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Rifiuti, cresce la differenziataMa c'è ancora molto da fare

Nel 2013 si è raggiunto quota 45,5%. Con un incremento di 2 punti rispetto al 2012. Ma all'assessore Bramerini non basta: "Siamo lontani dall'obiettivo europeo del 50% di riciclo e riutilizzo al 2020"

/ Redazione
Gio 2 Ottobre, 2014
raccolta differenziata

Cresce la raccolta differenziata in Toscana. Nel 2013 ha raggiunto quota 45,53 per cento con un incremento rispetto al 2012 di 2 punti. Un tasso di crescita più soddisfacente rispetto agli anni precedenti. In forte riduzione la produzione di rifiuti urbani, col dato pro capite nel 2013 che è passato da 616 a 598 kg/abitante.

Scende anche il dato assoluto di produzione di rifiuti urbani, pari a circa 2,24 milioni di tonnellate. La diminuzione registrata è pari all'1 per cento rispetto al 2012, risultato di una contrazione della produzione di rifiuti urbani indifferenziati del 5 per cento e di un aumento delle raccolte differenziate di circa il 3 per cento.

Entrando nel particolare. Il risultato migliore in termini di efficienza della raccolta differenziata è stato quello dell'ATO Toscana Centro (province di Firenze, Pistoia e Prato) con il 52,89%, seguono l'ATO Toscana Costa (province di Livorno - esclusi i comuni della Val di Cornia-, Lucca, Massa e Pisa) con il 45,44% e l'ATO Toscana Sud (province di Arezzo, Grosseto, Siena e comuni livornesi della Val di Cornia) con il 38,29%.

I Comuni più virtuosi. Secondo i dati certificati, i Comuni toscani che hanno superato l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata sono 46, 14 dei quali hanno superato addirittura il 90% e questi ultimi sono: Capraia e Limite (94,66%), Castelfiorentino (90,53%), Cerreto Guidi (94,31%), Certaldo (93,26%), Empoli (94,26%), Fucecchio (95,32%), Gambassi Terme (99,30%), Lamporecchio (97,27%), Larciano (98,57%), Monsummano Terme (94,71%), Montaione (93,99%), Montelupo fiorentino (93,52%), Serravalle pistoiese (96,69%) e Vinci (91,68%).

"Questi numeri - commenta l'assessore regionale all'ambiente e all'energia Anna Rita Bramerini - fotografano una realtà in crescita soddisfacente, ma mostrano anche che molto ancora c'è da fare e che siamo lontani dall'obiettivo europeo del 50% di riciclo e riutilizzo al 2020. Non a caso il nuovo Piano dei rifiuti punta in particolar modo al riciclo e alla riduzione e razionalizzazione degli impianti in modo da pianificare una sempre minore dipendenza dalle discariche che è l'altro obiettivo importante e strategico insieme a quello della raccolta differenziata".

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