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5 ‘amori’ viola finiti troppo presto Salah è in buona compagnia

Negli ultimi anni sono aumentati i “rapporti interrotti” tra la Fiorentina ed alcuni dei suoi protagonisti, amori (calcistici) tormentati

Curva Fiesole

C’eravamo tanto amati – con contratti milionari – ma alla fine è finito tutto. Nelle ultime settima il nome è quello di Mohamed Salah, ma negli ultimi anni sono stati in diversi ad essere prima idoli poi ‘reietti’ dalla tifoseria viola. Rapporti tormentati, segnati – alcuni – da vittorie memorabili prima e da carte bollate poi, dall’essere promesse del calcio italiano ad arrivare a scadenza di contratto ed andare via tra lo sbeffeggiamento generale. Ripercorriamo, in questi giorni di pausa dal campionato, le storie viola di alcuni dei protagonisti che si sono allontanati da Firenze senza fortuna.

Claudio Cesare Prandelli (Fiorentina giugno 2005 – 29 maggio 2010) – L’allenatore delle tre volte in Champions League (una annullata da Calciopoli), della rifondazione dopo la risalita della Firoentina in serie A e delle due panchine d’oro consecutie come “Miglior Allenatore dell’Anno”. Eppure … Eppure dopo quella maledetta sera del 17 febbraio 2010, con la ‘scarsa vista’ di Ovrebo, qualcosa si ruppe. Un ritorno tutto cuore non bastò a quella Fiorentina, in grado di passare da protagonista il girone di quella Champions League, che iniziò un lento declino che si trasformò in un tracollo in campionato. Undicesimo posto finale, rapporto deteriorato con stampa e tifoseria e la firma – il 30 maggio del 2010 – come CT dell’Italia del dopo Lippi. Purtroppo – per Prandelli – un’avventura altrettanto amara.

Giampaolo Pazzini (Fiorentina gennaio 2005 – 13 gennaio 2009) – Arrivato qualche mese prima del ‘gemello’ Montolivo, “il Pazzo” si presenta il 9 aprile del 2005 nel rocambolesco 3-3 contro la Juventus di Capello. Il rapporto tra Pazzini e la Fiorentina però è sempre complesso: dalla presenza ingombrante di Luca Toni, alla competizione interna con Bojinov, Pazzini sarà stabilmente titolare solo nella stagione 2007/8, con 9 goal su 31 presenze in campionato, ma un pesantissimo 0 alla voce ‘marcature’ nelle 12 presenze in Coppa Uefa. Un macigno che porterà “il Pazzo” lontano da Firenze a metà della stagione seguente, per poi trovare spazio, fiducia e goal prima nella Sampdoria – grazie agli assist di Cassano – poi all’Inter. Ora è al Milan, reduce – così come il gemello Montolivo – da non troppe fortune.

Riccardo Montolivo (Fiorentina agosto 2005 – 17 maggio 2012) – L’eterno incompiuto. Il campione mondiale dei “sì, è bravo, ma …”. Riccardo Montolivo a Firenze ha trovato la sua seconda casa, crescendo e completando il percorso calcistico segnato dalla lunga militanza nelle giovanili dell’Atalanta, insieme al “fratello” Giampaolo Pazzini. Titolare inamovibile dal 2006/7, Montolivo si conquista anche la fascia da capitano, che porterà sul braccio dal gennaio del 2010. Forse proprio quella fascia inizia ad incrinare il rapporto tra Montolivo e la società. Questione di soldi? Di stare stabilmente su di un palco internazionale? Non sarà mai chiarito del tutto, ma la storia termina nel peggiore dei modi il 16 settembre del 2011, quando comunica la sua decisione di non rinnovare il suo contratto per poi andare – 8 mesi dopo – al Milan dove, in tre stagioni, collezionerà malapena 13 presenze in Champions League.

Mario Bolatti (Fiorentina 19 gennaio 2010 – 7 febbraio 2011) – Molti lo considereranno un intruso, ma “El Gringo” era arrivato a Firenze con degli ottimi biglietti da visita: fisico imponente, bravo ad interdire e nel giro nella nazionale argentina dall’età di 22 anni, con ben 12 presenze tra il 2007 ed il 2009. La firma nel mercato invernale della stagione 2009-2010 (quella del Bayern Monaco, di Ovrebo, per capirsi),con un quadriennale da 1 milione a stagione, ma – fin da subito – le cose si mettono abbastanza male. Avulso dal gioco e lento, Bolatti perde il treno del mondiale 2010 in SudAfrica ‘grazie’ ad una serie di prestazioni insufficienti. La storia dura 13 mesi: a febbraio del 2011 parte dall’Italia, dopo molto scherno e poche soddisfazioni, alla volta della natìa Argentina. Senza troppa fortuna, infatti ad oggi – all’età di 31 anni – è senza contratto.

Vincenzo Montella (Fiorentina 11 giugno 2012 – 8 giugno 2015) – “L’aeroplanino” atterra a Firenze dopo un addio sofferto con la Roma, ma si impone subito come l’allenatore italiano in grado di avvicinarsi al “tiki-taka” imposto dal guardiolismo, protagonista in Champion League. Montella a Firenze sa far giocare la sua Fiorentina, offre bel calcio e due quarti posti davanti a corazzate dal monte ingaggi molto più alto dei viola. Il primo quarto posto poi è una beffa atroce, con il Milan che opera il sorpasso solo per un calendario favorevole (diciamo così). Tra tutte le storie, quella di Montella è probabilmente quella che finirà a suon di carte bollate. Dalle incomprensioni sugli obiettivi in campionato alle richieste di marcato (forse) non soddisfatte. L’epilogo dell’8 giugno 2015 arriva dopo un muro alzato a suon di comunicati e dichiarazioni avventate, iniziate – platealmente – dopo il pesantissimo 0-3 di Coppa Italia subito dalla Juventus nello scorso aprile.

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