati con soavi motivi ornamentali in stile soprattutto rococò e neoclassico.

Fra le manifatture di provenienza figurano: la Real Fabbrica di Napoli (Capodimonte) come il Gruppo della scuola degli orsi e diciotto statuette di popolane napoletane; quella toscana del marchese Carlo Ginori a Doccia, presso Sesto Fiorentino, con opere sette e ottocentesche; le manifatture francesi di Tournai, Vincennes, Chantilly e altre manifatture parigine; porcellane viennesi, in larga parte raccolte da Ferdinando III di Toscana; porcellane della manifatture tedesche di Meissen e Würzburg, tra le quali figurano una zuccheriera a forma di tartaruga e una teiera a forma di gallina.

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