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5 papi fiorentini prima di Francesco Storia “papale” della Toscana

Il Giudizio Universale, la Fontana di Trevi, Galileo Galilei: le famiglie fiorentine che hanno “eletto” un Pontefice, tra ‘500 e ‘700

Giudizio Universale Cappella Sistina

A due mesi dalla visita di papa Francesco in Toscana – con un programma di un solo giorno, martedì 10 novembre, che si snoderà tra Prato e Firenze, con una messa in programma alle 15.30 allo stadio Artemio Franchi – ripercorriamo la storia del ‘contributo’ che le storiche famiglie fiorentine hanno dato ai vescovi di Roma. Quella di papa Francesco sarà, tra l’altro, la prima visita di un pontefice dopo quella di Giovanni Paolo II nel 1986.

Il primo pontefice proveniente dalle famiglie fiorentine è un nome d’eccezione. Figlio quartogenito di Lorenzo de’ Medici e Clarice Orsini, Giovanni di Lorenzo de’ Medici arriva al soglio pontificio nel 1513 all’età di 38 anni. Eletto nel convulso periodo di contrasto tra lo Stato pontificio ed il Regno di Francia, Giovanni, divenuto Leone X, portò avanti un’opera di mediazione – dopo un periodo di battaglie – tra i due stati, e promosse, venendo poi sconfessato dal Concilio di Trento, l’introduzione delle liturgie in volgare e non in latino. Morì a 46 anni, nel 1521, per un improvviso malore, che diede adito a numerose voci su un possibile – ma mai provato – avvelenamento.

Solo quattro anni dopo, nel 1525, divenne papa Giulio Zanobi di Giuliano de’ Medici – nipote di Lorenzo e cugino di Leone X – con il nome di Clemente VII. Dopo il periodo come Arcivescovo di Firenze, Clemente VII resta nella storia europea come il pontefice che scomunicò Enrico VIII, re d’Inghilterra, e che diede perciò vita allo scisma della Chiesa anglicana. Dal punto di vista artistico, come grande mecenate, diede l’incarico a Michelangelo di affrescare la Cappella Sistina: è – anche – merito di Clemente VII se oggi il mondo può ammirare il celeberrimo Giudizio Universale. Morì a 56 anni, nel 1534, probabilmente per colpa di un fungo velenoso.

Il terzo pontefice fiorentino è anche lo sfortunato protagonista di uno dei pontificati di minor durata della storia della Chiesa cattolica. Alessandro di Ottaviano de’Medici venne infatti eletto papa il primo aprile del 1605, all’età di 70 anni, dopo una vita passata come diplomatico tra le corti italiane e francesi, riprese il nome di Leone XI per omaggiare l’avo, Giovanni di Lorenzo de’ Medici (Leone X). Morì il 27 aprile del 1605 per i postumi di una malattia.

Non più un de’ Medici – in ‘calo’ tra le famiglie di potere italiane – ma un Barberini: Maffeo Vincenzo Barberini, figlio del ricco mercante fiorentino Antonio Barberini e di Camilla Barbadori, venne eletto nel 1623 e prese il nome di Urbano VIII. Nel pieno della Guerra dei Trent’Anni, Urbano VIII fu contemporaneo del celebre cardinale Richelieu e di Galielo Galilei, nei cui confronti si dimostrò prima conciliante – ne prese infatti le prese quando era ancora cardinale, nel 1623 – poi lo costrinse alla famosa abiura nel 1633. Morì a 76, nel 1644, e nella basilica di San Pietro le spoglie mortali di Urbano VIII sono collocate in un monumento funebre realizzato dal Bernini, in bronzo e marmo.

Ultimo – ad oggi – pontefice proveniente dalle ricche famiglie fiorentine è Lorenzo Corsini, figlio di Bartolomeo ed Elisabetta Strozzi, nato nel 1652 e salito al soglio pontificio con il nome di Clemente XII nel 1730. Prima giurista e poi tesoriere, fu un attento economista e diede ordine di realizzare i lavori di un altro dei luoghi italiani conosciuti in tutto il mondo, come la Fontana di Trevi commissionata a Nicola Salvi. Morì nel 1740 ad 86 anni, venendo ricordato dalla storiografia come una persona munifica, intelligente e dotata di spirito caritatevole.

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